Redazione Irno24 20/01/2021 0

Coldiretti, bene stop falsa mozzarella: "tarocco" vale 100 miliardi

Con l’emergenza Covid e la frenata del commercio internazionale sale il rischio di falsi Made in Italy sulle tavole straniere che hanno raggiunto l’astronomica cifra di 100 miliardi di euro, sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia. E' quanto stima la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per lo stop alla falsa mozzarella di bufala dop catalana.

Nel mondo – ricorda Coldiretti – più due prodotti agroalimentari Made in Italy su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese. A taroccare il cibo italiano sono soprattutto i paesi emergenti o i più ricchi, con i formaggi che si classificano tra gli alumenti più colpiti.

Molti dei formaggi di tipo italiano sono “tarocchi” nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla Mozzarella alla Ricotta, dal Provolone all’Asiago, dal Romano al Parmigiano, fino al Gorgonzola. Fra le brutte copie dei prodotti caseari nazionali in cima alla classifica c’è proprio la mozzarella di bufala campana, seguita dal Parmesan, dal provolone, dalla ricotta e dal Romano realizzato però senza latte di pecora.

La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi – conclude Coldiretti – è inaccettabile e rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori.

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Oisma e In Cibum insieme per lanciare una pizzeria gestita da ragazzi autistici

L'Osservatorio Italiano Studio e Monitoraggio Autismo e In Cibum insieme per lanciare un appello: due ragazze e tre ragazzi, residenti tra Battipaglia e Salerno, affetti da autismo, con tanto di diploma dell'istituto alberghiero, e un corso di formazione per diventare pizzaioli professionisti, cercano una sede, per la precisione un locale da trasformare in pizzeria, per dare forma ai loro sogni imprenditoriali.

Una scommessa che fonda le sue radici su un percorso strutturato nel tempo, partendo dagli atelier messi in campo da OISMA Aps, la cui finalità è quella di favorire la collaborazione, il lavoro insieme agli altri - autistici e non - affinché ognuno trovi la propria dimensione di vita. Il passaggio successivo è stato quello di collaborare con la Scuola di Alta Formazione Gastronomica In Cibum, diretta da Mariagiovanna Sansone.

Il docente Valentino Tafuri, Maestro Pizzaiolo, ha seguito i giovani allievi insegnando loro la nobile e antica arte del fare la pizza e guidandoli ad inserirsi in un'organizzazione lavorativa. Durante le lezioni i ragazzi, prima di mettere le mani in pasta, hanno imparato tutto quanto c'era da sapere sulle materie prime e sulla realizzazione dei differenti tipi d’impasto nonché sul corretto utilizzo delle attrezzature.

OISMA Aps e In Cibum hanno deciso di affrontare insieme questa sfida: creare tutti i presupposti per aprire una pizzeria all'interno della quale i ragazzi autistici sono configurati come dipendenti, con tanto di regolare stipendio, attività programmate e organizzate in base alle loro competenze e ai loro tempi di attenzione. Per realizzare tutto questo si pensa di coinvolgere anche le aziende private che vorranno partecipare. Importante sarà il contributo dei volontari dell’OISMA Aps che affiancheranno i ragazzi durante le ore di lavoro e di gestione del locale.

Manca però un tassello: uno spazio che possa trasformare questo progetto in realtà. “Farina del nostro sacco” punta ad essere un locale per la famiglia ma anche per i giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si hanno cinque minuti e poi si corre via, ma un locale dove trovarsi e ritrovarsi.

Un luogo “lento”, con prodotti biologici e di altissima qualità serviti con altrettanta qualità. I cinque giovani, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, selezionati da Rosaria Ferrara, referente clinica di OISMA Aps, e seguiti in ogni passaggio da Annalisa Siano, referente tecnica, saranno aiutati anche nell'apertura di un conto corrente necessario per l'accredito dello stipendio.

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Traffico sostanze dopanti, maxi operazione NAS: coinvolto anche il salernitano

I Carabinieri del N.A.S. di Torino, all’esito di articolate indagini sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di 3 misure cautelari personali (provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari) emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino e a 38 decreti di perquisizione locale e personale.

L’operazione – convenzionalmente denominata “Davide & Golia” e scattata all’alba di ieri – si è sviluppata nell’ambito delle province di Alessandria, Arezzo, Avellino, Brescia, Catania, Cuneo, Frosinone, Imperia, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Vercelli e Verona, con epicentro principale nel pinerolese, e ha interessato, per la collaborazione in fase esecutiva, tutti i N.A.S. competenti per i rispettivi territori e i locali Comandi Provinciali dell’Arma territoriale.

Ha consentito di disarticolare un consolidato sistema finalizzato al traffico di sostanze dopanti e anabolizzanti, anche a effetto stupefacente, operativo in tutto il territorio nazionale e con legami commerciali anche all’estero. Le indagini sono state avviate nel 2019 a seguito di un sequestro di farmaci anabolizzanti (steroidi a base di oxandrolone, stanozololo e metenolone) rinvenuti in possesso di un soggetto gravitante nel mondo del culturismo, impiegati dallo stesso in funzione di alcuni concorsi agonistici del settore.

Il GIP, condividendo l’impianto investigativo delineato dalla Procura di Torino che ha diretto i militari del NAS, ha ritenuto sussistenti nei confronti dei 3 principali indagati – figure cardine del traffico illecito – i reati ipotizzati di “utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti” ed “esercizio abusivo della professione medica”.

A seguito delle perquisizioni eseguite dai militari, sono state denunciate, in stato di libertà, altre 12 persone per possesso di sostanze non commercializzabili sul territorio nazionale, per detenzione di stupefacenti (nandrolone) e per averne fatto uso in funzione di gare agonistiche. Dall’inizio dell’attività d’indagine sono complessivamente 26 le persone indagate a vario titolo per i medesimi reati ma anche per aver commercializzato tali sostanze e per aver esercitato senza averne titolo la professione medica prescrivendo programmi alimentari e terapie mediche a numerosi atleti.

Nel dettaglio, le complesse investigazioni, condotte mediante tradizionali servizi di pedinamento, intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi delle movimentazioni finanziarie, hanno consentito di ricostruire il modus operandi degli indagati rilevando che le sostanze dopanti, una volta illecitamente importate dall’estero in Italia, venivano commercializzate su tutto il territorio nazionale attraverso ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o recanti intestatari fittizi, per essere poi destinate a sportivi e atleti che le assumevano per migliorare le proprie prestazioni in occasione delle gare agonistiche di livello sia nazionale che internazionale, cui partecipavano dopo aver seguito il “metodo” di preparazione fisica prescritto dai principali indagati, leader dei rispettivi “team”.

Ingenti le sostanze sottoposte a sequestro nel corso delle indagini e nell’ambito dell’operazione odierna (58 confezioni, 210 fiale, 1722 compresse, 13 blister e 51 dispositivi per l’inoculamento), tutte particolarmente dannose per la salute - sia sotto il profilo medico per la capacità di alterare i regolari processi biologici dell’organismo, sia sotto il profilo psicologico - e dal cui commercio è stato quantificato un ricavo netto di circa 15.000 euro annui per ciascuno dei tre soggetti sottoposti agli arresti domiciliari.

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Si celebra San Sebastiano, a Fisciano e Pellezzano auguri ai Vigili Urbani

"Oggi 20 gennaio, giornata in cui si celebra San Sebastiano, Patrono della Polizia Municipale, rivolgo i migliori auguri a tutti gli agenti della Polizia Municipale di Pellezzano, sapientemente guidati dal Comandante Carmine Somma". Questo l'inizio del messaggio augurale scritto dal sindaco Morra.

La scelta di San Sebastiano quale Patrono dei Vigili Urbani è stata realizzata nel Breve Pontificio del 3 Maggio 1957 con il quale Pio XII ha formalmente proclamato il Santo Martire 'custode di tutti i preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati Vigili Urbani'.

Come viene riferito dalla tradizione, durante l’impero di Diocleziano, San Sebastiano fu comandante della Corte pretoriana e fu onorato con grandissima grandissima devozione. A lui come patrono si consacrano molte associazioni sia militari che civili attratte dal suo esempio e dalle virtù cristiane.

"Esempi e virtù che si riscontrano - conclude il primo cittadino - anche nella nostra Polizia Municipale, i cui agenti, con impegno e dedizione si occupano del controllo del territorio di propria competenza tutelando la sicurezza urbana sotto tutto i punti di vista".

La Polizia Municipale di Fisciano festeggia oggi San Sebastiano Martire, patrono delle Polizie Locali d’Italia. Per l’occasione, nella Chiesa di San Pietro Apostolo, si è svolta una celebrazione eucaristica in suo onore, al termine della quale sono stati benedetti sia il personale che i nuovi mezzi in loro dotazione.

Scrive così il sindaco Sessa: "Il mio ringraziamento per l’attività profusa sul territorio dall'intero corpo di Polizia Municipale, e ancor di più per il loro prezioso lavoro in questo momento così delicato di emergenza sanitaria. Siano i principi di legalità, lealtà e rispetto che San Sebastiano ha perseguito nella sua vita una guida per tutti noi".

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Baronissi, al momento nessuna modifica al percorso della linea bus 22

Non ci sarà nessuna modifica al percorso del trasporto pubblico urbano della linea n. 22 (Lancusi - Baronissi - Saragnano - Pellezzano - Salerno) se prima non si garantirà l’utilizzo del mezzo pubblico a tutti i cittadini di Saragnano. Lo rende noto il Comune di Baronissi.

L’ipotesi iniziale prospettata da Busitalia su un cambio di percorso della linea 22 penalizzerebbe tanti cittadini di Saragnano e CapoSaragnano, e per il momento è sospesa. Sono in corso sopralluoghi per individuare una soluzione soddisfacente.

L'esigenza di Busitalia nasce dalla necessità di utilizzare autobus di maggiore capacità - rispetto ai più piccoli ora in esercizio - per assicurare il necessario distanziamento soprattutto per i tanti studenti del liceo di Saragnano. Si stanno cercando strategie ulteriori. Nessun cittadino sarà penalizzato.

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Redazione Irno24 20/01/2021 0

Malavita in trasporto infermi e pompe funebri, in arresto uomo del "carosello ambulanze"

Dalle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Salerno e la Divisione Anticrimine della Questura di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Centrale Anticrimine, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Salerno, sta conducendo una vasta operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri.

In particolare, la Squadra Mobile di Salerno sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di un imprenditore di Capaccio Paestum (SA) e di ulteriori 10 soggetti, responsabili, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Contestualmente, la Divisione Anticrimine sta eseguendo un provvedimento di sequestro di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Salerno, concernente beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Salerno e delegata alla Squadra Mobile di Salerno trova la sua genesi negli avvenimenti successivi al voto amministrativo per l’elezione del Sindaco del Comune di Capaccio Paestum del 9 giugno 2019, allorquando erano stati denunciati alcuni episodi di utilizzo “improprio” di ambulanze del 118 che avevano inscenato un “carosello” tra le strade della cittadina per festeggiare il risultato elettorale.

Gli approfondimenti investigativi permettevano di raccogliere evidenze probatorie che consentivano di inquadrare Roberto Squecco quale gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle collegate società di onoranze funebri, associazioni e società solo formalmente intestate a parenti e collaboratori del predetto; in particolare, la figura di Squecco emergeva anche per i precedenti penali di rilievo (condannato, infatti, con sentenza definitiva per tentata estorsione in danno di un imprenditore operante proprio nel settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Marandino) e per essere stato già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale;

nonostante ciò, il predetto continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, affatto giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle società funebri controllate e di mero volontario delle associazioni/onlus allo stesso riconducibili. Ed invero, lo Squecco ricopriva formalmente ruoli marginali all’interno delle società ed associazioni a lui riconducibili al solo fine di non farne trasparire la titolarità e gestione diretta nel tentativo di eludere l’eventuale applicazione a suo carico di misure di ablative in sede di prevenzione.

Nell’ambito di detta attività d’indagine, già a far data dall’ottobre 2019, venivano eseguiti, nei confronti di Squecco e di ulteriori soggetti, prestanome del predetto, sequestri preventivi di alcune società ed associazioni, operanti nel settore del trasporto e soccorso infermi in convenzione con l’A.S.L. di Salerno e delle onoranze funebri nonché dei beni strumentali delle stesse; venivano altresì sottoposti a sequestro conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di ingenti somme di danaro pari a circa 500.000,00 euro.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, investigatori del Servizio Centrale Anticrimine e della Divisione Anticrimine di Salerno hanno eseguito, nei confronti di Squecco, un decreto di sequestro di prevenzione di beni e assetti societari, per un valore di circa 16 milioni di euro. L’Autorità giudiziaria ha valutato positivamente le risultanze delle indagini svolte, rilevando la pericolosità sociale dello Squecco sia “qualificata” (quale appartenente alle associazioni di cui all’art. 416 bis c.p., nello specifico al clan “Marandino”, e quale soggetto indiziato del delitto di cui all'articolo 512 bis c.p., trasferimento fraudolento di valori) che “generica”, poiché soggetto che vive abitualmente con i proventi di attività delittuose.

In particolare, il Tribunale, concordando con la richiesta delle Autorità proponenti, ha evidenziato che lo Squecco è da considerare soggetto socialmente pericoloso sin dalla seconda metà degli anni ’90. Risalgono a quel periodo, infatti, le denunce per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonché le operazioni di distrazione di beni e capitali poste in essere in danno dei creditori delle società da costui amministrate, formalmente o di fatto, poi dichiarate fallite.

Condotte queste ultime grazie alle quali lo Squecco ha accumulato un ingente capitale illecito, di oltre 3 milioni di euro, successivamente reinvestito in diversi settori imprenditoriali, e per le quali ha riportato due condanne per bancarotta fraudolenta. Il provvedimento, inoltre, ha evidenziato, che negli anni 2012–2014, l’imprenditore salernitano ha manifestato anche una pericolosità sociale di tipo qualificato, derivante dalla vicinanza al clan camorristico “Marandino”; infatti, nel 2014, egli è stato tratto in arresto per partecipazione ad associazione di stampo camorristico ed estorsione aggravata. Fatti per i quali è stato condannato, definitivamente, con parziale riforma nella forma tentata del delitto estorsivo aggravato dal metodo mafioso.

In tale arco temporale, Squecco, anche grazie al reinvestimento dei proventi di reati tributari, ha, di fatto, continuato a mantenere il monopolio nei servizi delle onoranze funebri e del pubblico soccorso nei comuni cilentani di Agropoli, Acerno e Capaccio, attraverso la creazione di nuove associazioni e società intestate a prestanome ovvero infiltrando imprese di terzi già attive, in modo da sfruttare, in maniera occulta, mezzi e licenze altrui conseguendo, pertanto, un notevole arricchimento.

Sotto tale ultimo profilo, viene stigmatizzato, altresì, il complesso sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti realizzato dal predetto attraverso società cartiere operanti nel settore sanitario, che ha fruttato, solo nel periodo 2017/2019, introiti per circa 1 milione di euro, successivamente riciclati nelle casse di altre Onlus non operative sempre riconducibili a Squecco, e distratti per finalità personali o per creare provviste di denaro contante.

Gli approfondimenti economico-finanziari, hanno, altresì, documentato come Squecco abbia reinvestito le somme illecitamente acquisite con le due importanti e risalenti bancarotte fraudolente, compiendo diverse operazioni commerciali, tra le quali spiccano per la particolare rilevanza: in primo luogo, l’acquisto, attraverso la società Pianeta Paestum S.r.l, di 12 terreni ubicati in Capaccio (SA), dell’estensione di circa 18 ettari, per l’importo dichiarato di 1.600.000.000 delle vecchie lire, il cui attuale valore, sulla base della relativa destinazione urbanistica e delle potenzialità di sfruttamento che li contraddistinguono, è stimabile in circa 15 milioni di euro; tra le varie progettualità che hanno interessato i citati terreni, nonché altri appezzamenti limitrofi, vi era quella di realizzare un parco divertimenti tematico, con l’intervento delle amministrazioni Comunali di Capaccio e Agropoli; in secondo luogo, la costituzione di due compagini societarie in Romania, attive nella produzione e vendita di prodotti caseari, registrate fra il 2002 ed il 2009, titolari di immobili in quel Paese.

Pertanto, alla luce degli elementi esposti, nonché degli accertamenti esperiti attraverso una specifica richiesta di Commissione Rogatoria alle competenti Autorità Romene, il Tribunale ha disposto il sequestro di una società con sede in Italia, 2 associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni siti in Capaccio Paestum (SA), 1 terreno sito a Zimbor (Romania), per un valore complessivo stimato di circa 16 milioni euro.

Con riferimento, in particolare, al bene immobile situato in territorio estero, è stata attivata, per la prima volta nel nostro Paese, la procedura introdotta dal nuovo Regolamento (Ue) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018, per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca.

NOTA STAMPA QUESTURA DI SALERNO - OPERAZIONE “CROCI DEL SILARO”

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