Giornata mondiale delle api, in Campania il 10% del miele italiano

La maggior parte del miele prodotto in Campania è di tipo millefiori

Redazione Irno24 20/05/2020 0

Con la pandemia vola il consumo di miele con gli acquisti degli italiani che aumentano del 44% spinti dalla voglia di garantirsi cibi importanti per la salute ma anche dal maggior tempo trascorso in casa nella preparazione di dolci e tisane. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della giornata mondiale delle api istituita dall’Onu, che si festeggia il 20 maggio a livello planetario, sulla base dei dati Nielsen sulle vendite nella Grande Distribuzione Organizzata nel periodo compreso tra lunedì 17 febbraio e domenica 3 maggio.

Un aumento esplosivo della domanda che si scontra però con un momento difficile per la produzione di miele Made in Italy per effetto dell’andamento climatico anomalo con una grave siccità che ha ridotto le fioriture e stressato le api. L’inverno bollente e la pazza primavera – sottolinea Coldiretti – hanno creato in molte regioni gravi problemi agli alveari con le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare.

Un fenomeno che interessa da vicino la Campania, che rappresenta circa il 10% della produzione nazionale con oltre 1 milione di kg all’anno e un valore stimato di 8 milioni di euro. A guidare le province produttrici di miele è Benevento con circa il 24% del totale, seguita a ruota da Avellino con il 23%, poi Napoli con il 20%, Salerno con il 17% e Caserta con il 16%. C’è un trend positivo nella crescita della produzione biologica, in particolare nelle province di Caserta e Benevento. Il miele concorre, in valore, con oltre l’80% del valore della produzione regionale, mentre la produzione di sciami concorre per circa il 10%. La restante parte del valore della produzione apistica campana è data dalle altre produzioni (regine, impollinazione, cera, pappa reale, propoli).

In Campania sono presenti poco meno di 50.000 alveari. La maggior parte del miele prodotto in Campania, circa due terzi della produzione, è di tipo millefiori. Tra i mieli millefiori della Campania prevalgono quelli composti da associazioni di polline proveniente da Castagno, Crucifere (Cavolo, Verza, Rapa, Broccolo), Rubus (Lampone, Rovo), Sulla, Trifoglio, Eucalipto, Lotus. Tra i mieli uniflorali prevalgono quelli composti da polline proveniente da Sulla, Castagno, Agrumi e Robinia (Acacia).

Nel 2019 la produzione nazionale è stata di appena 15 milioni di chili a fronte di un quantitativo di quasi 25 milioni di chili di miele importato durante l’anno dall’estero, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat dalle quali si evidenzia che il 40% arriva dall’Ungheria e oltre il 10% dalla Cina. In altre parole - precisa Coldiretti - quasi 2 barattoli di miele su tre sono stranieri. Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica, consiglia la Coldiretti.

Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

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Redazione Irno24 14/03/2024

Salerno, sconti e regali per chi fa shopping di Pasqua a Torrione

Dopo il successo delle iniziative di Natale e Carnevale, i commercianti del quartiere Torrione, a Salerno, rilanciano anche in occasione della Pasqua. Una cinquantina di attività - fa sapere il portavoce dei commercianti, Salvatore Clemente - proporranno vendite promozionali, con sconti, coupon e regali a coloro che punteranno su Torrione per lo shopping nei giorni che precedono la Pasqua.

I commercianti aderenti all'iniziativa esporranno una locandina con i nominativi di tutte le attività coinvolte.

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Redazione Irno24 01/07/2025

Aprire un Bed and Breakfast a Salerno: cosa sapere prima di iniziare

Salerno è una città affacciata sul mare, vivace tutto l’anno e punto di partenza ideale per visitare la Costiera Amalfitana, Paestum e il Cilento. Non sorprende che molte persone decidano di aprire un Bed and Breakfast proprio qui, approfittando del turismo in crescita. Ma, prima di iniziare, è utile conoscere alcune informazioni pratiche e normative.

Perché scegliere Salerno per aprire un B&B

Salerno unisce il fascino del sud Italia con la praticità di una città moderna. È ben collegata con treni ad alta velocità, ha un porto attivo per le crociere e un centro storico ricco di attrazioni. In più, offre costi più bassi rispetto ad altre mete turistiche della Campania, come Sorrento o Positano. Questo rende Salerno una scelta interessante per chi vuole avviare un'attività ricettiva.

Tipologie di Bed and Breakfast

In Italia, il B&B è un’attività di tipo non imprenditoriale. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, chi lo gestisce lo fa come attività occasionale o secondaria. Tuttavia, alcune Regioni – tra cui la Campania – consentono anche la gestione in forma imprenditoriale, con obblighi fiscali e burocratici diversi. È importante capire quale forma scegliere prima di aprire.

Requisiti strutturali e normativi

Un B&B può essere aperto solo all’interno di un’abitazione privata. Le camere da destinare agli ospiti devono rispettare determinati requisiti di superficie, illuminazione, aerazione e sicurezza. Secondo le norme regionali, le stanze devono essere arredate in modo decoroso e avere almeno un bagno ogni tre camere. È obbligatoria anche la fornitura della prima colazione e la pulizia quotidiana degli ambienti. Chi vuole aprire un B&B a Salerno deve presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP del Comune. In seguito, dovrà registrarsi presso l’ufficio turistico regionale.

Regole fiscali e apertura della Partita IVA

Se l’attività viene svolta in modo occasionale e non imprenditoriale, non è necessario aprire Partita IVA. In questo caso, i guadagni vanno dichiarati nel quadro RL della dichiarazione dei redditi. Se invece l’attività è continuativa, si superano determinati limiti di reddito o si offrono servizi aggiuntivi (come noleggio bici, escursioni, cene), sarà necessario aprire una Partita IVA. In questi casi, può essere utile affidarsi a servizi come Fiscozen, che aiutano a gestire tutti gli aspetti fiscali: apertura della Partita IVA, scelta del regime fiscale (come il forfettario), emissione delle fatture, calcolo delle imposte. Una soluzione utile, soprattutto per chi non ha esperienza in ambito contabile.

Autorizzazioni e adempimenti obbligatori

Oltre alla SCIA, è necessario comunicare ogni arrivo e partenza degli ospiti al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato. Per questo, bisogna richiedere le credenziali presso la Questura. Va anche applicata l’imposta di soggiorno, se prevista dal Comune, e versata secondo le modalità stabilite. Infine, è obbligatorio comunicare i dati statistici degli arrivi e delle presenze all’ISTAT tramite il portale regionale.

Gestione e accoglienza degli ospiti

Un B&B di successo non si basa solo sulla posizione o sulla struttura. La cura dell’ospite è fondamentale. Chi gestisce l’attività deve essere presente o comunque disponibile, offrire informazioni utili e garantire un ambiente pulito e accogliente. A Salerno, l’ospitalità rappresenta un valore culturale. Molti turisti cercano un’esperienza autentica, fatta di piccoli gesti, consigli personalizzati e atmosfere familiari.

Costi iniziali e spese ricorrenti

Aprire un B&B comporta dei costi. I principali sono legati alla ristrutturazione degli ambienti, all’acquisto di arredi e biancheria, alla promozione online (su piattaforme come Booking, Airbnb, Google). Tra le spese ricorrenti ci sono le utenze, le commissioni dei portali di prenotazione, eventuali servizi di pulizia, colazioni e manutenzione. In caso di Partita IVA, vanno considerati anche i contributi previdenziali e le imposte.

Promozione e visibilità online

Per farsi trovare dai turisti, è fondamentale avere una presenza online curata. Un sito semplice con foto professionali, recensioni positive e profili aggiornati sui principali portali può fare la differenza. Molti ospiti scelgono il proprio alloggio guardando immagini, descrizioni e commenti. La qualità della comunicazione è quindi uno degli elementi più importanti per il successo dell’attività.

Aprire un Bed and Breakfast a Salerno può essere una scelta vantaggiosa per chi ama accogliere e desidera valorizzare il territorio. Tuttavia, è importante conoscere in anticipo gli aspetti burocratici, fiscali e organizzativi. Informarsi, confrontarsi con chi ha già esperienza e valutare con attenzione la sostenibilità del progetto può evitare errori costosi. Per chi intende avviare un’attività in forma professionale, la gestione fiscale non va sottovalutata. In questo senso, servizi come Fiscozen possono rendere il percorso più semplice e sicuro.

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Redazione Irno24 04/10/2022

"Piano Sociale" della Campania, 58 milioni ad imprese manifatturiere

Nell'ambito del "Piano Sociale 2022" della Regione, presentato nei giorni scorsi, che prevede sostegno alle famiglie e alle attività produttive della Campania, è stato pubblicato l'Avviso riservato alle imprese campane colpite dalle conseguenze della crisi economica internazionale e, in particolare, della crisi energetica. Il finanziamento iniziale è di 58 milioni di euro.

L'Avviso, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione, è rivolto alle imprese del settore manifatturiero, tra i più sensibili al rincaro dei prezzi delle forniture energetiche, per ristorare del 30% i maggiori costi sostenuti nel 2022 per energia elettrica e gas rispetto ai prezzi del 2021. La procedura è interamente digitalizzata e consentirà di gestire il flusso di domande in breve tempo e, comunque, con la concessione delle agevolazioni entro il 2022.

Sul Bollettino ufficiale del 3 ottobre 2022 è stato pubblicato anche un ulteriore Avviso rivolto ai Comuni con meno di 5.000 abitanti per favorire la costituzione di comunità energetiche e rinnovabili. E’ infine in preparazione un terzo Avviso, con una dotazione di 50 milioni di euro, per sostenere le imprese campane nella promozione di interventi che favoriscano l'efficientamento, la transizione e la sostenibilità energetica.

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