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33 articoli nella categoria Ambiente

Redazione Irno24 15/12/2020 0

Comuni Rifiuti Free 2020, Baronissi svetta nel salernitano

I "Comuni Rifiuti Free 2020" - scrive Legambiente Campania nel dossier Comuni Ricicloni - sono stati individuati considerando quelli con una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65% e una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante.

Le tre graduatorie sono state distinte su base provinciale e in base al numero di abitanti. Classificandole tra “meno 5.000 ab”, “tra 5.000 e 15.000 ab” e “superiore ai 15.000 ab”, sono state stilate considerando la più bassa produzione di rifiuto indifferenziato.

In provincia di Salerno, nel terzo raggruppamento, Baronissi è l'unico comune ad ottenere il riconoscimento (RD 83,05% - Secco Residuo 69,19 Kg/a/ab), mentre Bracigliano si colloca al 6° posto del secondo raggruppamento (RD 78,07% - SR 68,86 Kg/a/ab), dietro Olevano, Albanella, Montesano, Padula e Roccadaspide. Nella classifica generale dei Comuni Rifiuti Free campani, Baronissi è all'84° posto su 107, Bracigliano all'81°.

“Essere premiati come primi in provincia di Salerno e in Campania è ovviamente motivo di grande soddisfazione – sottolinea il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante - il premio è la conferma dell'impegno profuso da questa amministrazione per migliorare e ottimizzare il sistema di differenziata. Siamo una città di esempio nell’organizzazione del servizio, ma soprattutto nell'ambito dell'educazione e formazione al rispetto dell'ambiente e alla sostenibilità ecologica”.

IL DOSSIER COMPLETO

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Redazione Irno24 11/12/2020 0

Rapporto Ecomafia 2020, Campania si conferma maglia nera

Il “virus” dell’ecomafia non si arresta né conosce crisi. Nel 2019 aumentano i reati contro l’ambiente: sono ben 34.648 quelli accertati, alla media di 4 ogni ora, con un incremento del +23.1% rispetto al 2018. In particolare preoccupa il boom degli illeciti nel ciclo del cemento, al primo posto della graduatoria per tipologia di attività ecocriminali, con ben 11.484 (+74,6% rispetto al 2018), che superano nel 2019 quelli contestati nel ciclo di rifiuti che ammontano a 9.527 (+10,9% rispetto al 2018). Da segnalare anche l’impennata dei reati contro la fauna, 8.088, (+10,9% rispetto al 2018) e quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (+92,5% rispetto al 2018).

La Campania è, come sempre, in testa alle classifiche, con 5.549 reati contro l’ambiente (il 16% sul totale nazionale), seguita nel 2019 da Puglia, Sicilia e Calabria (prima regione del Sud come numero di arresti). E, come ogni anno, in queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra quasi la metà di tutti gli illeciti penali accertati grazie alle indagini, esattamente il 44,4%. La Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, colleziona più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86. Nello specifico, gli arresti in Campania sono 24, le denunce 4231, i sequestri 1777.

Da capogiro il business potenziale complessivo dell’ecomafia, stimato in 19,9 mld di euro per il solo 2019, e che dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 mld. A spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 371 clan (3 in più rispetto all’anno prima), attivi in tutte le filiere: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare.

È questa la fotografia scattata dal Rapporto Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, realizzato da Legambiente, con il sostegno di COBAT E NOVAMONT, che ha analizzato i dati frutto dell’intensa attività svolta da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli

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Redazione Irno24 09/11/2020 0

Ecosistema Urbano 2020, non bene Salerno al 77° posto

Un’Italia a due velocità: la prima più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.

È questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola. A testimoniarlo in primis le città di Trento, Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia in vetta alla classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 che si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia.

Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto in graduatoria con buone performance complessive, seguite da Pordenone che, dopo una lenta scalata, conquista il terzo posto superando così Bolzano che scende al quarto posto. Quinta la città di Reggio Emilia protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni. In fondo alla graduatoria troviamo invece: Pescara (102esima), Palermo (103esima) e Vibo Valentia (104esima).

A livello campano, non bene Salerno, che occupa il 77° posto con 44,79 punti; Napoli è messa anche peggio, novantesima in graduatoria con 38,91 punti; Caserta è ancora più dietro, 95a con 35,98 punti. Decisamente meglio Avellino, 31a con 59,85 punti, che "doppia" Benevento, 60a con 52,74.

IL RAPPORTO DETTAGLIATO

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Redazione Irno24 26/10/2020 0

Ente d'Ambito Salerno vince il premio CONAI "Teniamoli d'occhio"

Gli anni difficili dell’emergenza rifiuti in Campania sono lontani. A testimoniarlo è anche CONAI che, in occasione dell’edizione 2020 di Comuni Ricicloni all’Ecoforum di Legambiente, ha assegnato il premio Teniamoli d’occhio a due EDA campani: l’Ente di Ambito di Caserta e quello di Salerno. I due EDA, costituiti in Regione per favorire una gestione integrata dei rifiuti urbani più efficiente, sono fra quelli che hanno registrato i progressi più significativi nel corso dell’ultimo anno.

Nello specifico, la raccolta attuale in provincia di Caserta si assesta sul 50,2% ma, una volta attuato il piano d'ambito, l'EDA Caserta mira al raggiungimento del 70%. La provincia di Salerno, che si attesta nel 2019 con il 64,4% di differenziata, ha come obiettivo legato al piano d’ambito il superamento del 75%.

Due percorsi virtuosi che, anche grazie al supporto di CONAI, miglioreranno le performance dell’intera Campania: la Regione, nonostante la cronica mancanza di impianti di trattamento della frazione organica e della frazione residua, ha già avviato sistemi di gestione della raccolta differenziata che, in alcuni casi, sono diventati buone pratiche esportate addirittura fuori dai confini regionali.

"Risultati come quelli degli EDA di Caserta e di Salerno devono essere di esempio per molte realtà del Mezzogiorno - commenta il presidente CONAI Luca Ruini - Sono la prova del fatto la collaborazione fra CONAI, le istituzioni e i cittadini permette di raggiungere grandi risultati in poco tempo.

Continueremo a lavorare per dare concreta attuazione ai piani d’ambito e migliorare le performance della Regione Campania, sempre più soddisfacenti anno dopo anno. Si tratta di un trend positivo che deve continuare e che sarà essenziale al paese anche per raggiungere gli obiettivi di riciclo che l’Europa ci chiede entro il 2025".

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Redazione Irno24 02/10/2020 0

Green City Network, Campania terza per produzione di Rifiuti Urbani

Per approfondire la gestione circolare dei rifiuti in 6 Regioni del sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria) e in Sardegna e in 31 città si è svolto il terzo dei workshop on line che stanno attraversando l’Italia da nord a sud “Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee” organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai, in cui è stato presentato il Rapporto sui rifiuti urbani e l’economia circolare nel Sud Italia.

Per la redazione del Rapporto, il Green City Network ha svolto un’indagine qualitativa a campione fra le città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti). Dal Rapporto emerge che la produzione dei Rifiuti Urbani (RU) nel corso degli ultimi anni (2013-2018) è cresciuta: a livello nazionale, nelle Regioni studiate invece è restata pressoché stabile.

La Puglia ha il maggior incremento (+6 kg/ab/anno), seguita da Abruzzo e Sardegna (+3 kg/ab/anno) e Campania (+1 kg/ab/anno). Calabria, Molise e Basilicata registrano invece una riduzione dei rifiuti rispettivamente di -10, -15 e -21 kg/ab/anno. Una fotografia con luci ed ombre quella scattata alle Regioni e alle città del sud Italia sulla gestione circolare dei rifiuti urbani.

Per la raccolta differenziata 5 Regioni hanno una RD inferiore alla media nazionale (58%), solo Abruzzo e Sardegna superano la media nazionale col 60% e 67%. Tra le città, 14 Città hanno RD superiore alla media nazionale, con Oristano che arriva al 75%, seguita da Cagliari (74%), Avellino (72%), mentre 13 città hanno la RD minore del 50%, con Crotone ferma all’8% e Taranto al 18%. Per quanto riguarda la raccolta differenziata della plastica 9 Capoluoghi (su 31) hanno una performance superiore alla media nazionale con il testa Lecce con il 57,2%, Isernia con il 52,6% e Oristano con il 41,1%. Rispetto alla RD pro capite del 2013, l’incremento maggiore si registra a Catanzaro, che incrementa la sua raccolta da 0,2 a 10 kg/ab*anno.

Il tasso di riciclo dei rifiuti urbani nel Sud è pari al 39% contro il 45% di media nazionale, nessuna Regione ha raggiunto l’obiettivo di riciclo previsto per il 2025 (55%), la Sardegna arriva al 54% ed è l’unica Regione che supera il 50%. Abruzzo e Campania hanno un riciclo tra il 40 e il 50%. Lo sforzo maggiore di incremento del riciclo dovrà essere compiuto dal Molise perché parte dai tassi di RD più bassi (25%). Lo smaltimento in discarica al Sud è pari al 26%, con punte del 52% in Calabria.

IL RAPPORTO SUD ITALIA

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