Bancarotta fraudolenta e spaccio in concorso, arrestato 65enne di Montoro

L'uomo deve scontare 8 anni e 4 mesi di reclusione, in seguito a condanne definitive

Redazione Irno24 25/02/2026 0

I Carabinieri della Stazione di Montoro hanno tratto in arresto un 65enne del posto, destinatario di un ordine di esecuzione pena. I militari, rintracciato l’uomo, hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria per un cumulo di pene, dovendo l’arrestato espiare 8 anni e 4 mesi di reclusione, in seguito a condanne definitive per i reati di “bancarotta fraudolenta” e “spaccio in concorso”.

Le condanne derivano da diversi episodi criminosi avvenuti commessi a Napoli, Milano e Firenze tra il 2011 e il 2020. Terminate le formalità di rito, l'uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Avellino. L’attività rientra nelle operazioni di esecuzione penale delegate ai Carabinieri, che assicurano l’applicazione concreta delle decisioni definitive dell’Autorità Giudiziaria, garantendo il rispetto delle condanne emesse per reati contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione.

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Redazione Irno24 18/02/2021

Giaquinto: "Parametri Covid a Montoro al di sotto di alert, nessun focolaio scolastico"

"Per maggiore chiarezza - riporta una nota del sindaco di Montoro, Giaquinto - si evidenzia che nonostante gli attuali 136 positivi, i nostri parametri sono ben al di sotto di quelli stabiliti come misura di alert dal Comitato tecnico regionale. Ci teniamo a sottolineare, ulteriormente, che non si è sviluppato nessun focolaio all'interno del mondo scolastico montorese.

Si invita, però, la cittadinanza a non sottovalutare questo pericolo e ancora una volta ci affidiamo al senso civico di ognuno nel rispetto delle recenti disposizioni, soprattuto nell’evitare inutili incontri, affinché non si rendano vani gli sforzi compiuti fin qui nel contenimento del virus".

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Annamaria Parlato 29/06/2021

Montoro in guscio e il ritorno delle arachidi, già coltivate nella Valle dell'Irno

Il termine “Frutta Secca” viene genericamente utilizzato per indicare i frutti e i semi che non rilasciano acqua, quindi comprende anche la frutta disidratata. Noci e mandorle facevano parte del costume alimentare degli Egiziani e fu proprio da loro che tali frutti si introdussero nella civiltà greca e in quella romana. Nei banchetti la frutta secca faceva parte della “secunda mensa” quando i greci cambiavano il piano del tavolo prima di servirla, e i romani sostituivano la tovaglia.

Nella Roma antica le noci si spargevano sul pavimento della casa del futuro marito in occasione delle nozze, e pertanto erano simbolo di matrimonio. Rabano Mauro, benedettino tedesco IX sec., sottolineava come questi frutti avessero una struttura contraddistinta dalla presenza di un guscio duro e di un interno gustoso. Un tempo, il consumo di frutta secca era limitato principalmente ad occasioni particolari o a determinati periodi dell’anno, ad esempio le festività natalizie.

Oggi invece, grazie ai preziosi nutrienti di cui è ricca, per la riserva di proteine e di antiossidanti, la frutta secca è un alimento da inserire in sana ed equilibrata alimentazione quotidiana, soprattutto come snack, per uno spuntino salutare e facile da gustare. Per chi pratica sport, sia a livello agonistico che semplicemente per tenersi in forma, la frutta secca è un vero alleato. Contiene ferro, vitamina E, calcio, magnesio, fibra alimentare, omega 3 e omega 6, grassi che aiutano l’organismo a difendersi dall’aterosclerosi in quanto favoriscono l’aumento del colesterolo HDL (quello buono) e la riduzione dell’LDL (colesterolo cattivo), riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e coronariche.

L’arachide è una pianta erbacea annua della famiglia delle Leguminose (Arachis bypogaea), che produce frutti secchi contenenti uno o più grossi semi commestibili, noti comunemente col nome di noccioline americane o giapponesi. L’arachide è originaria dell’America Latina e più probabilmente del Brasile. Ha portamento cespuglioso, fusti eretti o prostati, più o meno ramosi, foglie alterne, composte da due paia di foglioline ovali; i fiori sono ascellari, papilionacei, gialli.

Il frutto è un legume indeiscente, allungato, cilindraceo con accenni a strozzature, arrotondato alle due estremtà, scrobicolato-rugoso all’esterno e di colore paglierino o terreo; contiene da uno a quattro semi ovoidali, rivestiti da una pellicola rossastra. I frutti dell’arachide maturano sottoterra ed ivi sono spinti dal lungo peduncolo che si incurva verso il suolo dopo l’abbonimento degli ovuli. I semi dell’arachide contengono, in alta percentuale un olio commestibile molto usato nell’alimentazione umana, in sostituzione i quello di oliva; con essi si produce anche una specie di burro. I panelli residui costituiscono un buon mangime.

I semi stessi, leggermente torrefatti, si mangiano come frutta secca, entrano nella fabbricazione di torroni ed altri dolciumi e servono pure a preparare un surrogato del cacao. Vengono tostati con il loro guscio per mantenere inalterate le proprietà organolettiche; privi di sale sono un’ottima fonte di antiossidanti.

Questo ricco e saporito snack può essere aggiunto alle insalate o utilizzato per guarnire dolci, frullati o gelati, inoltre può essere tritato per preparare il famoso burro di arachidi. Oltre a ciò è perfetto per gli aperitivi. Per queste diverse utilizzazioni, l’arachide è oggi una pianta diffusamente coltivata nei paesi a clima caldo o temperato. I paesi che ne producono di più sono India e Cina, seguiti da Sudan, Nigeria, Senegal, Stati Uniti d’America, Indonesia, Brasile, Birmania, Argentina, Repubblica Sudafricana, Congo e Uganda.

Fortemente legata al suo territorio e costantemente coinvolta nei progetti di valorizzazione e promozione delle eccellenze campane, come la nocciola di Giffoni IGP, la Vincenzo Caputo srl di Somma Vesuviana insieme alla Coldiretti Campania, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, la startup Farzati Tech, la SIS – Società Italiana Sementi e 4 aziende agricole del Sannio e Montoro, ha dato vita nel 2020 al progetto Arcamp: arachidi Made in Campania.

Nel dettaglio il progetto è stato così organizzato: la Coldiretti Campania, che ha aderito al progetto per ottenere un’arachide 100% campana, ha messo a disposizione il proprio gruppo tecnico e alcune aziende agricole del Sannio e del Montorese. Il seme è stato invece fornito dalla SIS di Bologna, primaria azienda sementiera italiana. Il Dipartimento di Agraria di Portici, che ha già maturato esperienza nel comparto, ha curato invece il coordinamento scientifico del progetto e le attività di divulgazione dei risultati, mentre la Start up innovativa Farzati Tech ha sviluppato, attraverso la propria tecnologia BluDev®, la tracciabilità, dal seme al prodotto finito, per certificarne l’origine sicura.

Per il 2020 il progetto ha previsto un’attività di sperimentazione e collaudo sugli aspetti di innovazione varietale e di processo tecnologico relativi alla coltivazione dell’arachide in Campania, per lo sviluppo di una filiera di produzione autoctona, dal seme al prodotto finito. La Campania con Montoro, leader in Italia per questa varietà di prodotto fino agli anni ’60, si ripropone oggi come area vocata per tale specie, da tempo ormai totalmente importata dall’Egitto e dagli USA per soddisfare il bisogno delle aziende di trasformazione. Ogni Montorese che coltivava i campi, assieme alle patate lasciava un po' di spazio per le arachidi, considerate uno sfizio da consumare a casa.

Attualmente la filiera italiana delle arachidi è limitata quasi solo alla fase di trasformazione, di confezionamento e tostatura. Ulteriore punto di forza del progetto è la possibilità di combattere la problematica legata alle aflatossine sulle arachidi, in quanto non solo sarà possibile evitare che le piante subiscano stress durante la fase di coltivazione, ma anche abbattere i tempi di stoccaggio durante le fasi di raccolta e immagazzinamento. Visto il grande interesse da parte dei diversi attori della filiera, nel 2021 l’obiettivo è quello di raddoppiare la produzione e di ottenere un’arachide con seme 100% italiano, con certificazione di tracciabilità foodpassport®.

Con il progetto Arcamp saranno coltivati 200 ettari per il 2022, mentre per il 2023 si punta a raggiungere una produzione di arachidi di 500 ettari dislocati tra Campania, Puglia e Sicilia; queste regioni, già da quest'anno, si sono accostate per la prima volta a produrre tale referenza, ovviamente su superfici ridotte. Infine altro traguardo sarà creare nuove opportunità di lavoro al Sud nel post-pandemia da Covid-19, immettere sul mercato un prodotto, sia in guscio che sgusciato, altamente sostenibile, con un packaging riciclabile, nonché promuovere un progetto in grado di mettere insieme valori in cui da sempre crede la Vincenzo Caputo srl, quali sostenibilità, italianità e sicurezza alimentare.

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Redazione Irno24 17/04/2024

Montoro, panchina blu alla frazione Chiusa per sensibilizzare su autismo

Questa mattina, alla frazione Chiusa di Montoro, in via Fraccopaldo, è stata inaugurata una panchina blu, simbolo di consapevolezza sull'autismo. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione "Il fiorellino e la tartaruga", col patrocinio del Comune e in collaborazione con "English curriculum school". All'iniziativa era presente anche il sindaco Giaquinto.

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