Il Cerignola (1-0) accentua la crisi della Salernitana, Raffaele al capolinea?
Un'altra brutta prova della squadra guidata dal tecnico che portò i pugliesi vicini alla B
Redazione Irno24 06/02/2026 0
La Salernitana è in crisi. Reduce dal pareggio interno col fanalino di coda Giugliano, la squadra di Raffaele perde 1-0 a Cerignola (vittorioso anche all'andata), proprio la piazza in cui l'attuale mister granata si era messo in luce, sfiorando la B. Il Benevento, capolista, passa al 102° col Picerno e scava un solco di 11 punti sulla Bersagliera. Un abisso. Al "Monterisi" va in campo una versione oltremodo asfittica della Salernitana, che nel 1° tempo non si vede.
Il Cerignola mette le marce alte e in contropiede affonda come vuole, soprattutto nelle praterie del versante sinistro. Su una di queste ripartenze, che sfruttano la macchinosità della difesa ospite, i padroni di casa segnano al 21° con Moreso, che insacca a porta vuota su assist di Gambale, lesto ad anticipare (e dribblare) Donnarumma in uscita.
Nella ripresa, la Salernitana si affida unicamente ai cross per le torri d'attacco; Lescano coglie la traversa al 63° con una gran botta. E' l'unico acuto offensivo, la rete di Gyabuaa non fa testo perchè arriva a gioco fermo dopo un fallo di Ferrari. Le imprecisioni in fase di costruzione non si contano. Martedì si gioca di nuovo - col Casarano - per il turno infrasettimanale. Ci sarà ancora Raffaele sulla panchina granata?
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Redazione Irno24 13/08/2024
Rapidità e dribbling sulla trequarti della Salernitana con Daniele Verde
L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con lo Spezia Calcio per il trasferimento, a titolo temporaneo con diritto e obbligo di riscatto a determinate condizioni, dell’attaccante classe ’96 Daniele Verde. Dal 2020 al 2023, in tre stagioni di Serie A, mette a referto 80 presenze e 17 reti. Ha nella rapidità e nel dribbling nello stretto le sue qualità migliori, unite a un buon bagaglio tecnico.
Redazione Irno24 09/06/2023
De Sanctis: "Sicuri che il progetto Salernitana continuerà con Sousa"
“L’occasione di oggi è utile per un bilancio sulla stagione appena conclusa. E’ stato fatto un lavoro importante e sono stati raggiunti risultati notevoli. Durante la stagione non ho parlato molto e probabilmente non sono intervenuto quanto era necessario farlo. In alcuni momenti ho preferito rimanere in silenzio perché così facendo ero sicuro di salvaguardare l’interesse della Salernitana.
Anche nei momenti difficili ero sicuro che la squadra allestita a un certo punto avrebbe ottenuto i risultati auspicati. Bisogna condividere i meriti con tutti i dipendenti della Salernitana, lo staff medico, lo staff tecnico, la direzione sportiva, i calciatori, il Presidente, l’Amministratore Delegato e tutta la tifoseria”. Queste le parole del Direttore Sportivo granata, Morgan De Sanctis, intervenuto questa mattina in conferenza stampa allo Stadio Arechi.
“Sousa è arrivato a febbraio - spiega il ds - e ha accettato la nostra sfida, che era molto stimolante per entrambe le parti. L’accordo contrattuale prevede un’opzione unilaterale da parte della Salernitana di rinnovare il contratto e questa opzione è stata esercitata. Allo stesso tempo c’è lo spazio per l’allenatore di decidere se continuare con noi. In generale, per il futuro della Salernitana, c’è condivisione di programmi e un allineamento totale con lui e siamo sicuri che il progetto Salernitana continuerà con mister Sousa.
Il bilancio personale di questa stagione è assolutamente positivo, perché la Salernitana si è salvata con tre giornate d’anticipo e, grazie agli investimenti fatti dodici mesi fa, ha una base solida su cui ripartire nella prossima stagione. Si può e si deve sempre migliorare per ambire a qualcosa in più. Tutti dobbiamo avere la consapevolezza che l’obiettivo deve essere quello di salvarsi di nuovo, cercando di farlo il più velocemente possibile.
Siamo convinti di riscattare Boulaye Dia, il calciatore sarà a disposizione quando ripartirà la nuova stagione. Questo club si è ritrovato in sei mesi da un progetto di mantenimento della dignità ad un progetto più ambizioso, quindi si è alzato il notevolmente il livello della rosa. Se saremo in grado di indovinare le scelte con giocatori giovani di prospettiva, affiancati da giocatori esperti che li possano aiutare a crescere, sono sicuro che nel giro di 24/36 mesi riusciremo a rendere la Salernitana una società sostenibile.
Gli esercizi di riscatto di Dia, Pirola e il rinnovo di Ochoa sono sinonimo di grande forza del club. La Salernitana cercherà di ripulire il più possibile il gruppo di calciatori che non fa parte del progetto, per recuperare risorse in modo da non intaccare il valore della rosa. Cercheremo di mantenere i giocatori più importanti, ma, se dovessero arrivare offerte concrete da club importanti, la Società non strozzerà le ambizioni di nessuno”.
Andrea Montinaro 16/01/2024
Salernitana, Iervolino attacca gli arbitri ma il problema non sta nel favoritismo
La Salernitana per la terza volta in poche settimane si è vista scappare dalle mani dei punti pesantissimi in chiave salvezza per un gol oltre il 90° minuto. Questa volta è toccato al difensore kosovaro Rrahmani spegnere le speranze granata di tornare con 1 punto da Napoli, dopo un match dal quale probabilmente la Salernitana avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più per impegno e determinazione, nonostante gli evidenti limiti di una rosa al momento "corta" e rimaneggiata.
Ma a far parlare, come è accaduto spesso in questi ultime giornate, sono stati i continui episodi arbitrali che perpetuano nella loro ambiguità di giudizio e che anche in Napoli-Salernitana hanno acceso i toni post-gara, rendendo ancora più sanguinosa la sconfitta. Il presidente Danilo Iervolino ha rilasciato pesantissime dichiarazioni in merito alle decisioni arbitrali nel derby campano, attaccando senza mezze misure tutta la categoria e in particolare Gianluca Rocchi, responsabile e disegnatore degli arbitri di A e B.
La via dell’imparzialità è sempre la strada da battere in questi casi, per rimanere attendibili e onesti intellettualmente; ma che ci sia un “problema VAR” è assodato dai continui errori, ma soprattutto dalla ricorrente mancanza di uniformità di giudizio nell’uso di uno strumento che si sta sempre più allontanando dal concetto di “ausiliarità”.
Ci può essere confronto e discussione sul discorso della “sudditanza psicologica verso le grandi” e sull’uso inadeguato degli strumenti, punti sui quali si è soffermato inizialmente Iervolino, presentando un problema da sempre presente all’interno del calcio come il diverso “trattamento” che gli arbitri applicano nella gestione dei cartellini e degli episodi cosiddetti “al limite”, nei quali vengono premiate più facilmente le big che le squadre di bassa classifica. Episodi in cui emerge l'utilizzo ambiguo del VAR.
“Prima la responsabilità era di un solo arbitro, ora di quattro o cinque, quindi è peggio", Iervolino riesce qui a centrare il focus che potrebbe portare a un confronto costruttivo: la divisione poco chiara delle responsabilità è probabilmente il problema principale della classe arbitrale in questo momento ed è la causa che determina maggiori polemiche e dubbi. Il protocollo attuale divide le responsabilità degli ufficiali in campo, fino a rendere quasi invisibile la linea di demarcazione tra chi effettua una prima valutazione e chi realmente dovrebbe prendere le decisioni; tale ambiguità porta ad un continuo scarico di colpe e ricerca di alibi, che non fanno altro che alimentare polemiche su episodi che allontanano sempre più dal calcio giocato.
Il Presidente, però, si discosta successivamente da quell’alone di critica costruttiva, per sfociare nel campo di un vittimismo inutile e fuori contesto, che non serve né per migliorare il regolamento né per difendere la Salernitana. Iervolino cade nella trappola, nella quale molti altri addetti ai lavori sono caduti in passato, della polemica spicciola, aggrappandosi a determinati episodi occorsi durante il match contro il Napoli.
"Errori così grossolani mi fanno pensare male, falsano i campionati. In occasione del 2-1, Demme dà una gomitata sul volto a Tchaouna mentre salta. Non tollero queste sviste: se tiri la maglia è fallo, è penalty e basta. E' successo a Simy con Rrahmani”. Iervolino, in questo modo, tenta giustamente di portar acqua al suo mulino, ma perde inesorabilmente credibilità, abbandonando i punti sui cui in realtà si dovrebbe battere.
Sarebbe stato giusto da parte sua chiedere un confronto con l’AIA per avere delucidazioni in merito a chiarezza ed uniformità di trattamento. Iervolino inciampa nella semplicistica retorica del “favoritismo”, ma il focus non deve essere sull’episodio a favore o sfavore, piuttosto bisogna far luce su lacune evidenti in questo sistema arbitrale per provare a diminuire sempre più la cadenza degli errori. Serve qualcuno che ci spieghi cosa effettivamente si intende per “chiaro ed evidente errore” e a chi tocca giudicare se un contatto, un fallo o qualsiasi episodio di campo sia un oggettivo errore.
Il regolamento sanziona sempre di più anche i minimi contatti in area di rigore; rivalutando gli episodi in Napoli-Salernitana, desta perplessità la poca chiarezza sulle modalità di decisione. Il “rigorino” su Simeone non è stato ravvisato dall’arbitro Marinelli in tempo reale, richiamato successivamente al monitor da Di Bello che ha quindi giudicato fallosa la tipologia e intensità del contatto tra l’attaccante del Napoli e Fazio. È qui che però sorge il dubbio: se la maggior parte dei contatti in area di rigore è sempre sotto la lente d’ingrandimento di un’analisi soggettiva da parte di uomini, di arbitri che non possono uniformare i giudizi perché i fattori e le variabilità di un contatto sono infinite, come si può rendere oggettivo questo processo?
Iervolino avrebbe potuto portare la discussione verso lidi più produttivi, ponendo quella che sarebbe stata la giusta domanda: perché sul contatto di Simeone è intervenuto il VAR e invece sullo scontro Demme-Tchaouna è l’arbitro di campo a giudicare l’intensità del contatto? Sarebbe importante riuscire ad avere un confronto realmente costruttivo, andando al di là del singolo episodio e riuscendo a togliersi per un po’ la maglia del tifoso da dosso.