Salerno, il "Barbuti Festival" attrae sempre di più: pubblico anche da Roma

Il bilancio positivo di Chiara Natella, direttrice organizzativa, dopo la conclusione dell'edizione 41

Redazione Irno24 10/09/2026 0

Si è appena conclusa la 41esima edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, che si attesta come una delle più longeve della Campania. Una rassegna che ormai caratterizza l’estate di Salerno, senza soluzione di continuità, da oltre quattro decenni. Un appuntamento fortemente legato a un luogo del centro storico: l’antico slargo longobardo di Santa Maria dei Barbuti, dove gli eventi si svolgono in uno scenario a cielo aperto, sotto le stelle e con le quinte dei palazzi antichi. Di qui anche lo slogan dell’edizione 2026 che si è appena conclusa, “L’incanto continua”, mentre un’altra appendice del Festival si apre nel vicino spazio di Apollonia Hub, “La notte dei Barbuti”.

È tempo di bilanci che la direttrice organizzativa, Chiara Natella, della Bottega San Lazzaro, traccia a caldo: “Quindici appuntamenti, 55 artisti che si sono esibiti. Il pubblico ci ha confortato con la sua presenza numerosa quasi tutte le sere, confermando la bontà di un cartellone diversificato e di qualità, dove hanno trovato spazio il teatro di tradizione, il teatro classico, le commedie, la danza, il canto e la musica. Non sono mancate le presenze straniere e spettatori da tutta la Campania. Quest’anno abbiamo registrato presenze anche da fuori regione, in particolare da Roma, a conferma del fatto che la rassegna ha un respiro ampio e attrae pubblico anche dalle regioni limitrofe.

Il Premio Peppe Natella è andato quest’anno all’attrice Nunzia Schiano, veterana delle scene, che arricchisce ulteriormente un albo d’oro di grande prestigio (ricordiamo, tra gli altri, Michele Placido, Massimo Venturiello, Peppe Barra, Anna Mazzamauro, Beatrice Fazi, Anna Rita Vitolo). Sempre crescente l’interesse per il teatro classico con 'Foglie di Teatro', a cura di Andrea Carraro, per la danza con 'Incontri', a cura di Antonella Iannone, e con il Salerno Day, a cura di Eduardo Scotti. Numerosissima la partecipazione alle passeggiate-visite guidate nel centro storico, 'La Medicina va in scena - alla scoperta della Scuola Medica Salernitana', a cura dell’associazione culturale Erchemperto; nei quattro giovedì abbiamo avuto oltre 600 partecipanti”.

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Redazione Irno24 25/02/2023

La "sudditudine" al centro del nuovo libro del Prof. Magliacano

Dopo "Canto è [R]Esistenza", volume datato 2020, ecco la nuova fatica letteraria del Prof. Gerardo Magliacano, dal titolo "I mali del Sud". In questo libro si cercherà di tracciare le grandi potenzialità del Sud, a partire proprio dai suoi "mali": a volte la malattia è più salubre di una presunta 'buona-salute'.

Il titolo nasce da una discussione tra il dottor Bolina, un personaggio chiave del libro, e un suo paziente cinese, il quale, in un momento di eccitazione, alla Belluca del "Treno ha fischiato" di Pirandello, alluderà alle "melaviglie dei mali del Sud". Su questo equivoco ha origine un viaggio alla ricerca delle grandi ricchezze meridionali e di una certa "sudditudine", che potrebbe fare la differenza sia in ambito nazionale sia su scala mondiale.

Il protagonista, Sossio Picariello, è un ragazzo di 17 anni che frequenta un istituto tecnico della periferia napoletana. Un ragazzo molto vivace, con buone capacità ma impegno minimo, il cui unico interesse è conseguire il diploma senza sforzarsi troppo. Non a caso, è conosciuto in tutto l’istituto con il nomignolo di "Sossei", perché si accontenta della sufficienza, senza mai pretendere altro. Un ragazzo che si compiace, come molti della sua generazione, di essere un numero.

La sua vita spensierata e ordinaria, a un certo punto, viene scombussolata da una drastica scelta che farà il padre. Il giovane, oltre a ribellarsi al genitore, accuserà il suo professore di Letteratura d’aver istigato, attraverso un suo libro, il genitore a prendere l’inaspettata decisione. Sarà per questo motivo che Sossio, in una mattina di luglio, alle sei in punto, piomberà come una furia in casa del professore per "sputargli in faccia" tutto il suo malessere.

Avranno inizio in tal modo quattro giornate in cui il professore, dopo aver lasciato che si sfogasse, condurrà il ragazzo nei meandri di una narrazione che vuole essere una sorta di catarsi aristotelica, quattro giornate di resistenza e di progressiva liberazione dalla schiavitù della libertà per farsi SERVITORE della collettività. Per quattro giorni, Sossio sarà ostaggio del suo insegnante che, tramite un campionario di personaggi presi a prestito dalla realtà e dalla letteratura, lo accompagnerà a prendere coscienza del sé come elemento strutturante del noi.

Gerardo Magliacano è docente di Storia e Letteratura, ed esteta. Laureato in Lettere e Filosofia, ha insegnato e insegna discipline umanistiche. Nato e formatosi a Salerno, classe 1974, ha lavorato per più di un decennio in Lombardia, dove ha pubblicato le sue prime opere. Nel 2014 si è trasferito in Campania, per portare avanti le sue attività di studioso e di docente, e l’impegno nella tutela del territorio.

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Redazione Irno24 19/03/2021

Aspetti della grafica d'arte del XX secolo al FRaC di Baronissi

Sabato 20 marzo alle ore 18:00, apre al pubblico on line, sui canali del Museo FRaC, del Comune di Baronissi e della Gutenberg Edizioni, la mostra "Il Segno, La Matrice", curata da Pasquale Ruocco. La mostra rientra nella rassegna “Contemporanea 2020: le arti, l’oggetto” ed è finanziata dalla Regione (Iniziative per la valorizzazione patrimonio culturale regionale D.D. 42 del 25/09/2020).

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Redazione Irno24 09/02/2024

Salerno, cordoglio per la morte dell'attore e regista Antonio La Monica

"La Civica Amministrazione - scrive il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - partecipa al cordoglio per la morte di Antonio La Monica. Ai familiari, amici e compagni d'arte un abbraccio di fraterna solidarietà. La Monica è stato tra i più vivaci e creativi protagonisti della vita artistica e culturale cittadina.

Attore e regista, in ogni spettacolo profondeva passione, competenza ed enorme rispetto per il pubblico. Ne ricordiamo anche, con gratitudine, l'impegno profuso come consigliere comunale tra il 2001 ed il 2006. Addio, caro Antonio. Resterai sempre nei nostri cuori".

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