183 articoli nella categoria Cultura

Redazione Irno24 11/02/2021 0

Rosa Carafa direttrice del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana

La Soprintendente Francesca Casule ha affidato la direzione del Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana alla dott.ssa Rosa Carafa, storica dell’arte, funzionaria responsabile di zona e capo area del settore storico-artistico della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.

Il Museo è gestito, con un protocollo d’intesa, insieme alla Fondazione della Scuola Medica Salernitana del comune di Salerno ed è visitabile con i seguenti orari di apertura: martedi, mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 13.00, venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Intanto continua il Ciclo di “conversazioni” sulla Scuola Medica nell’ambito dell’intesa tra la Soprintendenza, Comune di Salerno, l’Università di Salerno ed altri enti e associazioni presenti sul territorio, a supporto della richiesta di riconoscimento della Scuola Medica a patrimonio immateriale dell’umanità. Giovedì 11 febbraio, ore 18.00, l'incontro “Luoghi immagini e memoria della Scuola Medica Salernitana” sarà visibile in streaming sul portale Salerno Cultura e sulle pagine facebook Università DiSPaC e Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.

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Redazione Irno24 03/02/2021 0

FRaC di Baronissi, via online alla prima delle mostre dedicate a Procida

Sabato 6 febbraio, alle ore 18:00, apre al pubblico, sui canali digitali del Museo FRaC di Baronissi, "Il Giardino Segreto" di Libero De Cunzo, la prima delle mostre dedicate a Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.

In mostra 39 fotografie, dedicate all’incanto dei giardini che modellano il territorio procidano, un’isola incorniciata dall’azzurro del mare ma che, nel suo ventre, nasconde la sua tipicità di isola della terra, dei campi, dei contadini. Interverrà, con l’artista, Elisabetta Montaldo, scrittrice e scenografa che ha dedicato libri e saggi alla sua Procida.

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Redazione Irno24 01/02/2021 0

Salerno, riapre il complesso monumentale di San Pietro a Corte

La Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, apre il complesso monumentale di San Pietro a Corte (Ipogeo e Cappella Sant’Anna) nel centro storico di Salerno, con il seguente orario: 10.00-18.00 dal lunedì al venerdì. L’ingresso è gratuito. La visita al sito si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid: limite di accesso a tre visitatori per volta.

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Federica Garofalo 30/01/2021 0

Conversazioni Scuola Medica, ipotesi legame Salerno-Velia

È iniziato il 28 gennaio alle 18:00, sulla pagina facebook di Salerno Cultura (Comune di Salerno), il ciclo di appuntamenti on-line “Conversazioni sulla Scuola Medica Salernitana”, che, con cadenza settimanale, proseguirà fino al 18 marzo; questa iniziativa è frutto di una collaborazione tra l’Università di Salerno, in particolare del Centro Altea (centro interdipartimentale di studi sulla Scuola Medica Salernitana), il Comune ed altri enti.

Relatori del primo incontro due personalità di primo piano dell’Università di Salerno, Luigi Vecchio, docente di Storia ed Epigrafia Greca, e Amalia Galdi, ordinario di Storia Medievale: a introdurre, il prof. Luca Cerchiai, direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale presso l’Ateneo, e l’assessore alla cultura del Comune di Salerno Antonia Willburger.

«La rete che abbiamo messo in piedi sta portando avanti la candidatura della Scuola Medica a Patrimonio immateriale dell’Umanità sotto l’egida dell’UNESCO - sottolinea la dott.ssa Willburger - Questa è un’opportunità unica non solo per tramandare la memoria di questa importantissima pagina del nostro passato alle giovani generazioni, ma anche di renderla un’opportunità di valorizzazione e sviluppo per la città e il territorio. E questo soprattutto per l’attualità dei valori che la Scuola Medica ancora trasmette: integrazione delle culture, parità di genere, attenzione al benessere psico-fisico della persona, e all’educazione dei giovani».

«È un progetto ampio e generoso - osserva dal canto suo il prof. Cerchiai - perché parla sì della nostra identità cittadina, ma anche di valori universali, e può essere un potente aggregatore di interessi. Il nostro obiettivo come Università è dimostrare quanto sia bello studiare e attualizzare un mondo lontano solo nel tempo: la Storia è coinvolgente, e la cultura è coinvolgente, proprio per la sua dimensione trasversale e aperta».

Il tema di questo appuntamento sono le origini della Scuola Medica Salernitana: è possibile che esista un legame con la presunta scuola medica dell’Antichità individuata a Velia? «Non sappiamo nemmeno se a Velia ci fosse una vera e propria scuola medica, gli autori dell’Antichità non ne parlano - risponde il prof. Vecchio - Quel che è certo è che a Velia sono state trovate, tra gli anni ’50 e ’60, tre statue risalenti alla prima età imperiale che raffigurano tre medici vissuti in anni diversi, tutti e tre di nome Oulis, connotati dal curioso appellativo di pholarchos, che non trova riscontro da nessun’altra parte, e che letteralmente significa “capo della caverna”. Da qui si è voluta immaginare l’esistenza di una scuola medica, magari legata ad un santuario di Apollo o di Asclepio, con il suo “caposcuola”. La verità è che non lo sappiamo».

Anche le origini della Scuola Medica Salernitana sono avvolte nel mistero, come sottolinea la prof.ssa Galdi: «Al di là della leggenda dei quattro maestri, riportata dalla rinascimentale Chronica Elini, sulle origini della Scuola Medica Salernitana c’è un vuoto. E ci sono delle domande che ancora non hanno risposta, tra cui proprio il collegamento con la presunta scuola medica di Velia. Addirittura, fino al 1280, quando Carlo I d’Angiò la riconobbe ufficialmente come Università, non si può parlare di una vera e propria “Scuola Medica” salernitana, con una sua organizzazione, ma di “medicina salernitana” o di “medici di Salerno” che, bisogna sottolineare, sono presenti già dal X secolo nelle corti di Francia e Inghilterra».

Il prossimo appuntamento del ciclo è previsto per giovedì 4 febbraio e sarà incentrato sull’importanza dell’acqua nello sviluppo della Scuola Medica Salernitana.

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Redazione Irno24 29/01/2021 0

Un omaggio a Coco Chanel apre i "Dialoghi con l’arte" al FRaC di Baronissi

In occasione del 50esimo anniversario dalla sua scomparsa, avvenuta il 10 gennaio del 1971 nella lussuosa suite dell’Hotel Ritz di Parigi, il Museo-FRaC di Baronissi celebra Coco Chanel, all'anagrafe Mademoiselle Gabrielle Bonheur, e il suo genio creativo.

Grande stilista francese, ha rivoluzionato il concetto di femminilità, icona della moda, figura fondamentale del fashion design del ventunesimo secolo. L'evento "Coco Chanel line", in cartellone il 29 gennaio alle ore 19 sui canali digitali del museo, apre la rassegna "Dialoghi con l’arte", a cura dell’associazione culturale "Tutti Suonati".

Un format che si propone la divulgazione di contenuti relativi al mondo delle arti contemporanee, condotta attraverso il dialogo interattivo e dinamico, che mette in relazione il contesto artistico di riferimento, esperti del settore e il pubblico del Museo-FRaC, accompagnandosi al più ampio programma di mostre ed esposizioni del Fondo Regionale d'Arte Contemporanea.

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Redazione Irno24 13/01/2021 0

Presentato il progetto "Salerno Musei in rete"

E’ stato presentato, in videoconferenza dalla Sala Giunta del Comune di Salerno, il progetto “Salerno Musei in rete”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato e co-finanziato dalla Regione e curato da Mediateur.

L’iniziativa prevede da gennaio a marzo 2021 un percorso di co-progettazione che ha l’obiettivo di potenziare l’offerta culturale cittadina, lavorando alla costituzione di una potenziale rete tra le strutture museali presenti sul territorio comunale.

Il progetto promuove la partecipazione attiva di istituzioni di diversa tipologia e proprietà, coinvolte in attività di analisi, occasioni di conoscenza reciproca, seminari e laboratori tematici: un ‘cantiere’ progettuale per la messa a sistema del patrimonio locale e l’innalzamento degli standard dell’offerta museale, che guarda al futuro Sistema museale nazionale promosso dal MIBACT.

Il percorso partecipato tra musei, promosso per la prima volta nel capoluogo salernitano, si concluderà con un’azione di Art Sharing dedicata all’artista Ugo Marano a 10 anni dalla morte, allestita presso il Museo Città Creativa di Ogliara. Le fasi principali del percorso “Salerno musei in rete” sono: 1 – Analisi del contesto museale cittadino 2 – Seminari formativi 3 – Tour guidati nei musei partecipanti 4 – Laboratorio di co-progettazione della rete museale cittadina 5 – Azione di art sharing.

MUSEI DELLA CITTA' DI SALERNO

1. MUSEO CITTÀ CREATIVA | Comune di Salerno
2. MUSEO ROBERTO PAPI | Comune di Salerno
3. GIARDINO DELLA MINERVA | Comune di Salerno
4. MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA | Comune di Salerno
5. MUSEO DIOCESANO DI SALERNO | Diocesi di Salerno
6. MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE | Provincia di Salerno
7. PINACOTECA PROVINCIALE | Provincia di Salerno
8. AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE | Provincia di Salerno
9. CASTELLO ARECHI | Provincia di Salerno
10. COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI | Privato
11. MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE | Privato
12. FONDAZIONE EBRIS – LUOGO DEL CONTEMPORANEO | Privato
13. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO | MIBACT (coinvolto in quanto Museo statale più vicino al territorio comunale)

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Federica Garofalo 11/01/2021 0

Progetto Trotula, la Scuola Medica Salernitana a misura di bambino

Non si tratta soltanto di un libro per bambini, la fiaba "Trotula e il giardino incantato": quello messo in piedi da Roberta Pastore, Anella Mastalia e Valerio Calabrese è un progetto molto più ampio, che include un sito web tutto suo, una webserie, gadgets in tema, e addirittura la fondazione di una casa editrice, la Talea.

Lo scopo è agganciare un pubblico di bambini e trasmettere loro, al di là del personaggio storico di Trotula, la più nota rappresentante femminile della Scuola Medica Salernitana, i suoi valori e renderli consapevoli del passato luminoso della Salerno medievale, città della medicina.

Di tutto questo è convinta l’architetto Roberta Pastore, che vanta collaborazioni con Mario Cucinella e Renzo Piano, e si è tuffata con entusiasmo in quest’avventura per lei un po’ insolita, spinta da due incontri importanti: "Il primo avvenne tanti anni fa, negli anni del liceo classico, con la mia professoressa, Dorotea Memoli Apicella, che mi fece conoscere Trotula, e il secondo è avvenuto nel corso di un recente trasloco, durante il quale ho ritrovato un libro di Pina Boggi Cavallo, che tanto si occupò di questo personaggio. Ho così deciso che una storia dovesse essere raccontata, e raccontata in modo 'pop', in modo da poter essere seminata in un terreno fertile: e quale terreno più fertile dei bambini?".

I tre soci si sono messi così a lavoro, praticamente autotassandosi, e coinvolgendo altre professionalità come quella di Ernesto Giacomino, che ha curato i testi, e di Federica Cafaro, che ha realizzato le illustrazioni. "Abbiamo lavorato molto in sintonia, anche se a distanza, a causa della pandemia - scherza Roberta Pastore - La fiaba che ne è venuta fuori parla non solo di Scuola Medica Salernitana e di un giardino incantato, il giardino di Minerva, la figlia di Trotula, ma di mare e di accoglienza attraverso una sirena di nome Ory, venuta da lontano". Non a caso, una parte del ricavato della vendita del libro finanzierà borse di studio per ragazze in Kenya attraverso l’ONG Trame Africane.

"La risposta è stata molto buona, non solo da parte dei bambini, ma anche degli adulti - racconta Roberta Pastore - Abbiamo ricevuto messaggi di genitori e nonni che, dopo aver regalato il libro a figli e nipotini, hanno deciso di leggerlo anche loro; per questo noi lo consideriamo un libro adatto a tutte le età, dai 7 ai 110 anni. Ora il nostro prossimo obiettivo è distribuirlo in tutta Italia". E magari anche all’estero, attraverso un’edizione in Inglese? Chissà...

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Redazione Irno24 05/01/2021 0

FRaC di Baronissi, notte della Befana all'insegna delle ceramiche raku

Una notte della Befana all'insegna della cultura a Baronissi. Il Museo FRaC propone - dalla mezzanotte di oggi, 5 Gennaio - una singolare mostra di ceramiche raku, realizzate dall’artista Giuseppe Di Muro. L'esposizione propone quindici vasi in raku, ispirati ai doni che i re Magi portarono al figlio di Dio.

Un dono come auspicio per un anno che tutti si augurano all'insegna della maggiore serenità. Appuntamento online, sulla pagina facebook del Museo Frac, allo scoccare della mezzanotte.

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Federica Garofalo 03/01/2021 0

La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

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Redazione Irno24 27/12/2020 0

Salerno deserta nell'imminenza del Natale in una mostra al Frac di Baronissi

Al Museo FRAC di Baronissi vernissage della mostra fotografica di Corradino Pellecchia, 25 scatti realizzati nei giorni precedenti a questo anomalo Natale. Alle ore 18:00 di domenica 27 dicembre, sui canali social del Museo, inaugurazione online della mostra "Coprifuoco - Reportage per un’insolita antivigilia".

Scatti che documentano i luoghi topici degli incontri cittadini, gli spazi nei quali, da tempo, abbiamo atteso la grande festa dell’anno: sono immagini che specchiano le ansie che avvolgono d’incertezza lo sguardo sul futuro. Il futuro non è più il tempo di una coniugazione, diventa il grigio luogo dell’attesa.

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