Torchiati di Montoro, sportello Alto Calore Servizi riprende l'attività

Si riparte da Mercoledì 28 Aprile

Redazione Irno24 27/04/2021 0

A far data da mercoledì 28 aprile 2021 - rende noto il Comune di Montoro - le attività dello Sportello Alto Calore Servizi, sito alla Sede Comunale della frazione Torchiati, riprenderanno con i seguenti orari:

Mercoledi dalle ore 8:30 alle ore 13:30 e dalle ore 14:30 alle ore 16:30, Venerdi dalle ore 8:30 alle ore 13:30; in ogni caso rimarranno sempre operativi lo sportello di Avellino (C.so Europa 41, dalle ore 8,30 alle are 13.30) e il numero verde 800215333 (4 operatori disponibili dal lunedì al sabato).

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Redazione Irno24 30/03/2022

Montoro Democratica: "Vasche Monte Salto e Misciano, si intervenga prontamente"

"Rileviamo che, in questi giorni, l’Amministrazione Comunale ha approvato delle progettazioni per contenere e mitigare il rischio idrogeologico su alcuni valloni in aree montane del territorio. Sicuramente le azioni di tutela e sicurezza rappresentano una priorità e vanno utilizzate tutte le opportunità che derivano da provvedimenti normativi e amministrativi di livello nazionale e regionale.

Non è nostro intento discriminare le priorità, benché ne esistano alcune impellenti sul territorio. Tra gli interventi straordinari, realizzati negli anni novanta di portata epocale, rileviamo la messa in sicurezza degli abitati delle frazioni Piano e Misciano e, nello specifico, il Monte Salto, Vallone di Mezzo e Vallone Casa Pepe.

Questi interventi, atteso il tempo decorso ultratrentennale, salvo qualche azione manutentiva molto approssimativa di altri Enti, richiedono azioni di pulizia e manutenzione, onde prevenire ed evitare possibili pericoli legati alle mutate e imprevedibili condizioni climatiche e meteorologiche. Risulta anche che sono stati finanziati altri interventi di uguale natura in ambito regionale, per cui è necessario porre con urgenza queste richieste per intervenire quanto prima possibile".

E' quanto si legge in una nota del Gruppo Consiliare Montoro Democratica, a firma di Mario Bianchino, Gennaro Ricciardelli, Stefania Siano, Vincenzo Bruno, Giovanni Gaeta, Guglielmo Lepre.

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Annamaria Parlato 29/06/2021

Montoro in guscio e il ritorno delle arachidi, già coltivate nella Valle dell'Irno

Il termine “Frutta Secca” viene genericamente utilizzato per indicare i frutti e i semi che non rilasciano acqua, quindi comprende anche la frutta disidratata. Noci e mandorle facevano parte del costume alimentare degli Egiziani e fu proprio da loro che tali frutti si introdussero nella civiltà greca e in quella romana. Nei banchetti la frutta secca faceva parte della “secunda mensa” quando i greci cambiavano il piano del tavolo prima di servirla, e i romani sostituivano la tovaglia.

Nella Roma antica le noci si spargevano sul pavimento della casa del futuro marito in occasione delle nozze, e pertanto erano simbolo di matrimonio. Rabano Mauro, benedettino tedesco IX sec., sottolineava come questi frutti avessero una struttura contraddistinta dalla presenza di un guscio duro e di un interno gustoso. Un tempo, il consumo di frutta secca era limitato principalmente ad occasioni particolari o a determinati periodi dell’anno, ad esempio le festività natalizie.

Oggi invece, grazie ai preziosi nutrienti di cui è ricca, per la riserva di proteine e di antiossidanti, la frutta secca è un alimento da inserire in sana ed equilibrata alimentazione quotidiana, soprattutto come snack, per uno spuntino salutare e facile da gustare. Per chi pratica sport, sia a livello agonistico che semplicemente per tenersi in forma, la frutta secca è un vero alleato. Contiene ferro, vitamina E, calcio, magnesio, fibra alimentare, omega 3 e omega 6, grassi che aiutano l’organismo a difendersi dall’aterosclerosi in quanto favoriscono l’aumento del colesterolo HDL (quello buono) e la riduzione dell’LDL (colesterolo cattivo), riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e coronariche.

L’arachide è una pianta erbacea annua della famiglia delle Leguminose (Arachis bypogaea), che produce frutti secchi contenenti uno o più grossi semi commestibili, noti comunemente col nome di noccioline americane o giapponesi. L’arachide è originaria dell’America Latina e più probabilmente del Brasile. Ha portamento cespuglioso, fusti eretti o prostati, più o meno ramosi, foglie alterne, composte da due paia di foglioline ovali; i fiori sono ascellari, papilionacei, gialli.

Il frutto è un legume indeiscente, allungato, cilindraceo con accenni a strozzature, arrotondato alle due estremtà, scrobicolato-rugoso all’esterno e di colore paglierino o terreo; contiene da uno a quattro semi ovoidali, rivestiti da una pellicola rossastra. I frutti dell’arachide maturano sottoterra ed ivi sono spinti dal lungo peduncolo che si incurva verso il suolo dopo l’abbonimento degli ovuli. I semi dell’arachide contengono, in alta percentuale un olio commestibile molto usato nell’alimentazione umana, in sostituzione i quello di oliva; con essi si produce anche una specie di burro. I panelli residui costituiscono un buon mangime.

I semi stessi, leggermente torrefatti, si mangiano come frutta secca, entrano nella fabbricazione di torroni ed altri dolciumi e servono pure a preparare un surrogato del cacao. Vengono tostati con il loro guscio per mantenere inalterate le proprietà organolettiche; privi di sale sono un’ottima fonte di antiossidanti.

Questo ricco e saporito snack può essere aggiunto alle insalate o utilizzato per guarnire dolci, frullati o gelati, inoltre può essere tritato per preparare il famoso burro di arachidi. Oltre a ciò è perfetto per gli aperitivi. Per queste diverse utilizzazioni, l’arachide è oggi una pianta diffusamente coltivata nei paesi a clima caldo o temperato. I paesi che ne producono di più sono India e Cina, seguiti da Sudan, Nigeria, Senegal, Stati Uniti d’America, Indonesia, Brasile, Birmania, Argentina, Repubblica Sudafricana, Congo e Uganda.

Fortemente legata al suo territorio e costantemente coinvolta nei progetti di valorizzazione e promozione delle eccellenze campane, come la nocciola di Giffoni IGP, la Vincenzo Caputo srl di Somma Vesuviana insieme alla Coldiretti Campania, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, la startup Farzati Tech, la SIS – Società Italiana Sementi e 4 aziende agricole del Sannio e Montoro, ha dato vita nel 2020 al progetto Arcamp: arachidi Made in Campania.

Nel dettaglio il progetto è stato così organizzato: la Coldiretti Campania, che ha aderito al progetto per ottenere un’arachide 100% campana, ha messo a disposizione il proprio gruppo tecnico e alcune aziende agricole del Sannio e del Montorese. Il seme è stato invece fornito dalla SIS di Bologna, primaria azienda sementiera italiana. Il Dipartimento di Agraria di Portici, che ha già maturato esperienza nel comparto, ha curato invece il coordinamento scientifico del progetto e le attività di divulgazione dei risultati, mentre la Start up innovativa Farzati Tech ha sviluppato, attraverso la propria tecnologia BluDev®, la tracciabilità, dal seme al prodotto finito, per certificarne l’origine sicura.

Per il 2020 il progetto ha previsto un’attività di sperimentazione e collaudo sugli aspetti di innovazione varietale e di processo tecnologico relativi alla coltivazione dell’arachide in Campania, per lo sviluppo di una filiera di produzione autoctona, dal seme al prodotto finito. La Campania con Montoro, leader in Italia per questa varietà di prodotto fino agli anni ’60, si ripropone oggi come area vocata per tale specie, da tempo ormai totalmente importata dall’Egitto e dagli USA per soddisfare il bisogno delle aziende di trasformazione. Ogni Montorese che coltivava i campi, assieme alle patate lasciava un po' di spazio per le arachidi, considerate uno sfizio da consumare a casa.

Attualmente la filiera italiana delle arachidi è limitata quasi solo alla fase di trasformazione, di confezionamento e tostatura. Ulteriore punto di forza del progetto è la possibilità di combattere la problematica legata alle aflatossine sulle arachidi, in quanto non solo sarà possibile evitare che le piante subiscano stress durante la fase di coltivazione, ma anche abbattere i tempi di stoccaggio durante le fasi di raccolta e immagazzinamento. Visto il grande interesse da parte dei diversi attori della filiera, nel 2021 l’obiettivo è quello di raddoppiare la produzione e di ottenere un’arachide con seme 100% italiano, con certificazione di tracciabilità foodpassport®.

Con il progetto Arcamp saranno coltivati 200 ettari per il 2022, mentre per il 2023 si punta a raggiungere una produzione di arachidi di 500 ettari dislocati tra Campania, Puglia e Sicilia; queste regioni, già da quest'anno, si sono accostate per la prima volta a produrre tale referenza, ovviamente su superfici ridotte. Infine altro traguardo sarà creare nuove opportunità di lavoro al Sud nel post-pandemia da Covid-19, immettere sul mercato un prodotto, sia in guscio che sgusciato, altamente sostenibile, con un packaging riciclabile, nonché promuovere un progetto in grado di mettere insieme valori in cui da sempre crede la Vincenzo Caputo srl, quali sostenibilità, italianità e sicurezza alimentare.

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Redazione Irno24 02/09/2021

Montoro, targa a Mons. De Mattia per il 70° anniversario di sacerdozio

Nella mattinata del 31 Agosto 2021, il Sindaco di Montoro, Girolamo Giaquinto, l'Assessora Maria Rosa Lepre e la Consigliera Annalisa Testa, accompagnati dal Vicario Foraneo Mons. Mario Pierro, a nome di tutta la comunità montorese, ha consegnato a Mons. Donato De Mattia, già Parroco della Parrocchia Maria SS. del Carmelo e San Felice, una targa a ricordo del 70° anniversario di sacerdozio.

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