Aprire piccolo market in località turistica, strategia per business di successo
Le attività nelle zone a forte afflusso stagionale devono confrontarsi con una clientela dinamica
Redazione Irno24 26/07/2026 0
Aprire un piccolo supermercato o un negozio di alimentari in una località turistica rappresenta un'opportunità commerciale da non sottovalutare. Per avere successo, però, è necessario mettere in atto una pianificazione impeccabile. Rispetto ai punti vendita tradizionali, le attività situate nelle zone a forte afflusso stagionale devono confrontarsi con una clientela dinamica, picchi di lavoro concentrati e una richiesta merceologica che varia rapidamente tra specialità enogastronomiche locali e beni di prima necessità per i viaggiatori.
Da dove cominciare? Il punto di partenza è rappresentato certamente dalla redazione di un solido business plan, documento che permette di analizzare con precisione la stagionalità del luogo, mappare la concorrenza circostante e definire i costi fissi e variabili. Dal punto di vista burocratico, l'iter richiede l'apertura della Partita IVA, l'iscrizione al Registro delle Imprese, la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune e il rigoroso rispetto dei requisiti igienico-sanitari attraverso la certificazione HACCP, pilastro fondamentale per chiunque manipoli o venda generi alimentari.
In un contesto turistico, i consumatori hanno spesso ritmi diversi e desiderano un'esperienza fluida. La disposizione degli scaffali e la selezione accurata dei prodotti (dal fresco al "ready-to-eat") sono cruciali, ma vi è un elemento logistico silenzioso che decreta il successo dello scontrino medio: il carrello della spesa. Non si tratta di un semplice "attrezzo", ma di un vero e proprio compagno di viaggio per chi fa la spesa. Il carrello, infatti, non regala solo praticità ma facilita anche la vendita. Un utente che ha le mani libere, infatti, esplora i corridoi con maggiore calma, valuta prodotti e se ha praticità e facilità di trasporto, acquista di più, riempiendo lo spazio a disposizione. Al contrario, la mancanza di supporti adeguati limita drasticamente l'acquisto ai soli articoli che l’utente riesce a tenere tra braccia e mani. Ecco perché il carrello della spesa non deve mai mancare in un market, anche se di piccole dimensioni.
Indispensabile per chi vuole avviare un negozio dotarsi di attrezzature professionali e resistenti all'usura, con soluzioni comode e pratiche per l’utente ma anche funzionali, come quelle proposte da Rajapack che offrono robustezza e ottimi materiali, pensati per durare nel tempo e sopportare carichi continuativi. Quello che non deve mancare, poi, è la manovrabilità: la presenza di ruote girevoli di alta qualità che garantiscono facilità di sterzata anche a pieno carico nei corridoi stretti e un movimento silenzioso, facilitano gli spostamenti in negozio. Impugnature confortevoli, angoli provvisti di paracolpi in plastica per preservare gli arredi e, a seconda dei modelli, la presenza del pratico seggiolino per bambini o del ripiano inferiore per i carichi pesanti, rendono l'esperienza d'acquisto ottimale per tutti.
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Redazione Irno24 06/03/2025
Codici: "Investimenti in cripto, attenzione a rischi e promesse di guadagni"
Un bene speculativo altamente rischioso. Questa la definizione che l’ex Presidente della BCE, Mario Draghi, ha dato alle cripto-attività e che viene rilanciata dall’associazione Codici, alla luce delle continue segnalazioni ricevute da consumatori in difficoltà in seguito agli investimenti effettuati.
“Tra i casi che abbiamo trattato – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ce n’è uno che ha fatto scalpore per i risvolti incredibili. Ci riferiamo ad HyperVerse, società presentata in grande stile nel 2021, ma che con il suo progetto ha causato perdite pesantissime per investitori e risparmiatori. Ci siamo occupati della vicenda presentando una denuncia, abbiamo seguito le indagini e, purtroppo, la conclusione è amara. Una volta versati e trasformati in cripto, i soldi sono stati trasferiti su un conto anonimo irrintracciabile, così come gli autori di questo investimento”.
Una vicenda che l’associazione Codici riprende come monito per i consumatori. “Le cripto-attività sono un investimento potenzialmente molto rischioso – avverte Giacomelli – e quindi è necessario fare molta attenzione. Non bisogna lasciarsi attirare dalla promessa di guadagni assicurati, facili da ottenere, a fronte di un versamento minimo. Magari inizialmente l’operazione può dare frutti insperati, ma è solo un’esca per spingere a versare ulteriori soldi, ad alimentare la macchina della truffa.
È bene conoscere i limiti e le possibilità di questo genere di investimenti, oltre che il soggetto che li propone, e sapere come eventualmente uscirne nel caso in cui le cose dovessero complicarsi. Anche una ricerca sul web – conclude il Segretario Nazionale di Codici – può permettere di scoprire che la piattaforma dei miracoli in realtà è una trappola”.
NOTA STAMPA ASS. CODICI
Redazione Irno24 18/01/2022
Inflazione, caro energia frena 2 imprese su 3
La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette, frena quasi 2 imprese su 3 (72%) con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi che pesa sulla ripresa economica del sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sulla risalita dell’inflazione nel 2021 trainata dall’andamento dei prezzi dell’energia (+14,1%).
Un balzo al quale ha contribuito anche la stangata sul pieno di famiglie e imprese con il diesel che è aumentato del 20,6% nell’ultimo anno registrando il record dei prezzi dal 2019, con uno shock al rialzo che coinvolge anche la benzina (+18,6%) e il GPL aumentato addirittura del 30%, con i prezzi alla pompa che in alcuni casi, sulla rete autostradale, sfiorano anche i due euro al litro per la benzina.
Si tratta di un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci che viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese. Una situazione che pesa su un comparto ad alto impiego di lavoro come la rete delle 80mila cooperative italiane con oltre un milione di occupati distribuiti più settori produttivi dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla sanità alla scuola, dallo sport agli spettacoli.
Il caro energia sta squilibrando tutti i parametri di costo fin qui considerati nei contratti già stipulati per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative con enti pubblici e privati con la necessità di adeguare la spesa alla situazione eccezionale che si è venuta a creare.
Redazione Irno24 30/07/2022
Allarme energia, Confimi Campania: "De Luca intervenga su liquidità aziende"
“La previsione dei gestori dell’energia elettrica, secondo i quali già a settembre ci saranno migliaia di aziende che non riusciranno a pagarne la fornitura, è drammatica. Tanto più che cade nel momento in cui il governo non può assumere misure straordinarie e la politica è particolarmente concentrata su se stessa e sulle elezioni, piuttosto che a trovare risposte immediate e concrete per scongiurare il tracollo del sistema produttivo del Paese, soprattutto nel Sud e in Campania”.
Così il presidente di Confimi Industria Campania, Luigi Carfora. “Per le nostre aziende – sottolinea Carfora – il costo dell’energia elettrica si è praticamente quadruplicato e in alcuni casi addirittura quintuplicato, il che significa che un’azienda che riceveva una bolletta da 20.000 euro al mese ad agosto rischia di vedersene recapitata una da ben 100.000 euro.
La conseguenza è che intanto molti gestori di fornitura elettrica stanno correndo ai ripari nel rinnovare i contratti con garanzie fideiussorie bancarie, una pretesa inconcepibile che inevitabilmente porterà molte attività al collasso produttivo, visto che parliamo di costi che l’industria, soprattutto del Mezzogiorno, non riuscirà a ribaltare sui consumatori finali, né ad ammortizzare internamente.
Se le istituzioni pubbliche, ed in particolare quelle regionali, non metteranno in campo misure straordinarie, rischiamo, già a partire da ottobre, l’impoverimento assoluto e del nostro sistema produttivo e sociale, con l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, soprattutto alimentari, il fallimento di migliaia di aziende, un’impennata della disoccupazione, gli scaffali vuoti ed una conseguente recrudescenza dei fenomeni criminali.
Auspichiamo che la Regione ed in articolare il Presidente De Luca mettano immediatamente in campo tutti quegli strumenti di politica economica e finanziaria necessari a scongiurare il peggio: serve liquidità, denaro vero, piuttosto che sgravi o agevolazioni di sorta”.