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121 articoli nella categoria Economia

Annamaria Parlato 28/03/2020 0

Tempi bui per la ristorazione italiana

La pandemia da Coronoravirus ha messo a dura prova il comporto agricolo ed enogastronomico italiano, il più importante traino per la cultura e il turismo. In ogni angolo del Paese chef, pizzaioli, pasticcieri e produttori stanno facendo sentire la loro voce per esprimere la propria riluttanza alle drastiche misure di prevenzione che il Governo ha messo in atto per contrastare il diffondersi incontrastato del virus.

Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, attraverso misure ancora più restrittive, con l’ordinanza 13 del 12/03/2020 ha chiesto la chiusura totale e il divieto assoluto dell’asporto da parte di tutte le attività ristorative sino a data da destinarsi. Da tutte le regioni italiane, le Associazioni di categoria e i singoli privati si stanno mobilitando per chiedere al Presidente del Consiglio Conte di provvedere con l’emendamento di appositi decreti al sostentamento di tutte le aziende coinvolte nella terribile crisi finanziaria che sta collassando l’intera filiera dell’agroalimentare.

Iginio Massari, noto pasticciere e volto televisivo, si è fatto portavoce di tutti i pasticcieri italiani inviando una lettera a Conte; nell’Alto Casertano e nel Sannio i ristoratori hanno lanciato l’hasttag #iononresisto in cui l’appello è quello di “ricostruzione del futuro” rivolto alle istituzioni locali, ai sindaci, al sindaco di Benevento Mastella, al Governatore De Luca e al Presidente del Consiglio. Molti giornalisti enogastronomici, influencer, foodblogger dai propri profili social hanno chiesto a De Luca l’immediato ripristino del servizio di asporto per salvaguardare, anche se di poco, l’economia di ristoranti e pizzerie.

Questo il pensiero del giornalista de "Il Mattino" di Salerno Mario Amodio: “È come un granello questa pandemia. Un granello che ha inceppato il motore delle nostre certezze generando prima paura, poi ansia e angoscia. E non solo per questo isolamento forzato ma soprattutto per quel greve distacco dalle persone care e dagli amici. Già, perché in tutto questo la rinuncia ai nostri riti quotidiani, ridotti allo stretto necessario, passa in secondo piano.

Ora sta a noi trasformare tutto ciò in quella che gli psicoterapeuti definiscono paura consapevole. Quella che ci conferisce lucidità, contezza delle cose. Solo così si spalancheranno le porte al piano B del cervello, trasformando lo svantaggio in vantaggio. Il vantaggio di riprogrammare la vita. Perché la paura consapevole, oggi più che mai, è un flusso di idee che può diventare energia”.

Il protrarsi del lockdown porterà maggiori problemi per tutti: una cosa sarebbe tornare al lavoro all’inizio di maggio, altra se tutto si dovesse prolungare ancora. Ma come affrontare il presente e soprattutto come si potrà ripartire dopo con stipendi da pagare, fornitori da saldare, merce andata a male, aziende chiuse, export bloccato e turismo assente? A tutti questi interrogativi l’unica risposta è quella di riformulare i ristoranti come delle start-up, progettando nuove strategie, fare appunto dello svantaggio un vantaggio.

Investire in marketing e comunicazione, riorganizzarsi a livello familiare, prestare maggiore attenzione alla clientela italiana a dispetto di quella straniera, che inevitabilmente mancherà dopo questo periodo "post bellico", puntare al territorio e all’agricoltura certificata, prezzi bassi, rafforzamento dei servizi di delivery in previsione dell’incremento dello smart working, creare rete con altri ristoratori, fidelizzazione dei clienti, queste le carte vincenti.

Nel salernitano, alcuni chef e pizzaioli si sono riuniti in una community “Cucina Continua”, una piattaforma, totalmente gratuita, per le attività che vogliono promuoversi e re-incontrarsi con i propri clienti. Gli imprenditori del settore, attraverso un sito internet, hanno l’opportunità di raccogliere fondi attraverso la promozione di pacchetti a prezzo scontato, da poter richiedere a fine emergenza. Il cliente ci guadagna perché acquista un pacchetto a lui dedicato (dining bond) ad un prezzo di favore e il ristoratore acquisisce un po’ di liquidità per poter ripartire una volta che tutto questo sarà passato.

Quattro ristoratori della Valle dell’Irno dei comuni di Baronissi, Fisciano, Calvanico e Mercato San Severino hanno riportato nell’intervista le loro opinioni su come affrontare l’emergenza.

Rocco Napoli, general manager dell’Hotel Dei Principati con annesso ristorante La Sfera, noto per la buona cucina e la valorizzazione dei prodotti campani d’eccellenza attraverso cene a tema ed esperienza sensoriali, così si è espresso: “Questo è un momento di crisi ed è difficile ancora oggi immaginare cosa accadrà nei prossimi mesi. Il turismo in genere e la ristorazione sono stati fortemente compromessi da ciò che è avvenuto ed è un momento fatto di timori, ansie ed attese.

Ci sono decreti che si susseguono ma ogni volta è un’incognita per riuscire a decifrarli e a capire quali attività possano restare aperte o meno. Il picco del contagio anche dagli studiosi viene spostato sempre più in là nel tempo ed è tutto molto incerto. Credo che la stagione estiva ormai sia fortemente compressa e sarà difficile tornare ad una pseudo-normalità. Stiamo attendendo le procedure attuative per accedere agli ammortizzatori sociali e al contempo si cerca di guardare nei decreti alle liquidità per le imprese per cercare un paracadute per risollevarci da questa bufera.

Si potrà inoltre pensare ad un turismo di prossimità nel periodo autunnale e come Ristorante La Sfera cercheremo di riformulare le nostre proposte di “food and wine experience” e per quanto riguarda la cucina creeremo delle sinergie con i nostri partner-produttori. Abbiamo puntato alla territorialità da sempre e adesso più che mai sarà la nostra strategia”.

Lo chef Salvatore Donatantonio, contitolare con la moglie del Ristorante-Pizzeria-Braceria Belvedere in località Lancusi di Fisciano, presente da tre generazioni sul territorio, ha dichiarato: “Da titolare di una piccola azienda di ristorazione ci troviamo come tutti di fronte ad un evento ahimè negativo. Da giorni siamo chiusi in casa non potendo svolgere la nostra passione che ci lega al territorio, essendo in un posto per niente turistico ma collegato all’ambito universitario, questa situazione in questa zona si evidenzia fortemente.

Spero in una ripresa veloce per far si che l'economia territoriale possa portare benefici a tutte le attività che progettavano la bella stagione estiva lavorativa. Nel frattempo facciamo sentire la nostra presenza a chi ci conosce anche attraverso i social mantenendo alta la convivialità che si trovava nel nostro ristorante e del resto la parola ristorante deriva proprio da ristoro".

Michele Sica della Residenza Rurale Incartata a Calvanico, grande conoscitore della materia prima, nonchè produttore, formatore, allevatore e ristoratore, ha pensato ad un’interessante iniziativa in cui viene fuori anche qualche riflessione: “Stiamo tutti vivendo un momento di grande trasformazione. La quarantena, un evento epocale per questa generazione, sta coincidendo con la Quaresima. Un momento liturgico che ormai sembra appartenere al nostro passato carico di significati legati alla privazione dei piaceri superflui, della meditazione, del digiuno e dell’astinenza.

Un periodo ciclico dell’anno in preparazione dell’evento più importante per la tradizione cristiana: la Pasqua di Resurrezione, il giorno della Rinascita. E’ in questo contesto e in questo momento storico che la nostra azione di Residenza rurale assume su di sé oggi anche la responsabilità della Resistenza (alle avversità del momento storico), della Resilienza (nella capacità di saper trasformare le avversità in un’opportunità), della Restanza (nella continuità del nostro lavoro in questi luoghi) e della Relazione (con la grande comunità che siamo grazie a tutti voi che in questi anni avete alimentato questa storia).

In segno di buon auspicio e di speranza per il futuro, nella continuità di una tradizione millenaria, dedicheremo le prossime settimane alla preparazione della pastiera di grano pasquale, unione indissolubile dei simboli della terra che da sempre rappresentano il ciclo della vita, morte e rinascita. Condivideremo la preparazione di questo dolce e di altre pietanze tipiche di Calvanico con chi avrà voglia di seguirci, attraverso video, foto, immagini e racconti. Possiamo solo trasmettere positività, speranza e fiducia restando a casa in questo momento ma rendendoci utili per il territorio”.

Lo chef Gaetano Morese dell’omonimo Ristorante e Bistrot a Mercato San Severino, coadiuvato dalla moglie Marianna Saggese, è un eccellente maestro e ricercatore in cucina. I suoi piatti ancorati alla tradizione ma rinnovati nel tempo sino a seguire le ultime tendenze in cucina, hanno fatto scuola a molti ragazzi che hanno intrapreso il percorso di formazione per diventare chef. Così racconta:

"Già dai primi di Marzo avevamo notato un cambiamento nell'affluenza dei due locali, ma speravamo che la situazione migliorasse. Da subito siamo stati favorevoli al decreto che prevedeva la chiusura dei ristoranti, per diminuire i contagi. In seguito all'emanazione di quest’ultimo, abbiamo disposto immediatamente la chiusura sia del 'Ristorante Morese' (Piazza Del Galdo) sia del 'Bistrot', nonostante le disposizioni ci permettessero di restare aperti fino alle 18:00.

Decisione presa per la salvaguardia dei nostri clienti, di noi stessi e del nostro personale. Pensiamo che una volta finita la quarantena, i ristoranti non avranno la stessa affluenza di prima poiché la gente avrà timore nell'uscire e perché le conseguenze economiche della quarantena non lo permetteranno. Per aprire siamo fiduciosi nell'autorità, e confidiamo nel loro aiuto e supporto. Sicuramente apriremo le porte dei nostri ristoranti con la stessa forza, fiducia e professionalità di prima, se non di più. Il nostro obiettivo è quello di ripartire più forti di prima".

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Redazione Irno24 28/03/2020 0

Sostegno a famiglie e settori in crisi, De Luca sollecita piattaforma economico-sociale

Alle misure rigorose prese per combattere il contagio è indispensabile aggiungere da subito misure di sostegno alle famiglie, di aiuto a singoli cittadini in difficoltà, e a quei settori su cui il prolungarsi della crisi pesa in maniera drammatica.

A tal fine, la Regione intende definire una piattaforma, un programma di aiuti da sottoporre da subito, entro Martedì, al Governo nazionale. In alcuni casi si tratta davvero di garantire il pane alla povera gente. E' necessario oggi, un impegno unitario di tutte le componenti politiche e sociali. E' prezioso il contributo di proposte e di idee che possono arrivarci da tutti.

Per dare a questo sforzo unitario rapidità e concretezza, sollecitiamo tutti i gruppi politici, le organizzazioni sociali, sindacali e imprenditoriali, le Camere di Commercio, le Fondazioni e le istituzioni bancarie, le istituzioni locali, il volontariato, le organizzazioni religiose, a far pervenire entro la mattinata di Lunedì agli Assessorati competenti, o all'Ufficio di Gabinetto della Presidenza, o alla Unità di Crisi regionale, documenti brevi e sintetici, con proprie proposte, in modo da sottoporli agli uffici per una verifica di operatività. Si segnalano in particolare, tra le innumerevoli questione aperte, alcuni temi da approfondire.

  1. Quali misure di sostegno al reddito di carattere nazionale e universale assumere. E poi, questione specifica ed enorme della Campania, come tutelare chi lavora nel grande mondo della "economia sommersa", che rischia di non essere garantito dagli ammortizzatori sociali.
  2. Come sostenere il mondo del commercio, dell'artigianato, delle piccole imprese, a cominciare da scadenze come quelle per i fitti, e oltre le misure nazionali già adottate.
  3. Quali misure definire per il credito a piccole e medie attività economiche anche con fondi di garanzia.
  4. Quali misure specifiche per le filiere agricole e per le attività turistico alberghiere.
  5. Quali misure per gli operatori di imprese culturali, teatrali, cinematografiche.

Nel rapporto con le famiglie e le aree di povertà dovrà essere decisivo il ruolo dei Piani Sociali di Zona, cui si sollecitano con particolare forza proposte operative.

  • Si dà mandato ai responsabili della Programmazione Unitaria di definire proposte operative innovative per la gestione rapida dei fondi europei e per l'utilizzo immediato delle risorse contenute nel Piano per il Sud e nel Piano per la Campania.
  • Si dà mandato agli assessorati al Bilancio e allo Sviluppo di individuare ogni iniziativa possibile per la sburocratizzazione radicale di ogni iter amministrativo e per fare arrivare da subito, le risorse ai soggetti beneficiari. Non sono consentiti tempi lunghi. Ognuno ci aiuti a individuare e a tagliare nodi burocratici persistenti.
  • Si dà mandato agli uffici finanziari di fare uno sforzo per individuare, nelle pieghe del bilancio, tutte le risorse liberabili, fino all'ultimo euro, per impegnarle in tempi immediati. E' evidente che siamo chiamati tutti a un impegno senza precedenti. Siamo sicuri che di fronte alle alle esigenze cui dare risposte, si potrà mettere in campo un impegno unitario, oltre ogni distinzione e ogni interesse particolare, per dare semplicemente una mano a chi oggi ci domanda un aiuto.

Nota stampa del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca

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Redazione Irno24 23/03/2020 0

Florovivaismo, il crollo vale 50 milioni di euro

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più performanti della Campania, il florovivaismo. Coldiretti Campania comunica che sono a rischio 50 milioni di euro di fatturato e circa 20.000 addetti tra aziende agricole e indotto. Con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità, il mercato dei fiori è praticamente fermo.

"A soffrire – spiega Salvatore Loffreda, direttore Coldiretti Campania – è sia il mercato nazionale che quello estero, che vale l’80% del fatturato complessivo. I fiori dell’area vesuviana e salernitana hanno conquistato il mondo, facendosi apprezzare in eventi importanti come il Festival di Sanremo.

Ad oggi i camion già partiti sono tornati con il carico, costringendo le aziende a distruggere i prodotti, a causa dei blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi, UE ed extra-UE, tenuto conto anche dei ritardi e delle difficoltà del trasporto su gomma.

Già prima dell’8 Marzo il mercato è calato del 60% fino ad arrivare all’80-90% di questi giorni per chiusura dei mercati di Francia e Germania. Oltre ai tir che rientrano con prodotti invenduti, l’incertezza è anche per quello già consegnato per cui non si ha la certezza del pagamento".

All’estero molti Paesi, come Croazia, Albania, Grecia e Romania, ma anche Spagna e Francia, dove sono dirette le piante da esterni Made in Italy, da giorni stanno facendo blocchi o richiedono quarantena agli autisti anche se loro concittadini mentre in Austria i controlli causano decine di km di code alla frontiera.

"Il settore ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende – spiega Coldiretti Campania – con finanziamenti a tasso zero ed una sospensione delle scadenze dei mutui, delle bollette, interventi straordinari come la cassa integrazione per i dipendenti ed interventi per sostenere le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla in conseguenza delle limitazioni nel commercio interno ed estero.

Senza credito d'emergenza da parte del governo e delle banche – conclude Coldiretti Campania – molte aziende nel settore della floricoltura falliranno nel giro di poche settimane. A causa della perdita della domanda, le aste mostrano non solo prezzi molto bassi, ma anche uno spin-off senza precedenti di prodotti di alta qualità. La posta in gioco è la sopravvivenza di molte aziende, sia i coltivatori che le società commerciali. La floricoltura occupa una posizione unica perché riguarda prodotti freschi: i fiori non possono essere conservati per una successiva commercializzazione".

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Redazione Irno24 21/03/2020 0

Coldiretti Campania: "Zero trasparenza su latte dall'estero, basta speculazioni"

L'emergenza Covid-19 sta creando ripercussioni negative in tutte le filiere agroalimentari. Tra queste, a causa della chiusura obbligatoria delle attività di ristorazione ed il conseguente crollo di domanda di latte fresco - ma anche di panna, fior di latte e mozzarella - la filiera lattiero-casearia risulta una delle più colpite.

A denunciarlo è Coldiretti Campania, che si è attivata subito per coinvolgere gli attori della filiera e cercare tutte le soluzioni possibili e percorribili in tempi brevi.

"Prima di programmare qualsiasi strategia - spiega Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania - è necessario avere contezza dei reali flussi di latte che entrano in Italia dall'estero e la loro destinazione finale sul territorio regionale. Solo così sarà possibile indirizzare gli aiuti in maniera corretta, sostenendo concretamente chi raccoglie il latte dei produttori locali e non chi furbescamente potrebbe approfittare della situazione di crisi continuando ad utilizzare prodotto estero a prezzi insostenibili per i nostri allevatori.

Se è vero che la domanda interna si è contratta per la chiusura dei ristoranti, e se è altrettanto vero che la produzione nazionale è insufficiente a coprire il fabbisogno, qualcosa non torna se si continuano a vendere prodotti lattiero-caseari e allo stesso tempo non viene ritirato il latte.

Pertanto Coldiretti Campania – conclude Loffreda – chiede con forza di poter disporre dei dati sui flussi in entrata di latte e di cagliate dall'estero, a partire dal 1° Gennaio 2020. E' in questi momenti che un sano patriottismo dovrebbe guidare le scelte di tutto il sistema economico, stoppando a monte le speculazioni. Se riusciamo a fare questo, saremo in grado di tenere in piedi il settore primario e contribuire a risollevarci da questa situazione senza precedenti".

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Redazione Irno24 19/03/2020 0

Cinquecentomila i punti vendita aperti durante l’emergenza, ecco i dati del salernitano

Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-Coronavirus.

Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull'intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633). La Campania svetta anche per numero di parafarmacie e punti vendita di articoli medicali e ortopedici.

Nel dettaglio, in provincia di Salerno, troviamo: 14 ipermercati, 499 supermercati, 48 discount, 2138 minimarket, 1645 punti vendita di surgelati, 266 farmacie, 139 parafarmacie, 538 punti vendita al dettaglio di prodotti per l'igiene personale. I numeri locali integrativi sono forniti dalla Camera di Commercio di Salerno.

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