Gusto, tradizione e musica live alla sagra "Lagane e Ceci" di Salerno

Dal 17 al 22 luglio l'edizione numero 34 della manifestazione, un omaggio al territorio

Redazione Irno24 10/07/2026 0

Gusto, storia, tradizione e grande musica live. Tutto pronto per la 34a edizione della Sagra "Lagane e Ceci" di Rufoli, a Salerno, in programma dal 17 al 22 luglio 2026. Non solo la pietanza tipica per eccellenza che dà il nome alla manifestazione, ma anche un appuntamento per un intero territorio, chiamato a rinnovare e rinsaldare le proprie origini, sin dal tradizionale tegamino di terracotta, omaggio ai degustatori in ricordo della secolare tradizione della lavorazione dell’argilla. Le lagane, pasta casereccia stesa a mano, con i ceci cotti lentamente sul fuoco, seguendo l’antica ricetta tramandata dalle massaie locali, rappresentano un modo per omaggiare la cucina contadina di una volta.

L’edizione 2026 punta con ancora più decisione sulla musica dal vivo, con un calendario ricco e variegato, pronto a spaziare dalla musica reggae a quella popolare, senza dimenticare le sonorità più urban, dance ed elettroniche. Venerdì 17 luglio, Reggae Night (Piervito Grisù + Valerio Jovine); Sabato 18 luglio, I MusicaStoria; Domenica 19 luglio, Il Caso Tartaglia + Giuseppe Senatore dj set; Lunedì 20 luglio, Domenico Monaco cantastorie (spettacolo comico) + Susanna Reppucci in trio; Martedì 21 luglio, Dadà + Truman dj set; Mercoledì 22 luglio, Banda Maje + Tonico 70 live set e Deeay.

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Redazione Irno24 27/10/2023

"In Regionale con gusto", imperdibili tappe nell'itinerario da Napoli a Salerno

Si chiama "In Regionale con Gusto – Scoperte enogastronomiche a portata di treno" il nuovo viaggio su rotaia capace di fotografare le bellezze italiane dal finestrino di un treno: viste privilegiate dai treni del Regionale di Trenitalia, che ogni giorno collegano capillarmente i piccoli e grandi centri italiani, in un viaggio alla scoperta delle bellezze enogastronomiche dei dintorni di ogni regione.

Il treno rappresenta un moderno e sostenibile vettore di scoperta di un territorio: quale mezzo migliore per scoprire dal finestrino una realtà diversa, mettendo a fuoco i sapori e i colori locali? È nata così questa preziosa collaborazione tra Trenitalia e Gambero Rosso, per dare, soprattutto ai giovani, questa nuova vista su quel patrimonio infinito che è il turismo anche enogastronomico di prossimità: nessun Paese ne è ricco e permeato come l’Italia.

Dopo Sicilia e Puglia, il viaggio prosegue in Campania, terra ricca di prelibatezze, apprezzate e simbolo del Made in Italy in tutto il mondo, a partire dalla pizza, ma anche con panorami mozzafiato e tanta storia. Due gli itinerari raccontati, da Napoli a Salerno e da Napoli a Caserta, per poi proseguire in Toscana e con le altre regioni.

L'itinerario che da Napoli porta a Salerno è una delle esperienze più identitarie che l'Italia ha da offrire. Questo percorso attraversa panorami mozzafiato, città storiche e, soprattutto, permette di scoprire alcuni dei prodotti tipici più gustosi della regione. Tra le prelibatezze tipiche campane non manca la sfogliatella, nella versione "riccia" e "frolla", farcita con una deliziosa crema di ricotta e aromatizzata con canditi e scorza d'arancia. O ancora, il pomodoro San Marzano, eccellenza agroalimentare italiana, e il limone di Amalfi, tutelato dal marchio IGP e declinato in numerose ricette sia dolci che salate.

Sulla costa, abbonda il pescato: gamberi, scorfani, pezzogne, occhiate, ricciole, polpi, pesce azzurro, molluschi sono alla base di ricette tradizionali come gli scialatielli all’Amalfitana. Tra i dolci tradizionali, babà e delizie al limone, ideali da accompagnare con un caffè o un liquore locale come il limoncello a base di limoni locali.

Salerno, la tappa finale di questo itinerario, incanta col centro storico, il porto e il lungomare, la cucina solare e genuina, le insegne veraci e quelle di nuova generazione. Tutta da respirare e da passeggiare, magari con un “cuoppo” in una mano. Il viaggio di "In Regionale con Gusto – Scoperte enogastronomiche a portata di treno" segnala Ristoranti, Trattorie, Wine Bar e gelaterie migliori, tutte con la distanza a piedi dalla stazione.

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Annamaria Parlato 30/07/2022

Il finocchietto è ingrediente essenziale della cucina mediterranea e salernitana

Il finocchio selvatico o “finocchietto” è originario dell’area mediterranea e ama soprattutto le zone marine. Era usato dai Greci e Romani sia in cucina, sia in medicina; nel Medioevo si riteneva avesse proprietà magiche, mentre per usi curativi si utilizzava per gli avvelenamenti da funghi, per morsi di serpente oppure per la cura degli occhi. Questa credenza è stata in seguito avvalorata da ricerche mediche, che hanno verificato come il finocchio abbia veramente un effetto curativo e la capacità di rafforzare la vista.

Questa pianta è assai diffusa nel salernitano, lungo i tratti costieri e collinari, la Valle dell’Irno ne è ricca. Il finocchietto si semina in primavera nella sua posizione definitiva, possibilmente al sole e in terreno ben drenato. E’ sconsigliata l’eccessiva vicinanza all’aneto, in quanto le due piante tendono ad impollinarsi reciprocamente e a produrre ibridi. Può essere tranquillamente seminato lungo i bordi di un’aiuola, essendo una pianta con delicate foglie piumose e molto ramificate, che danno un tocco di leggerezza alle composizioni altrimenti troppo fitte. Ne esiste una varietà dalle tonalità bronzee e quella comune, dal colore verde brillante; il tipo orticolo, usato per le insalate, è il finocchio detto di Firenze, il cui aroma è inconfondibile ed è molto simile a quello dell’anice.

Il periodo di raccolta delle foglie fresche del finocchio selvatico è annuale; l’essiccazione non riesce bene con metodi casalinghi. I fiori del finocchietto selvatico invece si raccolgono tra luglio e fine settembre. Se invece si intendono usare i fusti, si raccolgono prima della primavera, in modo che siano più teneri. I frutti, comunemente chiamati “semi”, si raccolgono all'inizio dell'autunno, quando il fiore si è trasformato. Nelle zone temperate, le foglie durano fino in inverno. In cucina, le foglie sia fresche che secche e i semi sono utilizzati nella preparazione di piatti di pesce, nelle insalate, nei condimenti e con carni grasse. I semi danno un gradevole sapore ai salumi come la salsiccia, ai cetrioli; radici e gambo si mangiano come verdura. I frutti sono usati per aromatizzare le carni grasse, come ad esempio la porchetta, ma anche per dolci casalinghi come tarallini, ciambelle e biscotti.

Il finocchietto selvatico è largamente usato anche in erboristeria e fitoterapia, grazie alle sue importanti proprietà. In particolare è usato per le sue note digestive, per i gonfiori addominali, la colite, le coliche neonatali, la nausea e il vomito. Per tutte queste proprietà e per il suo sapore gradevole, è adoperato quindi anche nella preparazione di infusi, tisane o liquori digestivi. Il liquore detto “finocchietto” è tipico del salernitano, ghiacciato e rinfrescante non manca mai in ristoranti e pizzerie come piacevole fine pasto.

Per esaltare la fragranza incomparabile del finocchietto selvatico e aumentarne il potenziale, bisogna integrarlo con il miglior agente aromatizzante che esista: l’olio d’oliva. Si può provare a mettere un po' di finocchietto in una bottiglia di olio da 75 cl. e si lascia marinare per 72 ore, al riparo dalla luce. Con l’olio ottenuto, si potrà condire il pesce bianco, patate lesse, insalate, formaggi o un risotto. Diventerà un elemento essenziale della cucina, di cui non poter fare più a meno.

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Annamaria Parlato 20/06/2021

Baronissi, "Il Corallo" non è solo pizza ma anche dolci novità

Mirko Patrizio ha l’arte bianca nel sangue. Ha iniziato questo lavoro quando era ragazzo, aveva solo quindici anni, seguendo le orme di suo fratello maggiore, Sabatino. Fin da subito si è reso conto che quella che aveva per la pizza era una vera e propria passione. Così, nel 2007, ha deciso di avviare un'attività lavorativa tutta sua. Dal 2015 è il patron della pizzeria di Baronissi "Il Corallo" assieme a sua madre Anna che cura il servizio in sala, dove propone ai clienti la classica pizza napoletana e non solo.

Secondo i Romani e gli Arabi, il corallo donava un destino felice, in Egitto veniva sparso sul terreno per proteggere i raccolti. Problematiche caratteriali venivano meno con l’aiuto del corallo e indossandolo la vita si apriva ad esperienze più collaborative e appaganti, dove la comunicazione non era difficile e le ansie, i sospetti e la timidezza apparivano più lontane e meno limitanti.

Per tutti questi motivi Mirko lo ha scelto come nome della sua pizzeria, un luogo in cui abbandonarsi, rilassandosi, ai piaceri della tavola. L’improvvisazione non è gradita a Mirko, quello che viene servito ai tavoli è frutto di anni di test e verifiche che hanno fatto sì che arrivasse alla clientela un prodotto genuino, ben eseguito e che esaltasse le eccellenze territoriali campane.

Quali caratteristiche ha la pizza di Mirko? Il cornicione della sua pizza è ben pronunciato, leggermente croccante, risente della lunga lievitazione di almeno 24 ore ad alta idratazione (70%) con metodo diretto per offrire un prodotto digeribile e di ottima qualità. Stesso dicasi per gli impasti di farina integrale, ogni cosa è eseguita a regola d’arte così come i fritti napoletani, c’è solo l’imbarazzo della scelta. “Faccio parte dell’Alleanza dei Cuochi e dei pizzaioli Slow Food - afferma Mirko - e pongo sempre particolare attenzione e cura nella ricerca dei prodotti che accompagnano le mie pizze, valorizzando quelli tipici del mio territorio”.

Prosegue Mirko: “Finalmente il momento tanto atteso è arrivato: il servizio ai tavoli è ripartito! Durante questi mesi in cui sono stati disponibili solo i servizi di asporto e delivery, il nostro spirito di iniziativa e la nostra voglia di fare non si sono mai fermati. Per questo siamo più carichi che mai, ma soprattutto siamo felici di rivedere i nostri clienti di nuovo seduti ai tavoli per fargli assaggiare le nostre proposte di pizza per l’estate 2021, assieme a quelle classiche e ai fritti tipici della tradizione napoletana”.

Tra le pizze dell’estate 2021 le più intriganti sono sicuramente la “Fuori di zucca” con vellutata di zucchine e fiordilatte con aggiunta all’uscita di fiori di zucca ripieni di ricotta di bufala e pepe, mirtillo disidrato e cialda di parmigiano reggiano, accostamenti intriganti ma ben riusciti; la “Ortolana a modo Mio” con fiordilatte, crema di peperoni friggitelli, carpaccio di zucchine, chips di melanzane e scaglie di parmigiano reggiano stagionato 36 mesi; “Essenza d’Estate” con fiordilatte, crema di zucchine, fiori di zucca, cipolla rossa di Tropea, datterino giallo, misticanza, ravanello, pepe di Sichuan e in uscita patate viola e rosse, la “Jominik” con fiordilatte, pulled pork, chips di patate artigianali e salsa bbq; “Tommy la Cruda” con fiordilatte e in uscita a crudo: pomodorini, julienne di cetrioli, carpaccio di zucchine e peperoni, olive di Gaeta, cipolline fresche, cacioricotta di capra del Cilento.

Golosissime le frittatine di pasta con i maccheroni del Pastificio Vicidomini, croccanti, dorati e non unti i crocchè di patate e gli arancini bianchi. Da non perdere la pizza fritta con i cicoli e la ricotta campana DOP e la montanara prima fritta e poi ripassata al forno con pomodoro San Marzano, fiordilatte e basilico.

Ma è il dolce a fare la differenza. Spesso capita nelle pizzerie di trovare dei veri propri strafalcioni sui dessert. Un vero peccato perché non è bello terminare un pasto con un prodotto industriale, talvolta scongelato male o fin troppo casereccio e decorato a più non posso con sciroppi, creme e salsine di tutti i tipi. Conclude Mirko: “Per celebrare al meglio la riapertura della nostra sala e del dehors esterno, abbiamo pensato di festeggiare in maniera esclusiva! Dalla collaborazione tra pasticceria Baunilha e pizzeria "Il Corallo" nasce il Sospiro dell’Irno, un insieme di sapori unici del nostro territorio: pasta frolla con composta di albicocca del Vesuvio, simil frangipane alla nocciola di Giffoni e cremoso alla vaniglia.

L’unione dell’arte pasticcera di Stefania Fasano e dell’attenzione verso i prodotti locali che metto personalmente ha dato vita a questa delizia, che conquisterà sicuramente il palato di tutti. Questo dolce sarà disponibile solo presso "Il Corallo", venite a provarlo!”. La rinascita inizia da qui, dal Corallo a Baronissi, dove Mirko non fa ma è il pizzaiolo con la P maiuscola e la sua pizza veste lo spazio di colori e profumi, quando arriva in tavola se ne innamora il mondo.

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