9 risultati con la parola chiave crisi economica

Redazione Irno24 01/05/2020 0

Crisi economica da Covid-19, chiude la pizzeria "Delicious" al Parco dell'Irno

"Ci duole informarvi, con così poco preavviso, che questo esercizio comunica la cessata attività". Esordiscono così i titolari della pizzeria Delicious di Via Gramsci, zona Parco dell'Irno, che non ha retto alla crisi economica da Covid-19.

"Grazie per aver creduto in noi ed apprezzato il nostro operato e i nostri prodotti, per averci dato l’opportunità di crescere, promuovere e realizzare un progetto che era un semplice pensiero.

Dicono che si chiude una porta e si apre un portone, oggi questa porta si chiude, ma un domani chissà. Nel frattempo continueremo il nostro operato, con tutte le dovute precauzioni, presso la sede di 'Pizzeria A Modo Bio' di Brignano".

Leggi tutto

Redazione Irno24 01/05/2020 0

Coldiretti: "Riaprire agriturismi, crack da mezzo miliardo"

Occorre far riaprire subito i 24mila agriturismi italiani spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza. E’ quanto chiede la Coldiretti in occasione della festa del Lavoro, tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta in campagna, in riferimento all’inizio della Fase 2 il 4 maggio.

Nel rispetto delle misure di precauzione, ci sono tutte le condizioni per riaprire le strutture agrituristiche - sottolinea Coldiretti - che per effetto della chiusura forzata hanno già subito danni, secondo Terranostra, per mezzo miliardo di euro senza i classici ponti di primavera.

Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire subito, aprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy.

Il conto è salato per le mancate scampagnate di primavera – continua Coldiretti – che colpiscono il sistema agrituristico in grande difficoltà dopo settimane di chiusura con 253mila posti letto vuoti e quasi 442mila posti a tavola deserti. A pesare sono state anche le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno.

In attesa della riapertura, anche per la festa del Lavoro diversi agriturismi – spiega Coldiretti – hanno organizzato dei veri e propri picnic a domicilio portando a casa grigliate, piatti tipici e dolci.

Leggi tutto

Redazione Irno24 29/04/2020 0

Commercianti consegnano al Sindaco di Salerno le chiavi dei negozi, al vaglio azioni di sostegno

"Questa mattina a Palazzo di Città, insieme all’assessore al Commercio Dario Loffredo - scrive il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - abbiamo incontrato alcuni commercianti salernitani che idealmente mi hanno consegnato le chiavi dei propri esercizi per sottolineare quanto questa emergenza li stia penalizzando economicamente.

Vicinanza e sostegno da parte mia e dell'Amministrazione comunale. Auspico una ripartenza quanto più celere nel rispetto sempre della salute di tutti e delle norme di distanziamento sociale messe in atto per contrastare questa pandemia.

Con l'assessore Loffredo e la giunta stiamo verificando tutte le provvidenze dell'organo preposto per mettere in campo azioni che possano dare sollievo al comparto. In occasione di questo incontro, ho esortato ancora una volta la cittadinanza a non commettere passi falsi e a rispettare le regole perché tutti insieme possiamo farcela".

Leggi tutto

Redazione Irno24 26/04/2020 0

Crisi economica da Covid-19, così la affrontano a Salerno e nella Valle dell'Irno (2a puntata)

Continua la nostra mini-inchiesta per tastare il polso all'imprenditoria salernitana in tempi di emergenza sanitaria da Covid-19. Oltre all'impatto di carattere sanitario, infatti, la pandemia ha ridisegnato lo scenario delle nostre abitudini quotidiane e l'intero panorama commerciale.

Abbiamo raccolto la testimonianza di altri 5 imprenditori del salernitano (nell'articolo precedente ne avevamo interpellati altrettanti) per comprendere meglio cosa significhi gestire un'attività in un fragente così delicato.

Queste le 3 domande: 1) Come hai affrontato l'emergenza? 2) Hai rimodulato i tuoi canali di vendita? 3) Quali sono le tue aspettative per il dopo?

PFORM - ente di formazione (Via San Leonardo, Salerno)

1) L’emergenza ha totalmente stravolto le nostre vite e la nostra routine. Sono state adottate misure restrittive che sono in contrasto con le nostre modalità di lavoro abituali, fatte per lo più di contatti e relazioni faccia a faccia. Ma non ci siamo lasciati abbattere, anzi la prima cosa che abbiamo fatto è stata reinventarci e abbiamo cercato un modo per continuare a fare il nostro lavoro, garantendo la stessa qualità ed efficienza.

2) Ci siamo subito attrezzati per continuare in smart working, abbiamo creato una piattaforma online per permettere ai discenti di continuare a seguire le lezioni. Abbiamo continuato a dare supporto alle aziende che si interfacciano con la nostra realtà, offrendo supporto nella compilazione delle domande, elargendo consigli su come gestire il proprio team di lavoro e proponendo nuovi progetti per ritornare più competitivi nel mercato del lavoro.

3) Abbiamo sfruttato questo lockdown per attrezzare i nostri uffici, ampliando gli spazi fisici affinchè al nostro rientro siano garantite le misure di distanza per lavorare serenamente insieme senza vivere nella paura costante del contagio. Abbiamo già programmato, con cadenza regolare, la pulizia straordinaria degli ambienti. Ovviamente chiederemo a tutti di rispettare le precauzioni igieniche, in particolare per le mani, mettendo a disposizione idonei detergenti, mascherine e altri dispositivi di protezione conformi.

Salerno Premiazioni - coppe, targhe e medaglie personalizzate (Via Memoli, Salerno)

1) Come la maggior parte dei commercianti che non trattano articoli di prima necessità ho dovuto chiudere senza avere certezza di quando si potesse riaprire. Ho passato settimane di angoscia in quanto consapevole dei danni economici che la crisi avrebbe portato anche dopo la riapertura. La cosa più frustrante è sentire i vertici al Governo contraddirsi ogni giorno su notizie non veritirere e imprecise. Promettevano fondi mai arrivati.

2) Ho incrementato le informazioni e le modalità online del tipo di commercio del quale di occupo.

3) Come tutti, mi aspetto il ritorno alla consuetudine in modo da far ripartire il commercio. E magari che i suddetti aiuti finanziari arrivino in modo tale da tamponare la ferita economica ed esorcizzare la cosidetta paura di comprare.

Arechi Birra - birrificio artigianale (Via Masuccio Salernitano, Salerno)

1) Da subito ci siamo attenuti alla direttive venute dall'alto, come la presenza di igienizzante nel locale. Appena si è deciso per la quarantena totale, il punto vendita l'abbiamo chiuso, potremmo anche stare aperti secondo i codici Ateco ma se nessuno fa una passeggiata per il centro di Salerno... nessuno passa davanti al negozio.

2) Il nostro shop online funziona da sempre, il nostro pubblico ed i clienti sanno che possono sempre trovare tutte le informazioni e le curiosità sui social e sul sito.

3) Stiamo vivendo una circostanza storica, mai prima di oggi tutta l'umanità si trova così in difficoltà e per uscirne non ci sono previsioni o ipotesi. Qualsiasi cosa ci riservi il futuro resisteremo ed andremo avanti.

Kernel Service - commercio computer, software e attrezzature uffici (Via Livatino, Baronissi)

1) Siamo una società che opera in ambito ICT, quindi eravamo già pronti ad essere digitalizzati. Anzi, gli avvenimenti hanno determinato un grande plus lavorativo, perché essendo l'Italia uno dei paesi più indietro sotto l'aspetto tecnologico/digitale c'è stata una grande richiesta di consulenza in merito soprattutto da parte delle PMI, tanto che il nostro lavoro è aumentato almeno del 300%. Questa cosa ha provocato tanto stress perché dare una risposta a tanti clienti contemporaneamente è stato molto faticoso.

2) Non abbiamo attivato particolari canali di vendita perché eravamo già presenti sui social, pubblicizzando i nostri servizi. Per quanto riguarda la parte di vendita dei prodotti tencologici, eravamo già ben posizionati nella Valle dell'Irno, non abbiamo cercato nuovi prodotti perché già dovevamo gestire le tante richieste dei clienti fidelizzati.

3) Voglio sperare che il futuro sia migliore sotto l'aspetto mentale e psicologico. È ovvio che qualcuno uscirà da questa situazione in modo negativo, ma penso che tante negatività si trasformino in positività perché daremo molto più valore alla vita e a cose che sembravano scontate e banali. Per quanto riguarda l'aspetto tecnologico, questa emergenza ha fatto compiere un balzo in avanti enorme nel processo di digitalizzazione degli italiani. Come ogni grande catastrofe, il virus lascerà una scia di morte ma anche tante opportunità di miglioramento e crescita.

Ingeo Solutions - consulenza edile, paesaggistica e lavori pubblici (Via Volpe, Salerno)

1) Abbiamo dovuto chiudere le attività di studio dagli inizi di Marzo e lavoraro da casa nel limite del possibile visto che l’80% del nostro lavoro è prettamente interfacciarsi con il committente, le pubbliche amministrazioni e i cantieri.

2) I canali di vendite sono sempre gli stessi e non è facile spostarsi nel mercato digitale, in quanto il settore tecnico è ancorato alle procedure tradizionali di commercio e quindi c’è bisogno del passaparola, così come del contatto con la gente e le istituzioni. Il rapporto committente-tecnico è basato sulla fiducia nei mezzi e nella professionalità prima di tutto.

3) Ho avuto paura potesse accadere qualcosa a me e la mia famiglia, ho molti dubbi sul fatto che questa ripartenza sia facile come tutti auspicano.

Se altri imprenditori volessero raccontare la loro esperienza, possono inviare una mail a redazione@irno24.it

Leggi tutto

Redazione Irno24 16/04/2020 0

Il prezzo della frutta sale vertiginosamente, nei campi è crisi

Dalle mele alle patate, l’aumento dei prezzi per i consumatori ad un tasso superiore di 40 volte quello dell’inflazione è un pericoloso segnale di allarme sullo sconvolgimento in atto sul mercato di frutta e verdura con le difficoltà nelle esportazioni, la chiusura delle mense e dei ristoranti e la mancanza di lavoratori stranieri che alimentano anche speculazioni, con compensi che in molti casi non coprono neanche i costi di produzione degli agricoltori.

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti nel sottolineare che, sulla base dei dati Istat, a Marzo si evidenzia al dettaglio nel carrello della spesa sulla frutta un'inflazione del 3,7%, con punte del 4% per le mele e del 4,1% per le patate, a fronte del dato medio sull’inflazione in discesa allo 0,1%.

Quasi quattro aziende ortofrutticole su dieci (38%) sono in difficoltà anche per il cambiamento delle modalità di acquisto, con gli aumenti mensili di spesa che vanno dal +14% per la frutta al +24% per gli ortaggi nei supermercati che non hanno compensato le perdite all’estero e nella ristorazione. In questo momento di difficoltà, per aiutare il Made in Italy il consiglio della Coldiretti è quello di comperare direttamente dagli agricoltori nelle fattorie e nei mercati di Campagna Amica, che in molte città ha organizzato anche servizi di consegna a domicilio, ma anche nei negozi e nei centri della grande distribuzione, privilegiando l’acquisto di frutta e verdura nazionale, riconoscibile dall’obbligo di indicare l’origine su etichette e cartellini.

La situazione è drammatica per molti agricoltori, con i raccolti già impoveriti dall’alternarsi di gelo e siccità per un andamento climatico del tutto anomalo al quale si aggiungono gli effetti della mancanza di almeno 200mila lavoratori stagionali che mette a rischio le forniture alimentari degli italiani. Per combattere le difficoltà occupazionali in Italia, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura, Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry”, autorizzata dal Ministero del Lavoro, alla quale sono già arrivate 1500 offerte di lavoro.

Ma per favorire tanti cassaintegrati, studenti e pensionati italiani, che si sono proposti per lo svolgimento dei lavori nelle campagne, è necessaria però subito una radicale semplificazione del voucher. Serve intervenire urgentemente con raccolta in corso per fragole, asparagi, carciofi, ortaggi in serra (come meloni, pomodori, peperoni e melanzane in Sicilia) e in pieno campo.

Con l’aprirsi della stagione - sottolinea Coldiretti - i prodotti di serra lasceranno il posto ai prodotti all’aperto, partendo dal sud per arrivare al nord. Tra una decina di giorni partirà la raccolta delle prime ciliegie in Puglia, a seguire la raccolta delle albicocche, poi prugne e pesche, sempre iniziando dal meridione, per poi risalire lo stivale ed arrivare, con la scolarità delle diverse varietà, fino a Settembre. A Maggio inizia la raccolta dell’uva da tavola in Sicilia, a Giugno le prime pere, ad Agosto le prime mele e l’inizio della vendemmia mentre a Ottobre inizia la raccolta delle olive e a Novembre quella del kiwi.

Leggi tutto

Redazione Irno24 14/04/2020 0

Crisi economica da Covid-19, così la affrontano a Salerno e nella Valle dell'Irno

Crisi sanitaria, sociale, ma anche economica. Purtroppo, la pandemia da Covid-19, oltre a sconvolgere l'Italia sotto il profilo puramente sanitario, mietendo vittime e portando al collasso gli ospedali, ha ridisegnato lo scenario delle nostre abitudini quotidiane e l'intero panorama commerciale e imprenditoriale.

Abbiamo raccolto la testimonianza di 5 imprenditori del salernitano per comprendere meglio cosa significhi gestire un'attività in tempo di Coronavirus. L'ordine degli interventi è puramente alfabetico.

Queste le 3 domande: 1) Come hai affrontato l'emergenza? 2) Hai rimodulato i tuoi canali di vendita? 3) Quali sono le tue aspettative per il dopo?

CFA - centro di formazione di Via Guercio a Salerno

  1. Nei primi giorni di allarme abbiamo scelto di tutelare allievi e docenti, spostando tutte le attività didattiche sulla piattaforma e-learning. Le lezioni si sono svolte regolarmente online anche in questo periodo di quarantena
  2. La segreteria della scuola è rimasta ovviamente chiusa, ma in smartworking si è proseguito ad assicurare la continuità del servizio attraverso il web ed i canali social
  3. Speriamo tutto si risolva il prima possibile e si torni ad una vita normale; ci auguriamo di abbandonare paura, mascherine e guanti in fondo ad un cassetto per rituffarci nella solita routine, intensificando il nostro lavoro e cercando di recuperare il tempo perso guardando avanti con ottimismo

Deterplast SRLS - azienda di distribuzione di prodotti monouso a Mercato San Severino

  1. La nostra attività abitualmente svolge il lavoro di distribuzione, andiamo dai clienti a prendere gli ordini e poi consegnamo la merce a domicilio. Abbiamo dovuto limitare sia le uscite per far visita ai clienti (facendo tutto telefonicamente) che le consegne, organizzandole solo in giorni stabiliti e dotandoci di guanti e mascherine
  2. Poichè il settore della ristorazione - cui noi forniamo i prodotti - ora è in forte calo, ci siamo concentrati sui detersivi. Abbiamo poi spinto maggiormente l’utilizzo del nostro sito, pubblicizzandolo tramite i social
  3. Speriamo si ritorni alla normalità quanto prima, perché abbiamo ottimi rapporti con i clienti e abbiamo piacere di consegnargli i prodotti e trascorrere un po' di tempo con loro

Divina calzature - negozio del quartiere Pastena a Salerno

  1. Ho rispettato le regole, prima di tutto restando a casa il più possibile, a parte i motivi urgenti. E poi ho rispettato il distanziamento sociale, utilizzando sempre mascherina e guanti ogni volta che uscivo
  2. Ho utilizzato Facebook per effettuare vendite online
  3. Mi auguro il meglio ovviamente! Però temo che il post-Covid non sarà economicamente facile, vista già la situazione attuale che lascia molto a desiderare

Net Uno Informatica - software house del quartiere Torrione a Salerno

  1. La mia condizione di piccolo imprenditore nel settore delle telecomunicazioni non mi ha costretto ad una interruzione totale dell’attività, così come previsto dal Decreto Conte. Cosicché le difficoltà di spostamento e la riduzione delle ore di lavoro hanno determinato una situazione difficile per chi come me ha dovuto gestire, all’improvviso ed in modo totalmente diverso, i vari impegni, lavorativi e familiari. Inoltre, la condizione permanentemente precaria, soprattutto al Sud, delle piccole Partita Iva, è aggravata da una riduzione sostanziale degli incassi, talvolta addirittura azzerati, non ancora alleviata da aiuti statali o regionali. Quindi immagino che in questo momento ogni imprenditore stia approfittando del tempo disponibile per programmare una ripartenza con un utilizzo maggiore e più sapiente delle tecnologie a disposizione
  2. Nel mio settore l’uso della tecnologia informatica e telematica è una condizione che ha agevolato la continuità operativa nei rapporti con i clienti e questo ha rappresentato sicuramente un vantaggio rispetto ad altri settori. I canali di vendita online sono sicuramente quelli che continuano a dare il miglior risultato e gli sforzi per incrementare questo tipo di soluzioni dovranno ancora aumentare per favorire la promozione di prodotti e servizi
  3. Questa emergenza ha fatto affiorare tutta la fragilità di un mercato che si regge principalmente sugli enormi sforzi della piccola impresa. La ripresa economica ed il recupero di quanto perso in così poco tempo sarà davvero la sfida più importante che ci troveremo ad affrontare a breve per evitare una crisi sociale di dimensioni enormi. La politica deve farsi carico di aiutare imprese e famiglie nel più breve tempo possibile

Starnetwork - creazione siti web e agenzia di comunicazione del rione Carmine a Salerno

  1. Come azienda usiamo il telelavoro ma, purtroppo, la domanda si è disintegrata; si naviga a vista e si studiano nuove strategie in vista della ripresa, che sarà molto lenta con un impatto sulla vita economica molto grave. Gli aiuti statali sono non soddisfacenti anche considerando che ci sarà un'onda lunga della crisi. Stiamo cercando di cogliere nuove occasioni e pianificare nuovi modelli di business. Insomma non ci fermiamo, anche se in 26 anni di attività non abbiamo mai visto nulla del genere
  2. La nostra attività si occupa anche di marketing ed è rivolta in particolar modo al turismo, che sta soffrendo in maniera seria. Quindi se non vi è domanda, qualunque canale di vendita è perdente, bisogna aspettare le direttive del Governo e sperare che il mondo del turismo possa ripartire almeno da metà Giugno, anche se si lavorerà con un turista di prossimità
  3. Dopo ogni crisi ci dovrebbe essere la ripresa, ma nulla sarà come prima; dobbiamo capire come muoverci e come si muoverà il mondo economico. Avremo cambiamenti anche nel sociale e spero in meglio. Siamo fiduciosi
Leggi tutto

Redazione Irno24 14/04/2020 0

Agriturismi campani giù di 2 milioni a Pasqua e Pasquetta

Il lockdown si è abbattuto pesantemente sulle aziende agrituristiche. Le chiusure previste dal Governo nazionale e il divieto della Campania di consegna di pasti da asporto hanno spento tutte le attività che tradizionalmente aprivano la stagione turistica nelle campagne. A comunicarlo è Coldiretti Campania, insieme a Terranostra Campania, l’associazione che raggruppa gli agriturismi della rete Campagna Amica. Il mancato fatturato solo per i due giorni di Pasqua e Pasquetta è stato pari a oltre 1,9 milioni di euro per i circa 700 agriturismi presenti sul territorio regionale.

“Con la chiusura forzata – spiega Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania – è stata completamente azzerata la presenza degli ospiti con grandi difficoltà per gli operatori. Le nostre aziende agricole, che hanno puntato moltissimo sulla multifunzionalità, oggi si ritrovano con metà dell’attività completamente ferma. Il rischio è che l’allungamento delle chiusure travolga anche i ponti del 25 Aprile e del 1° Maggio, appesantendo il bilancio di questa crisi.

E purtroppo le previsioni sono fosche per tutto il periodo tra Maggio e Luglio, tradizionalmente dedicato ai banchetti, alle cerimonie, ai festeggiamenti all’aria aperta. I veri agriturismi stanno stringendo i denti, grazie all’attività agricola. Ma occorre dare una mano per garantire la sopravvivenza di un prezioso presidio di servizi sul territorio, al turismo di qualità, alla promozione dei prodotti agroalimentari di eccellenza”.

Leggi tutto

Redazione Irno24 31/03/2020 0

Giunta Regionale dichiara stato di crisi per imprese zootecniche e florovivaistiche

La Giunta Regionale, riunita in videoconferenza, ha dichiarato con delibera lo stato di crisi per le imprese zootecniche e florovivaistiche danneggiate dalla perdurante fase emergenziale conseguente al contenimento del Covid-19.

E' stato contestualmente chiesto al Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali di porre in essere ogni iniziativa utile per l'attivazione delle risorse previste dal Fondo di Solidarietà Nazionale.

Per quanto riguarda i trasporti, la Giunta ha autorizzato, a titolo di anticipazione, il pagamento dei corrispettivi di Marzo ed Aprile con gli stessi importi erogati nel 2019. La decisione è stata comunque assunta, in attesa di quanto verrà disposto in termini normativi dal Governo, al quale tutte le Regioni hanno chiesto lo stanziamento di uno specifico fondo ad hoc per sostenere le aziende.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 28/03/2020 0

Tempi bui per la ristorazione italiana

La pandemia da Coronoravirus ha messo a dura prova il comporto agricolo ed enogastronomico italiano, il più importante traino per la cultura e il turismo. In ogni angolo del Paese chef, pizzaioli, pasticcieri e produttori stanno facendo sentire la loro voce per esprimere la propria riluttanza alle drastiche misure di prevenzione che il Governo ha messo in atto per contrastare il diffondersi incontrastato del virus.

Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, attraverso misure ancora più restrittive, con l’ordinanza 13 del 12/03/2020 ha chiesto la chiusura totale e il divieto assoluto dell’asporto da parte di tutte le attività ristorative sino a data da destinarsi. Da tutte le regioni italiane, le Associazioni di categoria e i singoli privati si stanno mobilitando per chiedere al Presidente del Consiglio Conte di provvedere con l’emendamento di appositi decreti al sostentamento di tutte le aziende coinvolte nella terribile crisi finanziaria che sta collassando l’intera filiera dell’agroalimentare.

Iginio Massari, noto pasticciere e volto televisivo, si è fatto portavoce di tutti i pasticcieri italiani inviando una lettera a Conte; nell’Alto Casertano e nel Sannio i ristoratori hanno lanciato l’hasttag #iononresisto in cui l’appello è quello di “ricostruzione del futuro” rivolto alle istituzioni locali, ai sindaci, al sindaco di Benevento Mastella, al Governatore De Luca e al Presidente del Consiglio. Molti giornalisti enogastronomici, influencer, foodblogger dai propri profili social hanno chiesto a De Luca l’immediato ripristino del servizio di asporto per salvaguardare, anche se di poco, l’economia di ristoranti e pizzerie.

Questo il pensiero del giornalista de "Il Mattino" di Salerno Mario Amodio: “È come un granello questa pandemia. Un granello che ha inceppato il motore delle nostre certezze generando prima paura, poi ansia e angoscia. E non solo per questo isolamento forzato ma soprattutto per quel greve distacco dalle persone care e dagli amici. Già, perché in tutto questo la rinuncia ai nostri riti quotidiani, ridotti allo stretto necessario, passa in secondo piano.

Ora sta a noi trasformare tutto ciò in quella che gli psicoterapeuti definiscono paura consapevole. Quella che ci conferisce lucidità, contezza delle cose. Solo così si spalancheranno le porte al piano B del cervello, trasformando lo svantaggio in vantaggio. Il vantaggio di riprogrammare la vita. Perché la paura consapevole, oggi più che mai, è un flusso di idee che può diventare energia”.

Il protrarsi del lockdown porterà maggiori problemi per tutti: una cosa sarebbe tornare al lavoro all’inizio di maggio, altra se tutto si dovesse prolungare ancora. Ma come affrontare il presente e soprattutto come si potrà ripartire dopo con stipendi da pagare, fornitori da saldare, merce andata a male, aziende chiuse, export bloccato e turismo assente? A tutti questi interrogativi l’unica risposta è quella di riformulare i ristoranti come delle start-up, progettando nuove strategie, fare appunto dello svantaggio un vantaggio.

Investire in marketing e comunicazione, riorganizzarsi a livello familiare, prestare maggiore attenzione alla clientela italiana a dispetto di quella straniera, che inevitabilmente mancherà dopo questo periodo "post bellico", puntare al territorio e all’agricoltura certificata, prezzi bassi, rafforzamento dei servizi di delivery in previsione dell’incremento dello smart working, creare rete con altri ristoratori, fidelizzazione dei clienti, queste le carte vincenti.

Nel salernitano, alcuni chef e pizzaioli si sono riuniti in una community “Cucina Continua”, una piattaforma, totalmente gratuita, per le attività che vogliono promuoversi e re-incontrarsi con i propri clienti. Gli imprenditori del settore, attraverso un sito internet, hanno l’opportunità di raccogliere fondi attraverso la promozione di pacchetti a prezzo scontato, da poter richiedere a fine emergenza. Il cliente ci guadagna perché acquista un pacchetto a lui dedicato (dining bond) ad un prezzo di favore e il ristoratore acquisisce un po’ di liquidità per poter ripartire una volta che tutto questo sarà passato.

Quattro ristoratori della Valle dell’Irno dei comuni di Baronissi, Fisciano, Calvanico e Mercato San Severino hanno riportato nell’intervista le loro opinioni su come affrontare l’emergenza.

Rocco Napoli, general manager dell’Hotel Dei Principati con annesso ristorante La Sfera, noto per la buona cucina e la valorizzazione dei prodotti campani d’eccellenza attraverso cene a tema ed esperienza sensoriali, così si è espresso: “Questo è un momento di crisi ed è difficile ancora oggi immaginare cosa accadrà nei prossimi mesi. Il turismo in genere e la ristorazione sono stati fortemente compromessi da ciò che è avvenuto ed è un momento fatto di timori, ansie ed attese.

Ci sono decreti che si susseguono ma ogni volta è un’incognita per riuscire a decifrarli e a capire quali attività possano restare aperte o meno. Il picco del contagio anche dagli studiosi viene spostato sempre più in là nel tempo ed è tutto molto incerto. Credo che la stagione estiva ormai sia fortemente compressa e sarà difficile tornare ad una pseudo-normalità. Stiamo attendendo le procedure attuative per accedere agli ammortizzatori sociali e al contempo si cerca di guardare nei decreti alle liquidità per le imprese per cercare un paracadute per risollevarci da questa bufera.

Si potrà inoltre pensare ad un turismo di prossimità nel periodo autunnale e come Ristorante La Sfera cercheremo di riformulare le nostre proposte di “food and wine experience” e per quanto riguarda la cucina creeremo delle sinergie con i nostri partner-produttori. Abbiamo puntato alla territorialità da sempre e adesso più che mai sarà la nostra strategia”.

Lo chef Salvatore Donatantonio, contitolare con la moglie del Ristorante-Pizzeria-Braceria Belvedere in località Lancusi di Fisciano, presente da tre generazioni sul territorio, ha dichiarato: “Da titolare di una piccola azienda di ristorazione ci troviamo come tutti di fronte ad un evento ahimè negativo. Da giorni siamo chiusi in casa non potendo svolgere la nostra passione che ci lega al territorio, essendo in un posto per niente turistico ma collegato all’ambito universitario, questa situazione in questa zona si evidenzia fortemente.

Spero in una ripresa veloce per far si che l'economia territoriale possa portare benefici a tutte le attività che progettavano la bella stagione estiva lavorativa. Nel frattempo facciamo sentire la nostra presenza a chi ci conosce anche attraverso i social mantenendo alta la convivialità che si trovava nel nostro ristorante e del resto la parola ristorante deriva proprio da ristoro".

Michele Sica della Residenza Rurale Incartata a Calvanico, grande conoscitore della materia prima, nonchè produttore, formatore, allevatore e ristoratore, ha pensato ad un’interessante iniziativa in cui viene fuori anche qualche riflessione: “Stiamo tutti vivendo un momento di grande trasformazione. La quarantena, un evento epocale per questa generazione, sta coincidendo con la Quaresima. Un momento liturgico che ormai sembra appartenere al nostro passato carico di significati legati alla privazione dei piaceri superflui, della meditazione, del digiuno e dell’astinenza.

Un periodo ciclico dell’anno in preparazione dell’evento più importante per la tradizione cristiana: la Pasqua di Resurrezione, il giorno della Rinascita. E’ in questo contesto e in questo momento storico che la nostra azione di Residenza rurale assume su di sé oggi anche la responsabilità della Resistenza (alle avversità del momento storico), della Resilienza (nella capacità di saper trasformare le avversità in un’opportunità), della Restanza (nella continuità del nostro lavoro in questi luoghi) e della Relazione (con la grande comunità che siamo grazie a tutti voi che in questi anni avete alimentato questa storia).

In segno di buon auspicio e di speranza per il futuro, nella continuità di una tradizione millenaria, dedicheremo le prossime settimane alla preparazione della pastiera di grano pasquale, unione indissolubile dei simboli della terra che da sempre rappresentano il ciclo della vita, morte e rinascita. Condivideremo la preparazione di questo dolce e di altre pietanze tipiche di Calvanico con chi avrà voglia di seguirci, attraverso video, foto, immagini e racconti. Possiamo solo trasmettere positività, speranza e fiducia restando a casa in questo momento ma rendendoci utili per il territorio”.

Lo chef Gaetano Morese dell’omonimo Ristorante e Bistrot a Mercato San Severino, coadiuvato dalla moglie Marianna Saggese, è un eccellente maestro e ricercatore in cucina. I suoi piatti ancorati alla tradizione ma rinnovati nel tempo sino a seguire le ultime tendenze in cucina, hanno fatto scuola a molti ragazzi che hanno intrapreso il percorso di formazione per diventare chef. Così racconta:

"Già dai primi di Marzo avevamo notato un cambiamento nell'affluenza dei due locali, ma speravamo che la situazione migliorasse. Da subito siamo stati favorevoli al decreto che prevedeva la chiusura dei ristoranti, per diminuire i contagi. In seguito all'emanazione di quest’ultimo, abbiamo disposto immediatamente la chiusura sia del 'Ristorante Morese' (Piazza Del Galdo) sia del 'Bistrot', nonostante le disposizioni ci permettessero di restare aperti fino alle 18:00.

Decisione presa per la salvaguardia dei nostri clienti, di noi stessi e del nostro personale. Pensiamo che una volta finita la quarantena, i ristoranti non avranno la stessa affluenza di prima poiché la gente avrà timore nell'uscire e perché le conseguenze economiche della quarantena non lo permetteranno. Per aprire siamo fiduciosi nell'autorità, e confidiamo nel loro aiuto e supporto. Sicuramente apriremo le porte dei nostri ristoranti con la stessa forza, fiducia e professionalità di prima, se non di più. Il nostro obiettivo è quello di ripartire più forti di prima".

Leggi tutto