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124 articoli nella categoria Economia

Redazione Irno24 28/01/2021 0

Aumentano pensioni vecchiaia, diminuiscono le anticipate: il monitoraggio Inps 19-20

Viene pubblicato oggi l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, relativo alle pensioni con decorrenza negli anni 2019 e 2020, con rilevazione al 2 gennaio 2021. Questi i principali dati riguardanti il totale delle gestioni amministrate dall’Inps, rimandando alle tabelle dell’osservatorio per quanto riguarda le singole gestioni: il totale delle pensioni con decorrenza nel 2020 è di 795.730, a fronte di 740.486 decorrenti nel 2019; tale valore comprende le pensioni di vecchiaia - compresi i prepensionamenti per il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (FPLD) e gli assegni sociali - le pensioni anticipate, quelle di invalidità e quelle ai superstiti.

In particolare, per il 2020 si registra un incremento delle pensioni di vecchiaia rispetto al 2019 (255.813 contro 156.995), mentre diminuiscono quelle anticipate (277.544 nel 2020, 299.770 nel 2019). Ad aumentare sono soprattutto le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti del settore privato (FPLD), segmento che registra un incremento dell’86%, mentre le altre gestioni hanno avuto incrementi più modesti. Tale incremento è riconducibile all’aumento dei requisiti anagrafici nel 2019 (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni), che invece sono rimasti immutati nel 2020.

Per lo stesso motivo, anche gli assegni sociali rispecchiano lo stesso andamento (68.273 nel 2020, 39.020 nel 2019). Si rileva, pertanto, una quasi parità del numero delle pensioni di vecchiaia con quelle anticipate, che nel 2019 erano aumentate rispetto all’anno precedente sia per l’aumento dell’età pensionabile sia per l’introduzione della cosiddetta “quota 100”. L’importo medio mensile alla decorrenza per il totale delle gestioni è di 1.299 euro per il 2019 e 1.240 euro per il 2020.

Da notare infine, per quanto riguarda il genere, che le pensioni femminili aumentano rispetto a quelle maschili, e passano da 104 ogni 100 pensioni maschili del 2019 a 122 nel 2020. L’aumento è apprezzabile soprattutto nel FPLD, nella gestione pubblica e in quella dei commercianti.

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Redazione Irno24 26/01/2021 0

Petizione Federalberghi, Gagliano: "Ripresa del turismo per economia nazionale"

L’assemblea generale di Federalberghi, riunita oggi in seduta straordinaria, ha approvato una petizione rivolta al Governo affinchè intervenga, con urgenza, a tutela delle imprese e dei lavoratori del turismo "prima che sia troppo tardi".

Dopo aver sottolineato l’importanza che il turismo riveste per l’economia italiana, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, rammenta i danni devastanti subiti dalle strutture ricettive e termali a causa della pandemia, con una perdita di flussi turistici e di fatturato superiore al 50%, che, in alcune località, arriva anche all’80%, elencando gli interventi principali richiesti dagli albergatori:

riconoscimento di ristori efficaci, che ristabiliscano equità per l’anno 2020 ed accompagnino le imprese anche nei mesi a venire, interventi sulla liquidità (proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti ventennali), esonero per il 2021 dal pagamento delle imposte (IMU, TARI e canone RAI), sostegno alle imprese in affitto per il pagamento del canone di locazione, riduzione dell’aliquota IVA al 5% in analogia con quanto avvenuto in altri Paesi europei, sgravi contributivi per le imprese che richiamano in servizio il personale e sostegno al reddito per i lavoratori che rimangono disoccupati o sospesi.

Bocca evidenzia, inoltre, la necessità di far pressione sulla Commissione Europea per chiedere l’aggiornamento delle disposizioni comunitarie che disciplinano gli aiuti di stato a sostegno dell’economia durante la pandemia (cosiddetto “temporary framework”), al fine di aumentare l’intensità degli aiuti che è possibile erogare a ciascuna impresa e di ampliare il periodo di applicabilità, che in assenza di una proroga si concluderà il 30 giugno 2021.

Questo il commento di Giuseppe Gagliano, presidente Confcommercio Federalberghi Salerno: “Le richieste avanzate dalla federazione, che si spende incessantemente per esercitare il proprio ruolo sindacale, contengono un insieme articolato di interventi necessari a permettere, innanzitutto, la sopravvivenza delle imprese alberghiere e, di conseguenza, dare respiro agli impiegati del comparto.

In una realtà provinciale come la nostra, dove l’incidenza di lavoratori in imprese turistiche è altissima, gli ultimi 12 mesi hanno visto realizzare soltanto brevi periodi di lavoro. Ciò determina stalli inevitabili nei consumi, con ulteriori gravi danni per tutte le attività economiche della provincia di Salerno, che già hanno pagato l’assenza di visitatori nelle ultime stagioni trascorse. Favorire la ripresa del turismo, ne siamo certi, darà impulso a tutta l’economia nazionale, nonché territoriale”.

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Redazione Irno24 26/01/2021 0

Crisi da Covid, Coldiretti Campania chiede taglio e proroga TARI per agriturismi

L’emergenza Covid sta mettendo a rischio il comparto agrituristico a causa delle chiusure e dei vincoli legati alle misure di prevenzione. Coldiretti Campania lancia un appello ai sindaci di tutti i Comuni chiedendo di intervenire con la leva fiscale per alleviare le sofferenze. Per superare la crisi – sostiene Coldiretti – occorrono misure finanziarie in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle imprese.

L’agricoltura è storicamente il settore a maggiore resilienza, ma occorre dare una mano per affrontare la tempesta, attraverso interventi pubblici che consentano alle imprese di ripartire. A tale proposito, Coldiretti Campania chiede alle Amministrazioni Comunali di prevedere, relativamente alla TARI 2021, misure adeguate in favore delle imprese agricole, in particolare di quelle esercenti attività agrituristica che hanno subìto, in conseguenza della crisi epidemiologica, un azzeramento della domanda e delle presenze, peraltro con una evidente diminuzione della relativa produzione di rifiuti. A rischio è un sistema che fattura in Campania quasi 30 milioni di euro all’anno tra ristorazione e ospitalità.

In merito alla tassa rifiuti, l’IFEL – Fondazione di ANCI per la finanza degli enti locali – ha ribadito la facoltà dei Comuni di deliberare riduzioni della TARI per le imprese (utenze non domestiche) che siano state costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione emergenziale.

Peraltro, per quanto riguarda le attività agrituristiche, si ricorda che la stessa Fondazione ha già consigliato che per la determinazione delle tariffe TARI da applicare agli agriturismi si tenesse conto, in primo luogo, della specificità dell'attività svolta, in quanto l'agriturismo è finalizzato dalla legge all'obiettivo primario di recupero del patrimonio edilizio rurale; in secondo luogo occorre valutare la stagionalità dell’attività, la minor capacità ricettizia rispetto agli alberghi, legata al numero massimo di pasti e posti letto offerti.

Si chiede pertanto ai Comuni – conclude Coldiretti Campania – di deliberare sin da subito la riduzione e la proroga dei termini di pagamento della TARI dovuta per l’anno 2021. L’attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo non consente infatti di riprogrammare gli impegni e di far fronte agli obblighi fiscali.

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Da Federalberghi Salerno una serie di proposte per "Milleproroghe"

In data odierna, Federalberghi Salerno ha inviato ai Parlamentari eletti nei collegi provinciali una serie di proposte di emendamenti al disegno di legge di conversione del Decreto “Milleproroghe”.

Si tratta di un insieme articolato di interventi volti ad alleviare parzialmente la situazione di grande difficoltà che attanaglia il settore, attraverso la proroga e la sospensione di alcuni adempimenti ai quali, in questo momento, gli albergatori oggettivamente non possono far fronte: emendamenti relativi alla prevenzione incendi ed eventi sismici, ulteriori emendamenti relativi ai canoni di locazione, all’esonero contributivo, alla TARI, al canone RAI e ai Covid hotel.

“Il bilancio definitivo di questo anno nefasto attesta che il turismo nella nostra Provincia ha registrato un calo del 55% rispetto all’anno precedente, in line con i dati nazionali. E, purtroppo, le prospettive per i primi mesi del 2021 non lasciano presagire nulla di buono nell’immediato, soprattutto a causa del perdurare del divieto degli spostamenti da una regione all’altra" spiega Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Federalberghi Salerno.

"In un territorio come il nostro, dove è fortissima l’incidenza del turismo su tutta l’economia, anche i servizi e le attività commerciali, che traggono immediato beneficio dalla presenza di visitatori, soffrono di conseguenza per le limitazioni alla mobilità. La ripresa del turismo e, di conseguenza, dell’intera economia provinciale, è strettamente collegata all’efficacia della campagna vaccinale. Purtroppo, allo stato attuale, resta una speranza che non è ancora supportata da una stima realistica sui tempi in cui il vaccino produrrà i suoi effetti.

Ma, in attesa che migliori lo scenario generale, tutte le Federazioni di categoria che fanno capo a Confcommercio non arrestano l’attività sindacale a tutela degli associati, perché non si può restare con le mani in mano. Spinti dalla necessità di permettere la sopravvivenza delle imprese, abbiamo sollecitato gli Onorevoli eletti nel salernitano a caldeggiare gli emendamenti proposti da Federalberghi al Decreto Milleproroghe”.

Ora si attende che il Parlamento approvi lo scostamento di bilancio, presupposto necessario perché il Governo possa presentare il Decreto “Ristori Quinquies”, al quale seguiranno le proposte per rimodulare i provvedimenti. “Così come avvenuto nelle scorse settimane, quando l’accoglimento di un nostro emendamento ha significato l’abolizione della prima rata IMU 2021 sugli immobili turistici, evidenzieremo per bene il nostro punto di vista con l’intento di rivedere i decreti, in modo da procurare immediati benefici agli albergatori” conclude Gagliano.

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Redazione Irno24 19/01/2021 0

Coldiretti Campania, stop a 800 enoteche affossa settore vino

La chiusura anticipata alle 18 discrimina ingiustamente le oltre 800 enoteche presenti in Campania nei confronti di negozi alimentari e supermercati, nei quali resta correttamente consentita la vendita dei vini. E’ quanto afferma Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania, nel sottolineare l’esigenza di una coerente interpretazione dell’ultimo DPCM per evitare di danneggiare un settore da primato del Made in Italy.

Negli ultimi cinque anni pre-Covid le enoteche sono cresciute di quasi il 13% in Campania, attestandosi al secondo posto in Italia dopo la Lombardia con oltre 800 enoteche, a cui seguono la Toscana e il Veneto. La città di Napoli ha il primato delle enoteche con oltre 500 locali, seguita da Roma e Milano. Guardando alle province, Avellino ne conta oltre 30, così anche Benevento. In provincia di Caserta se ne contano circa 140, mentre in quella di Salerno sono circa 90.

L’entrata in vigore del DPCM del 14 gennaio che vieta dopo le ore 18 la vendita con asporto ai bar senza cucina ed a coloro che esercitano prevalentemente il commercio al dettaglio di bevande rischia di tradursi di fatto - denuncia la Coldiretti - in una ingiustificata disparità di trattamento per la vendita di bevande alcoliche a discapito delle enoteche.

Infatti, fino al prossimo 5 marzo, l’acquisto dei predetti prodotti potrà essere effettuato anche dopo le 18 presso la grande distribuzione e altri esercizi di vicinato che non abbiano come codici Ateco prevalenti quelli ricadenti espressamente nel divieto. Il settore del vino – conclude Coldiretti – è già tra i più colpiti dagli effetti delle misure restrittive con la chiusura della ristorazione dove viene commercializzato più della metà in valore delle bottiglie stappate in Italia.

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