La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali

Più ancestrale e tenebroso di quello napoletano

Nicola Viso, veduta di Salerno - XVIII secolo

Federica Garofalo 24/12/2020 0

Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.

I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.

La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.

Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.

Eccone una:

Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!

Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!

Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.

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Redazione Irno24 18/07/2025

Riapre il Giardino della Minerva a Salerno, ritrova la sua completa integrità

"Dopo 400 anni, lo storico Giardino della Minerva ritrova la sua completa integrità. Il Comune di Salerno, in sinergia con la Regione Campania, dopo aver acquistato l’ultimo terrazzamento di 740 metri quadrati, a monte del sito, ha eseguito lavori che hanno ripristinato in toto la struttura botanica della Scuola Medica Salernitana. Da qui, luogo identitario della storia salernitana, si gode di una vista mozzafiato ed inedita di Salerno.

Dalle 18:00 alle 21:00 di oggi, apertura gratuita del sito per cittadini, turisti e visitatori, che potranno scoprire così il nuovo gioiello del centro antico della città. Negli stessi orari saranno aperti, sempre gratuitamente, il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana ed il Museo Papi dello strumentario chirurgico".

Lo scrive il sindaco Napoli sui social.

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Redazione Irno24 09/09/2020

Alla Pinacoteca provinciale la mostra "Il viaggio - esperienza tra fantasia e realtà"

Venerdì 11 Settembre alle ore 11:30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno (Via Mercanti 63, ingresso piano terra), la Provincia di Salerno organizza la conferenza stampa di presentazione della mostra “Il viaggio: esperienza tra fantasia e realtà” a cura di Valeriano Venneri e Gaetano Romano. Sono presenti il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, il Consigliere provinciale alla Cultura, Beni Culturali e Turismo, Paky Memoli, e il Dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, Ciro Castaldo.

“La mostra espone le opere di quattro artisti – dichiara Strianese - due sono campani, Enzo Trepiccione e Vittorio Vanacore, e due sono spagnoli, Xavi Ferragut e Salvador Torres. Ognuno di loro ha approfondito un tema, il viaggio, ma anche un luogo, il Mediterraneo. Itinerari onirici e di poesia si mescolano a percorsi d’avventura e di studio introspettivo, tutto coniugato dal comune denominatore dell’arte. Il luogo ideale del viaggio immaginato dagli artisti è il Mediterraneo, culla di culture e civiltà che hanno lascito nei nostri territori, in particolare nella nostra provincia, immensi patrimoni.

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 Settembre al 4 Ottobre, dalle ore 9.00 alle 19.15, tutti i giorni escluso il lunedì. L’ingresso avverrà nel rispetto delle misure anti-Covid previste dalla normativa vigente.

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Redazione Irno24 04/03/2024

"Donna@Donne!", opere dalla collezione permanente del FRaC Baronissi

Venerdì 1 marzo è stata inaugurata la mostra donna@donne!, che vedrà in esposizione dipinti, incisioni, fotografie, una selezione di opere dalla collezione permanente del Museo-FRaC Baronissi, curata da Annalisa Mazzola e Pio Manzo.

In esposizione le opere di Lucrezia Abadessa, Caterina Arcuri, Giuliana Balice, Marina Bindella, Vivian Cammarota, Lucilla Catania, Mary Cinque, Luce Delhove, Raffaela Formenti, Maria Cristina Galli, Doriana Giannattasio, Loredana Gigliotti, Sandra Hauser, Aurora Maletik, Marianna Mascolini, Giulia Napoleone, Eliana Petrizzi, Mimma Pisani, Francesca Poto, Sara Ragone, Angela Rapio, Maria Pia Saccone, Valeria Sanguini, Anna Maria Saviano, Donatella Spaziani.

Fare della giornata della donna il pretesto di una mostra tutta al femminile mira, anzitutto, a segnalare il contributo decisamente significativo del lavoro delle artiste rispetto alla crescita ed alla delineazione identitaria della collezione del Museo FRaC nel corso degli ultimi vent’anni.

L’evidenza del notevole apporto dell’arte delle donne stabilisce da sé lo stesso criterio collettivo e plurale della mostra, esplicitando la necessità di aderire ad una politica di intervento rispetto alla più ampia ed ancora problematica affermazione di un canone altro dell’arte, della cultura, della vita, in cui i troppi e troppo a lungo taciuti gesti delle donne possano trovare finalmente accoglienza e respiro.

Nessun filo tematico, né tecnico né storico, tiene insieme le circa 40 opere in esposizione, che hanno così la possibilità di dirsi e di interagire vicendevolmente libere da interferenze curatoriali. Ne consegue una struttura di mostra instabile, dove ogni opera è isola di un arcipelago in cui, nonostante l’apparente autosufficienza delle unità, una forza gravitazionale ulteriore e segreta garantisce l’insieme.

Venerdì 8 marzo, alle ore 18:30, presso il salone delle Conferenze del Museo-FRaC, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, si terrà un dibattito sul tema “ARTE, SOSTANTIVO FEMMINILE”, moderato da Annalisa Mazzola.

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