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58 articoli nella categoria Cultura

Redazione Irno24 13/01/2021 0

Presentato il progetto "Salerno Musei in rete"

E’ stato presentato, in videoconferenza dalla Sala Giunta del Comune di Salerno, il progetto “Salerno Musei in rete”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato e co-finanziato dalla Regione e curato da Mediateur.

L’iniziativa prevede da gennaio a marzo 2021 un percorso di co-progettazione che ha l’obiettivo di potenziare l’offerta culturale cittadina, lavorando alla costituzione di una potenziale rete tra le strutture museali presenti sul territorio comunale.

Il progetto promuove la partecipazione attiva di istituzioni di diversa tipologia e proprietà, coinvolte in attività di analisi, occasioni di conoscenza reciproca, seminari e laboratori tematici: un ‘cantiere’ progettuale per la messa a sistema del patrimonio locale e l’innalzamento degli standard dell’offerta museale, che guarda al futuro Sistema museale nazionale promosso dal MIBACT.

Il percorso partecipato tra musei, promosso per la prima volta nel capoluogo salernitano, si concluderà con un’azione di Art Sharing dedicata all’artista Ugo Marano a 10 anni dalla morte, allestita presso il Museo Città Creativa di Ogliara. Le fasi principali del percorso “Salerno musei in rete” sono: 1 – Analisi del contesto museale cittadino 2 – Seminari formativi 3 – Tour guidati nei musei partecipanti 4 – Laboratorio di co-progettazione della rete museale cittadina 5 – Azione di art sharing.

MUSEI DELLA CITTA' DI SALERNO

1. MUSEO CITTÀ CREATIVA | Comune di Salerno
2. MUSEO ROBERTO PAPI | Comune di Salerno
3. GIARDINO DELLA MINERVA | Comune di Salerno
4. MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA | Comune di Salerno
5. MUSEO DIOCESANO DI SALERNO | Diocesi di Salerno
6. MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE | Provincia di Salerno
7. PINACOTECA PROVINCIALE | Provincia di Salerno
8. AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE | Provincia di Salerno
9. CASTELLO ARECHI | Provincia di Salerno
10. COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI | Privato
11. MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE | Privato
12. FONDAZIONE EBRIS – LUOGO DEL CONTEMPORANEO | Privato
13. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO | MIBACT (coinvolto in quanto Museo statale più vicino al territorio comunale)

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Federica Garofalo 11/01/2021 0

Progetto Trotula, la Scuola Medica Salernitana a misura di bambino

Non si tratta soltanto di un libro per bambini, la fiaba "Trotula e il giardino incantato": quello messo in piedi da Roberta Pastore, Anella Mastalia e Valerio Calabrese è un progetto molto più ampio, che include un sito web tutto suo, una webserie, gadgets in tema, e addirittura la fondazione di una casa editrice, la Talea.

Lo scopo è agganciare un pubblico di bambini e trasmettere loro, al di là del personaggio storico di Trotula, la più nota rappresentante femminile della Scuola Medica Salernitana, i suoi valori e renderli consapevoli del passato luminoso della Salerno medievale, città della medicina.

Di tutto questo è convinta l’architetto Roberta Pastore, che vanta collaborazioni con Mario Cucinella e Renzo Piano, e si è tuffata con entusiasmo in quest’avventura per lei un po’ insolita, spinta da due incontri importanti: "Il primo avvenne tanti anni fa, negli anni del liceo classico, con la mia professoressa, Dorotea Memoli Apicella, che mi fece conoscere Trotula, e il secondo è avvenuto nel corso di un recente trasloco, durante il quale ho ritrovato un libro di Pina Boggi Cavallo, che tanto si occupò di questo personaggio. Ho così deciso che una storia dovesse essere raccontata, e raccontata in modo 'pop', in modo da poter essere seminata in un terreno fertile: e quale terreno più fertile dei bambini?".

I tre soci si sono messi così a lavoro, praticamente autotassandosi, e coinvolgendo altre professionalità come quella di Ernesto Giacomino, che ha curato i testi, e di Federica Cafaro, che ha realizzato le illustrazioni. "Abbiamo lavorato molto in sintonia, anche se a distanza, a causa della pandemia - scherza Roberta Pastore - La fiaba che ne è venuta fuori parla non solo di Scuola Medica Salernitana e di un giardino incantato, il giardino di Minerva, la figlia di Trotula, ma di mare e di accoglienza attraverso una sirena di nome Ory, venuta da lontano". Non a caso, una parte del ricavato della vendita del libro finanzierà borse di studio per ragazze in Kenya attraverso l’ONG Trame Africane.

"La risposta è stata molto buona, non solo da parte dei bambini, ma anche degli adulti - racconta Roberta Pastore - Abbiamo ricevuto messaggi di genitori e nonni che, dopo aver regalato il libro a figli e nipotini, hanno deciso di leggerlo anche loro; per questo noi lo consideriamo un libro adatto a tutte le età, dai 7 ai 110 anni. Ora il nostro prossimo obiettivo è distribuirlo in tutta Italia". E magari anche all’estero, attraverso un’edizione in Inglese? Chissà...

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Redazione Irno24 05/01/2021 0

Frac di Baronissi, notte della Befana all'insegna delle ceramiche raku

Una notte della Befana all'insegna della cultura a Baronissi. Il Museo FRaC propone - dalla mezzanotte di oggi, 5 Gennaio - una singolare mostra di ceramiche raku, realizzate dall’artista Giuseppe Di Muro. L'esposizione propone quindici vasi in raku, ispirati ai doni che i re Magi portarono al figlio di Dio.

Un dono come auspicio per un anno che tutti si augurano all'insegna della maggiore serenità. Appuntamento online, sulla pagina facebook del Museo Frac, allo scoccare della mezzanotte.

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Federica Garofalo 03/01/2021 0

La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

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Redazione Irno24 27/12/2020 0

Salerno deserta nell'imminenza del Natale in una mostra al Frac di Baronissi

Al Museo FRAC di Baronissi vernissage della mostra fotografica di Corradino Pellecchia, 25 scatti realizzati nei giorni precedenti a questo anomalo Natale. Alle ore 18:00 di domenica 27 dicembre, sui canali social del Museo, inaugurazione online della mostra "Coprifuoco - Reportage per un’insolita antivigilia".

Scatti che documentano i luoghi topici degli incontri cittadini, gli spazi nei quali, da tempo, abbiamo atteso la grande festa dell’anno: sono immagini che specchiano le ansie che avvolgono d’incertezza lo sguardo sul futuro. Il futuro non è più il tempo di una coniugazione, diventa il grigio luogo dell’attesa.

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