Miele straniero in un vasetto su 2, Coldiretti: "Occhio a etichetta"

Evitare di cadere nell'inganno dei prodotti spacciati per italiani

Redazione Irno24 02/12/2020 0

Sugli scaffali dei supermercati italiani più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero ed è quindi importante verificare con attenzione l’etichetta per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea, che stima una produzione nazionale di 17 milioni di chili nel 2020.

Con la svolta salutista degli italiani, che ha portato all’aumento del 13% degli acquisti familiari di miele nei primi nove mesi dell’anno, per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre - consiglia Coldiretti - verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – conclude Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

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Redazione Irno24 25/07/2022

Federalberghi Salerno: "Evitare incremento tassa soggiorno nel periodo Luci"

In previsione della programmazione dell’evento Luci d’Artista, ed in ragione della necessità di offrire un chiaro quadro di riferimento alle richieste che pervengono alle strutture ricettive, il Presidente di Federalberghi Salerno, Antonio Ilardi, in sinergia con Confcommercio, ha richiesto all’amministrazione comunale di Salerno un urgente confronto per discutere della modulazione dell’imposta di soggiorno nel corso dell’anno e della sua concreta destinazione.

In particolare, dando seguito alle precedenti interlocuzioni con l’Assessorato al Turismo, ha avanzato la richiesta, con una missiva indirizzata al Sindaco, all’Assessore al Turismo e all’Assessore al Bilancio, di valutare l’abrogazione dell’incremento dell’imposta, previsto dal 1° ottobre al 31 gennaio, in quanto rischierebbe di scoraggiare gli arrivi verso il comune capoluogo in un periodo di flessione dei flussi turistici e di probabile contrazione dei consumi, e di disporre, al contrario, una riduzione dell’imposta nel periodo invernale, così da generare maggiore attrattività anche, e soprattutto, per la kermesse Luci d’Artista.

“Sebbene si tratti di piccoli importi, peraltro a carico dei turisti e non delle imprese, riteniamo necessario - dichiara Ilardi - che la città dia un segnale di disponibilità e di accoglienza ai visitatori che sceglieranno Salerno quale meta di brevi soggiorni invernali.

L’incremento dell’imposta, peraltro, non trova più alcuna ragion d’essere in un contesto nazionale denso di eventi simili a quello salernitano e riguarda anche il mese di ottobre e la seconda metà di gennaio, che non hanno alcun beneficio dalle iniziative natalizie. Occorre, quindi, accompagnare il positivo impegno di rilancio delle Luci d’Artista, meritoriamente attivato dall’amministrazione comunale, con una politica di marketing che tenga conto di tutte le leve di attrazione attivabili”.

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Redazione Irno24 10/12/2025

Cancellazione voli Salerno-Milano, Ecstra: "Chiarezza per futuro del turismo"

"Apprendiamo con grande stupore e rammarico - scrive il consiglio direttivo di Ecstra Aps - la notizia che EasyJet ha rimosso dalla programmazione centrale dell'estate 2026 il collegamento Salerno-Milano, lasciando un vuoto incomprensibile proprio nei mesi clou di luglio e agosto. Si tratta dell’ultimo, preoccupante, tassello di una serie di cancellazioni che rischiano di penalizzare il nostro scalo.

Siamo consapevoli delle attuali criticità del mercato aeronautico, dalle difficoltà legate agli aeromobili Boeing e Airbus fino alla fisiologica flessione della domanda invernale. Riconosciamo, inoltre, che l'infrastruttura aeroportuale è ancora in fase di completamento. Tuttavia, i numeri dicono altro e rendono questa scelta inaccettabile. Dalla sua apertura, l'11 luglio 2024, lo scalo ha macinato circa 180.000 passeggeri solo nei primi sei mesi, con un coefficiente di riempimento medio (Load Factor) dell'83%, ben al di sopra delle aspettative per un nuovo aeroporto. Nello specifico, proprio EasyJet ha trasportato oltre 50.000 passeggeri nella sola prima estate, con la tratta su Milano spesso in sold-out.

Perché cancellare rotte che viaggiano piene? Perché tagliare proprio quando la richiesta turistica per il nostro territorio esplode e i dati dimostrano che il mercato c'è ed è solido? Abbiamo il dubbio che dietro queste scelte non ci sia solo il 'mercato'. Chiediamo pubblicamente a Gesac e alle Istituzioni di fare chiarezza. Il nostro bacino d'utenza serve Campania, Basilicata e Calabria. Gli operatori turistici (B&B, case vacanza, affittacamere) ce la stanno mettendo tutta per promuovere la destinazione. Non possiamo accettare che i nostri sacrifici vengano sprecati e che il territorio venga danneggiato".

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Redazione Irno24 15/03/2022

Coldiretti Salerno: "Agricoltura in ginocchio ma corse allo scaffale inutili"

Mezzi agricoli fermi, difficoltà nella semina, prezzi schizzati per le coltivazioni in serra. Il rincaro dei prezzi dei carburanti e delle materie prime strangola l’agricoltura. E non va meglio per la pesca, dove ormai le barche restano ferme in banchina a causa del caro gasolio. A lanciare l’allarme è Coldiretti Salerno, scesa già in piazza qualche settimana fa per protestare contro l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia.

“La situazione purtroppo non migliora - afferma il presidente Vito Busillo - la crescita esponenziale dei costi si sta abbattendo sull'agricoltura e sulla pesca, creando grossi problemi di gestione alle imprese. Alcune aziende hanno deciso addirittura di non seminare perché i semi hanno avuto un rincaro insostenibile, per non parlare del gasolio che ormai ha raggiunto prezzi insostenibili per il comparto”.

“Il prezzo del mangime è aumentato a dismisura ed oggi è poco reperibile sul mercato – conferma il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano - di contro i prezzi di vendita del latte, alla stalla, sono rimasti invariati. Oggi, per produrre un litro di latte i nostri allevatori spendono più di 40 centesimi al litro, mentre lo stesso litro viene pagato dalle imprese di trasformazione in media 37-38 centesimi, dieci in meno rispetto ai contratti in Campania. Il prezzo del mais ha fatto registrare balzi in avanti tra il 50 e l’80%, senza contare i costi energetici. La filiera lattiero-casearia deve garantire una quotazione equa agli allevatori, che non vada solo a coprire i costi ma offra la giusta redditività alle aziende, già colpite dagli effetti della pandemia”.

Ma il boom dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre con rincari del 30% e i vivai che sono oggi costretti a produrre praticamente in perdita. Nel giro di un anno, la bolletta mensile di un’azienda florovivaistica è passata, infatti, da 1700 euro a 6100 euro. E ad aumentare sono pure i costi per la pesca, con la flotta nazionale costretta rimanere in banchina.

“La psicosi cibo è dannosa – afferma Tropiano – il nostro consiglio è di non lasciarsi trascinare in inutili nevrosi, programmare gli acquisti privilegiando prodotti freschi e di stagione Made in Italy la cui offerta è destinata a salire con l’arrivo della primavera. Nei nostri Mercati Campagna Amica il cibo non manca mai, quindi le corse allo scaffale non servono se non a creare distorsioni nel comparto”.

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