A Lancusi la festa della fresella, si riscopre un antico prodotto campano
L'appuntamento è fissato nei giorni 28 e 29 agosto in piazza Regina Margherita
Redazione Irno24 25/08/2026 0
Carlin Petrini, storico fondatore di Slow Food, l’aveva detto più e più volte: "Ritorniamo alle origini". E la comunità di Lancusi, frazione di Fisciano, l’ha preso in parola, restituendo valore e tradizione alla fresella, uno dei prodotti più antichi della gastronomia campana. Il 28 e 29 agosto 2026, in piazza Regina Margherita, una festa interamente dedicata al tarallo biscottato e ciambellato, con stand di degustazione (anche senza glutine e senza lattosio), angoli riservati ad espositori e produttori, un "Fresella Lab" ed uno show-cooking a cura degli studenti dell’Alberghiero "Virtuoso".
Il programma prenderà il via venerdì 28 agosto, alle 19:30, con il taglio del nastro alla presenza delle Istituzioni, l'apertura degli stand gastronomici e del Villaggio dell'Artigianato presso i Giardini Mons. Quaranta. A seguire, Palazzo Barra ospiterà il Salotto Gastronomico "Food, scuola e territorio" e lo Show Cooking con Mr. Mario. Nei Giardini Pubblici, spazio al divertimento con il Clown Lenny Show, mentre musica ed energia saranno affidate ai Boom Generation e al RDI Summer Dance Tour 2026, a cura di Noel Bisogno.
Sabato 29 agosto, dalle 19:30, riapriranno gli stand e il Villaggio dell'Artigianato. Il programma proseguirà con lo Show Cooking dei talenti dell'Istituto Alberghiero "Virtuoso", il Contest Gastronomico "Fresella Lab" che premierà il talento culinario dei partecipanti, lo spettacolo di magia di Ettorino il Mago Pasticcione e la musica popolare degli Ascarimè. Alle 22:30 è prevista la conclusione della manifestazione, con la premiazione del Contest. Cuore della manifestazione saranno le Freselle tradizionali San Giovanni, Lancusana e Valle dell'Irno, accompagnate da proposte di street food, tra cui il Panino "Miezz Lancus" con salsiccia e patatine. Per chiudere in dolcezza, spazio alla fresella dolce con caffè e crema chantilly, alle graffe calde e alla frutta fresca.
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Annamaria Parlato 13/12/2025
Colazione vista mare, il rituale delle feste all'Embarcadero di Salerno
All’Embarcadero di Salerno la colazione non è mai soltanto un inizio giornata. È culto, un piccolo lusso quotidiano che si rinnova con la luce del mare, con il rumore delle onde che sfiora i tavolini e con il profumo dei cornetti appena sfornati. Durante il periodo natalizio, questo rito diventa ancor più suggestivo: la caffetteria si arricchisce di croissant, brioche, dolci natalizi della tradizione campana e grandi lievitati artigianali, dal panettone al pandoro, protagonisti di un momento che profuma di festa.
La mattina all’Embarcadero è un invito alla lentezza. Il cappuccino cremoso, la sfogliatura fragrante, il richiamo di miele e canditi dei dolci natalizi, l’aroma avvolgente del caffè servito con cura. Tutto si muove al ritmo del mare. Qui la colazione diventa un rituale che rigenera: vedere i riflessi solari danzare sull’acqua, respirare la brezza salmastra e ritagliarsi uno spazio di quiete ha un effetto naturale sul benessere, sull’umore e sulla percezione del tempo. Una pausa che vale più di qualsiasi corsa mattutina.
E quando la mattina scivola verso il mezzogiorno, l’Embarcadero cambia ritmo ma non identità. La drink list propone alcuni signature cocktail che valorizzano tecnica, eleganza e personalità: "The Stranger Witch" con gin London Dry, sciroppo di pompelmo rosa, succo di lime e ginger beer; "Pink Margarita" con tequila silver, Solerno, sciroppo di pompelmo rosa e succo di lime; "Rubus Negroni" con Bitter Campari, gin London Dry, Chambord, frutti di bosco e bitter al cranberry; "Amalfitano all’Embarcadero" con prosecco di Valdobbiadene, limoncello Costa d’Amalfi, sciroppo di basilico, succo di limone e ginger beer. Questi drink vengono valorizzati da una selezione di stuzzicherie salate che richiama il comfort food più autentico: mozzarella in carrozza, frittatina di pasta, crocchetta di patate e provola, patatine fritte cacio e pepe.
Chi desidera un light lunch può scegliere tra piatti freschi e immediati come caprese, acquasale con pane biscottato, acqua di mare depurata, pomodorini datterini, basilico, origano, olive ammaccate, olio extravergine del Cilento, caponata, frittura mista di pesce, club sandwich al salmone, parmigiana di melanzane, selezione locale di salumi e formaggi, oppure optare per una fragrante pinsa romana nelle sue varianti squacquerone, mortadella e pistacchio, bresaola con rucola, pomodorini e scaglie di grana, Nerano, prosciutto crudo e mozzarella di bufala.
All’Embarcadero, ogni momento della giornata ha un suo carattere, una sua forma e un suo sapore. Ma la colazione resta il cuore pulsante: un invito a rallentare, respirare e lasciare che il mare faccia il resto. Una tradizione che, soprattutto a Natale, diventa ancor più bella da condividere.
Redazione Irno24 11/12/2024
"Panolio" e "Gastronomico Irpino" gli assi natalizi di Vignola a Solofra
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Altra chicca è il Gastronomico Irpino, un panettone salato che mette insieme l'arte di pasticceria, il lievito madre di pasta viva, i salumi e i formaggi irpini: pancetta "stesa", capocollo, pecorino e caciocavallo.
*Il Ravece - con cui cospargere il Panolio dopo averlo affettato - è un pregiato extravergine ricco di sentori fruttati di foglia di pomodoro, banana e mela bianca, affiancati da toni balsamici di basilico, menta e prezzemolo.
Annamaria Parlato 24/12/2022
Chiodi di garofano e cannella, spezie del Natale in Campania
Chiodi di garofano e cannella, profumatissime, sono due spezie che non possono mancare nella tradizione dolciaria campana in periodo natalizio. Donano un particolare aroma ai classici biscotti napoletani a forma di ciambella, antichissimi, chiamati “roccocò”, e ai “mostaccioli”, questi ultimi a forma di rombo ricoperti di cioccolato, cui va aggiunta una mistura detta “pisto”, formata da diverse spezie tra cui anche cannella e chiodi di garofano.
I chiodi di garofano sono i boccioli rosa essiccati di un sempreverde originario delle Molucche. Nei Paesi in cui crescono vicino al mare, nell’Africa tropicale o nelle Indie orientali, il loro inebriante profumo colpisce il viaggiatore ancor prima che la terra sia visibile. I chiodi di garofano sono una spezia molto antica, già nota ai Cinesi nel III secolo a.C. e più tardi ai Romani, che la utilizzavano in cucina, in medicina e in cosmesi. In Europa, la popolarità di questa spezia risale al Medioevo, quando fu usata non solo come ingrediente culinario, ma anche come antisettico e deodorante di ambienti.
Sono un ingrediente essenziale di diverse ricette inglesi, tra cui il Christmas pudding, e vengono spesso abbinati a piatti a base di mele, in vini speziati, liquori, conserve. I chiodi di garofano si possono trovare essiccati interi o in polvere; è preferibile acquistarli interi e macinarli all’occorrenza, poiché la polvere tende a diventare rancida.
La cannella invece è la corteccia essiccata, di color marrone chiaro, di un albero tropicale simile all’alloro, con piccoli fiori bianche e bacche nero-porpora, che cresce fino a tre metri; la scorza viene fatta seccare in strisce sottili, avvolte su se stesse a formare dei bastoncini cilindrici, dette stecche. Nei tempi antichi, la cannella era una spezia rara e costosa. Venne custodita gelosamente, come fosse un prezioso tesoro, dal re Salomone, che l’ebbe in dono dalla regina di Saba.
All’epoca dei Romani, Plinio ne deplorò l’uso sfrenato che ne fece Nerone, quando bruciò le scorte di un anno intero per i funerali della moglie Poppea. Nel Medioevo, pur essendo ancora piuttosto costosa, divenne in Europa un ingrediente basilare, insieme allo zenzero, nei piatti unici a base di carne e frutta tipici di quel tempo. La cannella oggi resta pur sempre una spezia fondamentale per aromatizzare creme, dolci e biscotti. Nella cucina araba e mediorientale, la cannella aromatizza minestre e piatti come le melanzane farcite o l’agnello stufato, e nella cucina indiana è una spezia importante in pilau e curry. La cannella la si può trovare anche in polvere; è preferibile acquistarla in stecche o, se in polvere, in piccole quantità perché conservi aroma e sapore; le stecche sono difficili da macinare.
Di seguito si suggeriscono due proposte interessanti, ideali durante il periodo delle festività natalizie. La prima è quella dei toast alla cannella, un tradizionale spuntino inglese da servire a colazione o con il tè, usato soprattutto nei college di Oxford e Cambridge, tenuto in caldo in appositi piatti coperti. La seconda è un prosciutto glassato con succo di mele, in cui viene utilizzato il prosciutto di Sauris IGP, prodotto in provincia di Udine, una vera leccornia affumicata con legno di faggio, che andrà ad arricchire la tavola delle Feste. Volendo restare in ambito salernitano, il miglior modo per utilizzare la cannella è nella preparazione delle golose zeppole, assieme allo zucchero semolato, o nella realizzazione di panettoni artigianali con le mele, meglio se annurche.