A Salerno il rilancio dell'Embarcadero, nuove prospettive per l'icona del gusto

Nella sua nuova visione, il locale è concepito per offrire agli avventori un "viaggio esperienziale"

Redazione Irno24 30/04/2025 0

Embarcadero. La suggestione della parola è immediata, evocativa quanto basta di un crocevia di passeggeri, di abitudini quotidiane, di caratteri e personalità. Quel fermento emotivo ed emozionale che caratterizza i luoghi di condivisione, di scambio, di partecipazione. Non poteva, dunque, che chiamarsi Embarcadero l'iconico locale che, sin dagli anni '60, ha rappresentato lo snodo per eccellenza della passeggiata sul lungomare Trieste di Salerno. Per chi arriva e chi va.

Nel primo decennio di vita, l'originaria impronta di “semplice” approdo marittimo, funzionale all'attracco dei traghetti con destinazione la prospiciente Costiera Amalfitana, già più che mai “Divina”, si era poi adattata su un modello più consistente, tanto che quel chiosco/bar, insegna del centro città, era diventato un punto di riferimento irrinunciabile per una piacevole sortita mondana. Tuttavia, sul finire degli anni '70, sfavorevoli congiunture (in primis la "delocalizzazione" in Piazza della Concordia dell'attracco per la Costiera) hanno segnato un periodo al ribasso per il locale, non più così “centrale” nell'economia salernitana.

Nonostante diversi tentativi di recupero, non propriamente andati in porto, tanto per rimanere in tema “navigazione”, bisogna praticamente arrivare ai giorni nostri per la vera e propria rinascita dell'Embarcadero, grazie all'intuizione imprenditoriale di Alessandro Vicidomini e Ivan Guzzo, con la supervisione di Filippo Bove: la loro gestione, secondo un percorso votato alla qualità nel solco della tradizione, come testimonia l’ottimo lavoro in cucina dello chef Antonio Perna, sta restituendo all'Embarcadero la sua connotazione di “approdo”. Di gusti, innanzitutto. E di sguardi, dal momento che la veranda sul mare, all'occorrenza terrazzo, è un invito esplicito a godere del cibo e dello scenario incantevole del Golfo di Salerno, ammirabile da un prospettiva a dir poco privilegiata, quasi più che tridimensionale.

Approdo anche di stili, poichè l'Embarcadero è concepito per offrire agli avventori un “viaggio esperienziale” completo: caffetteria come approccio, cocktails e sfiziosità al piano superiore per stuzzicare il palato, pranzo/cena nella sala interna per definire ed arricchire il “momento” gastronomico, durante il quale una cantina di selezionata qualità (curata dallo stesso Guzzo) accompagna piatti che rinnovano e “rinfrescano” i sapori autoctoni in modo coerente e rispettoso, senza lasciare il passo ad “esotiche” divagazioni del momento.

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Annamaria Parlato 07/06/2025

Salerno, "Le Parùle" di Pignalosa: dove la pizza germoglia dalla terra

Un seme, un gesto, una promessa. È cominciata così, tra il profumo di legna e il richiamo lento del mare, la serata esperienziale lo scorso 3 giugno 2025, alle Parùle di Giuseppe Pignalosa, nel cuore del Marina d’Arechi Village di Salerno. Qui, dove gli yacht scintillano al tramonto e le vele incrociano l’orizzonte, la pizza non è solo cibo: è narrazione, terra, agricoltura poetica. Una tavola imbandita con il meglio del territorio salernitano e campano – dal Cilento al Vallo di Diano, dall’alta Valle del Sele alla Costiera – ha accolto gli ospiti in un dialogo vibrante tra sapori e storie.

Ogni partecipante ha ricevuto in dono un barattolo con un seme di pomodoro già messo a dimora: simbolo forte di cura e responsabilità, ma anche di appartenenza. "Quel seme è una promessa. Un modo per dire tu ne fai parte e ancora per sottolineare che il buono vuole pazienza" ha spiegato Pignalosa, che ha scelto di raccontare la sua pizza come un orto da custodire, un terreno vivo in cui ogni ingrediente ha radici, storia, visione.

Alla degustazione, protagonisti assoluti i produttori: Pietro D’Elia de I Segreti di Diano, da Teggiano, ha portato il suo peperone Sciuscillone, croccante e intenso, coltivato con pazienza per oltre 300 giorni. "La nostra - afferma - è un’agricoltura che unisce il sapere dei nostri nonni alla tecnologia di oggi. Infatti stiamo lavorando a un sistema fuori suolo con tecnologia idroponica e recupero dell’evaporazione ” ha spiegato. Ogni volta che i nostri prodotti entrano in una cucina come quella di Pignalosa si chiude un cerchio: il lavoro dei campi diventa cultura, impatto reale, consapevolezza". Poi ha aggiunto con passione: “Non siamo un’alternativa romantica all’industria. Siamo il futuro. E vogliamo che si sappia che coltivare, oggi, può essere un gesto imprenditoriale serio, innovativo, ma ancora pieno di anima”.

Anna Prizio e Claudio Iuorio di Casa Iuorio, da Palomonte, hanno offerto conserve, vellutate, carciofini e ortaggi coltivati in pieno campo, secondo una filiera etica e tracciabile, che custodisce antichi ecotipi come il broccolo 'spiert' e la scarola cento foglie. "Portare tutto questo dentro una pizza – ha detto Anna – significa dare valore alla terra, alle persone e alla memoria". Claudio aggiunge: "Quando vedo le nostre scarole, i nostri pomodori vernini diventare protagonisti su una pizza d’autore capisco che la filiera è completa. È come chiudere un cerchio". A completare il racconto agricolo, la rucola della Ortomad, IGP della Piana del Sele, icona di quella Dieta Mediterranea che qui diventa gesto culinario e atto culturale.

In menù, una sinfonia di gusto e identità: la Pizza Margherita, che parla di essenzialità e perfezione; la Napoletana con le alici di Cetara firmate Armatore, i capperi, le olive Don Carlo, l’origano e una pennellata di pomodoro quasi accennata; la sorprendente Pizza Sciusciello con carciofini bianchi, vellutata di papaccella, stracciatella di bufala, riduzione di rucola e chips di peperone crusco; poi i fritti iconici – crocchè classico, frittatina di pasta e montanarine al pomodoro, basilico e fiordilatte – omaggi alla tradizione partenopea, rivisitati con tecnica e sensibilità, fanno danzare le papille in un equilibrio perfetto tra acidità, grassezza e fragranza.

Le pizze, servite in uno stile che richiama la tradizione partenopea più autentica, si presentano con un cornicione basso e soffice, ben cotto, senza l’effetto "canotto". Una forma più contenuta rispetto alla classica "ruota di carro", ma con lo stesso spirito popolare e conviviale. L’impasto è leggero, fragrante, con una scioglievolezza che accompagna senza mai sovrastare i topping agricoli e selezionati. Accanto alle pizze, le illustrazioni dal vivo di Valentina Scannapieco, narratrice visiva, che ha disegnato in tempo reale la "Storia della pizza campana": un viaggio grafico ed emotivo tra impasti, mani, volti e ingredienti della memoria. Il pubblico ha seguito le sue linee come un racconto muto ma vivido, capace di aggiungere bellezza al profumo del forno e alle voci degli agricoltori.

Il progetto di Pignalosa non si ferma a Salerno: a Ercolano, la nuova sede di Le Parùle sarà immersa in un giardino mediterraneo che guiderà i visitatori tra piante aromatiche, ortaggi e narrazioni vegetali. Un modo per avvicinare la pizza alla sua origine più profonda: la terra. L’impasto è alveolato, profuma di pane e mare, e ogni morso è un viaggio nei campi che crescono in prossimità del Sele, tra i monti del Vallo di Diano, lungo la costa salernitana che accoglie i venti e storie marinare.

Le Parùle, in dialetto, sono le piccole terre coltivate che si affacciano sul Vesuvio, ma qui, sul porto turistico di Salerno, diventano un manifesto di cucina identitaria e contemporanea. Intorno, le barche ondeggiano leggere, il mare sussurra sotto i piedi e la città si riflette nell’acciaio degli yacht. Pranzare o cenare da Parùle è un atto di intima connessione tra la terra, il forno e il mare, dove la pizza diventa linguaggio vivo del territorio. Il 3 giugno è nata un’alleanza, l’inizio di un percorso più ampio per una nuova consapevolezza intorno a due beni immateriali UNESCO: Dieta Mediterranea e arte del pizzaiolo napoletano. Un successo che ha lasciato il segno, e che promette di crescere – proprio come quel seme consegnato agli ospiti – nel segno di una terra che sa ancora raccontare, nutrire e ispirare.

 

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Redazione Irno24 04/09/2023

Tipicità gastronomiche e gelato artigianale sul Lungomare di Salerno

Si svolgerà martedì 5 settembre, alle ore 10:00, presso il Comune di Salerno, la conferenza stampa di presentazione di “Gusto Italia & GelatiAmo”. L’iniziativa, promossa dalla CNA Salerno, organizzata e realizzata dall’Associazione Italia Eventi, gode del sostegno della Camera di Commercio, del patrocinio del Comune di Salerno e della collaborazione della Centrale del Latte.

Dal 7 al 10 settembre, dalle ore 10 a mezzanotte, sul Lungomare Trieste – Santa Teresa, il filo conduttore saranno le tipicità, i prodotti a km zero, l’artigianato e il gelato italiano. Allestiti un mercatino ed un’area in cui sarà possibile partecipare ad una serie di Laboratori del Gusto. L’iniziativa è ad ingresso libero e gratuito.

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Redazione Irno24 24/04/2024

Fa tappa a Salerno l'ottava edizione dell'International Street Food

Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione 2023, con oltre 12 milioni di visitatori, è ripartita l’VIII Edizione dell’International Street Food, la più importante manifestazione di street food esistente in Italia, organizzata da Alfredo Orofino, Presidente di A.I.R.S. (Associazione Italiana Ristoratori di Strada), in collaborazione con la Confartigianato di Salerno(SA).

Sarà Salerno, nel quarto weekend di aprile, da venerdì 26 a domenica 28 aprile, ad accogliere la 35a tappa, che si svolgerà nel Parcheggio Grand Hotel Salerno (il venerdì dalle ore 18 alle 24, il sabato e la domenica dalle ore 12 alle 24). L’iniziativa, dedicata al cibo di strada di qualità, ha ormai conquistato il grande pubblico e conterà ben 150 tappe, distribuite lungo tutto lo stivale, fino alla fine di novembre 2024.

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