Redazione Irno24 05/05/2020 0

Baronissi, convenzione per pagamento fitto di locali commerciali

È stata sottoscritta la convenzione tra il Comune di Baronissi e la Banca Monte Pruno per l'erogazione di prestiti, fino a 3.000 euro, destinati al pagamento del fitto di locali commerciali (arretrati o futuri). La misura è destinata a commercianti, artigiani, ristoratori, bar, esercenti di servizi alla persona e anche, con provvedimento di giunta adottato ieri, a scuole private e paritarie, asili, ludoteche e studi di riabilitazione chiusi a causa dall’emergenza Covid-19.

Il prestito sarà erogato in 5/7 giorni. La restituzione è fissata in 36 mesi, con pagamenti a partire da settembre 2020, con interessi a completo carico del Comune, senza spese di istruttoria né spese per incasso rata. Il servizio sarà disponibile da domani 6 maggio fino al 30 giugno direttamente presso gli sportelli di Baronissi della Banca di Monte Pruno.

Nella domanda l’interessato dovrà dichiarare il proprio nome e cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza e il codice fiscale, i dati identificativi della propria attività, con allegata visura camerale, il contratto che lo impegna al pagamento dei canoni di fitto, (copia del contratto andrà allegata all’istanza).

Al ricevimento della domanda la Banca darà avvio all’istruttoria seguendo le consuete procedure di erogazione del credito nel termine di cinque/sette giorni a seguito di presentazione completa della documentazione. L’importo massimo del mutuo concedibile è pari a 3mila euro con un piano di ammortamento della durata di massimo 36 mesi, con decorrenza dal mese di settembre 2020.

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Redazione Irno24 05/05/2020 0

Polizia di Salerno recupera 2 auto di pregio rubate provenienti dal Canada

Accurate indagini condotte dal personale della Polizia di Frontiera Marittima e Aerea di Salerno, con la costante collaborazione con gli altri ufficiali delle forze di polizia estere, hanno permesso di sgominare un traffico internazionale di auto rubate e destinate al riciclaggio e alla vendita al mercato estero.

La motonave Genoa Express è attraccata al porto di Salerno - proveniente dal Canada - diretta, dopo una sosta di un solo giorno, al porto di Mersin, in Turchia. La Polizia di Toronto ha segnalato il furto di due vetture di pregio: una Toyota Rav 4 Hybrid, 180 cavalli, di colore bianco del valore di oltre 41.000 euro; una Jeep Wrangler Unlimited Sahara, di colore nero, del valore di oltre 58.000 euro.

Dopo una intensa attività di analisi, il personale della squadra di polizia giudiziaria e frontiera di Salerno ha dedotto che le auto potessero celarsi all’interno di un container a bordo della nave diretta proprio in Medio Oriente. Infatti sia lo spedizioniere dal Canada che il committente sono di nazionalità turca. Per riuscire a localizzare le auto rubate, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria hanno dovuto recarsi sul ponte della nave e, con l’ausilio della strumentazione tecnologica, procedere ad una ricerca accurata tra centinaia di containers.

Le due auto erano state imbarcate nel porto di Montreal in Canada e, dopo una breve sosta nel porto di Salerno, erano destinate al porto turco di Mersin, dove se ne sarebbero perse per sempre le tracce. La ricerca è stata difficile e faticosa perché i contenitori a bordo della nave erano centinaia, alcuni posti in fila l’uno sull’altro, rendendo le operazioni di rintraccio estremamente difficoltose perché ognuno andava accuratamente controllato.

Una volta individuato il container, aperti i portelloni, sono comparse le due auto di pregio poste una dietro l’altra. Saranno restituite ai legittimi proprietari. Le indagini della squadra investigativa proseguiranno al fine di trarre in arresto il ricettatore, per il quale occorrerà una rogatoria internazionale che sarà avviata dalla Procura di Salerno.

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Redazione Irno24 05/05/2020 0

Riaprono le isole ecologiche Arechi e Fratte

Riapriranno il 6 Maggio al pubblico i centri di raccolta “Arechi” e “Fratte”. Nei centri, che i salernitani conoscono con la vecchia denominazione di isole ecologiche, i singoli utenti non hanno potuto conferire rifiuti, per motivi di sicurezza sanitaria, durante il periodo di quarantena.

Nei centri, però, si è continuato a lavorare sia per consentire il trasferimento dei materiali raccolti verso le specifiche piattaforme per il riciclo (elettrodomestici, computer, tv, frigoriferi, lavatrici, mobili, serramenti, arredi) e sia per accogliere i rifiuti ingombranti, il cui ritiro gratuito presso il domicilio degli utenti - prenotato attraverso il numero verde 800563387 - è stato comunque garantito da Salerno Pulita.

Sono stati 676 i ritiri di ingombranti effettuati nello scorso mese di marzo e 788 nel mese di aprile, perché molte famiglie hanno approfittato del periodo di quarantena per svuotare garage, cantine e sottotetti.

L’accesso ai centri di raccolta sarà consentito solo agli utenti muniti di mascherina e guanti. Sarà consentito l’accesso massimo a due veicoli per volta, mentre negli uffici potrà entrare un solo utente per volta. Fino al 16 maggio i centri di raccolta effettueranno ancora l’orario di apertura invernale e cioè dalle 8 alle 17, dal lunedì al sabato (domenica chiusi). Dal 18 maggio entrerà in funzione l’orario estivo: dalle 8 alle 19, dal lunedì al sabato (domenica chiusi). Nei soli mesi di luglio e agosto, il sabato i due centri di raccolta resteranno aperti dalle 13.30 alle 17.30.

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Redazione Irno24 05/05/2020 0

Ripristinati gli orari per recarsi al cimitero di Salerno

A partire da oggi - 5 Maggio - vengono ripristinati gli orari di apertura del cimitero di Salerno. La decisione è stata presa dal sindaco Napoli. "Chi si è recato al cimitero in questi giorni - ha spiegato il primo cittadino - si è dimostrato rispettoso delle disposizioni senza creare assembramenti e caos.

Pertanto abbiamo deciso di ripristinare gli orari di apertura e chiusura. Invitiamo comunque la collettività a continuare ad indossare la mascherina e a non fare assembramenti". Si potrà salutare i propri cari dalle ore 7 alle 18 dal lunedì alla domenica, mentre il cancello principale sarà aperto fino alle ore 19 per ricevere le salme.

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Redazione Irno24 05/05/2020 0

Nasce in Campania la prima "app" di teleriabilitazione per bambini con DSA

Nasce in Campania un’app innovativa e unica nel suo genere che consente ai bambini affetti da Disturbi specifici dell’apprendimento di poter svolgere da casa le attività di riabilitazione a distanza. Si chiama Astras ed è stata sviluppata dai ricercatori del Neapolisanit di Ottaviano (NA), l’unico centro campano dotato di un’equipe impegnata nello sviluppo di tecnologie per la riabilitazione.

A causa dell’emergenza Covid-19, i pazienti con dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, o affetti da iperattivismo, o che stanno svolgendo un training ipercognitivo, hanno dovuto sospendere i trattamenti erogati presso il centro. Con questa applicazione sarà garantito loro il monitoraggio, la valutazione e la riabilitazione a distanza, con la supervisione del Servizio sanitario nazionale o di una struttura convenzionata con il Ssn. Il Neapolisanit sta fornendo gratuitamente l’app a i suoi pazienti, aprendo anche la sperimentazione a tutte le strutture interessate.

Il team di ricerca, coordinato da Angelo Rega, con la collaborazione di Raffaele Nappo (ricercatore in neuroscienze e psicologo) e di Michele Iorio (informatico), ha lavorato in questi giorni per offrire ai terapisti uno strumento innovativo, che consente la valutazione delle funzioni esecutive dei bambini con Dsa e fornisce un intervento cognitivo specifico. Sia il processo di valutazione che l’intervento avvengono all’interno di un contesto di gioco, favorendo così un maggior coinvolgimento del bambino, una migliore alleanza col terapista e una maggiore aderenza alla terapia.

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Redazione Irno24 05/05/2020 0

Traffico internazionale rifiuti e contrabbando al porto di Salerno, maxi operazione GdF

In data odierna, Ufficiali di Polizia Giudiziaria in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura di Salerno, nei confronti di 69 indagati (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall’esercizio della professione, pubblico ufficio e pubblico servizio).

In particolare, il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, 1 dipendente amministrativo in servizio presso la Procura di Salerno, 1 militare della Guardia di Finanza, 10 soggetti privati. A loro risultano contestati, a diverso titolo, i reati di contrabbando di TLE, peculato, corruzione, traffico internazionaie di rifiuti e ricettazione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale, commessi tutti nell’area portuale salernitana.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno inizialmente avuto origine da una segnalazione dell’OLAF - Ufficio europeo antifrode - relativa ad un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno, apparentemente destinato in Marocco. Gli accertamenti investigativi, consistenti in attività di intercettazione telefonica e ambientali audio/video all'interno degli uffici doganali, hanno consentito di accertare come il transito, riguardante oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, solo apparentemente era giunto negli spazi doganali per la successiva esportazione in quanto, con il coinvolgimento di funzionari doganali, era stato fittiziamente registrato in uscita - cosiddetto allibramento - dall’Ufficio doganale di Salerno, e immesso illecitamente sul mercato con un’evasione dei diritti doganali stimata in oltre un milione e duecentomila euro.

I successivi approfondimenti investigativi consentivano di accertare gravi indizi di colpevolezza nei confronti del Direttore ad interim e del Vicedirettore dell’Ufficio delle Dogane di Salerno i quali, unitamente ad altri funzionari doganali, ponevano in essere condotte omissive per eludere la investigazioni dirette ad accertare i potenziali responsabili delle fittizie registrazioni doganali.

Sono emersi accordi corruttivi finalizzati alla predisposizione di controlli fittizi sulle merci sottoposte a verifica, sia dal punto di vista amministrativo che da quello sanitario, essendo emersa la corresponsione di somme di danaro o altre utilità a funzionari compiacenti che omettevano di svolgere i loro compiti istituzionali.

Inoltre, plurime azioni predatorie commesse su merci allocate in container, da sottoporre a controllo doganale, venivano documentate grazie alle immagini estrapolate dalle telecamere installate all'interno della sala verifiche, emergendo un sistema di illegalità diffusa in quanto venivano acquisiti elementi indiziari per circa 53 episodi di illecita appropriazione di merci e di generi di consumo commessi, in un brevissimo arco temporale, da funzionari doganali, personale fitosanitario, spedizionieri, ausiliari doganalisti e dipendenti della società di facchinaggio ai quali è stato contestato il reato di peculato, stante la realizzazione delle condotte in concorso con i funzionari doganali durante le attività di verifica doganale.

Determinante si è rivelato il contributo della Direzione Centrale Antifrode e Controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma, che ha partecipato all’esecuzione della misura nei soli confronti dei propri dipendenti e che ha contribuito al riscontro delle ipotesi accusatorie emergenti dalle indagini in corso consentendo, in tal modo, di confermare la puntuale disapplicazione, nel porto di Salerno, della regolamentazione interna delle attività ispettive doganali.

Nel corso delle operazioni veniva accertato un traffico internazionale di rifiuti per condotte riconducibili a 2 spedizionieri doganali ed a 7 soggetti di etnia africana interessati alle spedizioni con conseguente sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre 1000 pannelli fotovoltaici e di circa 1000 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva stivati in container destinati al continente africano.

Sono emersi, inoltre, gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del Ministero della Giustizia per illecito accesso ai sistemi informatici e divulgazione di dati riservati afferenti il procedimento penale per acquisire informazioni non autorizzate nell'interesse dei funzionari doganali che temevano di essere convoiti nelle indagini in corso. Ulteriore condotta illecita è stata contestata ad un militare della Guardia di Finanza che, in concorso con un funzionario doganale, risulta aver attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitate nel porto di Salerno.

NOTA STAMPA PROCURA DELLA REPUBBLICA

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