Ufficiale l'ingaggio di Heinz, la Salernitana ha trovato il "braccetto" destro
Il calciatore ha firmato un contratto con il club granata fino al 30 giugno 2029
Redazione Irno24 03/08/2026 0
"L’U.S. Salernitana 1919 comunica - attraverso una nota sul sito ufficiale - di aver raggiunto l’accordo con il difensore classe 2003 Jonas Heinz, che nelle ultime due stagioni ha vestito la maglia della Casertana. Il calciatore ha firmato un contratto con il club granata fino al 30 giugno 2029". Nativo di Merano, gioca come terzino destro naturale in una difesa a quattro, ma si disimpegna ottimamente anche come "braccetto", ruolo che ricoprirà nella retroguardia a tre di Cosmi.
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Redazione Irno24 09/01/2026
Al via l'asta delle maglie di Salernitana-Foggia con patch Ricchetti
Sono partite le aste di beneficenza delle magliette indossate dai calciatori titolari di Salernitana e Foggia in occasione del match della 19esima giornata del campionato di Serie C Sky Wifi, disputato lo scorso 20 dicembre allo stadio Arechi. Le 22 casacche celebrative sono disponibili sulla piattaforma specializzata CharityStars.
Come già reso noto, l’asta è finalizzata a raccogliere fondi in favore della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Le maglie hanno una particolarità unica, ovvero la patch speciale stampata sul petto e dedicata all’indimenticabile Carlo Ricchetti, che ha rappresentato con classe ed orgoglio le due società da calciatore e poi da tecnico. Sarà possibile formulare la propria offerta per aggiudicarsi le maglie da oggi e fino alle 19:00 di giovedì 15 gennaio 2026 nel ricordo di Ricchetti e con la possibilità di dare un importante contributo alla ricerca.
Redazione Irno24 30/05/2020
30 Maggio 1994, un colpo di pistola squarcia il cuore di Ago e dei salernitani
Ore 8.50 del 30 maggio 1994, un botto secco sconvolge la serenità del complesso di villini ubicati in via De Angelis a Santa Maria di Castellabate: Agostino Di Bartolomei si è appena tolto la vita con un colpo al cuore, sparato con la sua Smith & Wesson calibro 38. La famiglia piomba nel dramma, un fremito di disperazione scuote i salernitani e tutto il mondo del calcio.
Nessuno sa spiegarsi i motivi di un gesto del genere, almeno fino a quando Marisa De Santis, consorte del grande Ago, scopre un biglietto in cui il marito spiega a chiare lettere di essere entrato in un tunnel, di essere stato emarginato da quel mondo (il calcio) che tanto gli aveva dato e da lui tanto aveva ricevuto. Sembra sia andato male il progetto di costruzione di un centro sportivo per giovani calciatori.
In effetti, l’ultima soddisfazione Agostino se la toglie proprio a Salerno, condottiero di una squadra dal grande carattere che conquista la serie B nel 1989/90. Di quella compagine, allenata dal pragmatico Ansaloni, Di Bartolomei è il faro, il punto di riferimento dentro e fuori dal campo. E’ uno che non molla mai, disposto a mettere fra parentesi un passato glorioso nella Roma di Liedholm e di calarsi con umiltà nella mediocre terza serie. La sfida è vinta, non a caso il gol promozione nel match di Brindisi porta la sua firma: classico destro forte e preciso dal limite e la sfera si insacca nell’angolino.
Nella Capitale, il Barone svedese lo vede “regista difensivo”, una sorta di libero con licenza di impostare il gioco dalle retrovie. Con i piedi sopraffini e la testa che si ritrova, Ago ricopre il ruolo con grande classe e disciplina; qualche metro più avanti giostra Falcao, a completare un mix di micidiale efficacia. La Roma ’82/’83 trionfa davanti alla Juve, il mito di Ago decolla. I tifosi sono tutti per lui. La jella, però, è dietro l’angolo e il 30 maggio 1984 (sinistra coincidenza con la data della morte) i giallorossi perdono ai rigori la Coppa Campioni nella drammatica finale giocata proprio a Roma contro il Liverpool. Qualcosa si incrina nello spogliatoio e la società cede Di Bartolomei al Milan (dove ritroverà Liedholm) per improbabili esigenze di bilancio.
Agostino non perde la calma e la signorilità, continua ad essere un modello di riferimento a livello tecnico/tattico (i suoi lanci sono un marchio di fabbrica) e disciplinare (le sue rare rimostranze agli arbitri sono civilissime e pacate, accompagnate da quella postura inequivocabile con le mani ben raccolte dietro la schiena). In Lombardia rimane 3 anni, poi con l’avvento di Sacchi – che predilige un gioco rapido e ritiene sorpassati i liberi vecchio stampo – si accasa a Cesena.
Nel 1988, a 34 anni, il clamoroso approdo alla Salernitana di don Peppino Soglia. Ma non sono rose e fiori dall’inizio, perchè il tecnico Pasinato lo mette addirittura fuori squadra preferendogli Dalla Costa, onesto mestierante della categoria. Lamberto Leonardi, subentrato a Pasinato, lo reintegra e Giancarlo Ansaloni, mister della promozione, gli affida l’anno dopo le chiavi della regia. Ago disputa un torneo strepitoso, siglando – come detto – il gol storico di Brindisi.
Sono passati 26 anni da quella morte assurda, ma nell’animo di chi lo ha amato risuona ancora il grido “Oh Agostinooo, Ago-Ago-Ago-Agostinooo”…
in collaborazione con natialvestuti.it
Redazione Irno24 25/01/2026
Sorrento-Salernitana 0-2, debutto granata con gol per Lescano
Seconda vittoria di fila in trasferta della Salernitana, che supera 0-2 il Sorrento al "Viviani" di Potenza. Nel 1° tempo, i granata fanno la partita, decisi a conquistare l'intera posta in palio. Del Sorbo, portiere del Sorrento, sventa su Berra e Capomaggio, negando lo 0-1 alla squadra di Raffaele. E' Villa a sbloccare il risultato al 41° con una stoccata sotto la traversa. Una rete da bomber consumato.
La ripresa è praticamente soporifera. Mai pericoloso il Sorrento, la Salernitana dal canto suo non chiude il match. Lescano, a 5 dalla fine, calcia addosso al portiere la più facile delle occasioni. Il neoacquisto argentino (che nel 1° tempo aveva colpito il palo di testa) si riscatta in pieno recupero: Capomaggio batte a sorpresa una punizione, Liguori mette al centro e Lescano trova l'angolino, bagnando l'esordio con il gol.