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1095 articoli nella categoria Salerno

Redazione Irno24 15/05/2021 0

Salerno, il 29 Maggio l'inaugurazione della Cappella di Via Vinciprova

"Carissimi fedeli, con grande commozione vi annuncio che Sabato 29 Maggio, alle ore 10:30, sarà inaugurata la Cappella San Giovanni Paolo II in via Vinciprova". Così, via social, il parroco don Natale Scarpitta comunica alla cittadinanza, in particolare ai residenti della zona Irno, la tanto attesa apertura della struttura religiosa, che ha richiesto diversi anni di lavoro. La Santa Messa di dedicazione verrà presieduta dall'Arcivescovo Bellandi.

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Redazione Irno24 14/05/2021 0

Buoni spesa Covid a Salerno, l'elenco delle istanze risanate

Il Comune di Salerno ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la graduatoria delle istanze risanate, relativa al bando per l'assegnazione dei buoni spesa Covid-19. Vengono riportati, inoltre, i "revisionati ma non ammessi" e la graduatoria generale di tutti gli ammessi. I voucher saranno in consegna a partire da Sabato 15 Maggio.

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Redazione Irno24 14/05/2021 0

"Linea Verde Life" approda a Salerno, appuntamento domani su Rai Uno

Sabato 15 maggio, dalle ore 12.25, i conduttori di Linea Verde Life (Rai Uno) Marcello Masi e Daniela Ferolla accompagneranno i telespettatori alla scoperta delle bellezze ambientali, turistiche ed enogastronomiche di Salerno e del territorio provinciale. Un viaggio tra sostenibilità ed innovazione, capolavori della natura e della storia, creatività e buon cibo, sport e benessere scandito da immagini mozzafiato.

La platea televisiva nazionale potrà apprezzare a Salerno uno spettacolo di burattini ed assaggiare una gustosa brioche con gelato, ammirare un match di canoa-polo oppure passeggiare tra il Lungomare ed il Centro storico con soste golose tra fritturine, pizzette e calzoncelli.

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Redazione Irno24 14/05/2021 0

Streaming illegale, smantellata organizzazione: perquisizioni anche a Salerno

Vasta operazione della Polizia di Stato contro la pirateria audiovisiva finalizzata al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città italiane e sono stati impiegati nell’operazione più di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia), che operando sul territorio di 18 province hanno smantellato la complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato approfondite indagini, durate diversi mesi, in materia di pirateria audiovisiva finalizzate al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali, delegate alla Polizia postale e delle Comunicazioni che aveva segnalato l’esistenza di una complessa infrastruttura tecnologica operante a livello nazionale e responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose piattaforme di contenuti televisivi a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix).

Il Pubblico ministero titolare delle indagini ha contestato ai 45 indagati il delitto di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza (615 ter aggravato c.p.), di frode informatica aggravata dall’ingente danno arrecato (art. 640 ter c.p.) e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell’ingegno (art. 171 ter legge n. 633/1941). Una importante “centrale” è stata individuata nella città di Messina, la sua disattivazione e sequestro ha fatto rilevare che essa gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia.

L’associazione per delinquere si basa su uno schema piramidale e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, pur non essendo personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita. In tale modo, i contenuti protetti da copyright vengono, dapprima acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”) e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi attraverso una fitta intelaiatura criminale ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (l’ormai noto “pezzotto”).

Le complesse indagini, compiute dalla Polizia Postale di Catania, fin dalle prime investigazioni avevano messo in luce la presenza su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot, canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di accessi per lo streaming illegale di contenuti a pagamento tramite IPTV delle più note piattaforme. Le investigazioni si sono avvalse di complesse attività di analisi informatiche, documentali, riscontri bancari e servizi di osservazione ed appostamento.

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico nonché i server ed i dispositivi illegali utilizzati per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati è stato sequestrato denaro in contante per decine di migliaia di euro ritenuto provento dell’attività illecita. L’attività fraudolenta che consta di circa 1.500.000 di utilizzatori, che pagano € 10 al mese, ha prodotto un volume d’affari per la criminalità pari a € 15.000.000 mensili, ed al contempo ha determinato un ben superiore mancato introito per i fornitori di servizi televisivi a pagamento.

Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Roma, Catania, Messina, Siracusa, Bari, Taranto, Fermo, Verona, Palermo, Agrigento, Napoli, Caserta, Salerno, Pisa, Pistoia, Milano, Potenza e Cagliari.

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Redazione Irno24 13/05/2021 0

Doping nelle palestre, 2 arresti: rifornimento "sottobanco" in 2 farmacie del salernitano

Su disposizione del GIP del Tribunale di Nocera, dott. Gustavo Danise, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 2 soggetti, coinvolti insieme ad altri quattro indagati in condotte di produzione, traffico e detenzione di sostanze “dopanti”.

Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Scafati sono state avviate, su delega della Procura - dott.ssa Viviana Vessa - dopo un primo sequestro d’iniziativa effettuato ad ottobre dello scorso anno, a Castel San Giorgio (SA), nel corso di un normale controllo su strada. Già in quell’occasione, considerata l’entita dei farmaci illegali rinvenuti (oltre 30mila tra ormoni, steroidi e anabolizzanti, per un valore di oltre 250.000 euro, anche in confezioni con etichette palesemente false), i Baschi Verdi avevano ipotizzato che i responsabili fossero coinvolti in un più ampio giro di affari illeciti.

Durante le successive attività di intercettazione telefonica e telematica, è stata così ricostruita un’articolata filiera, con canali di approvvigionamento soprattutto in Campania ma estesi a tutto il territorio nazionale. Le sostanze più ricercate (tra le quali il cd. “ormone della crescita”, tecnicamente “GH”), rigorosamente contraffatte, venivano procacciate nel napoletano, mentre il rifornimento di quelle più comuni, come il testosterone, avveniva presso un paio di farmacie nella provincia di Salerno, che le passavano sistematicamente “sottobanco”, senza alcuna prescrizione medica. Sui social network, i farmaci illegali venivano spacciati per prodotti “miracolosi”, in grado di garantire una forma fisica perfetta, pur con qualche piccola “scorciatoia”.

Nella distribuzione e vendita sono risultati coinvolti anche alcuni gestori di palestre, riferimenti sul posto di uno degli “spacciatori”, a sua volta body builder e assiduo frequentatore di quegli ambienti. Quello scoperto dagli investigatori era un vero e proprio traffico “organizzato”, che non ha conosciuto battute d’arresto neppure durante il lockdown, quando le consegne avvenivano direttamente presso il domicilio degli utilizzatori, i quali non potevano interrompere il ciclo di somministrazione delle sostanze.

A conclusione delle indagini, i quattro componenti dell’organizzazione sono stati denunciati per “ricettazione”, “produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope”, “esercizio abusivo della professione”, nonché “utilizzo e somministrazione di farmaci che alterano le prestazioni agonistiche degli atleti”, gravi fattispecie di reato per le quali rischiano condanne fino a 10 anni di reclusione. Per uno degli indagati, percettore del reddito di cittadinanza, è stata disposta la revoca del sussidio ed avviate le procedure di blocco e di restituzione delle somme percepite. I due principali “promotori” sono stati posti agli arresti domiciliari.

NOTA STAMPA PROCURA DELLA REPUBBLICA

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