Secondo ciclo di "Divagazioni" a Palazzo Natella

Incontri tematici su comunicazione, arte, poesia, musica e giornalismo

Redazione Irno24 21/01/2020 0

Si svolgerà Mercoledì 22 Gennaio 2020 alle 12:00, a Salerno, la conferenza stampa di presentazione del secondo ciclo di “Divagazioni”, la rassegna promossa da “Salerno Vittoria Spazio Cultura”, ospitata negli spazi storici di Palazzo Natella, sede del ristorante McDonald’s, in Via Roma 69/73.

Si allarga il parterre degli ospiti, che vedrà tra i protagonisti non solo eccellenze salernitane, ma scrittori, musicisti e studiosi di fama nazionale, sviluppando una riflessione profonda sui linguaggi della contemporaneità, con incontri tematici su comunicazione, arte, poesia, musica, giornalismo.

“Il tentativo è lanciare un segnale, è tendere ad un pensiero critico e, se necessario, divergente, incentivando nuovi luoghi di aggregazione - sottolinea il dottor Luigi Snichelotto, partner McDonald’s per le province di Salerno e Potenza - Ospiteremo scrittori e intellettuali di caratura nazionale, con aperture a tutta la Campania. Il nostro desiderio è fare divulgazione. Questo nuovo ciclo si contraddistingue per l’approccio sociale e per l’impegno territoriale”.

Salerno Vittoria Spazio Cultura (SVSC) è una realtà che si apre alla città di Salerno, in seguito alle tante sollecitazioni ricevute dalla stampa e dalle istituzioni, e intende recuperare il ruolo centrale che Palazzo Natella ha avuto nel dibattito artistico, culturale e musicale della città.

A comporre il comitato organizzatore un gruppo di intellettuali, giornalisti ed esperti del mondo dell’impresa: Gabriele Bojano, Laura Patrizia Cagnazzo, Francesco Saverio Coppola, Fiorentino De Luca, Stefano Giuliano, Agostino Ingenito, Barbara Landi, Maria Rosaria Zinno. Il primo incontro del cartellone 2020 è in programma Giovedì 23 Gennaio alle ore 18.

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Federica Garofalo 03/01/2021

La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

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Riapre la scuola d'arte ceramica al Museo Diocesano di Salerno

La Scuola d’Arte Ceramica ha riaperto al pubblico presso le aule didattiche del Museo Diocesano di Salerno, in Largo Plebiscito 12, con il laboratorio previsto martedì, giovedì e sabato dalle ore 16:00 alle 18:30.

E’ possibile prenotare una lezione gratuita telefonando al 333 886 0638. Saranno osservate rigidamente tutte le disposizioni anti contagio da Sars-CoV19.

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Finissage della mostra fotografica "Capri Revolution" di Mario Spada

Venerdì 24 Gennaio 2020, alle 17:30, presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno (Via Mercanti 63), si terrà l’evento di chiusura della mostra fotografica "Capri Revolution, dall’Isola Azzurra al Parco del Cilento" con la proiezione di cortometraggi realizzati dagli allievi dal CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) di Salerno, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola.

La mostra di Mario Spada, fotografo di scena di affermati registi, finalizzata a promuovere la campagna di sensibilizzazione sulla donazione e trapianto di organi, è stata organizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, in sinergia con lo “Sportello Amico Trapianti” dell’ASL di Salerno e in collaborazione con la Provincia di Salerno.

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