432 articoli nella categoria Economia

Redazione Irno24 04/11/2020 0

Coldiretti: "Con DPCM stop a un ristorante su due, perdita di circa 4 miliardi"

Una perdita di fatturato di 3,8 miliardi è l’effetto della chiusura per un intero mese degli oltre 180mila ristoranti, bar e pizzerie situati nelle aree classificate di gravità massima o elevata in base al rischio contagio da coronavirus. E’ quanto emerge dallo studio della Coldiretti sulle conseguenze dell’entrata in vigore del nuovo DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale che individua tre livelli di rischio lungo la Penisola.

Sulle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e in quelle di massima gravità - sottolinea Coldiretti - sono sospese tutte le attività di ristorazione e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte degli agriturismi. Si tratta - precisa Coldiretti - di oltre la metà delle strutture di ristorazione presenti sull’intero territorio nazionale. Nelle zone critiche è consentita la sola consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali.

A preoccupare – denuncia Coldiretti – è anche lo stop all’attività degli oltre 10mila agriturismi presenti in queste aree. La più colpita dalle misure restrittive sul fronte dei consumi fuori casa è la Lombardia, che è la regione italiana con il maggior numero di locali per la ristorazione, oltre 51mila. Limitazioni permangono però anche nel resto del territorio nazionale non compreso nelle due fasce più critiche, dove le attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite solo dalle ore 5,00 alle 18,00 con la possibilità sempre della consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 della ristorazione con asporto.

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione - continua Coldiretti - si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa - conclude Coldiretti - devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione in un settore chiave del Made in Italy.

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Redazione Irno24 03/11/2020 0

Covid, Coldiretti Salerno: agricoltura in affanno, florovivaismo in profonda crisi

L'emergenza Covid inizia a far sentire i suoi effetti anche sull'agricoltura salernitana. Tutti i settori stanno risentendo del forte impatto della pandemia. Secondo Coldiretti Salerno, a pagare il conto più pesante ​è il settore del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e vino. "E' un momento difficile anche per l'agricoltura salernitana - conferma il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - le vendite, in particolare di prodotti freschi, dall'ortofrutta al lattiero caseario, hanno ridotto notevolmente le vendite nel canale horeca. Chi lavora con bar e ristoranti perde una fetta di mercato importante con le limitazioni in atto soprattutto le imprese agricole e quelle che trasformano prodotti freschi.

In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. A pesare sulla crisi anche la chiusura forzata delle mense scolastiche e le difficoltà con l'export". Le limitazioni economiche e il rimbalzo negativo delle vendite potrebbero farsi sentire, sulla media e lunga distanza, anche sui prodotti stagionati. In questa fase sono meno danneggiati i prodotti stagionati e i salumi che possono allungare la vita in magazzino per qualche mese ma un aumento degli stock comporta sempre una distorsione dei prezzi.

Discorso a parte merita il settore florovivaistico: "L'impatto economico, anche per la provincia di Salerno, dove operano decine di imprese florovivaistiche è pesantissimo – spiega Busillo – le aziende hanno dovuto mandare al macero il prodotto per via del blocco delle cerimonie e dei mercati. E' necessario avviare subito le procedure per richiedere lo stato di calamità per il settore florovivaistico che a causa dell'emergenza Coronavirus registra danni pari al 100% della produzione con l'aggravio dei costi a carico delle aziende che devono garantire anche il corretto smaltimento". Problemi anche per gli agriturismi dove la chiusura della mobilità interprovinciale e il clima di incertezza ​ stanno creando problemi sia per i pernottamenti del weekend che per i pranzi fuori porta.

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Redazione Irno24 03/11/2020 0

Confcommercio Campania in piazza il 5 Novembre in difesa degli "invisibili"

Sono "invisibili" le migliaia di imprese del Commercio – i settori Moda e Gioielleria su tutti - che, pur non avendo subito limitazioni di orario, da maggio ad oggi, hanno sofferto un tracollo delle vendite superiore al 50% e si ritrovano con i magazzini pieni di merce, ormai svalutata, da dover pagare. Ciò nonostante, né il Governo né la Regione hanno previsto ancora una qualsiasi forma di sostegno concreta, come promesso nei mesi scorsi.

Per dare voce alle imprese, Confcommercio Campania ha organizzato una manifestazione prevista per giovedì 5 novembre, alle 18,30, che si svolgerà in contemporanea in quattro città della regione: a Napoli, in Piazza dei Martiri, a Salerno, in Piazza Portanova, a Castellammare di Stabia, in Piazza Giovanni XXIII e a Sorrento, in Piazza Tasso.

"Dopo aver manifestato nelle scorse settimane il disagio della categoria dei pubblici esercizi, abbiamo il dovere di dar voce alle imprese del commercio. Queste ultime, pur non essendo state chiuse per decreto, vivono una situazione drammatica, trovandosi di fatto in regime di lockdown, ma senza ricevere aiuti economici e con magazzini saturi di merce, affitti da pagare e dipendenti a carico. Come sempre, tutto verrà svolto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti contagio Covid-19" spiega Giuseppe Gagliano, Presidente Confcommercio Campania, nella sede di Salerno.

Durante il sit-in, tutti i commercianti saranno vestiti di bianco, da "fantasmi", per rappresentare in forma pacifica e silenziosa, ma dando un segnale forte di dissenso, la loro invisibilità agli occhi di una classe politica che sta portando le imprese del Commercio – oltre 300.000 solo in Campania – ed i loro collaboratori, verso il fallimento e la disoccupazione, se non arriveranno immediatamente gli aiuti sufficienti a tenere in vita le aziende.

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Redazione Irno24 31/10/2020 0

Commemorazione defunti, il malcontento Federfiori per la chiusura dei cimiteri

La Federfiori regionale rimane stupita ed interdetta per la scarsissima attenzione alle istanze della categoria da parte delle autorità preposte all'apertura dei cimiteri, in occasione dei giorni 1 e 2 novembre. Lo fa sapere attraverso il commento di Gabriele Esposito, Presidente Federfiori Confcommercio Campania: "Ci sono molteplici amministrazioni comunali che chiudono i cimiteri 'ad horas' senza tenere conto che un esercizio di rivendita di piante e fiori ha provveduto ad approvvigionarsi per queste ricorrenze con largo anticipo".

E aggiunge: "Quello che più ci colpisce è la mancanza di sensibilità e conoscenza del nostro lavoro. Siamo sicuramente piccole imprese, ma proprio per questo a rischio fallimento e tanti con una economia vicina ad una catastrofica chiusura definitiva. Federfiori regionale, conoscendo il problema, ha da tempo informato le diverse autorità che sarebbe stata disponibile a trovare soluzioni che potessero coniugare la necessaria salvaguardia della salute pubblica e la sopravvivenza delle imprese. Ad oggi riceviamo solo chiusure improvvise, senza alcun diritto di replica".

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Redazione Irno24 30/10/2020 0

Unioncamere Campania: "No a sit-in improvvisati che generano solo assembramenti"

Senza salute non c’è economia. Le Camere di Commercio campane seguono con grande attenzione l’evolversi dello scenario relativo alla diffusione della pandemia e le conseguenti ricadute che essa ha sulle categorie coinvolte. "Abbiamo rappresentato alle Istituzioni le istanze dei diversi comparti - si legge nella nota congiunta - auspicando provvedimenti che tengano conto della attuale situazione economica e produttiva. Ma in questo momento è prioritaria la salute. Senza salute non c’è economia.

Non è un problema della Campania, non è un problema dell’Italia, è un problema globale. Altri stati europei hanno preso in queste ore provvedimenti severi e indiscutibili. Oggi più che mai bisogna riconoscere il primato della scienza e la politica deve adeguarsi alle sue indicazioni facendo scelte dolorose ma inevitabili. E’ una situazione straordinaria e come tale va gestita.

Per tale ragione, pur comprendendo profondamente le difficoltà e le preoccupazioni delle categorie più colpite, stigmatizziamo qualsivoglia forma di manifestazione e sit-in di protesta. Riteniamo irresponsabili le iniziative registrate in questi giorni, peraltro organizzate in maniera del tutto sconsiderata attraverso passaparola spontanei o tramite i social network. Esse rappresentano una violazione dei decreti che vietano tassativamente gli assembramenti.

Ed è proprio in questa fase particolarmente delicata di diffusione del contagio che facciamo appello alla responsabilità individuale a salvaguardia della salute pubblica e delle stesse categorie interessate. Contestualmente chiediamo alla Regione Campania di mettere in campo tutte le azioni possibili, immediate e anche drastiche, per salvaguardare tutti i settori. Solo arginando l'epidemia si potrà guardare ad una ripresa totale delle attività".

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Redazione Irno24 29/10/2020 0

Al momento niente "Ristori" agli artigiani, incontro in Prefettura a Salerno

Il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha incontrato stamani in Prefettura il Presidente della CNA - Confederazione Nazionale Artigianato - di Salerno, Lucio Ronca, per fare il punto della situazione sulle difficoltà che soprattutto i piccoli artigiani stanno affrontando nelle ultime settimane, a seguito delle ulteriori misure restrittive disposte dal Governo e dalla Regione per contenere la diffusione del Covid-19.

In particolare, il Presidente della CNA, che rappresenta oltre 3mila aziende in provincia di Salerno, ha espresso la preoccupazione dell’intera categoria che, peraltro, non è al momento inclusa tra quelle destinatarie delle misure di sostegno introdotte con il decreto legge 137/2020 “Ristori”, entrato in vigore ieri. L’esclusione è dettata dal fatto che il settore degli artigiani sta proseguendo l’attività lavorativa, tuttavia subisce comunque gli effetti della situazione emergenziale in atto, che ha determinato un notevole calo del fatturato, anche a causa della scarsa presenza di flussi turistici.

Proroga della sospensione dei pagamenti relativi alle cartelle esattoriali e “rottamazione” delle cartelle già emesse nonché sospensione dei pagamenti dei tributi locali per tutte le aziende, comprese quelle che stanno proseguendo l’attività lavorativa, proroga del superbonus al 110% per il settore edilizio, incentivi per coloro che adottano soluzioni digitali e nuovi modelli organizzativi: sono queste le principali richieste rivolte al Prefetto dalla CNA ed esaminate approfonditamente nel corso dell’incontro. Un focus, in particolare, è stato poi dedicato al tema del “lavoro nero” e della lotta all’abusivismo, in relazione al quale il Prefetto ha assicurato la prosecuzione dei controlli in atto da parte della Finanza.

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Redazione Irno24 28/10/2020 0

Covid, Coldiretti: "Ristoranti in piazza con vendite dimezzate"

Le vendite di cibi e bevande nel settore della ristorazione sono praticamente dimezzate (-48%) nel corso dell’anno con un impatto drammatico a valanga sull’intera filiera, dai tavoli dei locali fino alle aziende agricole e alimentari nazionali. E’ quanto emerge da una elaborazione della Coldiretti sulla base dei dati Ismea in occasione della mobilitazione in piazza dei ristoratori con la Fipe sulle pesanti conseguenze dell’emergenza Covid.

Il crack della ristorazione con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie ha un effetto negativo sull’intero agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato - sottolinea Coldiretti - di oltre 9,6 miliardi per le mancate vendite di cibo e bevande nel 2020. Un drastico crollo dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Nell’attività di ristorazione sono coinvolte circa 330mila tra bar, mense e ristoranti lungo la Penisola ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. L’emergenza rischia di penalizzare ingiustamente anche l’agriturismo nazionale che può contare secondo Campagna Amica su 24mila realtà diffuse lungo tutta la Penisola spesso situate in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto.

Si tratta forse – conclude Coldiretti – dei luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche e alleggerire gli assembramenti nelle città. “Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico lungo tutta la filiera e misure come il taglio del costo del lavoro con la decontribuzione protratta anche per le prossime scadenze superando il limite degli aiuti di Stato” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “l’importanza della rapidità degli interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per incentivare l’acquisto di prodotti alimentari Made in Italy”.

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Redazione Irno24 24/10/2020 0

Confcommercio Campania condanna le violente proteste anti lockdown a Napoli

A seguito dei fatti di Napoli delle ultime ore, il sistema delle imprese aderente a Confcommercio Campania (nelle persone di Pasquale Russo, Direttore Generale, Carla Della Corte, Presidente Napoli, Lucio Sindaco, Presidente Caserta, e Giuseppe Gagliano, Presidente Salerno) non ci sta, in quanto non si riconosce in queste forme di protesta, aggiungendo: "Le scene di violenza, le manifestazioni fuori controllo di ieri nulla hanno a che vedere con la legittima protesta dei commercianti e degli imprenditori e, pertanto, devono essere condannate con assoluta fermezza.

Solidarietà totale agli esponenti delle forze dell'ordine, dell'informazione e delle istituzioni che ieri sono state aggredite da delinquenti che stanno solo danneggiando chi vuole manifestare le gravi difficoltà di questa fase. Anzi, riteniamo che dietro questa guerriglia urbana si nascondano anche forze criminali che vogliono determinare il caos nelle nostre città, approfittando delle gravi difficoltà economiche del tessuto imprenditoriale, allo scopo di acquisire con poco imprese in affanno, avvicinare imprenditori disperati con prestiti che, domani, diventeranno un cappio al collo per tutti.

Bisogna comprendere che il disagio economico e occupazionale di alcune categorie, oggi, diventerà un disastro sociale per tutti, nel futuro prossimo. Ed è per questo motivo che abbiamo sempre cercato e voluto un confronto con le Istituzioni, che devono rappresentare il nostro unico interlocutore, pur nella diversità di visioni su come affrontare questa gravissima crisi che, in primo luogo, è sanitaria, alla quale si affianca una tragedia economia e sociale dalla quale la Campania rischia di non riprendersi più. E i manifestanti violenti di ieri sono i nostri primi nemici".

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Redazione Irno24 14/10/2020 0

Istat: Coldiretti, da economia sommersa 24.5 miliardi per agromafie

Dal campo alla tavola le agromafie sviluppano un business illegale e sommerso da 24,5 miliardi che minaccia ora di crescere mettendo le mani su un tessuto economico indebolito dalla crisi determinata dall’emergenza coronavirus che ha coinvolto ampi settori della filiera agroalimentare a partire dalla ristorazione. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'ultimo rapporto Istat sull'economia sommersa che ha raggiunto i 211 miliardi di valore in Italia.

Nella filiera agroalimentare – sottolinea Coldiretti – pesa la crisi di liquidità generata dall’emergenza coronavirus in molte strutture economiche che sono divenute più vulnerabili ai ricatti e all’usura. Crescono gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie.

La malavita è arrivata a controllare cinquemila locali della ristorazione con l’agroalimentare che è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone.

In questo modo la malavita si appropria – prosegue Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare dai campi agli scaffali, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy.

Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali ottenuti con il commercio della droga. Un fenomeno che minaccia di aggravarsi per gli effetti della pandemia che potrebbe spingere le imprese a rischio a ricorrere all’usura per trovare i finanziamenti necessari.

“Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare - afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini - in questo contesto diventa più urgente l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti”.

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Redazione Irno24 09/10/2020 0

Coldiretti scrive a Sindaci salernitani per azzeramento nuova IMU

Il presidente di Coldiretti Salerno Vito Busillo e il direttore Enzo Tropiano hanno scritto ai sindaci dei Comuni della provincia di Salerno per chiedere l’azzeramento dell’aliquota della “nuova IMU” sui fabbricati rurali strumentali, ossia le strutture necessarie per le attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e delle attività connesse.

"E' un sostegno concreto alle aziende agricole - si sottolinea nella missiva - chiediamo alle Amministrazioni comunali di prevedere il provvedimento alla luce della nuova imposta, così come ridefinita dalla Legge di Bilancio 2020 ed entrata in vigore dal 1° gennaio 2020, sostituendo nell'ordinamento tributario l'IMU e la TASI. Le norme in vigore sino al 31 dicembre 2019 già prevedevano che, ai fini IMU, i fabbricati rurali strumentali fossero esenti".

Ai fini TASI, tali immobili scontavano invece una tassazione pari all'1 per mille della base imponibile. La "nuova IMU" ha unificato le precedenti disposizioni, prevedendo per i fabbricati rurali strumentali un’aliquota di base pari allo 0,1 per cento e dando la possibilità ai Comuni di diminuire tale aliquota impositiva fino all’azzeramento.

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