Nel 2025 quota 30 per la StraSalerno, si disputa domenica 26 ottobre
Sabato 25 ottobre, presso la Piscina "Vitale", l’accredito degli atleti dalle 15:30 alle 19:00
Redazione Irno24 16/10/2025 0
È stata presentata questa mattina, giovedì 16 ottobre, presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la 30a edizione della "StraSalerno", la manifestazione podistica che da tre decenni trasforma la città in un palcoscenico a cielo aperto di sport, benessere e condivisione. Sabato 25 ottobre, presso la Piscina "Vitale", si svolgerà l’accredito degli atleti, dalle 15:30 alle 19:00, mentre dalle 16:00 alle 18:30 sarà possibile iscriversi alla ludico-motoria per i percorsi da 10 km e 2 km.
La giornata clou sarà domenica 26 ottobre, con la partenza alle ore 8:30 della mezza maratona da 21,095 km, della gara agonistica da 10 km e della ludico-motoria da 10 km. Dalle 9:00 alle 10:15 saranno ancora aperte le iscrizioni per la ludico-motoria, e alle 10:45 prenderà il via la gara Family di circa 2 km, che ospiterà anche la sesta edizione della StraSalerno Autismo. Le premiazioni si terranno alle ore 11:30.
Potrebbero interessarti anche...
Andrea Montinaro 16/01/2024
Salernitana, Iervolino attacca gli arbitri ma il problema non sta nel favoritismo
La Salernitana per la terza volta in poche settimane si è vista scappare dalle mani dei punti pesantissimi in chiave salvezza per un gol oltre il 90° minuto. Questa volta è toccato al difensore kosovaro Rrahmani spegnere le speranze granata di tornare con 1 punto da Napoli, dopo un match dal quale probabilmente la Salernitana avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più per impegno e determinazione, nonostante gli evidenti limiti di una rosa al momento "corta" e rimaneggiata.
Ma a far parlare, come è accaduto spesso in questi ultime giornate, sono stati i continui episodi arbitrali che perpetuano nella loro ambiguità di giudizio e che anche in Napoli-Salernitana hanno acceso i toni post-gara, rendendo ancora più sanguinosa la sconfitta. Il presidente Danilo Iervolino ha rilasciato pesantissime dichiarazioni in merito alle decisioni arbitrali nel derby campano, attaccando senza mezze misure tutta la categoria e in particolare Gianluca Rocchi, responsabile e disegnatore degli arbitri di A e B.
La via dell’imparzialità è sempre la strada da battere in questi casi, per rimanere attendibili e onesti intellettualmente; ma che ci sia un “problema VAR” è assodato dai continui errori, ma soprattutto dalla ricorrente mancanza di uniformità di giudizio nell’uso di uno strumento che si sta sempre più allontanando dal concetto di “ausiliarità”.
Ci può essere confronto e discussione sul discorso della “sudditanza psicologica verso le grandi” e sull’uso inadeguato degli strumenti, punti sui quali si è soffermato inizialmente Iervolino, presentando un problema da sempre presente all’interno del calcio come il diverso “trattamento” che gli arbitri applicano nella gestione dei cartellini e degli episodi cosiddetti “al limite”, nei quali vengono premiate più facilmente le big che le squadre di bassa classifica. Episodi in cui emerge l'utilizzo ambiguo del VAR.
“Prima la responsabilità era di un solo arbitro, ora di quattro o cinque, quindi è peggio", Iervolino riesce qui a centrare il focus che potrebbe portare a un confronto costruttivo: la divisione poco chiara delle responsabilità è probabilmente il problema principale della classe arbitrale in questo momento ed è la causa che determina maggiori polemiche e dubbi. Il protocollo attuale divide le responsabilità degli ufficiali in campo, fino a rendere quasi invisibile la linea di demarcazione tra chi effettua una prima valutazione e chi realmente dovrebbe prendere le decisioni; tale ambiguità porta ad un continuo scarico di colpe e ricerca di alibi, che non fanno altro che alimentare polemiche su episodi che allontanano sempre più dal calcio giocato.
Il Presidente, però, si discosta successivamente da quell’alone di critica costruttiva, per sfociare nel campo di un vittimismo inutile e fuori contesto, che non serve né per migliorare il regolamento né per difendere la Salernitana. Iervolino cade nella trappola, nella quale molti altri addetti ai lavori sono caduti in passato, della polemica spicciola, aggrappandosi a determinati episodi occorsi durante il match contro il Napoli.
"Errori così grossolani mi fanno pensare male, falsano i campionati. In occasione del 2-1, Demme dà una gomitata sul volto a Tchaouna mentre salta. Non tollero queste sviste: se tiri la maglia è fallo, è penalty e basta. E' successo a Simy con Rrahmani”. Iervolino, in questo modo, tenta giustamente di portar acqua al suo mulino, ma perde inesorabilmente credibilità, abbandonando i punti sui cui in realtà si dovrebbe battere.
Sarebbe stato giusto da parte sua chiedere un confronto con l’AIA per avere delucidazioni in merito a chiarezza ed uniformità di trattamento. Iervolino inciampa nella semplicistica retorica del “favoritismo”, ma il focus non deve essere sull’episodio a favore o sfavore, piuttosto bisogna far luce su lacune evidenti in questo sistema arbitrale per provare a diminuire sempre più la cadenza degli errori. Serve qualcuno che ci spieghi cosa effettivamente si intende per “chiaro ed evidente errore” e a chi tocca giudicare se un contatto, un fallo o qualsiasi episodio di campo sia un oggettivo errore.
Il regolamento sanziona sempre di più anche i minimi contatti in area di rigore; rivalutando gli episodi in Napoli-Salernitana, desta perplessità la poca chiarezza sulle modalità di decisione. Il “rigorino” su Simeone non è stato ravvisato dall’arbitro Marinelli in tempo reale, richiamato successivamente al monitor da Di Bello che ha quindi giudicato fallosa la tipologia e intensità del contatto tra l’attaccante del Napoli e Fazio. È qui che però sorge il dubbio: se la maggior parte dei contatti in area di rigore è sempre sotto la lente d’ingrandimento di un’analisi soggettiva da parte di uomini, di arbitri che non possono uniformare i giudizi perché i fattori e le variabilità di un contatto sono infinite, come si può rendere oggettivo questo processo?
Iervolino avrebbe potuto portare la discussione verso lidi più produttivi, ponendo quella che sarebbe stata la giusta domanda: perché sul contatto di Simeone è intervenuto il VAR e invece sullo scontro Demme-Tchaouna è l’arbitro di campo a giudicare l’intensità del contatto? Sarebbe importante riuscire ad avere un confronto realmente costruttivo, andando al di là del singolo episodio e riuscendo a togliersi per un po’ la maglia del tifoso da dosso.
Redazione Irno24 22/10/2023
Salernitana-Cagliari 2-2, Inzaghi: "Molto contento della reazione dei ragazzi"
“Siamo una squadra in difficoltà ma oggi abbiamo dimostrato di avere carattere. Sono molto contento della reazione dei ragazzi dopo i due gol subiti. Non molte squadre avrebbero avuto la forza mentale di trovare per due volte il gol del pareggio per come si era messa la partita. Abbiamo dei giocatori giovani, bisogna dargli fiducia e non colpevolizzarli al primo errore, perché solo così potranno crescere”.
Queste le parole del tecnico granata Filippo Inzaghi al termine di Salernitana-Cagliari. “Il pareggio, per come è stato ottenuto oggi, vale come una vittoria. La squadra mi è piaciuta nel primo tempo, mentre nella ripresa, complice la stanchezza, siamo calati e abbiamo permesso al Cagliari di crescere. Nel finale abbiamo avuto l’occasione per vincere la partita, peccato non aver segnato e regalato questa gioia ai tifosi. Vogliamo rendere orgogliosi di noi il Presidente e la nostra gente, che oggi ci ha sostenuto fino alla fine”.
Il mister ha quindi concluso: “Ho avuto poco tempo per lavorare con la squadra al completo, dobbiamo crescere tecnicamente e migliorare le scelte nelle zone decisive del campo. Tatticamente abbiamo diverse soluzioni, col passare dei giorni capiremo quale sarà la veste più adatta a noi. Trasformeremo i fischi in applausi, sono sicuro che questa squadra ha tutte le qualità per fare bene e raggiungere i punti in classifica necessari per raggiungere l’obiettivo”.
Andrea Montinaro 31/07/2025
Giorni decisivi per completare la Salernitana, Faggiano attivo su più fronti
Con l’inizio di agosto alle porte, Faggiano si trova dinanzi a un passaggio cruciale per imprimere un’accelerazione decisiva alla campagna acquisti e cessioni della Salernitana. In un contesto finanziario delicato, segnato dalla recente retrocessione in C, il ds granata ha un duplice obiettivo: deve rafforzare la rosa con innesti mirati per il nuovo campionato e, contemporaneamente, sfoltirla alleggerendo il monte ingaggi. C'è ancora molto da fare per completare il puzzle della nuova Salernitana.
Cevers, tra i pali, sembra essere destinato al ruolo di terzo portiere e occorrono, quindi, sia un titolare che una valida alternativa. In difesa, Matino e Cabianca rappresentano le opzioni sul centrodestra, Coppolaro l’unico centrale puro, Anastasio (adattato da esterno) l’unico braccetto a sinistra. Il reparto ha dunque bisogno di un centrale mancino e almeno un altro elemento di esperienza per aumentare le rotazioni. Anche sulle corsie laterali la situazione è parzialmente definita. Villa sarà il titolare sulla sinistra; a destra, invece, il vuoto è pressoché totale e serve un rinforzo naturale per quella zona. A centrocampo, Raffaele può contare su un ipotetico trio titolare composto da De Boer, Capomaggio e Varone. Tuttavia, manca la profondità necessaria per affrontare un campionato lungo e insidioso come quello di C. In avanti, l’organico è ancora lontano dalla completezza. Gli unici attaccanti certi della permanenza sono Inglese, Ferrari e Achik.
Per trasformare una buona campagna acquisti in un progetto vincente servirà qualcosa in più. Occorrerà l’innesto di un calciatore di alto livello per ogni reparto: una figura che possa rappresentare un riferimento tecnico, carismatico e "mediatico". Non a caso resta viva la pista che porta a Marco Capuano della Ternana, mancino di ruolo e profilo ideale per la retroguardia. Per la fascia destra, dopo il tramonto dell’ipotesi Casasola, i principali candidati sono Longobardi del Rimini e Manè del Bari, entrambi elementi giovani ma già rodati per la categoria. In avanti, il possibile arrivo di un attaccante come Tumminello rappresenterebbe un salto di qualità importante, completando un terzetto da promozione diretta. Anche l’arrivo di Liguori sarebbe un colpo di alto profilo per la categoria.
In definitiva, la Salernitana è chiamata a un ulteriore sforzo sul mercato per completare il mosaico e riaccendere l’entusiasmo di una piazza reduce da due stagioni difficili. Solo così il progetto di rinascita potrà prendere forma in maniera compiuta e convincente, con l’obiettivo dichiarato di riportare il cavalluccio nei palcoscenici che gli competono. Il tempo stringe e agosto sarà il mese della verità. Ma, con la determinazione mostrata finora, Faggiano e la dirigenza granata sembrano finalmente avere le idee chiare.