334 articoli nella categoria Economia

Redazione Irno24 05/07/2022 0

Confesercenti Salerno: "Saldi estivi fra carovita e voglia di ripresa"

"Dallo scorso 2 Luglio in Campania sono partiti i saldi estivi. La risposta, a distanza di qualche giorno, è timida e variegata; i saldi rappresentano da sempre un'opportunità, specie per i negozi tradizionali e gli esercenti storici, ma chi deve spendere, con i venti di crisi del carovita che non si attenuano, e complice il gran caldo, prende tempo e non si lascia andare allo shopping frenetico.

Registriamo un discreto andamento nelle città d'arte e turistiche - dichiara il Presidente Provinciale di Confesercenti, Raffaele Esposito - con una previsione di spesa pari a circa 250 euro pro capite, in linea con il dato previsto su base nazionale, ma i livelli di spesa pre pandemia non ci sono. Di molto inferiore il dato nelle cittadine di provincia e nelle piccole comunità, ormai scoraggiate dalle promozioni online dei grossi colossi dell'e-commerce, che durano un intero anno attraverso vendite e svendite impossibili da proporre per un negozio tradizionale.

Questo delle offerte online è un dato che deve farci riflettere e sul quale stiamo lavorando in maniera sinergica su Salerno e provincia; a breve garantiremo una piattaforma social e digitale di vendita ai nostri soci, perché non ci si può soltanto lamentare ma bisogna offrire opportunità digitali concrete anche ai negozi tradizionali, prima di lasciare i nostri consumatori alle piattaforme tradizionali. Bisogna garantire alla nostra utenza, oltre alla solidità dei negozi tradizionali, nuove realtà digitali certificate per alimentare un commercio sempre più solidale, etico e che alimenti davvero la cosiddetta economia circolare.

In ultimo, vogliamo ribadire i nostri consigli per un acquisto sicuro presso i negozi tradizionali, che devono continuare ad essere lo spazio fisico della nostra clientela per far vivere le nostre città e le nostre comunità: privilegiare e servirsi sempre in prima istanza dei negozi di fiducia; verificare la presenza del cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato, magari confrontandolo con altri periodi dell'anno; conservare sempre lo scontrino perché è possibile sostituire eventualmente l’articolo difettoso".

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Redazione Irno24 30/06/2022 0

Censimento Istat, in Campania meno aziende agricole ma più grandi

Meno aziende agricole, ma più grandi. Così il quadro dei primi dati sul 7° Censimento generale dell’Agricoltura, elaborati dall’Istat. Il fenomeno – commenta Coldiretti Campania, che ha partecipato direttamente al censimento attraverso i suoi uffici territoriali – è omogeneo in tutta Italia, ma a distanza di dieci anni restituisce un quadro nuovo per la regione, che sarà approfondito per comparto e per provincia con la pubblicazione dei dati completi.

Il numero assoluto delle imprese in Campania è calato drasticamente, ma a fronte di un rafforzamento strutturale. Nel 2010 le aziende agricole censite erano 136.872, mentre nel 2020 sono 79.353, pari al 7% del totale nazionale. La superfice agricola utilizzata (SAU) cala da 550mila ettari a 516mila, pari al 4,1% italiano. Nonostante questi numeri negativi, la dimensione media delle aziende agricole campane passa da 4 ettari a 6,5 ettari.

Ad incidere su questi numeri – sottolinea Coldiretti Campania – è la cancellazione dal rilevamento statistico dei terreni agricoli gestiti dagli hobbisti, che non sono imprese agricole. Pertanto, il dato che emerge è la crescita progressiva di imprese agricole più strutturate, più innovative e con più terreno a disposizione. Dai primi dati Istat si rileva anche il numero di aziende agricole con capi di bestiame, che in Campania sono 13.353, pari al 16,8% del totale nazionale. Sono 16.768 mila le aziende solo zootecniche, pari al 21,1% nazionale. La somma dimostra il peso importante degli allevamenti in regione.

“Da questi primi numeri – evidenzia Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – si coglie un trend interessante, che fotografa un cambiamento in atto negli ultimi vent’anni. Ma se una tendenza esiste, va ancora accompagnata e sostenuta. Ben venga il chiarimento che si è fatto nelle statistiche delle superfici agricole utilizzate, ma questo deve diventare il punto di forza per smuovere l’eccessiva rigidità nella vendita e nei fitti dei terreni.

È urgente un riordino fondiario che sblocchi la terra a favore della produzione agricola, indirizzando gli incentivi economici solo a chi vive di agricoltura, agli imprenditori agricoli professionali. Se continuiamo a distribuire risorse a chi fa un altro mestiere e coltiva per hobby, alimentiamo un meccanismo che blocca la cessione dei terreni a chi fa impresa e crea occupazione. Questa è la sfida che ci attende e che consentirà di rafforzare tutto il sistema agricolo regionale”.

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Redazione Irno24 27/06/2022 0

Segna +18% l'export agrolimentare campano, metà da provincia di Salerno

Il calo delle restrizioni anti-Covid coincide con una crescita dell’export di cibo campano nel mondo. È quanto afferma Coldiretti Campania in base ai dati Istat del primo trimestre, con il sistema agroalimentare regionale che segna un +18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tre punti percentuali in meno della media nazionale.

Complessivamente, l’export agroalimentare nei primi tre mesi dell’anno supera 1,2 miliardi di euro, con performance diverse nelle province campane. Quasi la metà dell’export arriva dalla provincia di Salerno, mentre un terzo della produzione alimentare si concentra nel napoletano. Ma, mentre la provincia partenopea cresce del 32% in esportazioni, quella di Salerno è la più lenta con solo il 6%.

Nelle province interne, nonostante i valori assoluti più bassi, si registra una interessante vivacità tra il casertano e il beneventano, che vedono una crescita rispettiva del 38% e del 41%, mentre la provincia di Avellino si ferma al +13%. I prodotti che trascinano l’export agroalimentare campano sono soprattutto la quarta gamma, l’ortofrutta, la pasta, il pomodoro da industria, il latte e la mozzarella di bufala. Anche il vino e l’olio si affacciano sempre più sul mercato mondiale, dove devono reggere la sfida della qualità contro competitor agguerriti.

“Questi dati – commenta Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – sono uno spiraglio di luce, ma purtroppo la preoccupazione resta tutta. Il 2022 sarà un anno spartiacque su cui misureremo la tenuta del sistema regionale, dentro un quadro nazionale ed europeo fortemente condizionato dall’esplosione dei costi di produzione.

Mentre da una parte ci inorgoglisce la domanda crescente di cibo prodotto nella nostra regione, dall’altra dovremo fare i conti già in autunno con gli effetti negativi del caro energia e delle oscillazioni dei prezzi di mercato. La guerra in Ucraina e la guerra dell’energia rischiano di mettere piombo nelle ali ad uno dei settori bandiera del made in Italy.

Ci aspettano due grandi problemi da affrontare a breve, che la guerra ci ha messo davanti: l’urgenza di puntare alla sovranità alimentare, mettendo in sicurezza il nostro Paese, e la necessità di rispondere alla domanda crescente di cibo campano e italiano nel mondo. Tenere in piedi questo equilibrio, nel pieno di una tempesta economica e climatica, sarà la più grande prova che ci troveremo ad affrontare”.

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Redazione Irno24 24/06/2022 0

Salerno, balzo delle esportazioni provinciali nel 2021 per 2.9 miliardi

Balzo dell’export di merci salernitane nel 2021 per un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro, con una crescita del 7,8% rispetto al 2020. Anche negli ultimi tre anni, l’andamento delle esportazioni provinciali mostra segnali interessanti, con miglioramenti anche nel periodo dell’emergenza sanitaria, in controtendenza rispetto al contesto regionale e nazionale (variazione 2020/2019 Salerno +5,7%; Campania -5,6%; Italia -9,1%), e mantenendo un ritmo di espansione anche nel 2021, sebbene più moderato nel confronto territoriale.

La provincia ha saputo reagire alle sfide e alle incognite legate ad un contesto in continuo mutamento grazie principalmente ai risultati conseguiti dai settori gomma-plastica, macchinari ed apparecchi, e dal settore primario. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti nello scorso anno, le nuove criticità che caratterizzano lo scenario economico internazionale impongono oggi dei ripensamenti sulle strategie per l’export delle aziende campane e salernitane, in particolare.

Centrale rimane il ruolo degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e una maggior spinta alla digitalizzazione per continuare a presidiare i mercati tradizionalmente legati al nostro export e per intercettare nuove opportunità in economie a maggior potenziale di sviluppo, nella consapevolezza che i prodotti legati al territorio e alla cultura nostrana fanno del made in Italy un marchio unico e apprezzato nel mondo.

Di questo si è discusso oggi a Salerno in occasione dell’incontro “Made in Italy, quale futuro? Esportare le eccellenze del territorio tra digitalizzazione e nuove sfide globali”, organizzato dalla Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con Promos Italia.

Tra i relatori che hanno contribuito a fornire un quadro della situazione, Andrea Prete, Presidente della Camera di Commercio di Salerno e Presidente di Unioncamere; Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia; Federico Rampini, Editorialista del Corriere della Sera e saggista; Franco Moscetti, Presidente di OVS; Francesca Alicata, Relazioni Istituzionali di Simest; Alfonso Ruffo, giornalista; Alex Giordano, Università Federico II di Napoli – Direttore Scientifico PIDMed. A testimonianza dell’eccellenze imprenditoriali della provincia di Salerno, Antonio Ferraioli, Amministratore delegato La Doria, e Vito Cinque, Hotel Il San Pietro di Positano.

"L’export è centrale per lo sviluppo dell’economia italiana - spiega Andrea Prete - ma per far crescere ulteriormente il Made in Italy nel mondo dobbiamo rendere le nostre aziende, a partire da quelle più piccole, sempre più consapevoli delle opportunità che i mercati internazionali offrono. Il sistema delle Camere di Commercio in Italia e quello italiano all’estero hanno creato nel tempo una rete fittissima di collaborazioni, che ha consentito a migliaia di imprese di fare il salto verso i nuovi mercati internazionali, in pieno raccordo con i servizi offerti dal sistema pubblico.

Per le imprese italiane è fondamentale cogliere le grandi opportunità offerte dal PNRR, e le Camere di Commercio hanno messo in campo una serie di strumenti utili ad aiutarle e sostenerle. Con il supporto di Promos Italia, inoltre, le imprese possono contare su un ulteriore partner che le accompagna anche con formazione specifica ad affrontare la sfida dell’export”.

Il principale mercato di sbocco delle esportazioni della provincia di Salerno continua ad essere la Germania, con un importo di quasi 432 milioni di euro, in crescita nel 2021 del 5,3%. Nell’ambito del contesto europeo, seguono il Regno Unito, con circa 308 milioni di euro (-5,2% la variazione % registrata nel 2021), e la Francia che, con quasi 216 milioni di euro, rappresenta un mercato dinamico, registrando una crescita del 15,1%. Positivo l’andamento anche verso il continente americano, che assorbe il 14,3% dell’export salernitano (+14,2% la variazione % rispetto al 2020), e quello africano (+8,4%).

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Redazione Irno24 16/06/2022 0

Benzina, stangata da 600 euro in più a famiglia nell'analisi Uecoop

Una stangata da quasi 600 euro a famiglia in più in un anno per fare il pieno all’auto di casa con benzina e gasolio, che hanno sfondato i 2 euro al litro in diverse stazioni di rifornimento sul territorio nazionale. È quanto emerge dall’elaborazione Uecoop su dati Mise in riferimento alla corsa dei prezzi dei carburanti, che sta gonfiando l’inflazione e svuotando le tasche degli italiani sulla spinta dagli effetti della guerra in Ucraina, con Gazprom che taglia il gas all’Eni con flussi ridotti del 15%.

Il rifornimento di benzina costa il 25,5% in più a giugno 2022 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per il diesel va pure peggio, con un rincaro di quasi 1/3 (32%). Una situazione che appesantisce la brusca frenata delle nuove immatricolazioni di auto nel 2022, da quelle a benzina (-39,1%) a quelle a gasolio (-37,8%), a fronte di una maggior tenuta delle ibride ed elettriche (-7,5%) rispetto a un totale di quasi 39 milioni di vetture circolanti in Italia, secondo l’analisi di Uecoop su dati Unrae.

Il caro carburanti colpisce la capacità di spostamento delle famiglie ma anche il carrello della spesa, visto che l’85% delle merci viaggia su strada, pesando sia sui servizi che sulle le catene di approvvigionamento di tutti i beni, dagli alimentari alla meccanica. Il record dei prezzi per l’energia – spiega l’analisi Monitor 2022 di Uecoop – è ormai l’incubo di oltre 4 imprese su 10 (43%) per l’effetto a valanga su investimenti, piani di sviluppo e posti di lavoro.

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Redazione Irno24 13/06/2022 0

Salario minimo per legge, le preoccupazioni di Confesercenti Salerno

La proposta legislativa finalizzata all’introduzione di un salario minimo per legge vede la contrarietà della Confesercenti Provinciale di Salerno. "Un intervento per legge in tale ambito - dichiara il Direttore, Pasquale Giglio - porterebbe una possibile alterazione degli equilibri economici e negoziali raggiunti della contrattazione collettiva.

Infatti, se il valore minimo fissato dal Legislatore fosse più basso di quello stabilito dai contratti collettivi di lavoro, si correrebbe il rischio di disapplicazione degli stessi, poiché per le aziende il salario negoziale sarebbe considerato come mero ed incomprensibile costo ulteriore. Al contrario, se fosse più alto, l’ingerenza legislativa in tale campo determinerebbe uno squilibrio nella rinegoziazione degli ambiti. Conseguenza, non voluta, di tale disapplicazione contrattuale potrebbe essere il peggioramento delle condizioni generali dei lavoratori".

"Se lo spirito del salario minimo per legge è quello di combattere il lavoro nero - dichiara il Presidente, Raffaele Esposito - credo non raggiungerà mai il suo obiettivo; infatti i lavoratori in nero nella nostra provincia sicuramente non vedrebbero applicato il salario minimo, poiché la lotta al lavoro nero avrà un suo risultato solo garantendo la certezza delle regole, l’applicazione dei Contratti Collettivi vigenti e delle correlate attività rispettive degli organi di vigilanza.

Inoltre, l’introduzione del salario minimo non permetterebbe al lavoratore di superare la soglia di povertà, anzi avrebbe l’effetto di spiazzare i lavoratori a basso salario, relegandoli a percepire solo il minimo, oppure a trasformarli in disoccupati".

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Redazione Irno24 09/06/2022 0

Cisl Salerno su stagionali: "No a stipendi da fame, sia estate di rilancio per tutti"

"Salerno e la sua provincia sono da sempre a vocazione turistica. Ecco perché mi aspetto un ragionamento serio sui lavoratori stagionali. In questo periodo sento tanto parlare di imprenditori balneari che chiedono il rinnovo delle concessioni quasi a costo zero. Ma, pur nel quadro della concorrenza, i concessionari devono assicurare i rapporti di lavoro rispettando i contratti e le retribuzioni al personale impegnato nei servizi di balneazione e ricettività. Non si può pretendere una mano dallo Stato, se poi versiamo compensi da fame ai collaboratori".

Così Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl Salerno, interviene sui lavoratori stagionali della provincia che, in queste settimane, sono la vera anima delle strutture ricettive del territorio e non solo. "Tanti ragazzi vengono pagati poco e con condizioni contrattuali non proprio idonee. Dopo due anni di pandemia, non è certamente questa la ripresa che ci auspichiamo.

L'emergenza si scaccia via con certezze, anche per quanto riguarda i lavoratori. Per questo, sin da ora, come sindacato, con le nostre federazioni di categoria, siamo disponibili a un confronto con le parti datoriali su formazione, orari e applicazioni contrattuali. Giochiamo a carte scoperte. Sia un'estate di rilancio per tutti. Nessuno merita di fare la fame solo perché ha bisogno di lavorare".

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Redazione Irno24 27/05/2022 0

Emergenza cinghiali, agricoltori campani a Roma per manifestare

Con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali non c’è solo la peste suina, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città con i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani, fra macchine in sosta, carrozzine con bambini e anziani che vanno a fare la spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del blitz degli agricoltori, cittadini e istituzioni in piazza SS. Apostoli a Roma.

Nella capitale anche una folta delegazione di agricoltori dalla Campania, partiti dalle cinque province per manifestare il disagio crescente in campagna e nelle città, dove il fenomeno è diventato insostenibile, con eventi tragici come la morte di un giovane nel casertano per un incidente provocato da un cinghiale.

L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè la fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%), considerato poi che nell’ultimo anno è avvenuto un incidente ogni 41 ore, con 13 vittime e 261 feriti gravi a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Asaps.

Il 69% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che oltre 6 italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. Alla domanda su chi debba risolvere il problema, oltre le metà degli italiani (53%) è dell’opinione che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni.

IL VIDEO DEI CINGHIALI A MERCATO SAN SEVERINO

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Redazione Irno24 19/05/2022 0

Biometano e concime dai liquami di bufale, iniziativa di Confagricoltura Salerno

Il 30 maggio si apre il quinto bando nazionale del Ministero per le politiche agricole destinato ai contratti di filiera. Si tratta dei principali strumenti di sostegno alle politiche agroindustriali per rilanciare gli investimenti nel settore mediante programmi di valenza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, coinvolgano i vari segmenti della filiera: dalla produzione alla trasformazione, dalla commercializzazione alla distribuzione.

Contratti, su base interregionale, per i quali sono previsti finanziamenti a fondo perduto pari al 60% degli investimenti (50 a carico dello Stato e 10 della Regione) e che per la ricerca e l’innovazione possono arrivare addirittura al 100%. Per iniziativa di Confagricoltura Salerno ne verranno presentati due: uno riguarderà la filiera bufalina e il secondo quella agro energetica.

L’iniziativa è stata illustrata questa mattina, presso la sede della Camera di Commercio, in via Allende, da Antonio Costantino (presidente provinciale Confagricoltura Salerno) e dal dott. Renato De Santis e dall’ing. Francesco Cicalese, rispettivamente rappresentanti di Rienergy Esco e General Contract srl, le due società partner di Confagricoltura cui spetterà il compito di progettare e realizzare gli interventi che verranno presentati al Ministero.

“Puntiamo a trasformare - ha spiegato Antonio Costantino - un grosso handicap per gli allevatori e il territorio, qual è lo smaltimento dei liquami bufalini, in una grande opportunità di crescita, trasformando i liquami - che tanti problemi arrecano all’ambiente e per i quali si incorre in sanzioni dell’Unione Europea - in biometano e concime. Anche dagli scarti delle produzioni ortofrutticole produrremo energia e, grazie alla ricerca, pure bioplastiche compostabili per realizzare involucri e contenitori per il confezionamento dei prodotti. Con questi due contratti di puntiamo a risolvere problemi in maniera green, con esempi concreti di economia circolare”.

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Redazione Irno24 18/05/2022 0

Salerno, visite guidate per i crocieristi con Federalberghi e Confguide

Hanno preso parte alla riunione odierna della III Commissione Consiliare Permanente del Comune di Salerno “Annona e Turismo” il presidente di Federalberghi Salerno, Antonio Ilardi, e la responsabile della sede territoriale di Confcommercio Campania, Annarita Colasante, proseguendo nella collaborazione intrapresa con la giunta comunale e, in particolare, con l’assessore al Turismo, Alessandro Ferrara, anche a nome di Confguide Salerno, rappresentata da Maria Settembre, operatrice turistica.

Espressa, dunque, la disponibilità ad organizzare, a cura e spese delle competenti articolazioni settoriali di Confcommercio, tre giornate di accoglienza dei turisti che sbarchino a Salerno dalle navi da crociera con visite guidate ai principali siti culturali di interesse cittadino: il Palazzo di Città, la Pinacoteca provinciale, la sede storica della Camera di Commercio, che custodisce importanti opere pittoriche, il Duomo, la Chiesa di San Giorgio, il Museo Diocesano, la Cappella Palatina di San Pietro a Corte e i Giardini della Minerva, con tappe presso esercizi commerciali e pasticcerie storiche.

Confcommercio Salerno si propone, attraverso tale sperimentazione, di strutturare stabilmente, nel prossimo futuro, un servizio di visite guidate della città a partire dal punto di accoglienza presso la Stazione Marittima, che l’associazione si è resa disponibile a concorrere ad animare in occasione degli sbarchi delle navi da crociera.

Nella stessa riunione, Ilardi ha sensibilizzato la Commissione Consiliare, invitandola a rendersi parte attiva con le istituzioni pubbliche competenti affinché: sia urgentemente consegnato alle strutture ricettive e ai crocieristi un congruo quantitativo di mappe illustrate della città, allo scopo di orientare i turisti durante la loro permanenza a Salerno; siano realizzati il completamento, l’aggiornamento e la focalizzazione dell’app “Visit Salerno”, sostenuta dal Comune di Salerno su richiesta degli albergatori cittadini; sia garantita una wi-fi free zone quantomeno nelle aree più frequentate dai turisti italiani e stranieri.

A loro volta, Federalberghi e Confguide Salerno opereranno in stretta collaborazione affinché in tutta la provincia, grazie alla valorizzazione delle risorse storiche ed artistiche, sia possibile incrementare la permanenza media degli ospiti ed attrarre nuovi flussi di visitatori, a beneficio del sistema ricettivo, dei servizi di supporto e dell’apparato commerciale.

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