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19 articoli nella categoria Cultura

Redazione Irno24 30/03/2020 0

Stai a casa ma esplori il patrimonio campano grazie all'Ecosistema Digitale

La Regione Campania, in relazione all'emergenza sanitaria in corso, ha deciso di anticipare la pubblicazione di una versione aggiornata dell’Ecosistema digitale per la cultura della Campania, per consentire ai cittadini di poter fruire di contenuti culturali "restando a casa".

L'Ecosistema digitale per la cultura è la piattaforma concepita dalla Regione che fornisce informazioni, tour virtuali, schede catalografiche, esperienze immersive ed altri servizi multimediali legati alle attività ed ai beni culturali presenti sul territorio regionale.

Un luogo virtuale attraverso il quale è possibile accedere alla rappresentazione digitale del patrimonio custodito da alcuni enti pubblici e privati, come documenti d’archivio, libri antichi e moderni, monumenti, opere d’arte, scavi archeologici, risorse culturali del cinema, della musica e dello spettacolo rese fruibili in ambiente digitale.

Il portale Cultura Campania, raggiungibile al link cultura.regione.campania.it, è un hub attraverso il quale si accede alle sezioni e i servizi previsti. Oggi è possibile navigare on line sul territorio regionale attraverso esperienze immersive, voli da drone, ricostruzioni 3D e tour virtuali che mostrano, in una modalità innovativa, i luoghi e i beni culturali che ne fanno parte. È presente anche l'Atlante del Cinema, un repertorio delle produzioni cinematografiche che hanno reso celebre la Campania nell’arco di un secolo. La piattaforma, oggi navigabile in versione Beta e con contenuti parziali, verrà alimentata nel tempo.

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Annamaria Parlato 22/03/2020 0

Il raffinato naturalismo di Guarini, l’artista nato a Solofra e morto a Gravina

Felice Francesco Antonio Guarini da Solofra, e non Guarino come parecchi studiosi affermano, nacque nel 1611 da Giovan Tommaso Guarini e Giulia Vigilante nella frazione di Sant’Andrea Apostolo, secondogenito di sei figli.

La disputa del cognome è stata questione assai accesa fino a quando l’atto di nascita, l’iscrizione posta nel 1653 sull’altare dove è collocato il quadro della "Madonna di Costantinopoli" (Franciscus Guarini pinxit) in S. Andrea di Solofra, la lettera dedicatoria a Don Ferdinando Orsini, dove in calce è sottoscritto "Humilissimo servidore Francesco Guarini", il fatto che la dizione "Guarini" è data con insistenza nelle cronache locali e negli scritti a lui dedicati da studiosi della sua terra, l’Arciconfraternita dei Bianchi in Solofra, che nella Tabella dei Defunti ha scritto "Francesco Guarini Pittore insigne, morto il 13 luglio 1654", hanno confermato che sia appunto “Guarini”.

Francesco era figlio d’arte (il padre era conosciuto a livello locale come pittore e scultore ma la sua pittura rimase legata ai canononi tardo cinquecenteschi senza particolare enfasi), lasciò giovanissimo il luogo natio e frequentò fino al 1628 la bottega del pittore Massimo Stanzione a Napoli, collegata all’ambito caravaggesco. Gli agi e le ricchezze familiari (ereditate in particolare dal ramo materno) permisero al giovane Francesco di essere libero di agire e pensare nella Napoli della prima metà del Seicento, di apprendere la lectio di Ribera e Stanzione, di superare i limiti della bottega paterna.

La prima opera giovanile del 1634 per la parrocchia di Sant'Andrea Apostolo, la “Madonna del Rosario”, fu una collaborazione a quattro mani col padre, un dipinto in cui già si iniziava ad intravedere il talento del giovane Francesco e il suo esser vicino ad artisti come Filippo Vitale e Massimo Stanzione.

Nel 1636, Giovan Tommaso, ormai prossimo alla morte, lasciò la direzione della bottega al figlio che venticinquenne firmò poco dopo l’incarico per la realizzazione di ventuno tele “de pittura de novo testamento con certa altre istorie dell’Angioli o dell’Apocalisse” per il soffitto del transetto della Collegiata di S. Michele Arcangelo a Solofra (nella foto appena sotto), restaurate dalla Soprintendenza dopo il terremoto degli anni '80.

Cassettonato di Francesco Guarini del transetto della collegiata di San Michele, Solofra (AV)

Quest’incaricò già in parte intrapreso e portato a termine in momenti diversi, segnò la fama dell’artista che a pieno titolo può annoverarsi tra i migliori della seconda metà del Seicento assieme ai napoletani suoi contemporanei. Utilizzò gli insegnamenti ricevuti a Napoli per dare vita ad un linguaggio originale, unico, una reinterpretazione della pittura di Caravaggio nella maniera di trattare gli incarnati, le luci, i panneggi, il colore con assoluta raffinatezza.

“L’Annuncio ai Pastori” del 1632-35 (nella foto, prima e dopo il restauro) è un evidente manifesto e un omaggio agli artigiani, ai conciatori di pelli, ai fabbricanti di cotto, agli umili ricoperti di lane pesanti e pelli pecorine, assonnati, seminudi, in cui è ravvisabile un attento interesse al naturalismo, al ritratto, a inserire in un ambiente ristretto personaggi delle botteghe o della strada attraverso pennellate a macchie intrise di luci e di ombre.

Annuncio ai Pastori, Collegiata San Michele - foto Asbecuso, foto catalogo Fondazione Zeri 

A Francesco non interessò mai lavorare nella bottega paterna che andò pian piano in malora, raccogliendo artisti di scarsa fama. Si trasferì infatti tra il 1642-43 a Campobasso dove nella Chiesa di Sant’Antonio Abate firmò “Incontro tra Sant’Antonio Abate ed il centauro” e “S. Benedetto esorcizza un frate ossesso”. Strinse rapporti di amicizia con l’aristocratica famiglia Orsini, feudatari del territorio di Solofra, che divenne il principale committente di Francesco Guarini.

Per gli Orsini realizzò negli anni 1644-49 la “Madonna del Rosario” per il Convento di San Domenico Maggiore a Solofra e a Gravina in Puglia dove poi si trasferì - potenza economica del ramo meridionale della potente famiglia - ritratti di famiglia, scene sacre e la famosa “Madonna del Suffragio” (1649-50) per l’omonima Chiesa (foto poco più in basso) a loro riservata per la celebrazione di messe in suffragio delle anime del Purgatorio, una delle opere più emblematiche della maturità espressiva del pittore, vicina agli insegnamenti di Stanzione ma con toni più energici, potenti, vibranti, tormentati che rimandano anche all’antica poetica dell’artista.

Madonna del Suffragio, Chiesa della Madonna del Suffragio o Purgatorio, Gravina in Puglia

Divenne famoso anche in terra pugliese realizzando opere nei dintorni di Gravina. Bernardo De Dominici, nella sua opera "Vite de pittori, scultori ed architetti napoletani" del 1742-45, descrisse le cause della morte avvenuta nel 1651 sempre a Gravina, proprio nel momento in cui Pier Francesco Orsini stava per diventare il futuro papa Benedetto XIII, e pare che all'origine ci fosse la morte di una giovane donna sposata di cui egli era follemente innamorato, uccisa dal marito; il pittore si abbandonò a sé stesso, lasciandosi morire nel novembre dello stesso anno. Ricevette solenni funerali dal Duca Ferdinando III Orsini e fu seppellito nel Duomo di Gravina di Puglia ma i tanti misteri sulla sua scomparsa sono ancora rimasti irrisolti.

Fu il maestro di Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena, entrambi eccelsi rappresentanti della pittura campana a cavallo fra i secoli XVII e XVIII. Il suo fu un naturalismo depauperato di tutte le sue punte eccessivamente drammatiche. Il suo nuovo linguaggio pittorico rude e semplice, fatto di tele stilisticamente compatte, dipinte con vigorosi impasti cromatici e dalla spiccata monumentalità, raggiunse vertici di qualità altissima. Il carattere piacevole ed eminentemente decorativo della sua pittura si trasformò in uno strumento narrativo di grande efficacia e impatto visivo.

Fonti delle ricerche e delle immagini

  • http://www.solofrastorica.it/Guarinicognome.htm
  • http://www.solofrastorica.it/GuariniFrancesco.htm
  • Riccardo Lattuada, Francesco Guarino Da Solofra. Nella Pittura Napoletana del Seicento (1611-1651), Edizioni Paparo, Napoli 2013
  • http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-guarino_(Dizionario-Biografico)
  • http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/53387/Guarino%20Francesco%2C%20Annuncio%20ai%20pastori
  • http://www.beniculturalisolofra.it/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_San_Michele_Arcangelo_(Solofra)
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Redazione Irno24 03/03/2020 0

Alla scoperta di Salerno con "Erchemperto"

Mercoledì 4 Marzo, alle ore 10:00, presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di presentazione di "Alla Scoperta della Città con Erchemperto", ciclo di visite guidate promosso dall'Associazione Erchemperto e patrocinato dal Comune di Salerno.

Le visite inizieranno Domenica 8 Marzo con "Il Culto di San Michele a Salerno" e termineranno domenica 31 Maggio. I tour partiranno ogni Domenica alle 10 dal Comune di Salerno, ad eccezione per la visita all'area archeologica di Fratte. I biglietti d'ingresso, nei siti dove sono previsti, sono a carico dei visitatori. La partecipazione è gratuita, con la possibilità di contribuire con una donazione di un euro all’Orfanotrofio House of Flowers di Kabul.

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Annamaria Parlato 23/02/2020 0

A Fisciano la storia dell'arte rivive nelle maschere di Carnevale

Oggi la storia dell’arte non si studia più o quasi. Il percorso di decadimento delle discipline storiche e artistiche nelle scuole è invariabile e progressivo. Tali discipline hanno visto le loro ore ridursi soprattutto in questi ultimi anni e con esse anche le competenze e lo spirito critico e artistico degli studenti.

Una generazione che dimentica le proprie radici storiche e artistiche non ha futuro, è condannata a ripartire da zero, a rifondare la propria identità dalle radici. Le politiche scolastiche dell'ultimo decennio hanno fatto una scelta di fondo abbastanza evidente: una "spending review" dei saperi umanistici a favore di quelli tecnici, più spendibili nel mondo del lavoro. Alla fine si è rivelata una scelta deleteria che sta portando ad una dimensione culturale senza via d’uscita.

Fortunatamente la tavolozza dei colori e le opere degli artisti del passato hanno continuato in qualche modo a risplendere e a riprendere vita grazie al lavoro svolto da docenti illuminati e da alunni volenterosi di recuperare le tracce del passato, desiderosi di studiare le tecniche artistiche e la storia dell’arte. E proprio il Carnevale con la sua allegria, i suoi colori e le sue tradizioni è stato il pretesto giusto che ha dato l’input alla Prof.ssa di Arte e Immagine Donatella D’Auria per creare un particolare progetto con tutti gli alunni della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo "R. Nicodemi" di Fisciano.

L’arte egiziana, quella greco-romana, la medievale, la rinascimentale, quella contemporanea e i suoi principali artefici da Raffaello a Picasso hanno ripreso vita all’interno di dipinti creati a tempera (dagli alunni stessi), nei quali sono state inserite delle maschere. Alla fine tutti i quadri sono stati indossati dagli studenti che hanno sfilato festosamente nei corridoi del plesso scolastico, donando vivacità e buonumore, sotto l’egida del Dirigente Scolastico Prof.ssa Vitalba Casadio.

"L’attività artistica da me progettata - afferma D'Auria - rientra negli obiettivi generali dell’offerta formativa del POF triennale, relativa al potenziamento delle capacità espressive e dell’educazione al patrimonio culturale, coinvolgendo tutti a 'giocare con l’arte' attraverso la realizzazione di maschere di Carnevale per la sfilata organizzata dall’Amministrazione Comunale di Fisciano e dalla Pro Loco che si è tenuta nella mattinata di Giovedì 20 Febbraio 2020.

Il progetto si è posto l’importante obiettivo di creare percorsi conoscitivi con l’intento di sviluppare affezione verso i beni culturali, con particolare riferimento a quelli esaminati nel corso di studi degli alunni, agevolando così anche lo sviluppo di un’autonomia nell’uso dei linguaggi artistici per favorire un loro personale modo di vedere le cose. Personalmente prediligo tutte le correnti artistiche nate dopo l’importante lezione degli Impressionisti, tesa a liberare l’arte dalle regole accademiche per spingere ogni artista alla ricerca del suo personale modo di sentirla".

Finalmente la "Buona Scuola" esiste, proprio qui nell’ilare Valle dell’Irno, nell’accogliente Fisciano. Diceva Oscar Wilde: "Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".

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Redazione Irno24 21/02/2020 0

"Collezione Alfonso Mariano", raccolta completa delle opere di Alfonso Gatto

Lunedì 24 Febbraio, alle ore 11:00, presso la Sala del Comune di Salerno, si terrà una conferenza stampa della Fondazione Alfonso Gatto per la presentazione dell'acquisizione del fondo librario e manoscritto della "Collezione Alfonso Mariano".

Si tratta di una collezione completa delle opere di Alfonso Gatto, tra le quali spiccano: una delle 350 copie di prima edizione di "Isola", la prima raccolta di poesie di Gatto stampate nella Tipografia Pergola di Avellino il 12 Dicembre 1932, con una dedica autografa all'amico e poeta toscano Piero Bigongiari; la copia n° 69, su 500 stampate, dell'opera "Morto ai paesi" da Guanda Editore, 1937, oltre ad una serie di manoscritti, lettere autografe e saggi critici per un totale di oltre 100 opere.

Un'acquisizione importantissima che va ad arricchire il patrimonio materiale della Fondazione e che rappresenta, insieme al Fondo Alfonso Gatto del Centro Manoscritti dell'Università di Pavia, la più importante e completa raccolta di opere del poeta salernitano. Nel corso della conferenza verrano esposti alcuni manoscritti.

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