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65 articoli nella categoria Ambiente

Redazione Irno24 03/07/2021 0

"Voglio un mondo pulito" e Greenpeace Salerno "depurano" arenile Via Allende

Questa mattina, i ragazzi dell'associazione "Voglio un mondo pulito", coadiuvati dal Gruppo Greenpeace Salerno, hanno effettuato la pulizia dell'arenile di Via Allende. Di oltre 88 Kg il "bottino" complessivo, così suddiviso: Indifferenziata 60,9 Kg, Plastica 10,4 Kg, Vetro 15,7 Kg, Metalli 1,3 Kg.

"Non abbandonare i rifiuti in spiaggia. Tempo richiesto per farlo: 0 minuti; portare le buste di rifiuti con sé indietro nell'auto. Tempo richiesto per farlo: 0 minuti (ala fine, lo spazio in auto si trova); differenziare i rifiuti a casa: max 10 minuti, ma lo si fa già con i rifiuti domestici. Cosa ci guadagniamo: un mondo ed una coscienza più puliti, un mondo più vivibile per il prossimo". Così sui social i volontari impegnati nel "clean up" odierno.

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Redazione Irno24 01/07/2021 0

Salerno "malata cronica" di inquinamento atmosferico, la denuncia ASV-Help Consumatori

"Apprendiamo dagli organi di stampa, ancora una volta, che all’improvviso l’amministrazione comunale di Salerno, costretta dagli eventi, ritorna a parlare della qualità dell’aria della nostra città. Ciò che stupisce ed indigna è che la si fa passare ciclicamente per “emergenza”, quando in realtà siamo di fronte ad una qualità dell’aria “malata cronica”, che vede la politica assente ed incapace di prevedere e programmare interventi risolutivi. Come sempre, ogni volta, la si definisce “emergenza”.

Eppure, è da anni che Salerno è classificata come una città ad alto rischio di inquinanti Pm10, Pm2,5 e biossido di azoto (NO2). Già nel 2014, infatti, il rapporto ISTAT sulla qualità dell’ambiente urbano, classificò Salerno tra le sette città italiane dove le emissioni di biossido di azoto nell’atmosfera avevano superato almeno una volta la soglia fissata per la media oraria. I superamenti si verificarono per ben quarantadue volte, ben al di sopra delle diciotto annue fissate come soglia massima dalla normativa nazionale in materia. Peggio di Salerno, fu soltanto Milano.

Ricordiamo poi, a conferma che non c’è stata negli anni successivi una politica ambientale attiva ed un piano strategico per ridurre le emissioni di biossido di azoto e polveri sottili, che nell’estate del 2019 il sindaco Napoli firmò un’inutile ordinanza che disponeva il divieto di circolazione per autoveicoli e veicoli commerciali diesel euro 1, euro 2, euro 3 ed euro 4 e ciclomotori e motocicli euro 1 ed euro 2, a seguito dei preoccupanti sforamenti delle centraline di via Vernieri e Fratte. Un’ordinanza che rimase in vigore poche settimane e che non fu certo determinante.

Questo è quello che denunciamo da anni: l’attuale amministrazione comunale non affronta il tema della qualità dell’aria. Siamo una delle città più colpite perché, sull’inquinamento atmosferico, non c’è alcuna politica attiva, come confermato anche nel report “Mal'aria” pubblicato lo scorso settembre, che confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e del biossido di azoto, con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha visto anche Salerno ben al di sotto della sufficienza.

Persino quando ci sono dati devastanti, come lo Studio SPES, che certifica che la fonte di avvelenamento nel sangue dei cittadini di una porzione del territorio, con mercurio, cadmio e diossina cinque volte superiori ai già drammatici livelli della Terra dei Fuochi, è la Fonderia Pisano, il sindaco e l’amministrazione comunale tacciono. Dagli impianti siderurgici obsoleti in città, passando al traffico urbano fino alla mancanza di un piano di mobilità sostenibile, assistiamo all’inadeguatezza di affrontare queste tematiche con scelte politiche radicali e ripiegando su soluzioni di facciata ben lontane dall’essere risolutive.

Questa incapacità di mettere al centro dell’agenda politica, per i cittadini di Salerno, l’emergenza della qualità dell’aria, è una colpa grave, in quanto anche nella nostra città vi è un aumento esponenziale di malattie respiratorie, allergiche e tumorali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, conferma gli aumenti delle morti attribuibili all’inquinamento atmosferico e che l’Italia è al nono posto nel mondo per i decessi causati da gas e polveri sottili. Anche l’Agenzia europea per l’ambiente ha stimato che in Italia le morti premature da esposizione a lungo termine a polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), biossido di azoto (No2) e ozono (O3) hanno superato quota 80.000 nell’anno 2019".

Nota stampa a firma Lorenzo Forte e Nadia Bassano, rispettivamente Presidente Associazione "Salute e vita" e Presidente Associazione "Help Tutela e Sostegno dei Consumatori"

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Redazione Irno24 01/07/2021 0

Mare Monstrum 2021, il triste primato della Campania con oltre 4mila illeciti

La pandemia non ferma l’assalto alle coste e ai mari italiani, ancora una volta preda di chi pretende di accaparrarsene “un pezzo” a proprio uso e consumo, incurante delle leggi, della tutela di ambiente e biodiversità e di un patrimonio comune che deve essere adeguatamente difeso nella sua integrità e bellezza.

Sebbene lo scorso anno, quello cruciale della pandemia, abbia fatto registrare una leggera flessione (-5,8% rispetto al 2019) nel numero complessivo di illeciti ai danni del patrimonio marino e costiero (22.248 quelli accertati, una media di 61 al giorno, 2,5 ogni ora), il cemento abusivo continua a spadroneggiare, mentre la pesca di frodo dilaga. E il virus ecocriminale non allenta la sua morsa sulle regioni costiere della Penisola.

In cima classifica del mare illegale 2020, troviamo infatti il ciclo del cemento, rimasto su valori assoluti altissimi (il 42,9% dei reati accertati). Migliori notizie sul fronte degli illeciti legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino, diminuiti dell’11,6% per l’impatto del lungo periodo di lockdown sulle attività economiche, anche se i quasi 7 mila reati accertati nel settore, più di 19 al giorno, pesano sul totale nazionale per il 31%.

Balzo in avanti per la pesca di frodo (il 23,3% dei reati accertati) che ha cercato di “approfittare” della pandemia, come dimostra il numero impressionante di sequestri effettuati: 3.414 contro i 547 del 2019, dagli attrezzi usati illegalmente in mare alle tonnellate di prodotti ittici requisiti. Cresce, in generale, il numero di persone arrestate e denunciate per aggressioni alle coste e ai mari italiani, 24.797 (+24% rispetto al 2019), e quello dei sequestri che hanno toccato quota 8.044 (+9,9%) per un valore di 826 milioni di euro.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’edizione 2021 del dossier “Mare Monstrum”, elaborato da Legambiente su dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Tra le regioni dove si concentra il maggior numero di reati, al primo posto troviamo la Campania (con 4.206 illeciti, il 18,9% di quelli registrati a livello nazionale), seguita da Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria. Alla Campania, “raggiunta” questa volta dal Molise, spetta anche il poco ragguardevole primato nell’incidenza di illeciti per chilometri di costa: 9 i reati accertati per ogni km in entrambe le regioni (tre volte la media nazionale), seguite da Basilicata e Abruzzo.

Il segno meno davanti alla percentuale dei reati accertati nel 2020 non incide, tuttavia, in modo significativo sul trend negativo delle illegalità perpetrate ai danni di mare e coste, sottolinea Legambiente: dal 1999 al 2020, infatti, si sono registrati 378.068 illeciti, di cui 206.532 nelle sole quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, dove si è concentrato il 54,6% del totale nazionale. Un’incidenza che lo scorso anno è cresciuta, arrivando al 55,3% dei reati.

Un capitolo spinoso, anche per il 2020, è rappresentato dalle storie d’ordinario abusivismo edilizio, come evidenzia un altro dato inedito elaborato da Legambiente: quello sulle ordinanze di demolizione degli immobili abusivi eseguite che raggiungono appena il 24,3% nei Comuni costieri. Uno stallo che perdura ormai da troppi decenni, di fronte al quale l’associazione chiede a gran voce che della demolizione dell’abusivismo storico si occupi direttamente lo Stato, nella figura dei prefetti.

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Redazione Irno24 25/06/2021 0

Salerno, ordinanza del Sindaco a contrasto degli incendi boschivi

Nel periodo dal 15 giugno al 20 settembre 2021 è dichiarato, nell’intero territorio comunale di Salerno - si legge nell'ordinanza adottata dal Sindaco Napoli - lo stato di grave pericolosità per gli incendi in tutte le aree aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture ed infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, ovvero sui terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree, nonché, orti, parchi e giardini pubblici e privati. Chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci le aree suddette è tenuto a darne immediata comunicazione alle competenti Autorità locali riferendo ogni elemento territoriale utile per la corretta localizzazione dell’evento.

E’ tassativamente vietato: bruciare vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio delle attività agricole ovvero la combustione di residui vegetali forestali anche ai sensi del comma 6-bis, art. 182 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i; accendere fuochi di ogni genere; far brillare mine o usare esplosivi; usare motori (fatta eccezione per quelli impiegati per eseguire i lavori forestali autorizzati e non in contrasto con le PMFF e altre norme vigenti), fornelli o inceneritori che producano faville o brace;

fumare, gettare fiammiferi, sigari e sigarette e/o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato o mediato di incendio; esercitare attività pirotecnica, accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta, meglio note come lanterne volanti dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici; transitare e/o sostare con autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno di aree boscate, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività agro-silvo-pastorali, nel rispetto delle norme e regolamenti vigenti.

I proprietari ed i conduttori - a qualsiasi titolo - di aree boscate, hanno l’obbligo di provvedere al decespugliamento laterale delle stesse, realizzando fasce protettive - di larghezza almeno di 5 metri - lungo tutto il perimetro dell’area di proprietà, prive di residui di vegetazione, in modo da evitare che un eventuale incendio possa propagarsi, attraverso il fondo, alle aree circostanti e/o confinanti.

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Redazione Irno24 22/06/2021 0

Pellezzano, sul nuovo portale W-Mysir tutti i dati relativi alla differenziata

È attivo sul sito del Comune di Pellezzano il nuovo portale W-Mysir (https://wmysir.com/campania/salerno/comune-di-pellezzano-cod7). Sulla piattaforma, completamente rinnovata rispetto alla precedente versione, sono consultabili tutti i dati relativi alla raccolta differenziata, opportunamente aggregati in relazione ai principali indicatori locali, regionali e nazioni, tra cui:

kg totali di rifiuti prodotti, kg di rifiuti prodotti per abitante, kg di rifiuti prodotti per abitante al giorno, numero di viaggi per il trasporto di rifiuti ed operatori, percentuale raccolta differenziata, informazioni sulla TARI, recapiti degli uffici.

Così il Sindaco di Pellezzano, Dott. Francesco Morra: “Con la rinnovata piattaforma W-Mysir, il Comune di Pellezzano si è dotato di un sistema di ultima generazione che migliorerà la gestione del ciclo dei rifiuti nel perimetro di competenza comunale e permetterà di tracciarne e monitorare la produzione.

Inoltre, si sta lavorando affinché tramite il portale si possano prenotare in maniera telematica i propri conferimenti presso il Centro di Raccolta, nonché classificare i rifiuti conferiti tramite l’apposito codice CER ed accedere quindi ad opportune premialità. Ringrazio il Vice Sindaco delegato all’Ambiente Michele Murino ed il Responsabile dell’Area Ambiente Geom. Giovanni Barbarulo per l’importante lavoro svolto”.

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