251 articoli nella categoria Enogastronomia

Redazione Irno24 04/09/2026 0

Miranda, "I Cacciagalli" e Attianese: gran gusto di fine estate a San Severino

Un’ultima cena sotto le stelle per salutare l’estate 2026 attorno a una tavola dove si incontrano pizza, alta cucina, vino e territorio. È quella in programma giovedì 10 settembre a "Casa del Nonno 13", nella corte del ristorante di Sant’Eustachio di Mercato San Severino, che per una sera si trasformerà in un salotto en plein air dedicato alla convivialità e alla cultura gastronomica.

Protagonista sarà Francesco Miranda, pizzaiolo insignito dei Tre Spicchi del Gambero Rosso, alla guida della pizzeria Màdia di Salerno insieme a Fabrizio Iannuzzi. Un percorso, quello di Miranda, fondato sulla ricerca e sulla valorizzazione dell’impasto: blend di farine poco raffinate e diverse tecniche di lievitazione contribuiscono a costruire pizze dalla personalità riconoscibile, dove leggerezza e croccantezza diventano il punto di partenza per una cucina che guarda con decisione ai sapori del territorio.

Accanto alla pizza, il vino avrà un ruolo centrale grazie alla presenza de "I Cacciagalli", realtà vitivinicola dell’Alto Casertano, ai piedi del vulcano spento di Roccamonfina. Una cantina profondamente legata al proprio ambiente, capace di interpretare il territorio attraverso vini che diventano parte integrante del racconto gastronomico della serata.

A firmare il percorso della cucina sarà Gioacchino Attianese, chef resident di Casa del Nonno 13, con una proposta costruita intorno a memoria, territorio e sensibilità contemporanea. Una cucina elegante e identitaria, pensata per dialogare con i vini de I Cacciagalli e creare un filo narrativo comune tra i diversi protagonisti della cena.

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Redazione Irno24 25/08/2026 0

A Lancusi la festa della fresella, si riscopre un antico prodotto campano

Carlin Petrini, storico fondatore di Slow Food, l’aveva detto più e più volte: "Ritorniamo alle origini". E la comunità di Lancusi, frazione di Fisciano, l’ha preso in parola, restituendo valore e tradizione alla fresella, uno dei prodotti più antichi della gastronomia campana. Il 28 e 29 agosto 2026, in piazza Regina Margherita, una festa interamente dedicata al tarallo biscottato e ciambellato, con stand di degustazione (anche senza glutine e senza lattosio), angoli riservati ad espositori e produttori, un "Fresella Lab" ed uno show-cooking a cura degli studenti dell’Alberghiero "Virtuoso".

Il programma prenderà il via venerdì 28 agosto, alle 19:30, con il taglio del nastro alla presenza delle Istituzioni, l'apertura degli stand gastronomici e del Villaggio dell'Artigianato presso i Giardini Mons. Quaranta. A seguire, Palazzo Barra ospiterà il Salotto Gastronomico "Food, scuola e territorio" e lo Show Cooking con Mr. Mario. Nei Giardini Pubblici, spazio al divertimento con il Clown Lenny Show, mentre musica ed energia saranno affidate ai Boom Generation e al RDI Summer Dance Tour 2026, a cura di Noel Bisogno.

Sabato 29 agosto, dalle 19:30, riapriranno gli stand e il Villaggio dell'Artigianato. Il programma proseguirà con lo Show Cooking dei talenti dell'Istituto Alberghiero "Virtuoso", il Contest Gastronomico "Fresella Lab" che premierà il talento culinario dei partecipanti, lo spettacolo di magia di Ettorino il Mago Pasticcione e la musica popolare degli Ascarimè. Alle 22:30 è prevista la conclusione della manifestazione, con la premiazione del Contest. Cuore della manifestazione saranno le Freselle tradizionali San Giovanni, Lancusana e Valle dell'Irno, accompagnate da proposte di street food, tra cui il Panino "Miezz Lancus" con salsiccia e patatine. Per chiudere in dolcezza, spazio alla fresella dolce con caffè e crema chantilly, alle graffe calde e alla frutta fresca.

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Annamaria Parlato 21/08/2026 0

Gianni 1956 a Salerno, tradizione e novità in 3 generazioni di gelato

Dal gelato sempre più attento alle nuove esigenze alimentari, alle creme che trasformano i grandi dessert della pasticceria in morbide interpretazioni da gustare al cucchiaio, nelle gelaterie italiane tradizione e sperimentazione procedono ormai insieme. Il gelato non è più soltanto il classico rito dell’estate, ma un prodotto capace di seguire mode, contaminazioni e nuove abitudini di consumo, mantenendo però intatto il suo legame con l’artigianalità.

A Salerno, questa evoluzione porta anche il nome della Gelateria "Gianni 1956", una storia familiare iniziata nel 1956 e arrivata oggi alla terza generazione. Tutto comincia con il nonno Gianni, che quell’anno aprì la sua prima gelateria a Coperchia di Pellezzano. Da quella prima insegna prende forma un percorso che attraversa tre generazioni: prima il fondatore, poi il figlio Matteo Falcone e oggi i nipoti Andrea e Fabio, che hanno raccolto l’eredità di famiglia, portandola dentro una contemporaneità fatta di nuovi gusti, sperimentazione e comunicazione digitale.

Oggi il nome Gianni 1956 è legato ai due punti vendita salernitani, quello storico al Corso e la nuova sede di Pastena, inaugurata nel maggio 2026, dove la filosofia della famiglia si arricchisce di nuove proposte e formule pensate per un pubblico sempre più curioso. Per raccontare Gianni, però, bisogna partire dai gusti che negli anni ne hanno costruito l’identità. C’è innanzitutto il Gianni Classico, considerato dalla famiglia la prima Nocciotella inventata a Salerno, una crema alla nocciola diventata uno dei simboli della gelateria e un vero richiamo alla storia dell’insegna. Poi c’è il Gianni 56, una soffice crema bianca al cioccolato bianco, essenza di pistacchi e mandorle pralinate, dove la dolcezza e la cremosità incontrano le note aromatiche e la parte croccante della frutta secca.

"Ci sono gusti che per noi non sono semplicemente prodotti da vendere, ma fanno parte della nostra storia", racconta Fabio, terza generazione della famiglia. "Il Gianni Classico e il Gianni 56 raccontano quello che siamo stati e quello che continuiamo a essere. Poi ci piace affiancare a questi gusti proposte nuove, perché il gelato deve continuare a sorprendere". Tra le creazioni più riconoscibili c’è il Lucifer, un gusto deciso che unisce cioccolato fondente al 70%, amarene e stracciatella al peperoncino, giocando sui contrasti tra intensità, dolcezza, componente fruttata e una nota piccante finale. C’è poi Amalfi, delicato gelato alla delizia al limone avvolto nell’essenza di arancia, una proposta che guarda alla pasticceria e ai profumi della Costiera, trasformando uno dei dolci più rappresentativi della tradizione campana in una crema fresca e agrumata.

La ricerca prosegue con la Nocciotella Scomposta, rilettura di uno dei gusti simbolo della casa, e con il Franuì, diventato in breve tempo uno dei prodotti più virali e fotografati, capace di dimostrare quanto oggi anche il gelato possa dialogare con i linguaggi social. Accanto alle proposte più contemporanee restano altri gusti che appartengono al repertorio della casa, come la Zuppa del Duca, il Croccante alle Mandorle e il Pastarella di Mandorle, insieme a una proposta di gusti vegan, pensata per rispondere a esigenze alimentari differenti senza rinunciare alla ricerca sul gusto.

"Oggi il cliente è molto più curioso rispetto al passato", continua Fabio. "Vuole assaggiare qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo cerca qualità e riconoscibilità. Per questo cerchiamo di non inseguire semplicemente le mode: prendiamo una tendenza e proviamo a reinterpretarla secondo il nostro modo di fare gelato". È proprio questa capacità di osservare ciò che accade nel mondo del food e trasformarlo secondo una propria identità a caratterizzare il lavoro di Andrea e Fabio. La terza generazione ha infatti affiancato alla manualità e alla conoscenza del prodotto una particolare attenzione alla comunicazione digitale, utilizzando i social come una vera estensione della gelateria: uno strumento per presentare i nuovi gusti, raccontare le sperimentazioni, intercettare tendenze e dialogare con una clientela che spesso scopre un prodotto proprio attraverso un'immagine o un video.

"I social ci hanno permesso di far vedere quello che c’è dietro una coppetta o un cono", spiega Andrea. "Non comunichiamo soltanto il gusto finito, ma cerchiamo di raccontare l’idea, la sperimentazione e il lavoro che c’è dietro. È un modo diverso di far conoscere la nostra storia e di far capire che dietro il marchio Gianni c’è ancora una famiglia". Una comunicazione contemporanea, dunque, che non sostituisce l’artigianalità ma la racconta. Ed è proprio nella nuova sede di Pastena, aperta a maggio 2026 assieme all'imprenditore Maurizio De Paola, con esperienze internazionali nel settore, che questa vocazione alla sperimentazione trova una delle sue espressioni più interessanti. Qui il gelato diventa anche esperienza e personalizzazione, a partire dai gusti del giorno, serviti con panna gratuita e con la possibilità di scegliere il topping tra cioccolato fondente, cioccolato bianco e altri sempre diversi. Una formula semplice e immediata, che permette di costruire ogni volta una combinazione diversa.

Ma Pastena amplia anche il repertorio con proposte che guardano alla pasticceria e al consumo da passeggio: il cannolo siciliano con gelato, dove la cialda croccante incontra la cremosità del gelato; il cono zeppola, che porta nel mondo della gelateria uno dei dolci più amati della tradizione; e il bocconcino, una piccola minibrioche con gelato, pensata proprio per chi vuole concedersi uno sfizio mentre passeggia, senza necessariamente scegliere una porzione importante.

"Pastena ci ha dato la possibilità di sperimentare ancora di più", sottolinea Andrea. "Abbiamo cercato di creare una proposta capace di parlare a pubblici diversi: chi viene per il gusto classico, chi vuole provare la novità, chi cerca qualcosa di piccolo da mangiare passeggiando e chi invece vuole trasformare il gelato in un vero dessert". Non mancano le coppe con frutta fresca e gelato alla frutta, che portano nel menù una dimensione più fresca e leggera, e la Banana Crunch, una rivisitazione contemporanea della banana split, dove la frutta incontra il gelato e una componente croccante, trasformando un grande classico internazionale in una proposta più moderna e scenografica. Il risultato è una gelateria che amplia il proprio linguaggio senza perdere il legame con la propria storia: il gelato può essere cono, coppetta, dessert, merenda, colazione o piccolo peccato di gola da gustare passeggiando. E proprio questo equilibrio sembra essere la cifra della terza generazione.

"Non vogliamo perdere quello che ci è stato insegnato", dice Fabio. "Ma allo stesso tempo sentiamo la responsabilità di continuare a costruire qualcosa di nostro. La nostra sfida è rispettare la storia di Gianni e, contemporaneamente, avere il coraggio di cambiarla un po’ ogni giorno". Settant’anni dopo quella prima apertura a Coperchia, il nome Gianni continua così a parlare di famiglia, artigianalità e territorio, ma anche di capacità di innovare. Il nonno Gianni ha trasmesso il mestiere, Matteo Falcone ha raccolto il testimone e Andrea e Fabio stanno scrivendo il capitolo della terza generazione, dimostrando che la tradizione non è qualcosa di immobile, ma una base solida dalla quale partire per continuare a creare. Perché il gelato può avere settant’anni di storia alle spalle e, allo stesso tempo, avere ancora tutta la curiosità di inventare il gusto di domani.

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Redazione Irno24 11/08/2026 0

Pellezzano, si rinnova l'atteso appuntamento con la Sagra del Sciusciello

Ha preso il via ieri, a Pellezzano, la 37esima edizione della Sagra del Sciusciello, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della comunità (si concluderà il 16 agosto). "Una festa - spiega il sindaco Morra - che non è solo gastronomia, ma cultura, memoria e tradizione, capace di raccontare chi siamo e il valore delle nostre radici. In momenti come questo, la nostra comunità dimostra la sua forza più grande: stare insieme, con spirito di partecipazione, condivisione, rispetto e armonia, nel segno di un’unità che ci guida e ci ispira".

L'approfondimento di Irno24 sul Sciusciello

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Annamaria Parlato 03/08/2026 0

Da Candlelight a Candlenight, a Salerno notte di emozioni con l'alta cucina

​Quella del 30 luglio non è stata semplicemente una cena sul mare. È stata un’esperienza immersiva che ha trasformato il tramonto in una lunga notte di emozioni. Se il format internazionale del Candlelight nasce per creare atmosfere intime e suggestive attraverso la luce delle candele, alla Terrazza – Poniente di Marina d’Arechi Port Village (Salerno) quel concept si è evoluto in qualcosa di ancora più coinvolgente: una vera e propria Candlenight, dove la magia non si è fermata al momento dell’accensione delle candele, ma ha accompagnato gli ospiti fino a tarda sera tra musica dal vivo, cucina d’autore e il fascino del mare.

Negli ultimi anni, il fenomeno Candlelight ha conquistato le principali città del mondo, trasformando concerti ed eventi in esperienze emozionali, capaci di restituire centralità alla bellezza dei dettagli. A Salerno questa filosofia ha trovato una nuova interpretazione grazie all’intuizione di Mirko Notaro, che ha fatto della sua Terrazza – Poniente il primo ristorante sul mare della città a proporre una cena gourmet immersa nella luce di centinaia di candele. Quando il sole ha lasciato spazio alla sera, la terrazza affacciata sulla darsena di Marina d’Arechi si è trasformata in una scenografia dal forte impatto visivo. Le candele hanno illuminato ogni angolo della location, riflettendosi sull’acqua e creando un’atmosfera che ha ricordato i set dei grandi film romantici. La brezza marina, il panorama, la luce soffusa e la musica hanno dato vita a un racconto sensoriale unico, trasformando una cena in un’esperienza da vivere e ricordare.

"Volevamo regalare ai nostri ospiti – ha raccontato Notaro – qualcosa che andasse oltre una semplice cena; oggi chi sceglie un ristorante cerca emozioni, momenti da condividere e ricordi da portare con sé. La luce delle candele ha una forza straordinaria: crea intimità, eleganza e un’atmosfera speciale. Per questo abbiamo voluto trasformare il Candlelight in una vera Candlenight, una notte in cui mare, musica, cucina e accoglienza potessero fondersi in un’unica esperienza". L’allestimento scenografico è stato curato dal Maestro Tiziano Citro, direttore artistico dell’Associazione Rachmaninov, che ha saputo interpretare il fascino della location valorizzandone gli spazi attraverso un gioco di luci, che esaltasse, senza sovrastarla, la bellezza naturale del panorama.

Centinaia di candele hanno accompagnato gli ospiti in un percorso raffinato e romantico, creando un’atmosfera sospesa tra eleganza e suggestione. La colonna sonora della serata è stata affidata a due artisti che hanno scritto una pagina importante della musica italiana. Mariano Onorato, voce e chitarra dei Soleado, insieme al maestro Casimiro Erario alle tastiere, ha ripercorso i grandi successi dell’indimenticato Pino Daniele, regalando al pubblico un tributo intenso e partecipato. Le melodie del cantautore napoletano, capaci di unire blues, anima mediterranea e poesia, hanno accompagnato il passaggio dal tramonto alla notte, rendendo ancora più emozionante la Candlenight.

Protagonista assoluta è stata anche la cucina dello chef resident Gabriele Martinelli, che ha firmato un percorso gastronomico contemporaneo fondato sul rispetto della materia prima, sulla stagionalità e sulla valorizzazione del territorio. Una cucina che nasce dall’esperienza maturata nelle migliori realtà italiane e francesi e che trova equilibrio tra tecnica, memoria e ricerca. Il menù ha raccontato un viaggio tra mare e creatività: dall’insalatina di seppie, mela verde e sedano al raviolo caprese con ricotta, crostacei e limone, fino al trancio di ombrina scottato con carpaccio di pesca e pomodoro, per concludersi con un raffinato tiramisù all’italiana. Una prova particolarmente significativa, considerando il grande successo dell’evento. La serata ha registrato il tutto esaurito, ma, nonostante l’elevato numero di ospiti, la brigata guidata da Martinelli ha lavorato con precisione e grande coordinamento, riuscendo a far arrivare ogni piatto in sala con tempi impeccabili e una cura esecutiva costante. Ogni portata è stata presentata mantenendo intatta la qualità del progetto dello chef: dalla temperatura corretta alla composizione del piatto, fino all’equilibrio dei sapori. Un risultato che ha dimostrato come dietro un’esperienza di alto livello ci sia soprattutto il lavoro di squadra, la capacità organizzativa e la sinergia tra cucina e sala.

A completare il racconto della serata è stata una selezione enologica di grande prestigio, curata attraverso il catalogo di Agenzia Curcio 1980. Gli ospiti hanno iniziato il percorso con l’eleganza dello Champagne Bollinger Special Cuvée, una delle cuvée più rappresentative della maison francese, apprezzata per la sua complessità aromatica, la struttura raffinata e il perfetto equilibrio tra freschezza e carattere. La degustazione è proseguita con Jento Bianco Vivace Puglia IGP, espressione fresca e dinamica del territorio pugliese, capace di raccontare una viticoltura contemporanea attraverso profumi delicati e una piacevole vivacità. In assaggio anche Ebalia 2025 Salento IGP di Tenuta Giustini, etichetta che interpreta con eleganza il patrimonio vitivinicolo salentino, caratterizzata da equilibrio, identità territoriale e grande bevibilità.

La scelta dell’affinamento in cemento rappresenta un elemento distintivo del progetto enologico: una tecnica sempre più apprezzata dai produttori, che consente al vino di evolvere in un ambiente capace di favorire una lenta maturazione, preservando freschezza, finezza aromatica e naturale identità varietale. Il cemento, grazie alla sua capacità di mantenere condizioni termiche più stabili e di accompagnare il vino in una fase di affinamento, senza cedere aromi esterni come avviene con il legno, permette di valorizzare la purezza del frutto e la personalità del territorio. Una scelta che restituisce un sorso elegante, equilibrato e caratterizzato da una piacevole profondità, espressione del legame tra innovazione tecnica e rispetto della materia prima. Ebalia si inserisce così nella filosofia di Tenuta Giustini, realtà salentina impegnata nella valorizzazione delle varietà del territorio attraverso una lettura moderna della tradizione vitivinicola pugliese, un’etichetta capace di raccontare il Mediterraneo attraverso freschezza, armonia e identità.

A chiudere il percorso è stato Arcano Primitivo Salento IGP, vino dalla personalità intensa e avvolgente, espressione autentica del vitigno simbolo della Puglia. Una selezione che ha arricchito ulteriormente l’esperienza della Candlenight, confermando il ruolo del vino come elemento fondamentale di un racconto fatto di cultura, territorio, convivialità e ricerca della qualità. Fondamentale anche il lavoro della sala, coordinata dal direttore Giovanni Cucco, esperto sommelier, che insieme al suo staff ha gestito con professionalità e attenzione sia il servizio della cena gourmet sia l’area lounge dedicata agli aperitivi à la carte.

La serata ha rappresentato pienamente la filosofia di Mirko Notaro, quinta generazione di ristoratori, che con il progetto La Terrazza – Poniente continua a costruire un modello di ospitalità capace di unire gastronomia, paesaggio e cultura. Il nome stesso "Poniente", ispirato al vento d’occidente, racconta una visione aperta alle contaminazioni internazionali, dove la tradizione partenopea dialoga con suggestioni mediterranee e spagnole. La collaborazione con Gabriele Martinelli nasce proprio da questa ricerca: una cucina contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, rispettando le materie prime e valorizzando la stagionalità.

Il contributo del Maestro Tiziano Citro e dell’Associazione Rachmaninov, fondata nel 1998 a Mercato San Severino, ha completato il progetto, trasformando la musica in parte integrante dell’esperienza. Da anni, l’associazione promuove importanti rassegne musicali e appuntamenti culturali, creando occasioni di incontro tra arte e territorio. La serata del 30 luglio ha così raccontato una nuova idea di ristorazione: non solo un luogo dove mangiare, ma uno spazio dove vivere emozioni. Alla Terrazza – Poniente il Candlelight si è trasformato in una Candlenight, una notte di luce, musica, alta cucina e convivialità che ha portato sul mare di Salerno un nuovo modo di interpretare l’ospitalità.

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Redazione Irno24 27/07/2026 0

Candele, musica, vino e cucina d'autore al Marina d'Arechi di Salerno

Alle ore 20:30 del 30 luglio si accenderanno le luci delle oltre 600 candele per un evento unico nel panorama salernitano. Mirko Notaro, titolare del Lounge La Terrazza e del ristorante gourmet Poniente, accoglierà gli ospiti al ritmo delle melodie classiche di Pino Daniele in una cena spettacolo curata dallo chef resident Gabriele Martinelli. Il Marina d’Arechi Port Village di Salerno vivrà un momento magico, dove il mare e la musica diventeranno i protagonisti in un’atmosfera romantica con i piatti della tradizione mediterranea ed i vini pugliesi dell’azienda vitivinicola Giustini, in collaborazione con Agenzia Curcio dal 1980. Allestimento scenografico a cura dell'Associazione Rachmaninov.

Mirko Notaro, quinta generazione di ristoratori, è alla continua ricerca di esperienze e contaminazioni tra la gastronomia partenopea e quella di impronta spagnola. Uno sguardo ad occidente tanto ricercato nel nome del suo ristorante Poniente e la sala open space vista mare de La Terrazza incarnano lo spirito del vento che guarda verso sponde internazionali. La collaborazione con Gabriele Martinelli, ampio curriculum tra gli stellati di Francia e d’Italia, si basa sul rispetto per le materie prime e la stagionalità, la visione per il futuro e l’amore per le ricette sia di terra che di mare, per i lievitati e i dessert finali creati con originalità e cultura del territorio.

La formula per partecipare alla serata prevede ingresso con seduta ai divanetti a 25 euro, con scelta libera dal menù à la carte oppure, su prenotazione, cena gourmet ai tavoli comprensiva di live show e vini al costo totale di 65 euro. Il menù completo: insalatina di seppie, mela verde e sedano; raviolo caprese, ricotta, crostacei, limone Main Course; trancio di ombrina scottato, carpaccio di pesca e pomodoro; tiramisù all’italiana, mascarpone, caffè, cacao.

Per informazioni e prenotazioni 3761914453

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Redazione Irno24 13/07/2026 0

Ambasciatore del Messico in Campania, da Giagiù a Salerno un "via" gustoso

Il legame profondo tra la cultura mesoamericana e le radici della civiltà campana ha trovato un punto d'incontro ideale tra i paesaggi, i vigneti e le piazze della provincia di Salerno. L’ambasciatore del Messico, Genaro Fausto Lozano Valencia, ha vissuto un intenso tour esplorativo non ufficiale nel cuore della Campania. A tessere la trama di questo viaggio è stato Gaetano Cataldo, giornalista enogastronomico, miglior sommelier dell'anno al Merano Wine Festival e fondatore di "Identità Mediterranea", associazione culturale di Castel San Giorgio.

Il benvenuto gastronomico si è consumato a Salerno, presso la celebre Pizzeria Giagiù. Il patron Ciro Pecoraro e il suo impeccabile staff hanno accolto l'ambasciatore nella suggestiva cornice dell’ex Sala Varese, affacciata direttamente sul Golfo di Salerno. La serata ha evidenziato le passioni culinarie di Lozano Valencia: i vini rosé e i latticini di bufala. L'accoglienza è stata scandita da un calice di Asprinio di Aversa spumantizzato, seguito da un'insalata caprese con mozzarella di bufala campana, parmigiana di zucchine e caponata di verdure tradizionali.

Sulle tonde lievitate, che hanno dimostrato la magistrale padronanza di Pecoraro sugli impasti dal classico al contemporaneo, l’ambasciatore ha sorseggiato un rosato della Costiera Amalfitana. Questo è stato sapientemente abbinato alla Marinara "tra passato e presente" con alici di Cetara, una pizza con doppia cottura (prima fritta e poi infornata) che rappresenta un vero cult del locale. La cena è terminata con bignè alla crema pasticcera. Il viaggio di Lozano Valencia è poi proseguito in Cilento, fra Paestum, Giungano, Prignano e Casal Velino, dove è stato accolto da produttori e ristoratori locali.

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Redazione Irno24 13/07/2026 0

San Severino, al parco "Boschetto" 6 giorni di festa della birra

Dal 14 al 19 luglio 2026, a Mercato San Severino, è in programma la seconda edizione della Festa della Birra. L'evento si svolge in Via Emilio Coppola, presso il parco comunale "Il Boschetto". Accanto alla birra ed alle specialità gastronomiche (prevista un'area gluten free), ogni sera uno spettacolo musicale dal vivo. La locandina completa è in fondo alla pagina.

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Redazione Irno24 10/07/2026 0

Gusto, tradizione e musica live alla sagra "Lagane e Ceci" di Salerno

Gusto, storia, tradizione e grande musica live. Tutto pronto per la 34a edizione della Sagra "Lagane e Ceci" di Rufoli, a Salerno, in programma dal 17 al 22 luglio 2026. Non solo la pietanza tipica per eccellenza che dà il nome alla manifestazione, ma anche un appuntamento per un intero territorio, chiamato a rinnovare e rinsaldare le proprie origini, sin dal tradizionale tegamino di terracotta, omaggio ai degustatori in ricordo della secolare tradizione della lavorazione dell’argilla. Le lagane, pasta casereccia stesa a mano, con i ceci cotti lentamente sul fuoco, seguendo l’antica ricetta tramandata dalle massaie locali, rappresentano un modo per omaggiare la cucina contadina di una volta.

L’edizione 2026 punta con ancora più decisione sulla musica dal vivo, con un calendario ricco e variegato, pronto a spaziare dalla musica reggae a quella popolare, senza dimenticare le sonorità più urban, dance ed elettroniche. Venerdì 17 luglio, Reggae Night (Piervito Grisù + Valerio Jovine); Sabato 18 luglio, I MusicaStoria; Domenica 19 luglio, Il Caso Tartaglia + Giuseppe Senatore dj set; Lunedì 20 luglio, Domenico Monaco cantastorie (spettacolo comico) + Susanna Reppucci in trio; Martedì 21 luglio, Dadà + Truman dj set; Mercoledì 22 luglio, Banda Maje + Tonico 70 live set e Deeay.

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Annamaria Parlato 07/07/2026 0

"Poniente", la cucina mediterranea dipinge il tramonto a Salerno

Ci sono luoghi nei quali la cucina riesce a dialogare con il paesaggio, fino a diventare parte integrante dell’esperienza. "Poniente Restaurant", all’interno di Marina d’Arechi, a Salerno, è uno di questi. Prima ancora di parlare dei piatti, è stato inevitabile lasciarsi coinvolgere dal contesto. Marina d’Arechi non è semplicemente un porto turistico, ma un progetto che negli anni ha trasformato il rapporto tra Salerno e il mare, diventando un punto di riferimento per la nautica, l’ospitalità e la ristorazione di qualità.

Disegnato dall’architetto portoghese Alvaro Siza Vieira, premio Pritzker, il complesso ha rappresentato una moderna porta d’accesso al territorio salernitano via mare, capace di unire architettura contemporanea, servizi e accoglienza in un ambiente di grande fascino. Affacciato sul Golfo di Salerno, con lo sguardo rivolto verso la Costiera Amalfitana e il Cilento, Marina d’Arechi mostra il suo volto più suggestivo nelle ore del tramonto, quando la luce si riflette sull’acqua e sulle imbarcazioni, creando una scenografia naturale che accompagna la cena. Qui il mare non è una semplice cornice, ma diventa parte del racconto.

Sedersi al "Poniente" significa vivere un’esperienza nella quale panorama, cucina e ospitalità trovano un equilibrio preciso. Il nome stesso del ristorante racchiude questa filosofia. Poniente, termine spagnolo che significa ponente, indica il punto cardinale dove tramonta il sole, ma richiama anche il vento occidentale che attraversa il Mediterraneo. Una scelta legata alla posizione del locale, esposto verso Ovest, dove ogni sera il tramonto diventa protagonista assoluto. Ma il nome racconta anche una passione del patron Mirko Notaro, affascinato dalla cultura spagnola e dal suo modo di vivere la gastronomia. Una cultura nella quale la tavola è soprattutto incontro, convivialità, condivisione e racconto.

L’influenza spagnola non si traduce in una semplice riproduzione di ricette iberiche, ma in un approccio aperto alle contaminazioni mediterranee, alla ricerca e alla sperimentazione. Una filosofia che attraversa l’intero progetto: dalla proposta più informale de "La Terrazza Lounge", con tapas contemporanee, piccoli assaggi e cocktail, fino alla parte gourmet del Poniente. Notaro, quinta generazione di ristoratori, porta in questo progetto una storia familiare profondamente legata all’accoglienza, unita alla volontà di costruire una nuova idea di ristorazione. Dopo esperienze formative e professionali, maturate anche accanto allo chef Giancarlo Morelli, ha scelto di creare un luogo nel quale tradizione e innovazione potessero convivere. La sua visione si è concretizzata in due anime complementari: La Terrazza Lounge, pensata per momenti più rilassati tra drink, tapas ed entrée, e Poniente, il ristorante gourmet affidato alla sensibilità dello chef Gabriele Martinelli.

Durante la serata, lo chef si è rivelato profondamente consapevole del ruolo che ricopre. Martinelli ha costruito una cucina di grande maturità e spessore, nella quale il vegetale non è un semplice accompagnamento, ma diventa il vero linguaggio espressivo del menu. Il suo percorso professionale tra Italia ed estero, arricchito dal confronto con importanti maestri della cucina contemporanea, gli ha permesso di sviluppare una filosofia precisa: rispettare l’ingrediente, valorizzarlo e trasformarlo senza mai cancellarne l’identità. Pomodoro, melanzana, erbe aromatiche, ortaggi, fermentazioni e contaminazioni orientali sono strumenti attraverso i quali raccontare una cucina mediterranea contemporanea. Il vegetale, in questa visione, non è una rinuncia ma una possibilità creativa. È il terreno nel quale tecnica, sensibilità e conoscenza della materia prima trovano la loro massima espressione.

La degustazione è iniziata con una serie di piccoli morsi, che hanno introdotto immediatamente il pensiero gastronomico dello chef. Sono arrivate quattro proposte servite in un unico tempo: la mini tartelletta con tartare di tonno, pesca e pomodorini, dove la freschezza marina ha incontrato la dolcezza della frutta; lo gnocco fritto ripieno al miso di pomodoro, una contaminazione sorprendente tra tradizione e tecnica orientale; la melanzana raccontata attraverso diverse consistenze, con melanzana sott’olio, miso di melanzane, maionese aromatizzata e buccia tostata; infine “Chi cerca trova”, uno scrigno ispirato ai gusci marini che ha custodito una cozza fritta in tempura al nero di seppia, accompagnata da una maionese alle alici.

Tra gli antipasti, uno dei piatti simbolo della cucina di Martinelli: “Il Pomodoro” in tre tempi. Un ingrediente quotidiano, e profondamente identitario, viene trasformato in un percorso di tecnica e memoria. Il pomodoro pelato è stato marinato con glutammato, poi farcito con miso al pomodoro, olio al basilico e completato con una preziosa foglia d’oro. Un piatto che sintetizza perfettamente la filosofia dello chef: partire dalla semplicità per arrivare alla complessità. La ricerca sul pomodoro è proseguita con la bruschetta al pomodoro arrosto, tartare di fragole e semi tostati di sesamo su pane d’orzo, dove dolcezza, acidità e note tostate hanno trovato un equilibrio raffinato.

A seguire, un’insalata composta da cinque varietà di pomodoro (ciliegino, datterini verdi e gialli, piccadilly, fiori e germogli), accompagnata da un ristretto di pomodoro, capace di concentrare ulteriormente il carattere dell’ingrediente. Uno dei momenti più interessanti del percorso è stato lo spaghetto Vicidomini cotto nell’estratto di pomodori all’insalata. La pasta è stata servita con il suo miso di pomodoro, olio al basilico, uova di aringa e carpaccio di pomodoro cuore di bue. Una rilettura contemporanea di uno dei simboli della cucina italiana, nella quale il ricordo dello spaghetto al pomodoro incontra tecniche orientali come quella del miso, creando un piatto intenso e sorprendente.

Il mare è tornato protagonista con il trancio di ombrina cotto in crosta di sale, alghe e agrumi. La cottura ha preservato la delicatezza del pesce, accompagnato da verdure di stagione, salsa di pesce affumicato, zafferano e sconcigli. Una preparazione elegante, nella quale ogni elemento ha mantenuto la propria identità. Anche il servizio dei lievitati ha confermato la cura del progetto. Sono arrivati in tavola grissini torinesi al pomodoro, una pagnotta multicereale con diversi tipi di semi, chiacchiere salate al rosmarino e una ferratella abruzzese salata, accompagnati da un burro alle alghe e zafferano.

Il dessert finale, “Non è colazione”, ha chiuso il percorso con equilibrio: un plumcake d’orzo servito con gelato al mascarpone e mousse al caffè ha richiamato il ricordo della prima colazione, trasformandolo in una conclusione elegante e contemporanea. L’esperienza non si è però conclusa con il dessert. Le coccole finali hanno aggiunto un ultimo momento di dolcezza con i cannelés de Bordeaux e le tartellette con pralinato di mandorle salate e mousse di mandorle all’orzo. Gli abbinamenti sono stati curati dal direttore di sala, Giovanni Cucco, attraverso una carta vini che conta oltre cento referenze e che ha seguito con attenzione il percorso gastronomico.

La degustazione è iniziata con il Valdobbiadene Prosecco Foss Marai, capace di introdurre freschezza e leggerezza; è proseguita con il Fiano Salento IGP “Illuminato” di Giustini, che ha accompagnato con eleganza le preparazioni vegetali; e si è conclusa con il Lacryma Christi del Vesuvio DOC “Munazei Bianco” di Casa Setaro, ottenuto da uve Caprettone in purezza, che ha dialogato con grande personalità con le portate di mare.

Interessante anche il lavoro dedicato ai cocktail e alla proposta analcolica. La drink list de La Terrazza Lounge segue la stessa filosofia della cucina, proponendo signature cocktail, grandi classici e alternative senza alcol costruite con attenzione. Durante la serata sono stati serviti cocktail analcolici al passion fruit e arancia rossa e una seconda proposta con vaniglia e arancia, entrambe capaci di accompagnare il percorso grazie a freschezza ed equilibrio aromatico.

Dall’esperienza al Poniente emerge il valore di un progetto costruito con competenza. Una cucina capace di osare ma contemporaneamente di riequilibrarsi alla perfezione, una proposta gastronomica che guarda al futuro attraverso il vegetale, senza dimenticare la memoria mediterranea. Una sala preparata, un servizio attento, una selezione di vini e cocktail costruita con criterio e un’accoglienza capace di far sentire l’ospite parte di un racconto. Perché dietro ogni progetto importante non può esserci improvvisazione: servono studio, visione e una squadra che condivida gli stessi valori. E quando il sole è tramontato sul Golfo di Salerno, proprio nella direzione indicata dal nome Poniente, è diventato ancora più chiaro il significato di questo luogo: non soltanto un ristorante sul mare, ma un’esperienza nella quale il mare stesso è entrato nel piatto.

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