Entusiasmo alle stelle per Franck Ribery sul prato dell'Arechi
Passerella per l'asso francese ex Bayern Monaco
Redazione Irno24 06/09/2021 0
Clima di grande festa allo Stadio Arechi, dove nel pomeriggio si è tenuta la presentazione ufficiale della rosa 21/22 della Salernitana. Attesa spasmodica per vedere Franck Ribery con indosso i colori granata.
Entusiasmo alle stelle al momento dell'ingresso in campo dell'asso francese, che si è presentato così alla tifoseria: "Molto contento di essere oggi con voi, con la mia nuova squadra, l'allenatore, lo staff; abbiamo tutti insieme l'obiettivo della salvezza, darò il mio massimo per voi, la società e la squadra. Grazie a tutti".
Congedatosi dal microfono, FR7 si è concesso qualche palleggio, come si conviene in queste circostanze, per dare un saggio - semmai ce ne fosse bisogno - delle sue grandi qualità tecniche. E la platea ha ovviamente gradito.
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Redazione Irno24 18/01/2025
Vittoria da infarto per la Salernitana sulla Reggiana, doppietta di Cerri
La vittoria che ci voleva, dopo amarezze in serie, e che potrebbe rappresentare la svolta della stagione, soprattutto per come è arrivata. E, cosa non da poco, sotto gli occhi del presidente Iervolino, tornato allo stadio. Nel 22° turno, all'Arechi contro la Reggiana, la Salernitana vede dapprima spalancarsi il baratro della C, andando sotto 0-1 (nonostante la superiorità numerica), poi ribalta gli avversari con una doppietta di Cerri (3 gol in 2 partite) e respira.
Partita pressochè da infarto, che il bomber ex Como risolve addirittura al 99° (al termine di un maxi recupero), trasformando con grande freddezza il rigore del 2-1. Ad ogni modo, prestazione tutt'altro che brillante della squadra di Breda. Ritmo di gioco compassato e idee confuse, evidenti sintomi delle difficoltà psicologiche e di classifica. La voglia di fare non manca, ma sviluppare soprattutto in orizzontale la manovra non consente di costruire limpide azioni da rete.
Nel primo tempo, due lampi per parte: al 25°, Reinhart irrompe su respinta maldestra di Sepe e calcia alto a porta vuota; alla mezz'ora, sul versante opposto, Tongya prova il tiro ad effetto dal limite e colpisce la traversa. In avvio ripresa, al 51°, entrataccia di Ignacchiti su Cerri e rosso diretto (dopo revisione al VAR del giallo iniziale estratto da Ayroldi). Nonostante l'uomo in meno, gli emiliani trovano a sorpresa il vantaggio al 62°, sfruttando il più classico dei contropiedi: su cross di Vergara, Portanova di testa centra la traversa (con Sepe molto sorpreso), Vido ribadisce in gol.
Potrebbe essere la mazzata definitiva per la Salernitana, ma l'ingresso di Verde offre più soluzioni e imprevedibilità all'attacco (insufficiente la prova di Raimondo, sostituito in corsa da Braaf). Al 76°, proprio Verde calcia a rientrare una punizione dalla sinistra e Cerri anticipa tutti di testa, schiacciando a rete. Al 97°, Ferrari, in disperata proiezione offensiva, è lesto ad avventarsi sul pallone e rimedia un calcione. Cerri, di ghiaccio, insacca il rigore della possibile svolta.
Redazione Irno24 20/06/2025
Doveri scelto per arbitrare il ritorno dei playout fra Salernitana e Samp
Il match Salernitana-Sampdoria, in programma domenica 22 giugno alle ore 20:30, valevole come ritorno dei playout di B, sarà diretto da Daniele Doveri di Roma 1. Assistenti: Giorgio Peretti (sez. Verona), Valerio Colarossi (sez. Roma 2). IV Ufficiale: Maurizio Mariani (sez. Aprilia). Var: Valerio Marini (sez. Roma 1). AVar: Francesco Meraviglia (sez. Pistoia).
Redazione Irno24 30/05/2020
30 Maggio 1994, un colpo di pistola squarcia il cuore di Ago e dei salernitani
Ore 8.50 del 30 maggio 1994, un botto secco sconvolge la serenità del complesso di villini ubicati in via De Angelis a Santa Maria di Castellabate: Agostino Di Bartolomei si è appena tolto la vita con un colpo al cuore, sparato con la sua Smith & Wesson calibro 38. La famiglia piomba nel dramma, un fremito di disperazione scuote i salernitani e tutto il mondo del calcio.
Nessuno sa spiegarsi i motivi di un gesto del genere, almeno fino a quando Marisa De Santis, consorte del grande Ago, scopre un biglietto in cui il marito spiega a chiare lettere di essere entrato in un tunnel, di essere stato emarginato da quel mondo (il calcio) che tanto gli aveva dato e da lui tanto aveva ricevuto. Sembra sia andato male il progetto di costruzione di un centro sportivo per giovani calciatori.
In effetti, l’ultima soddisfazione Agostino se la toglie proprio a Salerno, condottiero di una squadra dal grande carattere che conquista la serie B nel 1989/90. Di quella compagine, allenata dal pragmatico Ansaloni, Di Bartolomei è il faro, il punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E’ uno che non molla mai, disposto a mettere fra parentesi un passato glorioso nella Roma di Liedholm e di calarsi con umiltà nella mediocre terza serie. La sfida è vinta, non a caso il gol promozione nel match di Brindisi porta la sua firma: classico destro forte e preciso dal limite e la sfera si insacca nell’angolino.
Nella Capitale, il Barone svedese lo vede “regista difensivo”, una sorta di libero con licenza di impostare il gioco dalle retrovie. Con i piedi sopraffini e la testa che si ritrova, Ago ricopre il ruolo con grande classe e disciplina; qualche metro più avanti giostra Falcao, a completare un mix di micidiale efficacia. La Roma ’82/’83 trionfa davanti alla Juve, il mito di Ago decolla. I tifosi sono tutti per lui. La jella, però, è dietro l’angolo e il 30 maggio 1984 (sinistra coincidenza con la data della morte) i giallorossi perdono ai rigori la Coppa Campioni nella drammatica finale giocata proprio a Roma contro il Liverpool. Qualcosa si incrina nello spogliatoio e la società cede Di Bartolomei al Milan (dove ritroverà Liedholm) per improbabili esigenze di bilancio.
Agostino non perde la calma e la signorilità, continua ad essere un modello di riferimento a livello tecnico/tattico (i suoi lanci sono un marchio di fabbrica) e disciplinare (le sue rare rimostranze agli arbitri sono civilissime e pacate, accompagnate da quella postura inequivocabile con le mani ben raccolte dietro la schiena). In Lombardia rimane 3 anni, poi con l’avvento di Sacchi – che predilige un gioco rapido e ritiene sorpassati i liberi vecchio stampo – si accasa a Cesena.
Nel 1988, a 34 anni, il clamoroso approdo alla Salernitana di don Peppino Soglia. Ma non sono rose e fiori dall’inizio, perchè il tecnico Pasinato lo mette addirittura fuori squadra preferendogli Dalla Costa, onesto mestierante della categoria. Lamberto Leonardi, subentrato a Pasinato, lo reintegra e Giancarlo Ansaloni, mister della promozione, gli affida l’anno dopo le chiavi della regia. Ago disputa un torneo strepitoso, siglando – come detto – il gol storico di Brindisi.
Sono passati 26 anni da quella morte assurda, ma nell’animo di chi lo ha amato risuona ancora il grido “Oh Agostinooo, Ago-Ago-Ago-Agostinooo”…
in collaborazione con natialvestuti.it