Montoro in guscio e il ritorno delle arachidi, già coltivate nella Valle dell'Irno

Con ArCamp l’obiettivo sarà produrre arachidi 100% italiane con foodpassport

Annamaria Parlato 29/06/2021 0

Il termine “Frutta Secca” viene genericamente utilizzato per indicare i frutti e i semi che non rilasciano acqua, quindi comprende anche la frutta disidratata. Noci e mandorle facevano parte del costume alimentare degli Egiziani e fu proprio da loro che tali frutti si introdussero nella civiltà greca e in quella romana. Nei banchetti la frutta secca faceva parte della “secunda mensa” quando i greci cambiavano il piano del tavolo prima di servirla, e i romani sostituivano la tovaglia.

Nella Roma antica le noci si spargevano sul pavimento della casa del futuro marito in occasione delle nozze, e pertanto erano simbolo di matrimonio. Rabano Mauro, benedettino tedesco IX sec., sottolineava come questi frutti avessero una struttura contraddistinta dalla presenza di un guscio duro e di un interno gustoso. Un tempo, il consumo di frutta secca era limitato principalmente ad occasioni particolari o a determinati periodi dell’anno, ad esempio le festività natalizie.

Oggi invece, grazie ai preziosi nutrienti di cui è ricca, per la riserva di proteine e di antiossidanti, la frutta secca è un alimento da inserire in sana ed equilibrata alimentazione quotidiana, soprattutto come snack, per uno spuntino salutare e facile da gustare. Per chi pratica sport, sia a livello agonistico che semplicemente per tenersi in forma, la frutta secca è un vero alleato. Contiene ferro, vitamina E, calcio, magnesio, fibra alimentare, omega 3 e omega 6, grassi che aiutano l’organismo a difendersi dall’aterosclerosi in quanto favoriscono l’aumento del colesterolo HDL (quello buono) e la riduzione dell’LDL (colesterolo cattivo), riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e coronariche.

L’arachide è una pianta erbacea annua della famiglia delle Leguminose (Arachis bypogaea), che produce frutti secchi contenenti uno o più grossi semi commestibili, noti comunemente col nome di noccioline americane o giapponesi. L’arachide è originaria dell’America Latina e più probabilmente del Brasile. Ha portamento cespuglioso, fusti eretti o prostati, più o meno ramosi, foglie alterne, composte da due paia di foglioline ovali; i fiori sono ascellari, papilionacei, gialli.

Il frutto è un legume indeiscente, allungato, cilindraceo con accenni a strozzature, arrotondato alle due estremtà, scrobicolato-rugoso all’esterno e di colore paglierino o terreo; contiene da uno a quattro semi ovoidali, rivestiti da una pellicola rossastra. I frutti dell’arachide maturano sottoterra ed ivi sono spinti dal lungo peduncolo che si incurva verso il suolo dopo l’abbonimento degli ovuli. I semi dell’arachide contengono, in alta percentuale un olio commestibile molto usato nell’alimentazione umana, in sostituzione i quello di oliva; con essi si produce anche una specie di burro. I panelli residui costituiscono un buon mangime.

I semi stessi, leggermente torrefatti, si mangiano come frutta secca, entrano nella fabbricazione di torroni ed altri dolciumi e servono pure a preparare un surrogato del cacao. Vengono tostati con il loro guscio per mantenere inalterate le proprietà organolettiche; privi di sale sono un’ottima fonte di antiossidanti.

Questo ricco e saporito snack può essere aggiunto alle insalate o utilizzato per guarnire dolci, frullati o gelati, inoltre può essere tritato per preparare il famoso burro di arachidi. Oltre a ciò è perfetto per gli aperitivi. Per queste diverse utilizzazioni, l’arachide è oggi una pianta diffusamente coltivata nei paesi a clima caldo o temperato. I paesi che ne producono di più sono India e Cina, seguiti da Sudan, Nigeria, Senegal, Stati Uniti d’America, Indonesia, Brasile, Birmania, Argentina, Repubblica Sudafricana, Congo e Uganda.

Fortemente legata al suo territorio e costantemente coinvolta nei progetti di valorizzazione e promozione delle eccellenze campane, come la nocciola di Giffoni IGP, la Vincenzo Caputo srl di Somma Vesuviana insieme alla Coldiretti Campania, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, la startup Farzati Tech, la SIS – Società Italiana Sementi e 4 aziende agricole del Sannio e Montoro, ha dato vita nel 2020 al progetto Arcamp: arachidi Made in Campania.

Nel dettaglio il progetto è stato così organizzato: la Coldiretti Campania, che ha aderito al progetto per ottenere un’arachide 100% campana, ha messo a disposizione il proprio gruppo tecnico e alcune aziende agricole del Sannio e del Montorese. Il seme è stato invece fornito dalla SIS di Bologna, primaria azienda sementiera italiana. Il Dipartimento di Agraria di Portici, che ha già maturato esperienza nel comparto, ha curato invece il coordinamento scientifico del progetto e le attività di divulgazione dei risultati, mentre la Start up innovativa Farzati Tech ha sviluppato, attraverso la propria tecnologia BluDev®, la tracciabilità, dal seme al prodotto finito, per certificarne l’origine sicura.

Per il 2020 il progetto ha previsto un’attività di sperimentazione e collaudo sugli aspetti di innovazione varietale e di processo tecnologico relativi alla coltivazione dell’arachide in Campania, per lo sviluppo di una filiera di produzione autoctona, dal seme al prodotto finito. La Campania con Montoro, leader in Italia per questa varietà di prodotto fino agli anni ’60, si ripropone oggi come area vocata per tale specie, da tempo ormai totalmente importata dall’Egitto e dagli USA per soddisfare il bisogno delle aziende di trasformazione. Ogni Montorese che coltivava i campi, assieme alle patate lasciava un po' di spazio per le arachidi, considerate uno sfizio da consumare a casa.

Attualmente la filiera italiana delle arachidi è limitata quasi solo alla fase di trasformazione, di confezionamento e tostatura. Ulteriore punto di forza del progetto è la possibilità di combattere la problematica legata alle aflatossine sulle arachidi, in quanto non solo sarà possibile evitare che le piante subiscano stress durante la fase di coltivazione, ma anche abbattere i tempi di stoccaggio durante le fasi di raccolta e immagazzinamento. Visto il grande interesse da parte dei diversi attori della filiera, nel 2021 l’obiettivo è quello di raddoppiare la produzione e di ottenere un’arachide con seme 100% italiano, con certificazione di tracciabilità foodpassport®.

Con il progetto Arcamp saranno coltivati 200 ettari per il 2022, mentre per il 2023 si punta a raggiungere una produzione di arachidi di 500 ettari dislocati tra Campania, Puglia e Sicilia; queste regioni, già da quest'anno, si sono accostate per la prima volta a produrre tale referenza, ovviamente su superfici ridotte. Infine altro traguardo sarà creare nuove opportunità di lavoro al Sud nel post-pandemia da Covid-19, immettere sul mercato un prodotto, sia in guscio che sgusciato, altamente sostenibile, con un packaging riciclabile, nonché promuovere un progetto in grado di mettere insieme valori in cui da sempre crede la Vincenzo Caputo srl, quali sostenibilità, italianità e sicurezza alimentare.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 05/07/2020

Montoro, completati lavori di riqualificazione presso la "Grotta di Lourdes"

Nei giorni scorsi, il Comune di Montoro, in collaborazione con la Comunità Montana Irno-Solofrana, ha eseguito opere di ripristino frana e funzionalità dello stato d'uso del sentiero sottostante al Santuario "Grotta di Lourdes". Il sito, meta di culto mariano, prende il nome dalla statua della Madonna posizionata sotto le radici di un leccio secolare.

L'opera è stata fortemente voluta dal consigliere Del Regno ed è stata interessata dal lavoro dell'ing. Cimino, che ha progettato e seguito direttamente i lavori, coadiuvato dal geom. Troisi.

L’intervento ha riguardato lavori di ripristino dell’intero sentiero che porta alla grotta con sistemazioni di ingegneria naturalistica: realizzazioni di palificate e staccionate, viabilità per i devoti, verniciatura delle strutture in legno esistenti e consolidamento del costone soggetto a frana per scivolamento, pulitura dell’intera strada che porta dalla frazione Torchiati al Santuario. Dunque ai fedeli e soprattutto ai montoresi non resta che godersi quest’eremo di tranquillità.

Leggi tutto

Redazione Irno24 19/04/2022

Alla scoperta del passato di Montoro con "Le vie del Santuario"

Domenica 24 Aprile, nuovo appuntamento del progetto "Storia in Rete", durante il quale si percorrerà un'altra via del passato montorese: quella che porta dal centro di Borgo al Santuario di San Pantaleone, prima, e poi nei pressi del Castello Longobardo, situato proprio alle sue spalle.

L'evento è stato organizzato dal Forum dei Giovani in collaborazione con Circolo Legambiente "Valle Solofrana" e la Proloco Circolo San Pantaleone. Raduno in Piazza don Alfredo Iasozzi (sede Pro loco) alle ore 09:30 per una colazione insieme.

"Come per le scorse edizioni - spiegano i ragazzi del Forum - camminando daremo una veloce ripulita al percorso, mentre ci saranno momenti didattici con informazioni storico-culturali riguardo l'esperienza che faremo. Esplorare il territorio e conoscerne la storia è fondamentale per creare nuovi percorsi di sviluppo per il futuro".

L'EVENTO SU FACEBOOK

Leggi tutto

Redazione Irno24 28/11/2019

VI Mostra-Concorso dei presepi della Città di Montoro

Il presepe, nato come rappresentazione sacra, è diventato nel corso del tempo una tradizione culturale dove le doti e le creatività artigiane hanno dato origine a vere e proprie opere d’arte. L’Amministrazione Comunale di Montoro (AV), nella continuazione della promozione delle tradizioni del proprio territorio, presenta la VI edizione della “MOSTRA - CONCORSO DEI PRESEPI DELLA CITTA’ DI MONTORO”. La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti coloro che si dilettano nell’arte presepiale (privati cittadini anche non residenti, scuole, associazioni, oratori, esercenti commerciali, artigiani, gestori di pubblici esercizi). Per i presepi realizzati dai privati, dalle associazioni e dagli esercenti sono previste 2 categorie: CLASSICA e ALTERNATIVA, mentre è prevista apposita sezione per le scuole e bambini fino a 14 anni.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE:

  1. La domanda di partecipazione deve essere redatta utilizzando il modello reperibile presso l’URP del Comune in Piazza Michele Pironti o sul sito istituzionale http://www.montoro.gov.it. La domanda deve essere consegnata entro le ore 12:00 del 15 Dicembre 2019 in busta chiusa presso l’Ufficio Protocollo oppure a mezzo PEC all’indirizzo info.montoro@asmepec.it, specificando nell’oggetto “DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALLA MOSTRA - CONCORSO DEI PRESEPI DELLA CITTA’ DI MONTORO”.
  2. L’opera realizzata, sia tridimensionalmente che in piano (pittura, ricamo), potrà avere la dimensione massima di cm. 80 x 130 e dovrà essere consegnata previo appuntamento telefonando al numero 3286982743.
  3. La giuria sarà popolare (ogni cittadino potrà esprimere il proprio voto durante la visita alla mostra) e tecnica; quest'ultima esprimerà il proprio voto in base ai seguenti criteri: tipo dei materiali usati, con particolare attenzione ai materiali poveri e di recupero; complessità della tecnica di realizzazione; utilizzo di più tecniche; accuratezza dei particolari; rispetto della tradizione; fantasia e creatività; numero dei partecipanti.

Il giudizio della giuria è insindacabile. Ai partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione. Le prime tre opere classificate per categorie e sezioni verranno fotografate e pubblicate sul sito istituzionale dell’Ente e sugli organi di stampa che si renderanno disponibili. La mostra - concorso si concluderà il giorno Lunedì 6 Gennaio 2020. La sede della mostra-concorso, i giorni, gli orari di visita e la data della premiazione saranno resi noti sul sito istituzionale dell’Ente.

foto tratta dalla pagina social Comune Montoro

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...