E' online il Portale della Cultura della città di Salerno

Conterrà informazioni su eventi, spettacoli e luoghi

Redazione Irno24 16/07/2020 0

È online da questa mattina, 16 luglio, il Portale della Cultura della città di Salerno, il sito che conterrà tutte le informazioni sugli eventi, gli spettacoli e i luoghi della città. Il Portale è disponibile all'indirizzo cultura.comune.salerno.it. Nei prossimi giorni il Portale verrà arricchito di ulteriori funzionalità che consentiranno, tra l'altro, di raccogliere una partecipazione diretta di tutte le associazioni culturali del territorio per una più ampia pubblicità e diffusione del fermento culturale locale.

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Redazione Irno24 05/05/2022

Salerno, Linea d'Ombra 2022 si terrà dal 22 al 29 Ottobre: parlerà di conflitti

Linea d’Ombra Festival 2022, XXVII edizione, annuncia ufficialmente le date. Il festival si terrà dal 22 al 29 ottobre, naturalmente a Salerno, e contestualmente all’appuntamento la direzione artistica, nelle persone di Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo, ha annunciato anche il tema di quest’anno: si parlerà di conflitti.

Una scelta fatta prima di tutto sulla base di quello che dobbiamo tutti prepararci a fronteggiare in questo lungo processo che sarà la post pandemia. Tenendo bene a mente che i conflitti non sono mai fini a sé stessi e che lo scontro e la decostruzione di un modello portano sempre alla trasformazione e alla novità.

Conflitti è un altro tassello di un processo di ricostruzione avviato da tempo dal festival, che nel corso delle due edizioni svolte in pieno Covid ha subito un’accelerazione dettata dalle necessità. Un conflitto anche questo, con la pandemia e la gestione della stessa, del rapporto tra evento artistico e collettività. Nel frattempo sono aperte le selezioni per i concorsi Passaggi d’Europa, LineaDoc, CortoEuropa, VedoAnimato e VedoVerticale. I cineasti e le produzioni che vogliono iscrivere le loro opere lo possono fare al link https://filmfreeway.com/lineadombrafestival.

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Federica Garofalo 30/11/2020

Claudio & Diana: gli "ultimi romantici" da Salerno alla RAI

Si sono conosciuti da adolescenti e non si sono più lasciati: Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, Salernitani IGP, coppia sul palco e nella vita, lei cantante e pianista, lui chitarrista e percussionista, conosciuti semplicemente come “Claudio & Diana”. “Ultimi Romantici” secondo il giornalista Luigi Coppola, che così ha intitolato la loro biografia uscita nel 2018 per i loro trent’anni di musica insieme: musica che è la canzone classica napoletana, il simbolo stesso nel mondo del sentimento e della passione.

"Quando ci chiedono 'Qual è il vostro lavoro?' e noi rispondiamo 'Musicisti', la domanda successiva - scherza Diana - è quasi sempre 'E il lavoro vero?'. Questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode attualmente il mestiere di musicista". Eppure non tutti possono vantare un curriculum come il loro: una tournée con Pupo nel 1987 (in realtà avrebbe dovuto esserci solo Diana come pianista, Claudio si aggregò per gelosia in qualità di percussionista, come fa notare lei ridendo), anni di attività da musicisti di piano bar con l’Ensemble Note Mediterranee, finché una sera scatta la passione per la canzone classica napoletana.

È Diana a raccontarlo: "Durante una serata in un locale a Cava, ci fu chiesta la dedica di una canzone direttamente al tavolo, una vera e propria 'posteggia', ma con il pianoforte come avremmo potuto farlo? Per fortuna Claudio, con prontezza di spirito, tirò fuori la chitarra e la canzone che ci fu chiesto di dedicare era 'Cu’mme' di Enzo Gragnaniello. Da quel momento il nostro modo di vedere la musica cambiò radicalmente".

E cambia ancora di più con un incontro molto speciale: "Pochissimo tempo dopo, ci chiamarono per una festa a San Giuseppe Vesuviano, ma solo quando arrivammo lì ci rendemmo conto che il festeggiato altri non era che Roberto Murolo. Cantò persino accompagnato da noi, senza microfono: 'Se me vonno sentì, se stanno zitti', disse, e questa fu una grande lezione anche per noi".

E infatti così suonano oggi, Claudio e Diana: niente microfoni né altoparlanti, solo voce e chitarra, a volte mandolino, violino o percussioni, ma tutto in acustico, sia che si tratti di serenate, sia che si tratti di posteggia napoletana. Un repertorio amato in tutto il mondo, come dimostra la presenza di tedeschi, giapponesi, israeliani, irlandesi ai loro concerti.

"Una sera suonammo per una cena di attori americani all’hotel Cipriani di Venezia - racconta Diana - e persino loro conoscevano Cu’mme, commuovendosi fino alle lacrime. Noi facciamo anche incontri nelle scuole per parlare della canzone classica napoletana, e percepiamo la sorpresa dei ragazzi di fronte a un repertorio che loro si aspettano sia 'noioso', ma in realtà attualissimo".

D’altronde lo stesso Lucio Dalla affermò che, di fronte a “Era de Maggio” di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, “Imagine” di John Lennon diventava il rumore di un armadio. "Noi non abbiamo avuto l’onore di conoscere Lucio Dalla - dice Diana - ma in compenso abbiamo avuto molti incontri importanti, da Catena Fiorello a Maurizio Costanzo, a Vincenzo Mollica, che ci ha intervistati per il TG1. Fino all’allora direttore del TG2 Marcello Masi che ci invitò in studio, attratto dal nostro video sulla canzone di Pino Daniele 'Terra Mia' dedicato alla Terra Dei Fuochi: da allora su RAI2 siamo praticamente di casa, e con la giornalista Marzia Roncacci è nata una vera e sincera amicizia".

Ma è con la gente comune che si instaura il rapporto più forte, ad esempio con le coppie che commissionano le serenate, che sia quella classica qualche giorno prima del matrimonio, ma anche per chiedere l’amata in sposa, in scenari da sogno come la Costiera Amalfitana. Ma non solo: "Un giorno ci chiamò da Livorno un innamorato disperato - racconta Diana - Dopo averle tentate tutte per riconquistare la sua amata, volle giocare anche la carta della serenata. Fu un momento molto commovente. Ogni volta rimaniamo sbalorditi dai gesti di queste persone, che per amore sono capaci di inventare cose meravigliose".

Claudio e Diana, però, non sono una coppia di sognatori "con la testa tra le nuvole": non dimenticano il problema terribile della violenza sulle donne, cui hanno dedicato un video sulle note della canzone “Amaro è ‘o bbene” di Sergio Bruni e Salvatore Palomba: come a dire, romantici sì, ma con i piedi per terra.

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Redazione Irno24 06/12/2021

Salerno, riapre lo storico presepe dipinto del maestro Carotenuto

Come da tradizione nella solennità dell’Immacolata, dopo una lunga chiusura per il lockdown e per il restauro dei manufatti lignei attaccati dai tarli, riapre il Presepe dipinto di Mario Carotenuto. L’inaugurazione si terrà Mercoledì 8 dicembre alle ore 10, presso la Sala San Lazzaro del Duomo di Salerno, alla presenza dell’arcivescovo Bellandi.

Rimasto chiuso per la pandemia, il Presepe Dipinto dell’artista Mario Carotenuto è un unicum, una delle peculiarità del centro storico salernitano. Come si ricorderà, inoltre, l’anno scorso i tarli avevano preso di mira l’allestimento presepiale. I parassiti avevano attaccato le basi delle sagome dipinte, e la Bottega San Lazzaro - che con l’artista, Peppe Natella e un gruppo di amici pensò e allestì il presepe 39 anni fa – è subito intervenuta per effettuare la disinfestazione.

Quest’ultima è stata operata con il sostegno di Rotary Club Salerno a.f. 1949, Rotary Club Salerno Est e Rotaract Club Salerno. Le sagome dipinte sono state insacchettate una per una, compreso i pezzi più piccoli, per trattare tutto con il sistema delle camere a gas che uccide i tarli.

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