No cibo sintetico, partita anche in Campania la mobilitazione Coldiretti

Masiello: "Chiederemo nelle prossime ore ai parlamentari di pronunciarsi contro questa minaccia epocale"

foto da pagina fb Coldiretti Campania

Redazione Irno24 11/11/2022 0

No a latte senza mucche, alla carne in laboratorio e al pesce senza mare. È partita anche in Campania la mobilitazione Coldiretti per raccogliere su tutto il territorio nazionale le firme utili per la presentazione di una legge di iniziativa popolare che vieti la produzione, l’utilizzo e la vendita di cibo sintetico nel nostro Paese.

Prodotti che potrebbero presto inondare il mercato europeo, sulla spinta delle multinazionali e dei colossi hi-tech. Una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro dell’agricoltura, degli allevamenti e dell’intera filiera del cibo Made in Italy. La petizione può essere sottoscritta in tutti gli uffici Coldiretti delle cinque province della regione, nei mercati contadini di Campagna Amica e in tutti gli eventi.

"Questa non è solo la battaglia degli agricoltori e degli allevatori – evidenzia Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – ma è una battaglia di civiltà per tutti i cittadini. Siamo di fronte ad una degenerazione della tecnologia, che diventa strumento speculativo della finanza. Cosa che temevamo da tempo.

Creare cibo in laboratorio mette il bene primario nelle mani dei grandi capitali multinazionali, tagliando in un colpo solo produzione agricola, biodiversità, tutela del paesaggio, cultura. Chiederemo nelle prossime ore ai parlamentari, alla Regione, alle Province, ai Comuni, alle associazioni, di pronunciarsi contro questa minaccia epocale, sottoscrivendo la proposta di legge affinché arrivi velocemente in Parlamento".

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Salvatore Riela 17/03/2025

Entro l'anno nascerà il PalaSalerno, ingranaggio per lo sviluppo sociale

La realizzazione del PalaSalerno è un’iniziativa fortemente voluta dal Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha deciso di investire ancora una volta sul territorio salernitano. Per l'edificazione della struttura sono stati finanziati 35 milioni di euro, sulla base di un progetto presentato diversi anni fa, che sarà completato entro la fine dell’anno.

Si tratta di un centro polifunzionale che sarà in grado di ospitare eventi di ogni genere, quindi non solo un Palazzetto dello sport. Determinante il ruolo dell’assessore ai lavori pubblici, Dario Loffredo, che, dopo la determina del Comune di Salerno, ha promesso di restituire alla popolazione un sogno in cui hanno creduto sin da subito. Il PalaSalerno non sarà soltanto il palcoscenico di grandi incontri sportivi, ma anche un ingranaggio determinante per lo sviluppo sociale della città.

Il progetto - stando a quanto reso noto dal Comune - vedrà nascere un centro sportivo in grado di accogliere ben 5300 posti a sedere. La previsione è quella di accogliere eventi anche esterni allo sport, come riunioni aziendali e manifestazioni ludiche. Lo si evince anche dalle dichiarazioni del primo cittadino, Vincenzo Napoli: "Le funzionalità del PalaSalerno non si limiteranno a quelle sportive, ma verranno connesse anche a scopi terziari". Si presuppone dunque un’estate di lavoro - come ha confermato l’assessore Dario Loffredo - poiché i cantieri si apriranno dopo le opportune verifiche del caso (le quali possono richiedere un massimo di 60 giorni).

Il PalaSalerno disporrà di servizi che andranno oltre le aspettative: il parcheggio offrirà un numero notevole di posti per le automobili, con spazi dedicati esclusivamente alla ricarica dei bus elettrici, in modo da favorire e promuovere la sostenibilità ambientale. Ancora non ci sono informazioni precise per quanto riguarda le disposizioni che verranno emanate al fine di far combaciare l’accesso ai cantieri con la gestione del traffico locale. La zona interessata sarà quella sud-orientale della città.

Il progetto iniziale del PalaSalerno, disignato per la prima volta dall’architetto e restauratore Tobia Scarpa, prevedeva la costruzione di due edifici, rispettivamente dedicati all’accoglienza e all’amministrazione; palestre e campetti da calcio avrebbero contribuito alla promozione dello sport presso la popolazione. Il progetto non vide mai la luce a causa di difficoltà logistiche e finanziarie. Poca fortuna anche per il progetto successivo, presentato dal CONI di Giovanni Malagò, che prevedeva un finanziamento di ben 80 milioni di euro. Nel 2021 arrivò progetto attuale, finanziato dalla Regione Campania, per cui il Comune di Salerno ha lasciato la determina nei giorni scorsi.

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Redazione Irno24 23/11/2021

Imposta di soggiorno a Salerno, Federalberghi non ci sta

Approvata in giunta la delibera per la ripresa dell’applicazione dell’Imposta di Soggiorno sul territorio del Comune di Salerno, con ogni connesso adempimento anche amministrativo, a decorrere dal prossimo 1 dicembre, ad effetto ed esecuzione immediata.

E’ quanto si apprende, soltanto oggi, dagli operatori del settore turismo connessi a Confcommercio Campania Federalberghi Salerno, con il presidente provinciale, Giuseppe Gagliano: “La notizia del ripristino della tassa di soggiorno sospesa fino alla fine dell’anno in seno allo stato di emergenza, ci è stata comunicata, tra capo e collo, da alcune strutture cittadine associate che hanno ricevuto una mail dall’amministrazione comunale.

La neo insediata Giunta, come si legge dal verbale della delibera, ha ravvisato le condizioni per anticipare la reintroduzione dell’imposta a carico di chi decide di pernottare a Salerno. Speriamo di sbagliarci in quanto, a nostro avviso, la decisione cozza con lo scenario attuale in cui non solo politici e virologi invitano tutti a tenere alta la guardia, ma anche le prenotazioni già confermate tendono ad essere cancellate.

E, sebbene si tratti di piccoli importi, peraltro a carico dei turisti e non delle imprese, continuiamo a pensare che tale decisione vada in controtendenza rispetto agli sforzi che la stessa Amministrazione sta facendo per assicurare lo svolgimento di un evento come “Luci d’Artista”, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Attraverso un preventivo confronto con gli operatori, si sarebbe potuta trovare una soluzione che potesse accontentare tutti, evitando così di dover esigere l’imposta da ospiti a cui era stata confermata una tariffa che non prevedeva questo ulteriore aggravio.

Ci è stato riferito, tuttavia, si tratti di una situazione contingente in cui si sta facendo una lotta contro il tempo per permettere che la kermesse natalizia abbia regolarmente inizio e che gli introiti dell’imposta possano contribuire a coprire parte dei costi della manifestazione, vista la crisi delle casse comunali. Da parte nostra, ribadiamo l’importanza di mantenere costante un confronto costruttivo, certi che gli Amministratori cittadini coglieranno il nostro accorato appello”.

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Redazione Irno24 17/08/2020

Coldiretti-Terranostra, la rivincita degli agriturismi in Campania

Il 2020 sarà ricordato come un anno spartiacque per il movimento agrituristico in Campania, nel male e nel bene. Dopo i primi dati positivi alla fine del lockdown – segnalano Coldiretti e Terranostra Campania – nel mese di agosto si consolida un boom di richieste in tutta la regione. Nel weekend di Ferragosto appena trascorso non solo si è registrato il sold out in tutti gli agriturismi della regione, ma un inedito boom nelle aree interne lontane dal mare.

Dagli agriturismi della rete Campagna Amica – annunciano Coldiretti e Terranostra Campania – si raccolgono dati mai registrati prima: un overbooking triplo rispetto alle richieste. Un fenomeno spinto dal desiderio di spazi ampi e di luoghi sereni, dovuto proprio alla paura del contagio da Covid19. In Campania sono presenti oltre 700 agriturismi nelle cinque province, con circa 20mila coperti e 2.500 posti letto, di cui il 20% in Irpinia, il 22% nel Sannio, il 12% nel Casertano, il 15% nel Napoletano e il 31% nel Salernitano. Si conferma la scarsa presenza di stranieri ed un flusso turistico prevalentemente italiano, con provenienze da tutte le regioni.

“Il successo di agosto – commenta Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania, l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica – non ripaga la frenata dei mesi di chiusura, ma è un fenomeno interessante che abbiamo il dovere di capire fino in fondo. Se da una parte c’è il Covid a spingere i turisti verso la campagna, dall’altra c’è una crescita costante in questi anni di una nuova tendenza, fatta di ricerca di autenticità e benessere, di borghi rurali e cultura, di attività all’aria aperta e di esperienze autentiche.

Il lavoro che abbiamo portato avanti per la promozione del vero agriturismo sta pagando proprio in questa crisi, premiando chi sceglie di accogliere i visitatori nella propria azienda agricola senza inganni. E c’è ancora tanta strada per far comprendere la diversità di una vacanza in campagna. Infatti ci segnalano alcune recensioni negative ai nostri agriturismi che non hanno la famosa bevanda dolce americana con le bollicine. Siamo sicuri che anche costoro alle fine apprezzeranno i succhi di frutta e il buon vino”.

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