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143 articoli nella categoria Economia

Redazione Irno24 20/04/2021 0

Gelate anomale, Coldiretti: api in difficoltà, -30% miele

Nel 2021 si è verificato in Italia a macchia di leopardo un evento estremo al giorno tra siccità, bombe d’acqua, violente grandinate e gelo in piena primavera che ha distrutto le fioriture, compromettendo pesantemente il lavoro delle api. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati della banca dati dell’European Severe Weather Database (ESWD), dall’inizio dell’anno, divulgata a ridosso della giornata della terra celebrata in tutto il mondo il 22 aprile.

L’inverno bollente e la pazza primavera segnata da gelate – sottolinea Coldiretti – hanno creato in molte regioni gravi problemi agli alveari con le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare, a causa delle basse temperature (le api non volano sotto i 10°C) o del danneggiamento dei fiori a causa delle gelate. Le difficoltà delle api sono un pericolo grave per la biodiversità, considerato che sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori.

In media una singola ape – precisa Coldiretti – visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele; 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao.

Le anomale gelate che si sono registrate a macchia di leopardo lungo la Penisola hanno colpito le piante da frutta in piena fioritura, il tarassaco, il tiglio ed il castagno in fase di germogliamento. I danni fanno prevedere un taglio fino al 30% del raccolto del miele d’acacia dove il gelo ha colpito le piante in un momento di sviluppo più avanzato, danneggiando molti germogli, da cui non si apriranno i fiori.

Un danno ambientale ed economico in una situazione in cui la svolta salutista degli italiani per effetto della pandemia Covid ha portato all’aumento del 13% degli acquisti familiari di miele nel 2020 ma - evidenzia Coldiretti - sugli scaffali dei supermercati italiani già più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero, con una produzione nazionale stimata pari a 18,5 milioni di chili nel 2020.

Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre – consiglia Coldiretti – verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – continua Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

In Italia – precisa Coldiretti – esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. E se i cambiamenti climatici ostacolano il lavoro delle api e la produzione di miele, rimane alto l’interesse per l’apicoltura, visto che, secondo i dati del rapporto dell’Osservatorio nazionale miele, gli apicoltori in Italia sono passati dai 62.944 del 2019 ai 68.684 del 2020.

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Redazione Irno24 15/04/2021 0

Salerno, incontro Strianese-Ferraioli a Palazzo Sant'Agostino

Si è tenuto a Palazzo Sant’Agostino l’incontro fra il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, e il Presidente di Confindustria Salerno, Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato de “La Doria S.p.A”, gruppo italiano leader nel settore delle conserve alimentari vegetali, eletto lo scorso febbraio al vertice di Confindustria Salerno per il quadriennio 2021-2025.

“Con il Presidente Ferraioli - afferma Strianese - abbiamo parlato di sinergie future, di visioni comuni all’interno di un costante dialogo istituzionale. Stiamo vivendo un momento storico molto complesso non solo per la nostra provincia, ma per il nostro Paese e per il mondo intero, è quindi ancora più importante costruire insieme fiducia e risposte concrete.

Il mondo dell’impresa, quando ha forti valori di riferimento, come in questo caso, è fondamentale per la crescita del territorio, in quanto portatore di una cultura d’impresa che produce benessere e coesione sociale. È stato un incontro molto proficuo, con il Presidente di Confindustria Salerno abbiamo individuato un percorso condiviso volto a contrastare le difficoltà della crisi economica e sociale dovute alla pandemia. Auguro a lui buon lavoro a nome mio e dell’Amministrazione provinciale”.

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Redazione Irno24 14/04/2021 0

Coldiretti Campania, tavoli esterni salvano 700 agriturismi

La possibilità di riaprire le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto salverà i 700 agriturismi della Campania, che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola.

E’ quanto afferma la Coldiretti Campania nel commentare positivamente l'ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni.

Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori con perdite di fatturato stimate alla Coldiretti in 1,2 miliardi di euro a livello nazionale, 35 milioni nella sola Campania. In provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e i 1.900 posti letto.

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Redazione Irno24 12/04/2021 0

Crisi economica da pandemia e soluzioni per la riapertura nel "Fenailp Web Day"

Domani, martedì 13 Aprile, dalle ore 10,00 alle ore 17,00, sul portale www.fenailp.it e sulla pagina facebook di Fenailp nazionale, si svolgerà la "Giornata nazionale delle imprese" organizzata dalla Fenailp.

Nel corso della giornata, Paolo Di Giannantonio, giornalista Rai, ed Agnese Ambrosio, responsabile stampa Fenailp, incontreranno virtualmente esponenti del mondo politico, sindacale, istituzionale e culturale per discutere dei problemi causati dalla pandemia e sulle soluzioni da attuare per la riapertura. L’iniziativa è stata inserita nella Campagna di sostegno alle imprese promossa dalla Fenailp “Pronti a Riaprire”.

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Redazione Irno24 07/04/2021 0

Covid, Coldiretti: in Campania crack da 35 milioni per 700 agriturismi

Le chiusure affossano i 700 agriturismi della Campania con la primavera che è la stagione preferita dagli italiani per gite fuori porta e scampagnate. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nel sottolineare che dall’inizio della pandemia l’agriturismo nazionale ha perso 1,2 miliardi di fatturato, 35 milioni di euro in Campania.

L’arrivo della bella stagione – sottolinea Coldiretti – è particolarmente apprezzata dagli amanti della campagna per assistere al risveglio della natura con piante, fiori e uccelli migratori, ma anche delle attività agricole con i lavori di preparazione dei terreni, la semina e la raccolta delle primizie da portare in tavola.

Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

In Campania l’offerta agrituristica – prima delle prescrizioni anti Covid – poteva contare su circa 24mila coperti per la ristorazione/degustazione e circa 5mila posti letto al coperto, cui vanno aggiunte le quasi 700 piazzole per il camping. In provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e 1.900 posti letto. Nel Sannio si superano i 5.000 coperti e si sfiorano i 1.000 posti letto. Poi Napoli con i quasi 3.900 coperti e 740 letti. Nelle province di Avellino e Caserta con circa 3.700 coperti e 690 letti ciascuna.

"I nostri agriturismi hanno dato una spinta determinante alla crescita del turismo nelle zone rurali - sottolinea Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania - contribuendo a presidiare e tutelare il territorio come custodi del patrimonio agroalimentare, del paesaggio e delle strutture rurali. L'agriturismo autentico contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne e garantisce il rispetto delle distanze sociali, evitando l’affollamento. Nei nostri agriturismi le distanze si misurano in ettari e non in metri".

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