734 articoli nella categoria Economia

Redazione Irno24 03/09/2026 0

Aeroitalia potenzia i voli da Salerno, il picco è di 23 settimanali

Come riporta FlySalerno sulla propria pagina social, si profilano importanti novità per l'Aeroporto: dal 25 ottobre 2026 al 27 marzo 2027, infatti, Aeroitalia rafforza in modo significativo la propria presenza e aumenta le frequenze sul network nazionale, raggiungendo un picco di ben 23 voli settimanali nei periodi di maggior afflusso.

Milano Malpensa: Lun-Ven 2 voli al giorno, Sab-Dom 1 volo al giorno; Torino (da novembre 2026): 4 volte a settimana (Lun, Mer, Ven, Dom); Genova (da novembre 2026): 3 volte a settimana (Lun, Ven, Dom); Trieste: 4 volte a settimana (Lun, Ven, Sab, Dom) dal 14 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027, 3 volte a settimana (Lun, Ven, Dom) nel restante periodo.

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Redazione Irno24 31/08/2026 0

Capodichino stop a novembre, Abbac: "Quanti voli trasferiti a Salerno?"

ABBAC chiede chiarezza immediata sulla chiusura dell’Aeroporto di Napoli Capodichino, prevista nel mese di novembre, per gli indispensabili lavori di riqualificazione della pista. L’associazione non mette in discussione la necessità degli interventi, finalizzati alla sicurezza dello scalo. Chiede però che venga finalmente presentato un quadro completo e trasparente delle conseguenze che la chiusura determinerà sul traffico aereo e sull’accessibilità turistica della Campania.

"La domanda che poniamo a GESAC - dichiara il presidente nazionale ABBAC, Agostino Ingenito - è molto semplice: quanti voli saranno effettivamente trasferiti a Salerno e quanti, invece, saranno cancellati o sospesi? Perché dalle verifiche sulla programmazione delle compagnie emerge un quadro che appare molto diverso dall’idea di un semplice spostamento dei voli da uno scalo all’altro".

Particolarmente significativo è il caso delle compagnie low cost, che rappresentano una componente fondamentale della connettività di Napoli. Nella programmazione Ryanair, ad esempio, diverse rotte operate con frequenza quotidiana (o addirittura più volte al giorno) da Capodichino non presentano voli disponibili nel periodo di novembre. È il caso di collegamenti importanti come Milano, Bergamo, Barcellona, Torino e Londra.

Non vuol dire che tutte queste destinazioni scompariranno completamente dall’offerta regionale, perché alcune sono già servite autonomamente anche dall’Aeroporto di Salerno. Il punto, però, è un altro: non risulta che le numerose frequenze normalmente operate da Napoli vengano semplicemente trasferite, con la stessa capacità, sullo scalo salernitano.

Analogo interrogativo riguarda Wizz Air. La compagnia ha fortemente potenziato Napoli nel 2026, arrivando a un network di numerose destinazioni e programmando sulla sola Napoli-Milano Malpensa due voli giornalieri. Non emerge, allo stato delle informazioni pubbliche, un trasferimento a Salerno di capacità equivalente durante la chiusura di Capodichino.

ABBAC chiede pertanto a GESAC di pubblicare compagnia per compagnia: il numero dei voli normalmente previsti da Napoli nel periodo interessato; quelli effettivamente trasferiti a Salerno; quelli cancellati o sospesi; le eventuali riprotezioni su Roma o altri aeroporti; il numero complessivo dei posti che verranno meno rispetto alla normale programmazione. Occorre inoltre fare chiarezza sulla durata stessa degli interventi. ENAC aveva già indicato la necessità di ridurre i tempi rispetto alla seconda proposta GESAC, che prevedeva 30 giorni di chiusura, istituendo un tavolo tecnico con gestore, ENAV, compagnie e operatori proprio per minimizzare l’impatto sui passeggeri.

Resta poi aperto il nodo fondamentale della mobilità terrestre. ABBAC chiede alla Regione Campania ed a GESAC se sia stato predisposto un piano straordinario con Trenitalia, Busitalia, Air Campania e gli altri operatori per garantire navette Aeroporto di Salerno-Napoli, potenziamento del Salerno Airlink, incremento dei treni sulla direttrice Salerno-Napoli e servizi adeguati verso Costiera Amalfitana, Penisola Sorrentina, area vesuviana e le principali destinazioni turistiche regionali.

"Non possiamo trasferire migliaia di passeggeri su uno scalo diverso - afferma Ingenito - e poi lasciare a ciascuno il problema di raggiungere la destinazione originariamente scelta. E ancora più preoccupante sarebbe scoprire che una quota consistente di quei passeggeri non arriverà affatto in Campania perché le compagnie hanno preferito sospendere le rotte. Novembre non è più un mese turistico marginale. Strutture ricettive, ristorazione, commercio e servizi lavorano ormai durante tutto l’anno. Una riduzione importante dei posti aerei può tradursi direttamente in cancellazioni, minori presenze e perdita di fatturato per centinaia di imprese.

Non cerchiamo polemiche - conclude Ingenito - vogliamo chiarezza. Vogliamo sapere quanti voli perderà realmente Napoli, quanti passeggeri non arriveranno, quali collegamenti saranno trasferiti e quali strumenti sono stati predisposti per evitare che una necessaria operazione di manutenzione si trasformi in un danno per il turismo e per l’economia della Campania".

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Redazione Irno24 27/08/2026 0

Cisl apre alla Macroregione: "Salerno può offrire contributo importante"

La Cisl Salerno, in una nota stampa, sottolinea che l’intervista al sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo le riflessioni del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, apre una discussione di grande rilievo sul futuro del Mezzogiorno. Leccese condivide l’idea di Manfredi di una Macroregione capace di saldare Tirreno e Adriatico, precisando che non deve tradursi in una nuova sovrastruttura burocratica o in una semplice ridefinizione geografica, ma in uno spazio di cooperazione rafforzata e pianificazione strategica condivisa.

È una prospettiva - secondo la Cisl Salerno - che merita attenzione perché segna il superamento di una vecchia rappresentazione del Mezzogiorno, costruita troppo spesso sulla frammentazione e sulla competizione tra territori. La nuova competizione europea e mediterranea richiede invece reti, connessioni, specializzazioni complementari e capacità di progettare insieme. Napoli e Bari possono essere due grandi motori di questo processo. Ma la forza di una macroregione non può dipendere soltanto dalla dimensione dei suoi poli maggiori. Deve poggiare sulla capacità di mettere in relazione territori diversi, valorizzando funzioni e vocazioni.

È qui che la provincia di Salerno - rimarca la Cisl - può offrire un contributo importante. Non in una logica di contrapposizione o di primato territoriale, ma per la sua posizione geografica e per la particolare combinazione di infrastrutture e sistemi produttivi. Porto, aeroporto, rete autostradale, Alta Velocità, ZES, agroindustria, università e logistica costituiscono un patrimonio che può essere messo al servizio di una strategia più ampia. E soprattutto Salerno può rappresentare un ponte sul Tirreno verso Basilicata e Calabria, collegando la direttrice Napoli-Bari con il Mezzogiorno che si sviluppa verso sud.

Questa funzione diventa ancora più evidente guardando alla geografia complessiva dell’area. L’Irpinia, per posizione e connessioni, può rappresentare insieme a Salerno una cerniera naturale tra il sistema tirrenico e la direttrice Napoli-Bari. Il Sannio e Caserta, invece, sono più direttamente collocati lungo la grande direttrice trasversale che collega Napoli alla Puglia. Non si tratta di stabilire gerarchie tra territori. Al contrario, proprio questa diversa collocazione può diventare un punto di forza se inserita in una strategia di complementarità.

La macroregione - evidenzia la Cisl - acquista così un significato concreto: non una linea tracciata sulla carta, ma una rete di territori nei quali ciascuna infrastruttura, ciascun sistema produttivo e ciascun centro di competenza può svolgere una funzione dentro un disegno comune. In questa prospettiva, il porto e l’aeroporto di Salerno non devono essere considerati soltanto infrastrutture locali; possono contribuire a costruire una piattaforma capace di connettere il sistema tirrenico con le aree interne e, attraverso Basilicata e Calabria, con una parte decisiva del Mezzogiorno continentale.

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Redazione Irno24 20/08/2026 0

Cisl: "Salerno nodo di riferimento, si ragioni come sistema economico"

Il confronto di questi giorni sul futuro del sistema produttivo e logistico mette in evidenza una questione che la Cisl Salerno considera ormai non più rinviabile: Salerno deve scegliere se limitarsi a gestire le proprie infrastrutture oppure costruire attorno ad esse una vera politica industriale. Per la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi, la discussione non può essere ridotta alla contrapposizione tra porto, aree industriali e sistema imprenditoriale.

"Credo che dobbiamo cambiare prospettiva. Il porto, le aree industriali, la Zes, la rete infrastrutturale e la logistica devono essere considerati come parti di un unico sistema economico. La vera sfida è capire come utilizzare questi asset per aumentare la capacità competitiva delle nostre imprese e rendere il territorio più attrattivo per nuovi investimenti".

La provincia di Salerno ha una struttura produttiva importante, ma deve fare i conti con costi logistici, distanza dai grandi mercati, frammentazione degli insediamenti produttivi e difficoltà di collegamento tra costa e aree interne. È proprio su questo terreno che, secondo la Cisl provinciale, occorre intervenire. "Da tempo - spiega Cortazzi - stiamo lavorando a un progetto che punta a rafforzare la dimensione retroportuale e logistica del nostro territorio, mettendo in relazione il porto con le aree produttive e con le grandi direttrici nazionali ed europee. Non è ancora il momento di entrare nei dettagli, ma la direzione è chiara: vogliamo contribuire fattivamente per costruire condizioni nuove per la competitività del sistema salernitano".

Una parte importante di questa strategia riguarda la dimensione doganale. "Spesso, quando si parla di infrastrutture si pensa soltanto a strade, ferrovie, piazzali e capannoni. Ma oggi la competitività si gioca anche sulla velocità e sull'efficienza con cui le merci attraversano le frontiere. Una moderna organizzazione dei flussi doganali può significare meno tempi di attesa, maggiore certezza per le imprese, minori costi finanziari e logistici e maggiore capacità di attrarre operatori internazionali".

È questo uno degli aspetti sui quali, secondo la Cisl Salerno, occorre ragionare in maniera innovativa. La possibilità di utilizzare strumenti di semplificazione e gestione doganale integrata, all'interno dei regimi previsti dalla normativa, può infatti diventare un elemento di competitività per un territorio che voglia proporsi come piattaforma logistica del Mezzogiorno. "Non parliamo di un vantaggio per una singola impresa - sottolinea Cortazzi - ma di una leva di sistema. Se riusciamo a ridurre i tempi di attraversamento delle merci, rendere più efficienti le procedure, integrare logistica e produzione e collegare meglio il porto alle aree industriali, aumentiamo la competitività dell'intero territorio".

La Zes Unica può rappresentare, in questo quadro, un ulteriore moltiplicatore. Ma, per la Cisl Salerno, incentivi e semplificazioni non possono rimanere strumenti isolati. "Una Zes funziona davvero se alle agevolazioni si accompagna un ecosistema. Un'impresa decide dove investire non guardando soltanto all'incentivo, ma considerando tempi, infrastrutture, energia, logistica, disponibilità di aree, servizi e possibilità di raggiungere rapidamente i mercati. È su questo insieme di fattori che dobbiamo diventare competitivi".

Per questo, la Cisl Salerno ritiene che il confronto avviato debba trasformarsi in un'agenda territoriale dello sviluppo, nella quale imprese, istituzioni, Asi, Autorità portuale e organizzazioni sindacali possano misurarsi su obiettivi concreti. "Non dobbiamo scegliere chi ha ragione tra porto e industria. Dobbiamo costruire le condizioni perché il porto produca più valore per l'industria e perché l'industria generi più traffici e più valore per il porto. È questa l'integrazione che serve", ha continuato Cortazzi.

La Cisl Salerno intende proseguire il lavoro avviato per arrivare a una proposta capace di mettere insieme infrastrutture, Zes, retroportualità, semplificazione doganale e sviluppo industriale, mantenendo il confronto aperto con tutti gli attori del sistema. "Non vogliamo aggiungere una nuova proposta alla lista delle tante già avanzate. Vogliamo contribuire a costruire un progetto di territorio, nel quale ogni infrastruttura abbia una funzione economica precisa e ogni investimento sia valutato anche per la capacità di generare nuovo valore e buona occupazione". Salerno può diventare un nodo logistico e produttivo di riferimento nel Mezzogiorno. Ma per farlo deve smettere di ragionare per compartimenti separati e cominciare a farlo come un unico sistema economico. È questa la sfida che la Cisl pprovinciale intende portare al tavolo.

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Redazione Irno24 17/08/2026 0

Uil Salerno: "La casa sta diventando un lusso anche per chi lavora"

"A Salerno si costruiscono nuove abitazioni, anche di pregio, che evidentemente incontrano una domanda capace di sostenerne i prezzi. È il mercato e non può essere demonizzato. Ma accanto a questa realtà ne esiste un’altra, molto più silenziosa e sempre più ampia: quella di chi ha un lavoro e un reddito, ma fatica comunque a trovare una casa alla propria portata. È questa la nuova frontiera dell’emergenza abitativa, sulla quale dobbiamo interrogarci. Non riguarda più soltanto le situazioni di povertà. Riguarda giovani che vorrebbero lasciare la casa dei genitori, coppie che progettano una famiglia, lavoratori con redditi medi, donne con figli, famiglie con persone disabili e anziani che devono far quadrare pensione, spese quotidiane e costo dell’abitazione.

I numeri rappresentano un campanello d’allarme: nell’Avviso ERP 2026 sono state presentate 1.522 domande nel solo Comune di Salerno, il 20% in più rispetto al 2022. Ma il dato dell’edilizia pubblica racconta solo una parte del problema. C’è infatti un pezzo di società che rischia di rimanere schiacciato nel mezzo: troppo ricco per accedere all’edilizia popolare e troppo debole economicamente per sostenere i prezzi del mercato. Ed è proprio qui che, per il sindacato, la questione della casa incontra quella del lavoro. Se avere un’occupazione non basta più per pagare serenamente un affitto, se due giovani che lavorano rinviano la propria autonomia perché non riescono a sostenere il costo di un’abitazione, se un anziano con una pensione normale deve destinare alla casa una parte eccessiva del proprio reddito, significa che non siamo più davanti soltanto a un problema immobiliare. Siamo davanti a un problema di salari, potere d’acquisto e qualità della vita.

Il lavoro deve tornare a garantire autonomia e la possibilità di costruire il proprio futuro. Per questo, alla battaglia per salari più adeguati, occupazione stabile e recupero del potere d’acquisto, deve accompagnarsi una nuova politica dell’abitare. Ma sarebbe altrettanto sbagliato individuare nei proprietari la causa del problema. Una seconda casa non è automaticamente sinonimo di ricchezza o speculazione. Per tante famiglie quell’immobile è stato acquistato con i risparmi, i sacrifici e le privazioni di una vita di lavoro, pensando di costruire una sicurezza per la vecchiaia, integrare il reddito o lasciare qualcosa ai propri figli. Su quell’immobile, però, pesano tasse, tributi, manutenzione ordinaria e straordinaria e il rischio di eventuali morosità. Anche questo contribuisce alle richieste di maggiori garanzie e alla determinazione dei canoni. Ecco perché non serve alimentare una contrapposizione tra chi cerca casa e chi la possiede. Bisogna fare in modo che i loro interessi possano incontrarsi.

Se chiediamo al piccolo proprietario di affittare a un prezzo sostenibile, Stato e Comuni devono rendere quella scelta conveniente attraverso agevolazioni fiscali, riduzioni dei tributi locali e maggiori certezze. Un fondo di garanzia contro la morosità potrebbe, ad esempio, tutelare il proprietario e contemporaneamente aiutare quelle famiglie che hanno un reddito ma non riescono a offrire tutte le garanzie oggi richieste. Parallelamente, bisogna aumentare l’offerta di abitazioni accessibili alla fascia media. Il programma regionale HO.P.E., finanziato con 245 milioni di euro, rappresenta un’opportunità importante perché prevede edilizia pubblica, recupero del patrimonio esistente ed edilizia residenziale sociale, quest’ultima rivolta anche a chi non riesce ad accedere ai prezzi di mercato ma non possiede i requisiti per l’ERP. È esattamente quella fascia che oggi rischiamo di perdere dalle nostre città.

Per questo, il tavolo annunciato dall’Amministrazione comunale di Salerno può essere un’occasione da non sprecare. La nostra proposta è farne il punto di partenza di un vero Patto per l’abitare, coinvolgendo Comune, Regione, organizzazioni sindacali, rappresentanze degli inquilini e dei proprietari e mondo delle costruzioni. Dobbiamo conoscere il reale fabbisogno abitativo della città, recuperare e rimettere in circolo il patrimonio disponibile, incentivare i canoni concordati, sostenere l’edilizia sociale e costruire strumenti di garanzia per proprietari e inquilini.

E dobbiamo porci una domanda che riguarda il futuro stesso di Salerno: che città vogliamo costruire e, soprattutto, per chi? Una città può certamente attrarre investimenti e avere un mercato immobiliare di pregio. Ma deve contemporaneamente consentire a un giovane di diventare autonomo, a una coppia di mettere su famiglia, a un lavoratore di abitare vicino al proprio posto di lavoro e a un anziano di continuare a vivere dignitosamente con il proprio reddito. La vera emergenza comincia quando una casa diventa un lusso anche per chi lavora. Non servono contrapposizioni. Serve una politica capace di tenere insieme diritto all’abitare, tutela della piccola proprietà, lavoro e salari. Perché una città cresce davvero solo se, insieme al valore dei suoi immobili, cresce anche la possibilità delle persone di continuare ad abitarla".

Patrizia Spinelli, coordinatrice UIL Salerno

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Redazione Irno24 14/08/2026 0

Salto di qualità del porto di Salerno, due navi da crociera in contemporanea

Due navi da crociera ormeggiate contemporaneamente al Molo Manfredi. È l'immagine che lo scorso 8 agosto ha certificato il salto di qualità del porto di Salerno: grazie all'estensione della banchina di 127 metri, che ha portato il molo a una lunghezza complessiva di 480 metri, lo scalo è oggi in grado di ospitare due unità in contemporanea, sfruttando nella sua piena capacità operativa la rinnovata infrastruttura portuale.

Un risultato che arriva nel pieno di una stagione particolarmente florida. Da oggi, 14 agosto, e per i prossimi cinque giorni, il porto accoglierà circa 25.000 presenze crocieristiche, un flusso che entro la fine del mese raggiungerà quota 55.000 presenze complessive. Per Amalfi Coast Cruise Terminal - si legge in una nota - il doppio ormeggio dell'8 agosto è il dato più significativo della stagione, ancor più dei volumi: non solo un'immagine suggestiva, ma la dimostrazione concreta che la rinnovata infrastruttura portuale viene sfruttata nella sua piena capacità. È la prova che, quando pubblico e privato lavorano in maniera coordinata, i risultati arrivano, e arrivano in tempi rapidi.

Su questa base, Salerno ha oggi tutte le carte in regola per consolidarsi come scalo crocieristico di riferimento nel Mediterraneo. Sul terminal di Zaha Hadid il lavoro degli ultimi mesi è andato nella direzione di ampliare e rafforzare i servizi dedicati ai crocieristi, per farne non solo un luogo di accoglienza di qualità ma un hub di mobilità: da qui si accede in pochi minuti a tutti i servizi di mobilità pubblica che collegano lo scalo alle mete più iconiche del territorio, a partire dalla città di Salerno stessa.

Il risultato si vede nei numeri: nei primi mesi del 2026, circa il 60% dei visitatori ha scelto di muoversi autonomamente in città e nel territorio. Un segnale chiaro di come l'accessibilità sia diventata un elemento centrale dell'esperienza del crocierista e di quanto il collegamento tra infrastruttura e territorio pesi oggi su questo scalo. Amalfi Coast Cruise Terminal gestisce in concessione il terminal crociere di Zaha Hadid al Molo Manfredi, porto di Salerno.

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Redazione Irno24 14/08/2026 0

Numeri in calo per l'artigianato salernitano, proposta di rilancio di CNA

L’artigianato salernitano sta vivendo una fase di evidente ridimensionamento: dopo la riflessione emersa durante la recente assemblea provinciale di CNA Salerno, arriva ora la conferma dai numeri ufficiali. L’ultima analisi dell’Area Studi e Ricerche CNA, su dati Istat, mostra che la provincia registra una quota di imprese artigiane pari al 17,3% sul totale delle imprese, contro una media nazionale del 21,5%. Nel contesto campano, Salerno si colloca in una posizione intermedia: meglio dei grandi poli metropolitani come Napoli (10,3%) e Caserta (12,8%), ma dietro Avellino (19,0%) e Benevento (18,3%), territori con una maggiore intensità artigiana grazie a sistemi produttivi più contenuti e meno diversificati.

Anche sul fronte occupazionale il quadro è debole: gli addetti impiegati nelle imprese artigiane rappresentano il 12,1% del totale, contro una media nazionale del 13,4%. Un valore che colloca Salerno al quarto posto in Campania, superando solo Napoli (6,5%) e Caserta (8,1%). Il ridimensionamento è ancora più evidente osservando l’andamento dell’ultimo decennio: Salerno perde 3,3 punti percentuali di incidenza artigiana e 4 sul fronte degli addetti, una contrazione più intensa della media nazionale e seconda solo a Benevento. In altre parole, la provincia presenta un coefficiente di artigianalità inferiore alla media nazionale e un ranking territoriale che accende un campanello d’allarme.

I numeri confermano quanto CNA Salerno aveva già anticipato durante l’assemblea provinciale, attraverso la relazione della direttrice Simona Paolillo: il fenomeno non riguarda solo la dimensione economica, ma la tenuta stessa del tessuto produttivo locale. Il blocco del ricambio generazionale, la difficoltà nel reperire personale qualificato, la pressione burocratica e i costi fissi (dal fitto alla logistica), insieme alla necessità di investire in digitalizzazione e innovazione (fatturazione elettronica, sito web, marketing), stanno indebolendo un settore che per decenni ha rappresentato una componente essenziale dell’identità produttiva del territorio.

Il report di CNA Nazionale ricorda che "l’età media dei titolari artigiani supera oggi i 50 anni" e che le ditte individuali guidate da under 30 sono in forte calo, mentre le imprese faticano a trovare figure professionali come elettricisti, meccanici, idraulici, sarte e serramentisti. Forte della conferma arrivata dai dati, Paolillo, due settimane dopo aver scattato la fotografia del settore davanti a una ampia rappresentanza istituzionale, rilancia con decisione la questione: "Salerno non è un territorio privo di artigianato, ma un territorio che si sta impoverendo della sua artigianalità".

CNA Salerno, guidata da Antonio Citro, ritiene necessario un impegno condiviso tra istituzioni, scuole, imprese e mondo della formazione per rilanciare i percorsi tecnico‑professionali, sostenere la transizione digitale delle micro‑imprese, semplificare gli adempimenti burocratici e accompagnare le imprese nel passaggio generazionale. Come ribadito all’assemblea del 30 luglio, CNA sottolinea l’urgenza di politiche territoriali che valorizzino botteghe e laboratori nei centri storici, rafforzino la presenza dell’artigianato nelle strategie di sviluppo locale e sostengano le imprese che scelgono di innovare, mantenendo una forte identità produttiva. "L’artigianato - ha ribadito Paolillo - non è un residuo del passato ma una risorsa strategica per il territorio; dove arretra l’artigianato arretra la qualità del lavoro e la competitività, mentre dove cresce, cresce il territorio”.

Alla luce dei dati, il presidente provinciale Citro conferma la necessità di una politica territoriale dedicata all’artigianato, capace di sostenere chi produce valore, innovazione e identità. Il messaggio è chiaro: senza artigianato, Salerno perde una parte della sua forza economica; con l’artigianato può ritrovarla. Anche per il presidente del coordinamento regionale CNA, Lucio Ronca, "il coefficiente di artigianalità delle province campane fa capire quanto stia cambiando il tessuto produttivo della nostra regione. Bisogna lavorare in maniera coesa con la Regione e in modo capillare su tutto il territorio, affinché non si disperda il nostro made in Campania".

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Redazione Irno24 11/08/2026 0

Salerno, l'appello Fenailp: "Senza artigianato non esiste turismo autentico"

Artigianato e turismo devono diventare parte di un’unica strategia di sviluppo per la provincia di Salerno. È l’appello lanciato da Fenailp Artigianato e Fenailp Turismo, che chiedono politiche condivise per valorizzare le botteghe, sostenere le imprese e trasformare le eccellenze locali in un motore stabile di crescita economica e occupazionale. Salerno e la sua provincia possiedono uno dei patrimoni più ricchi d’Italia: paesaggi, cultura, tradizioni, produzioni tipiche e borghi, che rappresentano un valore riconosciuto anche a livello internazionale.

Per Fenailp, però, la vera sfida non è soltanto attrarre visitatori, ma costruire un modello di sviluppo capace di mettere in rete turismo, artigianato e identità territoriale, trasformando l’autenticità in un vantaggio competitivo. L’artigianato, infatti, non rappresenta soltanto un settore produttivo, ma uno degli elementi distintivi dell’identità locale. Dietro ogni bottega, laboratorio o attività familiare si custodiscono competenze, tradizioni e mestieri che raccontano la storia del territorio e che oggi possono diventare parte integrante dell’offerta turistica.

"Ogni bottega che chiude - dichiara Sergio Casola, presidente di Fenailp Artigianato - è un pezzo di identità che il territorio perde e un’esperienza autentica in meno da offrire ai visitatori. Gli artigiani non sono soltanto produttori di beni, ma custodi della memoria e ambasciatori della cultura locale. Per questo servono strumenti concreti che consentano alle imprese di innovare, investire e coinvolgere le nuove generazioni senza rinunciare alle proprie radici".

Secondo Fenailp, il turismo esperienziale rappresenta oggi una delle opportunità più importanti per le piccole imprese. Sempre più viaggiatori scelgono infatti destinazioni in cui poter vivere esperienze autentiche, conoscere chi produce, visitare laboratori, partecipare a percorsi enogastronomici e scoprire le tradizioni locali. Un’evoluzione del mercato che rende le botteghe artigiane protagoniste di una nuova idea di accoglienza. "Artigianato e turismo - sottolinea Casola - non possono più viaggiare su binari separati, occorre costruire una rete stabile tra imprese, istituzioni, associazioni e operatori del settore. Solo così le nostre eccellenze potranno trasformarsi in una vera leva di sviluppo per l’intero territorio e non restare esperienze isolate".

Per Marco Sansiviero, presidente di Fenailp Turismo, il cambiamento passa da una diversa concezione dell’offerta turistica: "Oggi il turista non cerca soltanto una meta da visitare, ma desidera vivere emozioni, conoscere persone, ascoltare storie e immergersi nella cultura dei luoghi. È questa autenticità il vero valore aggiunto della provincia di Salerno. Borghi, feste popolari, percorsi culturali, produzioni tipiche e tradizioni possono contribuire in modo decisivo a destagionalizzare i flussi turistici e distribuire le presenze su tutto il territorio. Ma è indispensabile una programmazione condivisa e continuativa, capace di fare sistema e di sostenere gli operatori durante tutto l’anno".

Fenailp richiama infine l’attenzione sulle criticità che continuano a frenare la crescita del comparto: la difficoltà nel reperire personale qualificato, la frammentazione dell’offerta, la necessità di investimenti infrastrutturali e una promozione più efficace delle destinazioni meno conosciute. Temi che richiedono una strategia comune tra istituzioni e mondo produttivo. "La provincia di Salerno - conclude Sansiviero - possiede tutte le risorse per affermarsi come modello nazionale di turismo autentico. Abbiamo paesaggi straordinari, produzioni di qualità, artigiani, cultura e una tradizione dell’accoglienza riconosciuta ovunque. Adesso serve la capacità di mettere insieme queste eccellenze e trasformarle in un progetto condiviso di sviluppo, crescita economica e occupazione".

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Redazione Irno24 06/08/2026 0

Istituzione di una nuova farmacia all'interno dell'Aeroporto di Salerno

La Giunta della Campania, riunitasi questo pomeriggio a Palazzo Santa Lucia, ha approvato una serie di provvedimenti in materia di sanità. Fra questi, l'istituzione di una nuova sede farmaceutica presso l’Aeroporto di Salerno, in considerazione della rilevanza strategica dello scalo e del significativo afflusso di passeggeri, lavoratori e operatori.

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Salvatore Riela 05/08/2026 0

Siccità, in Campania un piano per sostenere le aziende agricole

La Giunta della Campania approva nuove misure immediate per contrastare gli effetti della crisi idrica nel comparto agroalimentare, a seguito delle temperature alte che hanno interessato i principali comuni della regione. L’ondata eccezionale di calore e la prolungata assenza di precipitazioni hanno messo a dura prova il settore primario. In questo contesto critico, l'Ente compie un passo concreto con l'annuncio del piano strategico urgente per offrire un sollievo immediato e stabilità agli agricoltori e alle rispettive terre.

Il provvedimento stabilisce uno stanziamento economico significativo, volto a compensare i danni subiti dalle colture e dalle produzioni locali. Le aziende agricole colpite dalla carenza idrica potranno accedere a contributi mirati e procedure semplificate per l'erogazione dei fondi. L'obiettivo primario è tutelare la liquidità delle imprese, evitando che il calo dei raccolti comprometta l'occupazione e la tenuta delle filiere d'eccellenza. I settori maggiormente esposti, tra cui l'ortofrutta, la viticoltura e l'allevamento, beneficeranno di un iter prioritario. Le istanze potranno essere presentate direttamente online, tramite piattaforme regionali dedicate, garantendo tempi ridotti.

Accanto al sostegno finanziario diretto, il piano pone un accento fondamentale sul potenziamento delle infrastrutture irrigue. In collaborazione con i Consorzi di Bonifica locali, verranno avviati interventi urgenti per la manutenzione delle reti, la riduzione delle dispersioni e l'installazione di sistemi di pompaggio temporanei. Queste azioni a breve termine si inseriscono all'interno di una strategia strutturale per ammodernare i bacini di raccolta ed incentivare tecnologie di irrigazione di precisione. L'ottimizzazione dell'uso dell'acqua rappresenta infatti la sola strada per adattare l'agricoltura campana alle sfide del cambiamento climatico. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i bandi operativi con i dettagli attuativi per richiedere le agevolazioni previste.

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