178 articoli nella categoria Cultura

Redazione Irno24 23/02/2021 0

Baronissi, piccole gioie del quotidiano nella mostra di Mary Cinque al FRaC

Giovedì 25 Febbraio, alle ore 18, apre online al pubblico, sui canali digitali del Museo FRaC di Baronissi, la mostra di Mary Cinque "My favorite things", dedicata alla produzione piú recente dell'artista, a cura di Pasquale Ruocco. Tra pastelli a olio e pittura digitale, si pone come celebrazione del quotidiano e delle piccole gioie che questo ci offre.

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Annamaria Parlato 21/02/2021 0

Riaperta al culto la Chiesa di San Matteo ad Offiano

Il Parco Regionale dei Monti Picentini da sempre ha rappresentato un crogiolo di storia, arte, tradizioni ed è, soprattutto, un ricco “patrimonio culturale”. Nel corso dei secoli le testimonianze delle numerose dominazioni sorte in quei luoghi, i reperti e gli edifici architettonici ne fanno uno scrigno consistente di “beni” preziosi da preservare. Proprio in località Sordina, tra Salerno e San Mango Piemonte, sorge la Chiesa di San Matteo ad Offiano in cui si ammirano immediatamente il bel portale settecentesco e il campanile più volte rimaneggiato.

La Chiesa è intitolata a San Matteo, patrono della città di Salerno, e nei libri sacri la stessa è citata con l’appellativo di “San Matteo ad Offiano”. I toponimi “Dufiano” od “Offiano” costituivano l’antica denominazione del casale di Sordina. La località e la chiesa si conoscono già nel 1051. Nel 1080 si sa che la nobile famiglia dei Santomango deteneva un diritto di patronato su questa chiesa, e poiché si sa che divenuti signori di Salerno donarono un suolo per consentire nel 1076 l’edificazione del Duomo di Salerno, è probabile che in cambio ottennero il diritto di patronato e la possibilità di intitolare la chiesa di Sordina a San Matteo.

Nel 1542 divenne parrocchia e successivamente fu inclusa nelle altre due di San Mango Piemonte insieme con Santa Maria a Corte. Da un libro manoscritto del 1756, opera del parroco Don Stefano Anzinolfi e conservato presso la parrocchia, risultano elencati con precisione i beni della chiesa e altre note aggiunte dai successori tra cui Don Luigi Alfinito. In particolare, quest’ultimo parroco annota dell’esistenza di una iscrizione posta sul frontespizio secondo la quale la chiesa sarebbe stata costruita nel 1375. Poiché questa iscrizione non esiste più e, considerato il divario di date rispetto al 1051 riportato in “Salerno Sacra”, si potrebbe supporre che l’edificio originario poteva essere di dimensioni più piccole e riferito alla congrega e alla sacrestia, e che nel 1375 sia stata costruita la chiesa come si presenta oggi, con una navata centrale e sei cappelle laterali, tre per lato dedicate a Santa Lucia, San Giuseppe, Santa Caterina, San Vincenzo, San Vito e all'Addolorata.

Da un documento diocesano risulta, poi, che nel 1860 con cinquecento ducati, ricavati dal taglio di querce site nel fondo Catuonzo, fu restaurato il tetto e le due cappelle rovinate, mentre il campanile fu ripristinato ma con un’altezza inferiore. Altri lavori tra cui lo stucco, la volta, il pavimento, i finestroni e il frontespizio furono terminati nel 1908. Mentre le campane attuali furono consacrate nel 1926 da Mosignor Grasso. Gravi danni la chiesa ha subito anche dal terremoto del 1980.

Nei primi anni del 2000, con il rifacimento del tetto con travi in legno lamellare a vista, il ripristino della pavimentazione e dell’intonaco sulle mura esterne, la struttura è stata messa in sicurezza. Fino al 2000 c'erano stati, da parte della Soprintendenza, alcuni primi finanziamenti tesi a consolidamenti parziali, puntellature, coperture provvisorie e impalcature per evitare pericoli e ulteriori danni che potevano derivare anche da infiltrazioni di acque meteoriche.

Nel 2001 per merito dell'Associazione GILCASS (Gruppo Iniziatyiva Locale Cultura Ambiente Sviluppo Sostenibile), presieduta dal Dott. Orazio Elio Genovese, insieme al Parroco Don Angelo Cuozzo, vengono prese una serie di iniziative pubbliche tra cui la partecipazione all'evento di Legambiente "SALVA L'ARTE", una mostra fotografica e un concerto di inni sacri con l'intervento del coro del Duomo di Salerno.

Nel corso di questi eventi in una pubblica assemblea il problema del recupero della chiesa fu posto all'attenzione delle autorità civili e religiose presenti tra cui l'On. Parlamentare Tino Iannuzzi. A seguito di questo evento determinante, nel corso dello stesso 2001, ultimo anno di esercizio finanziario, stando alle disposizioni del CIPE, nel quale si poteva ancora accedere ai fondi stanziati per i beni danneggiati dal sisma del 1980, la chiesa fu inserita nell'elenco delle opere da finanziare. Nell'ottobre del 2002, l'Associazione GILCASS, nella persona del Presidente, riceve la comunicazione dal Parlamento Italiano a firma dell'On. Tino Iannuzzi che per l'inizio del recupero della struttura della Chiesa di Sordina-San Mango veniva stanziato un primo finanziamento di 350 milioni di lire, pari ad € 180.759,91. Una volta inserita nel circuito del recupero, per la sua valenza e l'importanza storico-artistica, la Chiesa ha ricevuto per gli esercizi successivi altri finanziamenti.

Così dichiara il Dott. Orazio Genovese: “Con l'occasione non può non farsi menzione dell'opera solerte e preziosa dei dirigenti e dei tecnici dell'epoca della Soprintendenza ai Beni ed alle Attività culturali di Salerno, in primis l'Ing. Gennaro Miccio. Tuttavia, malgrado il completamento dei lavori strutturali e la messa in sicurezza, la Chiesa è rimasta ancora chiusa per oltre dieci anni perchè mancavano alcuni restauri degli stucchi interni oltre ad alcuni infissi ed impianto di illuminazione. Quest'ultimo tratto di strada è stato il più difficile e più sofferto, perchè mancavano ancora fondi, e perchè capitato nel mezzo della pandemia.

Ciononostante, la comunità parrocchiale, contribuendo anche con offerte private, e soprattutto grazie all'impegno e alla paziente assunzione dell'iniziativa da parte di due nuovi cittadini di Sordina (Umberto Napolitano, Funzionario della Sopraintendenza di Salerno, e Sergio Nappi), è riuscita a percorrere anche quest'ultimo tratto di strada riaprendo al culto e alla fruizione turistica l'importante insula. Senza l'intervento determinante di questi ultimi due cittadini nulla sarebbe stato possibile, perché gli stessi sono riusciti in poco tempo a sensibilizzare le autorità religiose e civili, in primis l'Arcivescovo Metropolita di Salerno Mons. Andrea Bellandi, riguardo l'importanza per le comunità locali di riaprire la Chiesa”.

Dopo quarant’anni dal sisma del novembre del 1980 finalmente è stata riaperta al culto e venerdì 12 febbraio l’Arcivescovo Bellandi ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica insieme al Parocco Don Carlo Maria De Filippis durante la quale c’è stata la consacrazione del nuovo altare in cui sono state inserite le reliquie di S. Matteo Ap. Ev. e S. Vito Martire, confezionate dall’Ufficio Custodia Reliquie della Diocesi. Questa chiesa, per la straordinarietà dell’aspetto e l’importanza storico-artistica merita tutta l’attenzione possibile da parte della comunità civile e religiosa salernitana.

* Le notizie storiche sono tratte dal libro del 2020 di Orazio Elio Genovese “Dalla Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta” e dalle ricerche della Pro Loco di San Mango Piemonte

PH Credits Francesco Paletta

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Redazione Irno24 19/02/2021 0

Inaugurata con De Luca "A Sud del Barocco" nel nuovo lotto della Pinacoteca provinciale

Si è tenuta stamattina una doppia inaugurazione a Palazzo Pinto, sede della Pinacoteca provinciale di Salerno. Alle 9,30 era prevista l’apertura del secondo lotto della Pinacoteca, attesa da anni dalla città di Salerno, e, contemporaneamente, l’opening della mostra "A Sud del Barocco, geografia di un tempo dell’arte", curata da don Gianni Citro. Proposta dalla Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., l’esposizione è organizzata in collaborazione con la Provincia di Salerno e la Regione Campania, attraverso SCABEC.

Insieme ai curatori della mostra, il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese ha dato il benvenuto alle autorità civili e religiose che sono intervenute alla cerimonia. Con lui erano presenti il Sindaco della città Enzo Napoli, l’On. Piero De Luca e il Presidente della Regione Campania, On. Vincenzo De Luca.

“Un momento storico per tutta la comunità salernitana - dichiara Strianese – innanzitutto per la consegna alla città del secondo lotto della nostra Pinacoteca, una cornice ideale per eventi culturali. Abbiamo aperto al pubblico 6 nuove sale che ci permettono di rimodulare, mediante una nuova rilettura museale e museografica, l’impianto espositivo sia delle preziose opere presenti e sia delle ultime acquisizioni.

Contemporaneamente, proprio per promuovere l’apertura di questo nuovo plesso, abbiamo deciso di inaugurare la mostra curata da don Gianni Citro, allestita proprio in questi spazi e composta da 30 capolavori di pittura barocca meridionale, provenienti da collezioni private, che disegnano un importante percorso di indagine nella storia dell'arte del Sud del nostro paese. Ringrazio tutte le autorità presenti e in particolare il Presidente della Regione On. Vincenzo De Luca per aver condiviso con noi questo momento e per il sostegno economico destinato all’iniziativa.

Nel rispetto della normativa nazionale e regionale di prevenzione da Covid-19, se la nostra Regione dovesse diventare arancione, naturalmente saremmo costretti alla chiusura temporanea. In quel caso si procederà a prorogare l’apertura al pubblico che attualmente è prevista fino al 9 maggio 2021. Nel frattempo consiglio a tutti di visitarla”.

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Federica Garofalo 15/02/2021 0

Alla scoperta dei luoghi della Scuola Medica Salernitana

Vari documenti dei Seicento e del Settecento citano un luogo al di fuori della porta di San Nicola, ubi vulgariter dicitur la Scola Salernitana, in quella che è oggi la località di Canalone, ma che nel 1932 venne identificata con l’attuale Largo Scuola Medica Salernitana. In realtà sono stati molti i tentativi, soprattutto da parte degli eruditi di Età Moderna, di identificare un luogo in cui si riunissero nel Medioevo i maestri e gli studenti della Scuola Medica Salernitana.

La verità è che non ne esiste uno solo, perché il concetto medievale di “scuola” è molto diverso dal nostro, che non prevede una struttura deputata allo scopo, né una rigida organizzazione gerarchica: ed è significativo che le prime testimonianze non parlino di “scuola” ma di “scuole” di medicina salernitana. Un medico particolarmente bravo a insegnare e che raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli costituisce già una “scuola”, e, di solito, insegna a casa propria; e così sarà anche per le prime Università fino circa al Quattrocento.

Ne abbiamo una testimonianza all’inizio del Trecento da Matteo Silvatico, il cui palazzo gentilizio, con relativo giardino utilizzato come un vero e proprio orto botanico, è stato identificato con il luogo in cui sorge l’attuale Giardino della Minerva. Non esistono, però, solo le scuole “private”: esistono anche quelle monastiche, maschili come il monastero di San Benedetto dove nel 1057 fu abate il grande medico e vescovo di Salerno Alfano I, o femminili come il monastero di San Giorgio, al cui interno un documento del 1052 colloca un’infermeria; o, più tardi, quelle legate agli ordini mendicanti, come il convento domenicano di Santa Maria della Porta (l’attuale San Domenico).

Solo alla fine del Duecento, con Carlo I d’Angiò nascerà una vera e propria università (uno studium, come si diceva all’epoca), la cui sede è rintracciabile nel Quattrocento all’interno della Cappella di Santa Caterina in Duomo, le attuali sale San Tommaso e San Lazzaro. La cappella è all’epoca di proprietà della famiglia Solimene, un’illustre famiglia di medici, di cui uno dei suoi membri più illustri, Guglielmo Solimene, agli inizi del Quattrocento ha ricevuto in dono una reliquia della santa dalla regina Margherita di Durazzo, e l’ha deposta nella cappella di famiglia, dove poi è stato sepolto egli stesso.

Ebbene, sappiamo che, almeno dal 1502, questa non è semplicemente una cappella gentilizia, ma è utilizzata anche come aula di lezioni: nell’attuale Sala San Tommaso è collocato lo studium legistarum, in cui si studia soprattutto legge, e nell’attuale Sala San Lazzaro lo studium artistarum, dove si studiano le sette arti liberali. A fine Cinquecento, poi, la famiglia Solimene concede ufficialmente la cappella alle lezioni, in cambio che l’amministrazione cittadina si addossi il pagamento della ristrutturazione dell’edificio, che all’epoca è ridotto veramente male.

Se la cappella di Santa Caterina in Duomo è dunque il luogo in cui nel Cinquecento lo studium di Salerno tiene le sue lezioni, i diplomi di laurea sono tradizionalmente conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, l’antico palazzo longobardo di Arechi. I diplomi sono conferiti, con un cerimoniale complesso e solenne, dal Collegio medico di Salerno, un’istituzione a parte rispetto all’Università, con i suoi propri regolamenti e statuti: i suoi membri devono essere rigorosamente salernitani di nascita o risedenti in città da almeno vent’anni, e sono investiti del privilegio di poter conferire la laurea in medicina valida per tutto il Regno.

Ormai, però, i tempi d’oro della Scuola Medica Salernitana sono ben lontani: nel Seicento addirittura i diplomi non verranno più conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, ma in un “Palazzo Salernitano” non meglio identificato; infine, nel Settecento, una volta conclusa la costruzione del nuovo seminario, l’attuale Museo Diocesano, un contratto ne concede due locali alle lezioni di medicina. È lì che questa istituzione, nel 1812, sarà abolita da Gioacchino Murat.

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Redazione Irno24 15/02/2021 0

Salerno, fondazioni Carisal e Menna insieme per iniziative culturali

È stato firmato nei giorni scorsi il protocollo d'intesa tra la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e la Fondazione Filiberto e Bianca Menna con l’obiettivo comune di promuovere attività sociali volte a tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale attraverso iniziative per sensibilizzare la comunità salernitana.

Due realtà di origini diverse, che si pongono l’obiettivo di promuovere la crescita culturale, sociale ed economica del proprio territorio. La Fondazione Carisal è una delle 86 fondazioni di origine bancaria presenti in Italia e che da oltre 20 anni accompagna lo sviluppo culturale, sociale ed economico del proprio territorio, favorendo la crescita della comunità attraverso la promozione e la diffusione della cultura e dell’arte, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali e delle arti applicate, la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche, la crescita e la formazione giovanile, attività sportive e filantropiche.

La Fondazione Menna, istituzione riconosciuta di Alta Cultura, inserita dal Ministero per i Beni Culturali tra i luoghi del contemporaneo, è nata nel 1989 per volontà della famiglia Menna e promuove, da sempre, iniziative e progetti volti ad approfondire e diffondere la conoscenza del presente dell’arte, rinnovando così la lezione teorica dello studioso salernitano, fra i protagonisti del dibattito critico del secondo Novecento. La Fondazione svolge la propria missione culturale con precise strategie operative che privilegiano il confronto critico e l’educazione, in una prospettiva orientata a quella costruzione del nuovo, di cui lo stesso Menna è stato costante promotore nel corso della sua attività di ricerca.

"Investire nella cultura e nella creazione di reti sostenibili in un’ottica comunitaria sono, oggi, due aspetti di fondamentale importanza per agire sinergicamente - dichiara il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino - e riuscire a contribuire alla crescita e al miglioramento del tessuto sociale ed economico della nostra comunità".

"Siamo lieti di annunciare di avere sottoscritto con la prestigiosa Fondazione Carisal - afferma il Presidente della Fondazione Menna, Claudio Tringali - un protocollo di intesa finalizzato alla promozione di attività volte a tutelare e valorizzare il patrimonio storico ed artistico locale ed in generale la cultura e l’arte. Ci auguriamo che grazie alla volontà di collaborazione tra i sodalizi ed all’intesa raggiunta, in un momento difficile per le Istituzioni culturali, saremo in grado di dare un migliore contributo all’offerta culturale della nostra città".

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Redazione Irno24 11/02/2021 0

Rosa Carafa direttrice del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana

La Soprintendente Francesca Casule ha affidato la direzione del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana alla dott.ssa Rosa Carafa, storica dell’arte, funzionaria responsabile di zona e capo area del settore storico-artistico della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.

Il Museo è gestito, con un protocollo d’intesa, insieme alla Fondazione della Scuola Medica Salernitana del comune di Salerno ed è visitabile con i seguenti orari di apertura: martedi, mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 13.00, venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Intanto continua il Ciclo di “conversazioni” sulla Scuola Medica nell’ambito dell’intesa tra la Soprintendenza, Comune di Salerno, l’Università di Salerno ed altri enti e associazioni presenti sul territorio, a supporto della richiesta di riconoscimento della Scuola Medica a patrimonio immateriale dell’umanità. Giovedì 11 febbraio, ore 18.00, l'incontro “Luoghi immagini e memoria della Scuola Medica Salernitana” sarà visibile in streaming sul portale Salerno Cultura e sulle pagine facebook Università DiSPaC e Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.

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Redazione Irno24 03/02/2021 0

FRaC di Baronissi, via online alla prima delle mostre dedicate a Procida

Sabato 6 febbraio, alle ore 18:00, apre al pubblico, sui canali digitali del Museo FRaC di Baronissi, "Il Giardino Segreto" di Libero De Cunzo, la prima delle mostre dedicate a Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.

In mostra 39 fotografie, dedicate all’incanto dei giardini che modellano il territorio procidano, un’isola incorniciata dall’azzurro del mare ma che, nel suo ventre, nasconde la sua tipicità di isola della terra, dei campi, dei contadini. Interverrà, con l’artista, Elisabetta Montaldo, scrittrice e scenografa che ha dedicato libri e saggi alla sua Procida.

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Redazione Irno24 01/02/2021 0

Salerno, riapre il complesso monumentale di San Pietro a Corte

La Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, apre il complesso monumentale di San Pietro a Corte (Ipogeo e Cappella Sant’Anna) nel centro storico di Salerno, con il seguente orario: 10.00-18.00 dal lunedì al venerdì. L’ingresso è gratuito. La visita al sito si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid: limite di accesso a tre visitatori per volta.

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Federica Garofalo 30/01/2021 0

Conversazioni Scuola Medica, ipotesi legame Salerno-Velia

È iniziato il 28 gennaio alle 18:00, sulla pagina facebook di Salerno Cultura (Comune di Salerno), il ciclo di appuntamenti on-line “Conversazioni sulla Scuola Medica Salernitana”, che, con cadenza settimanale, proseguirà fino al 18 marzo; questa iniziativa è frutto di una collaborazione tra l’Università di Salerno, in particolare del Centro Altea (centro interdipartimentale di studi sulla Scuola Medica Salernitana), il Comune ed altri enti.

Relatori del primo incontro due personalità di primo piano dell’Università di Salerno, Luigi Vecchio, docente di Storia ed Epigrafia Greca, e Amalia Galdi, ordinario di Storia Medievale: a introdurre, il prof. Luca Cerchiai, direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale presso l’Ateneo, e l’assessore alla cultura del Comune di Salerno Antonia Willburger.

«La rete che abbiamo messo in piedi sta portando avanti la candidatura della Scuola Medica a Patrimonio immateriale dell’Umanità sotto l’egida dell’UNESCO - sottolinea la dott.ssa Willburger - Questa è un’opportunità unica non solo per tramandare la memoria di questa importantissima pagina del nostro passato alle giovani generazioni, ma anche di renderla un’opportunità di valorizzazione e sviluppo per la città e il territorio. E questo soprattutto per l’attualità dei valori che la Scuola Medica ancora trasmette: integrazione delle culture, parità di genere, attenzione al benessere psico-fisico della persona, e all’educazione dei giovani».

«È un progetto ampio e generoso - osserva dal canto suo il prof. Cerchiai - perché parla sì della nostra identità cittadina, ma anche di valori universali, e può essere un potente aggregatore di interessi. Il nostro obiettivo come Università è dimostrare quanto sia bello studiare e attualizzare un mondo lontano solo nel tempo: la Storia è coinvolgente, e la cultura è coinvolgente, proprio per la sua dimensione trasversale e aperta».

Il tema di questo appuntamento sono le origini della Scuola Medica Salernitana: è possibile che esista un legame con la presunta scuola medica dell’Antichità individuata a Velia? «Non sappiamo nemmeno se a Velia ci fosse una vera e propria scuola medica, gli autori dell’Antichità non ne parlano - risponde il prof. Vecchio - Quel che è certo è che a Velia sono state trovate, tra gli anni ’50 e ’60, tre statue risalenti alla prima età imperiale che raffigurano tre medici vissuti in anni diversi, tutti e tre di nome Oulis, connotati dal curioso appellativo di pholarchos, che non trova riscontro da nessun’altra parte, e che letteralmente significa “capo della caverna”. Da qui si è voluta immaginare l’esistenza di una scuola medica, magari legata ad un santuario di Apollo o di Asclepio, con il suo “caposcuola”. La verità è che non lo sappiamo».

Anche le origini della Scuola Medica Salernitana sono avvolte nel mistero, come sottolinea la prof.ssa Galdi: «Al di là della leggenda dei quattro maestri, riportata dalla rinascimentale Chronica Elini, sulle origini della Scuola Medica Salernitana c’è un vuoto. E ci sono delle domande che ancora non hanno risposta, tra cui proprio il collegamento con la presunta scuola medica di Velia. Addirittura, fino al 1280, quando Carlo I d’Angiò la riconobbe ufficialmente come Università, non si può parlare di una vera e propria “Scuola Medica” salernitana, con una sua organizzazione, ma di “medicina salernitana” o di “medici di Salerno” che, bisogna sottolineare, sono presenti già dal X secolo nelle corti di Francia e Inghilterra».

Il prossimo appuntamento del ciclo è previsto per giovedì 4 febbraio e sarà incentrato sull’importanza dell’acqua nello sviluppo della Scuola Medica Salernitana.

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Redazione Irno24 29/01/2021 0

Un omaggio a Coco Chanel apre i "Dialoghi con l’arte" al FRaC di Baronissi

In occasione del 50esimo anniversario dalla sua scomparsa, avvenuta il 10 gennaio del 1971 nella lussuosa suite dell’Hotel Ritz di Parigi, il Museo-FRaC di Baronissi celebra Coco Chanel, all'anagrafe Mademoiselle Gabrielle Bonheur, e il suo genio creativo.

Grande stilista francese, ha rivoluzionato il concetto di femminilità, icona della moda, figura fondamentale del fashion design del ventunesimo secolo. L'evento "Coco Chanel line", in cartellone il 29 gennaio alle ore 19 sui canali digitali del museo, apre la rassegna "Dialoghi con l’arte", a cura dell’associazione culturale "Tutti Suonati".

Un format che si propone la divulgazione di contenuti relativi al mondo delle arti contemporanee, condotta attraverso il dialogo interattivo e dinamico, che mette in relazione il contesto artistico di riferimento, esperti del settore e il pubblico del Museo-FRaC, accompagnandosi al più ampio programma di mostre ed esposizioni del Fondo Regionale d'Arte Contemporanea.

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