Olio Campania IGP, parere favorevole del Mipaaf

Ora la palla passa a Bruxelles per la definitiva approvazione

Redazione Irno24 21/07/2021 0

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha respinto l'opposizione presentata contro il riconoscimento dell'IGP Olio Campania. Un risultato positivo che ha visto il forte impegno in prima linea della federazione regionale della Coldiretti Campania.

Il Mipaaf, pertanto, ha espresso un definitivo parere favorevole alla registrazione dell'IGP, introducendo solo una modifica al disciplinare, chiesta dalla stessa Coldiretti Campania, tesa a rafforzare l'origine esclusiva delle olive dal territorio regionale.

Una grande vittoria - commenta Coldiretti Campania - che apre la strada al percorso conclusivo per il riconoscimento del marchio di indicazione geografica protetta. Ora la palla passa a Bruxelles, per la definitiva approvazione da parte dell'Unione Europea.

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Redazione Irno24 23/03/2023

L'Olio Campania è IGP, Coldiretti: "Grande occasione per tutta la regione"

"Una grande occasione per tutta la Campania. Con il via libera dell’Ue all’IGP Olio Campania, tutto il territorio è coperto da un marchio di origine, rafforzando la capacità di arrivare sul mercato, vista la crescente richiesta di riconoscibilità e autenticità da parte dei consumatori".

È il commento della federazione regionale di Coldiretti Campania, in prima linea nell’iter per il riconoscimento attraverso i suoi tecnici, alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea n. 84 del regolamento di esecuzione della Commissione europea, con il quale viene registrata la denominazione geografica. Un riconoscimento che arriva dopo un 2022 che ha visto un dato in controtendenza in Campania rispetto al resto d’Italia, con la produzione nazionale di olio di oliva a -37%, a causa della siccità. La produzione di olio in Campania, infatti, si è attestata a circa 11mila tonnellate.

In Campania – secondo le stime di Coldiretti e Aprol Campania – sono presenti circa 74mila ettari coltivati ad oliveto, di cui il 5% circa con metodi di produzione biologica. La regione possiede una straordinaria ricchezza di biodiversità olivicola con oltre 60 cultivar, molte ancora in fase di studio. Le principali varietà olivicole sono diciannove: in provincia di Salerno, troviamo la Rotondella, la Carpellese, la Nostrale, la Salella, la Biancolilla e la Pisciottana. In Campania sono cinque le Dop, fra esse la "Colline Salernitane".

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Redazione Irno24 29/04/2020

Coldiretti: "Chiusura dei ristoranti dimezza le vendite di vino"

La chiusura di bar, hotel e ristoranti per arginare la pandemia di Covid-19 potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del prolungamento del lockdown al 1° giugno per la ristorazione, sulla base delle previsione dell’OIV (Organizzazione mondiale della vite e del vino).

In Italia quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi. A pesare – precisa Coldiretti – è la chiusura della ristorazione avvenuta in Italia e all’estero con un forte calo delle esportazioni, aggravato anche dalle difficoltà logistiche e della disinformazione.

Occorre trovare risorse aggiuntive comunitarie e nazionali per finanziare ogni utile strumento per la riduzione delle giacenze e per il contenimento della produzione di vino proveniente dalla prossima vendemmia. La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari.

La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite che sono praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

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Redazione Irno24 18/10/2021

Al Vinitaly le uve storiche campane fra i grappoli d'Italia

C'è il Greco Bianco, il vino più antico d'Italia, il Fiano citato da Federico II, l'Asprinio introdotto dagli Etruschi, il Piedirosso ricordato da Plinio nella Naturalis historia, la Coda di Volpe sul Vesuvio da prima dell'eruzione su Pompei, l'Aglianico amato dagli Aragonesi, la Biancolella ischitana arrivata dall'Eubea, il Casavecchia bevuto dai legionari romani, il Pallagrello prediletto da Ferdinando IV di Borbone e la Catalanesca importata da Alfonso I D'Aragona.

Sono i vitigni campani presenti nella più gande esposizione di uve mai realizzata, portati al Vinitaly Special Edition Verona da tutte le diverse regioni nell’esclusivo salone “Vigneto Italia” creato dalla Coldiretti presso il padiglione 4 stand D3 della Fiera di Verona per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy.

Sul territorio nazionale – spiega Coldiretti – ci sono 608 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi (quasi il doppio) a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

(Nella foto l’assessore all’agricoltura della Campania, Nicola Caputo, e il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda).

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