Coldiretti, nel 2020 record di giovani in agricoltura

Una corsa alla terra degli under 35 che abbandonano altre attività produttive

Redazione Irno24 18/01/2021 0

In controtendenza rispetto all’andamento generale nel 2020, con la crisi provocata dall’emergenza Covid si registra uno storico balzo del 14% del numero di giovani imprenditori in agricoltura, rispetto a cinque anni fa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle iscrizioni al registro delle Imprese di Unioncamere relative al settembre 2020 che evidenziano una vera corsa alla terra degli under 35 che abbandonano invece le altre attività produttive, dall’industria al commercio.

Con oltre 55mila under 35 alla guida di imprese agricole e allevamenti, l’Italia - spiega Coldiretti - è leader europeo nel numero di imprese condotto da giovani, anche grazie alla svolta green nei consumi e nel lavoro favorita dalla pandemia. Il risultato è che oggi in Italia 1 impresa su 10 condotta da giovani svolge una attività rivolta all’agricoltura e allevamento per garantire la disponibilità di alimenti sani e di qualità alle famiglie italiane in un momento drammatico per l’economia e l’occupazione.

La presenza dei giovani – riferisce Coldiretti – sta rivoluzionando il lavoro nei campi dove sette imprese under 35 su dieci operano in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Il rinnovato fascino della campagna per i giovani si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. La capacità di innovazione e di crescita multifunzionale porta le aziende agricole dei giovani ad avere una superficie superiore di oltre il 54% rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.

E se tra i giovani imprenditori agricoli c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato – continua Coldiretti – sono gli under 35 arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione.

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Redazione Irno24 02/01/2026

Fenailp Salerno contro i pre-saldi: "Anticipare sconti altera concorrenza"

Da domani, 3 gennaio, prenderanno ufficialmente il via in tutta Italia i saldi invernali, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per commercianti e consumatori. Tuttavia, quello che dovrebbe rappresentare un momento di rilancio e trasparenza per il commercio si apre all’insegna delle polemiche. In molte realtà, infatti, i cosiddetti pre-saldi hanno già anticipato gli sconti, sollevando forti criticità sul rispetto delle regole e sulla correttezza della concorrenza.

A intervenire con una presa di posizione netta è la Fenailp Salerno Città, per voce del suo presidente Gregorio Saetta, che condanna senza esitazioni una pratica ritenuta dannosa per l’intero comparto commerciale. "I pre-saldi rappresentano un fenomeno scorretto che penalizza i negozianti onesti e mette in difficoltà chi rispetta rigorosamente la normativa sui saldi stagionali. Le date di inizio devono essere chiare, uguali per tutti e rispettate. Anticipare gli sconti, spesso attraverso promozioni mascherate, significa alterare la concorrenza e tradire la fiducia dei consumatori.

Stiamo ricevendo numerose segnalazioni di consumatori convinti di acquistare durante il periodo ufficiale dei saldi, quando in realtà si tratta di sconti anticipati. Questo disorientamento finisce per danneggiare soprattutto chi rispetta le regole e aspetta l’avvio ufficiale, compromettendo le vendite e l’equilibrio del mercato. Non possiamo permettere che comportamenti scorretti danneggino un intero settore. Continueremo a vigilare e a sensibilizzare commercianti e consumatori sull’importanza di rispettare i periodi ufficiali dei saldi. Trasparenza e correttezza non sono solo un obbligo, ma la base di un mercato sano e competitivo".

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Redazione Irno24 02/12/2020

Miele straniero in un vasetto su 2, Coldiretti: "Occhio a etichetta"

Sugli scaffali dei supermercati italiani più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero ed è quindi importante verificare con attenzione l’etichetta per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea, che stima una produzione nazionale di 17 milioni di chili nel 2020.

Con la svolta salutista degli italiani, che ha portato all’aumento del 13% degli acquisti familiari di miele nei primi nove mesi dell’anno, per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre - consiglia Coldiretti - verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – conclude Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

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Redazione Irno24 18/01/2022

Crisi Covid, 30mila presenze in meno negli agriturismi campani

Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso con quasi un milione di arrivi in meno rispetto al prima della pandemia nel 2019, soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani.

E’ quanto emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra che evidenza la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione. In Campania si stimano mancati arrivi e cancellazioni per circa 30mila visitatori nei circa 700 agriturismi presenti nelle cinque province.

La tenuta delle presenze nei mesi estivi non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoi degli altri periodi dell’anno nelle oltre 25mila strutture agrituristiche presenti in Italia lungo tutta la Penisola dove – sottolinea Coldiretti – svolgono anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità. Si è concluso infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con appena 2,2 milioni di arrivi (-41,3% rispetto al 2019), il numero più basso dal 2010.

La composizione degli ospiti rispetto alla nazionalità ha visto la prevalenza degli italiani con 1,5 milioni, in calo di circa mezzo milione rispetto all’anno precedente, mentre gli stranieri sono stati poco più di 669mila, in calo di oltre 1,1 milioni rispetto al 2019. Il risultato – precisa Coldiretti – è stato il dimezzamento del fatturato (-49%) che è sceso a 802 milioni di euro.

L’arrivo in questi giorni dei contributi previsti dal decreto del 24 agosto 2021 del Ministero del turismo non è sufficiente a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – conclude Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno.

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