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36 articoli nella categoria Ambiente

Redazione Irno24 19/04/2021 0

Qualità del mare in Campania, ripartono prelievi: il 97% delle acque è balneabile

Riparte in Campania, come ogni anno, il monitoraggio delle acque di balneazione, in programma fino a fine settembre. L’obiettivo del monitoraggio, svolto dai Dipartimenti Arpac di Napoli, Caserta e Salerno, con il supporto di una flotta di otto imbarcazioni gestita dalla UO Mare, è garantire la qualità del mare campano in vista della stagione balneare.

Nel 2020, nonostante l’avvio ritardato del monitoraggio a causa del lockdown, l’Arpa Campania ha svolto circa 2mila prelievi lungo oltre 400 chilometri di costa, suddivisi in 328 “acque di balneazione”. Due i parametri batteriologici definiti dalla normativa di settore: Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali, considerati indicatori di contaminazione fecale. I risultati vengono pubblicati in tempo reale sul sito dell’Agenzia e diffusi attraverso l’app “Arpac Balneazione” per dispositivi mobili. Da quest’anno, i risultati salienti saranno comunicati anche attraverso il profilo Twitter ufficiale dell’Arpa Campania.

«La risorsa mare rappresenta un asset fondamentale della Campania», dichiara il direttore generale Arpac Stefano Sorvino. «Nell’attesa che siano chiarite le modalità di svolgimento della stagione balneare, in fase di riavvio anche in armonia con le recenti disposizioni, i controlli partono regolarmente, in seguito al provvedimento della Regione che ha approvato la programmazione della campagna di monitoraggio. Ovviamente i prelievi saranno svolti rispettando tutte le disposizioni anti-Covid. Il numero considerevole di campionamenti effettuato dall’Agenzia rende le acque costiere campane tra le più controllate del Mediterraneo dal punto di vista della qualità microbiologica».

Al momento, il 97% delle “acque di balneazione” monitorate dall’Agenzia risulta balneabile. Dal conteggio sono esclusi circa 60 chilometri di costa non idonei alla balneazione per cause diverse dall’inquinamento: aree che ospitano porti, strutture militari, eccetera. Il 90% delle acque di balneazione monitorate risulta di qualità “eccellente”. Nell’ambito del 3% di acque non balneabili (di qualità “scarsa”), per un totale di circa 13 chilometri, quest’anno si registrano i nuovi ingressi dei tratti di costa “Est Foce Irno” a Salerno e “Spineta Nuova” a Battipaglia. Sempre in provincia di Salerno, risultano al contrario di nuovo balneabili il tratto “Marina di Cetara” e “Lungomare di Sapri”.

Il quadro della balneabilità può subire variazioni in base ai risultati dei prelievi, che vengono trasmessi ai Comuni, titolati ad adottare eventuali divieti di balneazione anche temporanei. Nel solo mese di aprile, sono programmati 375 prelievi lungo tutta la costa regionale.

«In linea generale», spiega il dirigente responsabile della UO Mare Lucio De Maio, «si osserva negli ultimi anni un miglioramento sempre più evidente, seppure graduale, della balneabilità in Campania, probabilmente dovuto a una gestione più efficace dei sistemi fognari e depurativi, frutto del lavoro sinergico di tutte le istituzioni coinvolte. Tuttavia il nostro livello di attenzione non si abbassa: gli andamenti delle precedenti stagioni balneari suggeriscono che alcune criticità locali permangono, soprattutto in caso di forti piogge che possono mandare in tilt i sistemi di gestione delle acque reflue».

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Redazione Irno24 17/04/2021 0

Salerno Pulita, si riducono i tempi di attesa per il ritiro ingombranti

Sta sortendo ottimi risultati la nuova organizzazione per il ritiro gratuito degli ingombranti varata da Salerno Pulita, che si avvale anche dell’applicazione Junker. E' quanto si legge in una nota della stessa società. Dal 29 marzo scorso, giorno in cui è partito il servizio con le nuove modalità, sono pervenute 560 richieste di prenotazione: di cui ben 107 attraverso l’applicazione Junker e 453 mediante telefonata al numero 0892882036 e poi caricate sulla piattaforma.

I due terzi di queste richieste sono state già lavorate, cioè si è già proceduto ad effettuare il ritiro, mentre per la parte restante le prenotazioni sono contenute in un arco temporale di massimo 12 giorni, a fronte degli oltre 30-45 di prima. Il risultato è oltremodo significativo se si considera che assieme alle nuove prenotazioni si sta gestendo l’arretrato per il quale c’erano 884 richieste di ritiro, con prenotazioni fino al 10 maggio, di cui 494 già eseguite.

La nuova organizzazione, che ottimizza il lavoro degli addetti, concentrando gli interventi sia per zone che per tipologia di materiale, ha consentito di effettuare molti più interventi quotidiani, raggiungendo punte anche di 75 ritiri giornalieri. Molti utenti che avevano effettuato la prenotazione prima del 29 marzo sono stati richiamati e gli è stato proposto di anticipare anche di 15 giorni la data del ritiro.

Salerno Pulita conta di smaltire l’arretrato nel giro di una decina di giorni e, contemporaneamente, di programmare i nuovi ritiri con tempi di attesa che, per alcune tipologie di ingombranti, non dovrebbero superare le 72 ore. Nel caso in cui gli addetti non abbiano trovato gli ingombranti da ritirare, Salerno Pulita richiama gli utenti per capire se si è trattato di furto da parte di raccoglitori abusivi o di una dimenticanza, nel qual caso si invita a fare una nuova prenotazione.

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Redazione Irno24 05/02/2021 0

Salvata grande femmina di tartaruga nel Golfo di Salerno

Un'altra tartaruga marina è stata salvata dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella e dai pescatori di Salerno. Si tratta di una femmina molto grande, circa 80 cm per 65 kg. I pescatori Giulio Oliviero, Ciro Criscuolo e Vincenzo De Mai l'hanno ritrovata nella rete dove era finita accidentalmente. E subito hanno contattato il Parco Marino che è intervenuto sul posto per mettere in salvo l'animale.

La Caretta caretta ha una ferita sulla parte posteriore del carapace. Non recentissima, 2-3 mesi circa, probabilmente causata da un impatto. Il tessuto è in fase di ricostruzione ma non ancora sanato del tutto e la ferita è abbastanza profonda. La tartaruga è stata immediatamente trasferita al Turtle point di Portici dove è stata sottoposta a radiografia. Dagli esami sono emersi leggeri segni di embolia ai polmoni ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. È già stata sottoposta alle cure del caso, sia per ridurre l'embolia sia per favorire la ricostruzione del tessuto del carapace.

"È la quarta tartaruga salvata dall'inizio dell'anno dall'AMP di Punta Campanella - spiega il presidente Lucio Cacace - grazie alla sensibilità e all'attenzione dei pescatori salernitani che ringraziamo per aiutarci, da molti anni, nella tutela di questa splendida specie. Le 4 Caretta caretta recuperate finora nel 2021 sono esemplari adulti, 2 maschi e 2 femmine. Questo dimostra come ci sia ormai una popolazione residente stabile nel mare campano e soprattutto nella zona salernitana".

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Redazione Irno24 15/12/2020 0

Comuni Rifiuti Free 2020, Baronissi svetta nel salernitano

I "Comuni Rifiuti Free 2020" - scrive Legambiente Campania nel dossier Comuni Ricicloni - sono stati individuati considerando quelli con una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65% e una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante.

Le tre graduatorie sono state distinte su base provinciale e in base al numero di abitanti. Classificandole tra “meno 5.000 ab”, “tra 5.000 e 15.000 ab” e “superiore ai 15.000 ab”, sono state stilate considerando la più bassa produzione di rifiuto indifferenziato.

In provincia di Salerno, nel terzo raggruppamento, Baronissi è l'unico comune ad ottenere il riconoscimento (RD 83,05% - Secco Residuo 69,19 Kg/a/ab), mentre Bracigliano si colloca al 6° posto del secondo raggruppamento (RD 78,07% - SR 68,86 Kg/a/ab), dietro Olevano, Albanella, Montesano, Padula e Roccadaspide. Nella classifica generale dei Comuni Rifiuti Free campani, Baronissi è all'84° posto su 107, Bracigliano all'81°.

“Essere premiati come primi in provincia di Salerno e in Campania è ovviamente motivo di grande soddisfazione – sottolinea il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante - il premio è la conferma dell'impegno profuso da questa amministrazione per migliorare e ottimizzare il sistema di differenziata. Siamo una città di esempio nell’organizzazione del servizio, ma soprattutto nell'ambito dell'educazione e formazione al rispetto dell'ambiente e alla sostenibilità ecologica”.

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Redazione Irno24 11/12/2020 0

Rapporto Ecomafia 2020, Campania si conferma maglia nera

Il “virus” dell’ecomafia non si arresta né conosce crisi. Nel 2019 aumentano i reati contro l’ambiente: sono ben 34.648 quelli accertati, alla media di 4 ogni ora, con un incremento del +23.1% rispetto al 2018. In particolare preoccupa il boom degli illeciti nel ciclo del cemento, al primo posto della graduatoria per tipologia di attività ecocriminali, con ben 11.484 (+74,6% rispetto al 2018), che superano nel 2019 quelli contestati nel ciclo di rifiuti che ammontano a 9.527 (+10,9% rispetto al 2018). Da segnalare anche l’impennata dei reati contro la fauna, 8.088, (+10,9% rispetto al 2018) e quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (+92,5% rispetto al 2018).

La Campania è, come sempre, in testa alle classifiche, con 5.549 reati contro l’ambiente (il 16% sul totale nazionale), seguita nel 2019 da Puglia, Sicilia e Calabria (prima regione del Sud come numero di arresti). E, come ogni anno, in queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra quasi la metà di tutti gli illeciti penali accertati grazie alle indagini, esattamente il 44,4%. La Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, colleziona più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86. Nello specifico, gli arresti in Campania sono 24, le denunce 4231, i sequestri 1777.

Da capogiro il business potenziale complessivo dell’ecomafia, stimato in 19,9 mld di euro per il solo 2019, e che dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 mld. A spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 371 clan (3 in più rispetto all’anno prima), attivi in tutte le filiere: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare.

È questa la fotografia scattata dal Rapporto Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, realizzato da Legambiente, con il sostegno di COBAT E NOVAMONT, che ha analizzato i dati frutto dell’intensa attività svolta da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli

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