Claudio & Diana: gli "ultimi romantici" da Salerno alla RAI

La svolta "partenopea" durante una serata in un locale di Cava

Federica Garofalo 30/11/2020 0

Si sono conosciuti da adolescenti e non si sono più lasciati: Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, Salernitani IGP, coppia sul palco e nella vita, lei cantante e pianista, lui chitarrista e percussionista, conosciuti semplicemente come “Claudio & Diana”. “Ultimi Romantici” secondo il giornalista Luigi Coppola, che così ha intitolato la loro biografia uscita nel 2018 per i loro trent’anni di musica insieme: musica che è la canzone classica napoletana, il simbolo stesso nel mondo del sentimento e della passione.

"Quando ci chiedono 'Qual è il vostro lavoro?' e noi rispondiamo 'Musicisti', la domanda successiva - scherza Diana - è quasi sempre 'E il lavoro vero?'. Questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode attualmente il mestiere di musicista". Eppure non tutti possono vantare un curriculum come il loro: una tournée con Pupo nel 1987 (in realtà avrebbe dovuto esserci solo Diana come pianista, Claudio si aggregò per gelosia in qualità di percussionista, come fa notare lei ridendo), anni di attività da musicisti di piano bar con l’Ensemble Note Mediterranee, finché una sera scatta la passione per la canzone classica napoletana.

È Diana a raccontarlo: "Durante una serata in un locale a Cava, ci fu chiesta la dedica di una canzone direttamente al tavolo, una vera e propria 'posteggia', ma con il pianoforte come avremmo potuto farlo? Per fortuna Claudio, con prontezza di spirito, tirò fuori la chitarra e la canzone che ci fu chiesto di dedicare era 'Cu’mme' di Enzo Gragnaniello. Da quel momento il nostro modo di vedere la musica cambiò radicalmente".

E cambia ancora di più con un incontro molto speciale: "Pochissimo tempo dopo, ci chiamarono per una festa a San Giuseppe Vesuviano, ma solo quando arrivammo lì ci rendemmo conto che il festeggiato altri non era che Roberto Murolo. Cantò persino accompagnato da noi, senza microfono: 'Se me vonno sentì, se stanno zitti', disse, e questa fu una grande lezione anche per noi".

E infatti così suonano oggi, Claudio e Diana: niente microfoni né altoparlanti, solo voce e chitarra, a volte mandolino, violino o percussioni, ma tutto in acustico, sia che si tratti di serenate, sia che si tratti di posteggia napoletana. Un repertorio amato in tutto il mondo, come dimostra la presenza di tedeschi, giapponesi, israeliani, irlandesi ai loro concerti.

"Una sera suonammo per una cena di attori americani all’hotel Cipriani di Venezia - racconta Diana - e persino loro conoscevano Cu’mme, commuovendosi fino alle lacrime. Noi facciamo anche incontri nelle scuole per parlare della canzone classica napoletana, e percepiamo la sorpresa dei ragazzi di fronte a un repertorio che loro si aspettano sia 'noioso', ma in realtà attualissimo".

D’altronde lo stesso Lucio Dalla affermò che, di fronte a “Era de Maggio” di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, “Imagine” di John Lennon diventava il rumore di un armadio. "Noi non abbiamo avuto l’onore di conoscere Lucio Dalla - dice Diana - ma in compenso abbiamo avuto molti incontri importanti, da Catena Fiorello a Maurizio Costanzo, a Vincenzo Mollica, che ci ha intervistati per il TG1. Fino all’allora direttore del TG2 Marcello Masi che ci invitò in studio, attratto dal nostro video sulla canzone di Pino Daniele 'Terra Mia' dedicato alla Terra Dei Fuochi: da allora su RAI2 siamo praticamente di casa, e con la giornalista Marzia Roncacci è nata una vera e sincera amicizia".

Ma è con la gente comune che si instaura il rapporto più forte, ad esempio con le coppie che commissionano le serenate, che sia quella classica qualche giorno prima del matrimonio, ma anche per chiedere l’amata in sposa, in scenari da sogno come la Costiera Amalfitana. Ma non solo: "Un giorno ci chiamò da Livorno un innamorato disperato - racconta Diana - Dopo averle tentate tutte per riconquistare la sua amata, volle giocare anche la carta della serenata. Fu un momento molto commovente. Ogni volta rimaniamo sbalorditi dai gesti di queste persone, che per amore sono capaci di inventare cose meravigliose".

Claudio e Diana, però, non sono una coppia di sognatori "con la testa tra le nuvole": non dimenticano il problema terribile della violenza sulle donne, cui hanno dedicato un video sulle note della canzone “Amaro è ‘o bbene” di Sergio Bruni e Salvatore Palomba: come a dire, romantici sì, ma con i piedi per terra.

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Redazione Irno24 17/05/2021

Ciclo di incontri virtuali sui musei salernitani, si comincia il 18 Maggio

“I musei si raccontano” è il titolo della nuova rubrica online realizzata nell’ambito del progetto “Salerno Musei in rete”, percorso di co-progettazione per lo sviluppo dell’offerta culturale cittadina, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato dalla Regione Campania e curato da Mediateur.

Dal 18 maggio al 7 luglio, il lunedì e il mercoledì alle ore 19.00, sulla pagina fb Salerno Cultura, la rubrica presenterà un ciclo di incontri dedicati ai 15 musei salernitani e luoghi di cultura coinvolti nel progetto, col fine di valorizzare le tante e diverse istituzioni museali presenti sul territorio comunale.

Il primo incontro virtuale si terrà domani, occasionalmente di martedì, per celebrare la Giornata Internazionale dei Musei alla quale Salerno aderisce. Ad ogni appuntamento l’Assessore alla Cultura, Antonia Willburger, dialogherà con responsabili, direttori ed esperti delle realtà museali che condivideranno racconti, curiosità e riflessioni sul presente e il futuro dei musei.

I luoghi della cultura coinvolti:

MUSEO CITTÀ CREATIVA
ORTO BOTANICO GIARDINO DELLA MINERVA
MUSEO VIRTUALE SCUOLA MEDICA SALERNITANA
MUSEO ROBERTO PAPI
COLLEZIONE CERAMICHE ALFONSO TAFURI
MUSEO DEL PRESEPE DI PEPPE NATELLA
MUSEO DIOCESANO DI SALERNO
MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE
PINACOTECA PROVINCIALE
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN PIETRO A CORTE
CASTELLO DI ARECHI
AREA ARCHEOLOGICA DI FRATTE
MUSEO DELLO SBARCO E SALERNO CAPITALE
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PONTECAGNANO
FONDAZIONE EBRIS

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Redazione Irno24 03/12/2019

"Alternativity", torna la mostra dei presepi di sabbia

Torna "Il Presepe di Sabbia - Alternativity", la mostra organizzata dalla "Compagnia della Sabbia" e patrocinata dal Comune di Salerno, che si terrà dal 2 Dicembre 2019 al 12 Gennaio 2020 in Via Alvarez, nei pressi della spiaggia di Santa Teresa. La kermesse ospita quattro famosi artisti internazionali chiamati, quest’anno, a celebrare la natività di Cristo attraverso l’ispirazione al presepe settecentesco. Un viaggio verso le radici di quest’arte intessuto di aneddoti legati ai Borboni, alla storia della Napoli di Eduardo e, soprattutto, alla emozionalità della tradizione meridionale. Fino al 6 Dicembre le opere si presenteranno in parte ancora inglobate nella sabbia: un’occasione unica per scoprire gli affascinanti meccanismi di creazione che si celano dietro queste colossali sculture.

foto tratta dalla pagina social Compagnia della Sabbia

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Redazione Irno24 26/04/2021

Dal 18 al 26 Giugno la nona edizione del festival "Salerno Letteratura"

Dal 18 al 26 giugno ritorna Salerno Letteratura, il più grande festival letterario del Sud: nove giorni a cui parteciperanno scrittori, musicisti, attori e artisti italiani e stranieri. L'ideatrice e direttore organizzativo della manifestazione Ines Mainieri, i codirettori artistici Gennaro Carillo, Matteo Cavezzali e Paolo Di Paolo, la responsabile del programma ragazzi Daria Limatola e lo staff storico di Salerno Letteratura hanno progettato un’edizione molto particolare del festival, giunto alla sua nona edizione, con un programma di oltre 100 eventi.

La nuova edizione parte da uno straordinario parterre di scrittori e artisti, a cominciare da Olga Tokarczuk, scrittrice Premio Nobel per la Letteratura, Jhumpa Lahiri, Premio Pulitzer, da Alessandro Baricco a Erri De Luca, da una protagonista della canzone italiana come Nada a Moni Ovadia, da volti popolarissimi come Lino Guanciale e Sabina Guzzanti a un maestro della letteratura contemporanea come André Aciman (autore di Chiamami col tuo nome).

E ancora: Jonathan Coe, Hanif Kureishi, Benjamin Labatut, rivelazione della letteratura internazionale, Guillermo Arriaga; popolari autori italiani come Dacia Maraini, Nicola Lagioia, Lidia Ravera, Daria Bignardi; grandi scienziati come Guido Tonelli e Antonella Viola; l’omaggio a Lucio Dalla di Gino Castaldo e Ernesto Assante, giornalisti-scrittori di primo piano come Ezio Mauro, Francesca Mannocchi, Giovanna Pancheri, Filippo Ceccarelli e Gabriele Romagnoli; importanti studiosi come Eva Cantarella, Ivano Dionigi, Nadia Fusini, Vera Gheno, un compositore e musicologo come Giovanni Bietti ed esponenti della politica volta a una riflessione etica come Luigi Manconi e Luciano Violante.

Il titolo dell’edizione, Le Occasioni, un omaggio al poeta Eugenio Montale a quarant'anni dalla sua morte, sta a indicare la vera natura di un grande festival: non solo un contenitore di eventi, ma un propulsore, un continuo innesco di “occasioni” culturali su un territorio. Occasioni, intanto, di lavoro: tanto più durante una crisi sanitaria che ha costretto moltissimi artisti a fermarsi. Ma occasioni intese anche come opportunità di collaborazione fra figure diverse, di dialogo, di relazione. Salerno Letteratura quest’anno si moltiplica: diventa laboratorio di creazioni, producendo performance e spettacoli che nascono a e per Salerno Letteratura, e che poi saranno portati in giro per l’Italia avendo come partner produttivo il festival.

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