Presentata l'edizione 2020 di "Linea d'Ombra", proiezioni in presenza e online

Entro il 22 Ottobre le iscrizioni alla Giuria Open

Redazione Irno24 17/10/2020 0

Presentata, nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, la 25esima edizione di Linea d’Ombra Festival, in programma dal 24 al 31 ottobre. L'evento, diretto da Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo, quest'anno accorcia le distanze e diventa ibrido. Il pubblico potrà scegliere se seguire le proiezioni in presenza, previste tra la Sala Pasolini e la Fondazione Filiberto Menna, o da casa attraverso una piattaforma dedicata. Stessa formula anche per chi deciderà di partecipare in veste di giurato. In questo modo ognuno vivrà il proprio festival.

Cinque sono le sezioni in concorso: Passaggi d’Europa, LineaDoc, CortoEuropa, VedoAnimato, VedoVerticale. Sono aperte le iscrizioni per la Giuria Open, entro il 22 ottobre bisognerà inviare una mail a giuria@lineadombrafestival.it. I giurati di CortoEuropa dovranno prenotare giorno per giorno sul sito del festival il proprio posto in sala, entro i limiti di capienza previsti. Le sezioni VedoAnimato e VedoVerticale saranno fruibili solo on line e per le giurie non si prevedono limiti d’iscrizione.

Queste le parole del sindaco Napoli, presente all'incontro introduttivo: "Dal 1996 la città di Salerno ospita un festival di prestigio internazionale, Linea d’Ombra. Nonostante la cultura non sempre abbia avuto vita semplice in questi anni, Linea d’Ombra esiste e resiste, supportato anche dallo stesso Comune di Salerno che, insieme alla Regione, ne apprezza il programma e le finalità.

Si tratta, dunque, di un appuntamento da non perdere, da vivere – questa volta – con una maggiore consapevolezza degli spazi e dei luoghi per via di questa pandemia. Ma sappiamo bene che la cultura, in qualsiasi forma sia essa declinata, non teme ostacoli e, come sempre, avrà la meglio anche su questo tempo di incertezze e paure".

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 23/07/2025

Salerno, "Pitti Pizza & Friends" dal 30 luglio coi big della musica

Salerno è pronta ad accogliere una nuova, attesissima edizione del "Pitti Pizza & Friends", l’evento che unisce sapientemente cultura gastronomica e spettacolo in una delle cornici più affascinanti d’Italia: Piazza della Libertà, affacciata sul mare e ormai simbolo del nuovo volto urbano. Cinque giorni, da mercoledì 30 luglio a domenica 3 agosto, in cui il cuore del lungomare salernitano si trasformerà in una grande festa a cielo aperto, con ospiti musicali di primissimo piano, degustazioni, attività per famiglie e un richiamo turistico che valorizza l’intera Regione Campania.

Media partner ufficiale dell’evento è Radio Kiss Kiss, tra le emittenti più amate del panorama nazionale. La radio seguirà la manifestazione in diretta tutte le sere, dalle 21:00. Sul palco, la conduzione sarà affidata a Pippo Pelo e Adriana Petro, per un mix di ironia, ritmo e professionalità che farà da collante tra gli artisti e il pubblico.

Questi i cantanti che si esibiranno dal vivo: Sal Da Vinci, Alex Wyse, Antonia, Vincenzo Bles, Francesco Da Vinci, Gigi Finizio, Alfa, Sissi, Mazzariello, Ermal Meta, Senza Cri, Nicolò, Michele Bravi, Mida, Gemelli Diversi, Aka7even, I Desideri, Federica Abate, Marco Masini, Clementino, Grelmos, Anna Tatangelo, Luk3, Cioffi.

Leggi tutto

Redazione Irno24 23/09/2023

"Salerno 1943" rievoca lo sbarco alleato, è in omaggio con Repubblica

"Salerno 1943" è il volume realizzato da Repubblica in occasione dell'80° anniversario dello sbarco alleato, che sarà in edicola domani in omaggio con il quotidiano. "Lo abbiamo presentato questa mattina - scrive il sindaco Napoli - a Palazzo di Città, sede del primo governo dell'Italia liberata: un luogo simbolico per ricordare uno dei momenti decisivi della lotta al nazifascismo, della storia del nostro paese e della democrazia occidentale.

Il volume, firmato da Alfonso Conte, Ubaldo Baldi e Ciro Raia, riporta foto e racconti che testimoniano la sofferenza di quei giorni e riportano i lettori a quel clima che si respirava in città: solo così si può conservare, rinnovare e mantenere viva e attiva la memoria di quegli avvenimenti.

È importante diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni, il ricordo di avvenimenti tragici della nostra storia, tanto più oggi che assistiamo ad una guerra nel cuore dell'Europa. Libertà e democrazia sono valori che vanno rinnovati ogni giorno, non sono acquisiti una volta per sempre: solo con l'impegno quotidiano e il rispetto delle regole si può rafforzare la democrazia".

Leggi tutto

Annamaria Parlato 21/03/2026

Il terzo occhio dell'illusione: a Salerno "La Grande Magia" incanta il Verdi

La messinscena de "La Grande Magia", interpretata da Natalino Balasso e diretta da Gabriele Russo, ha debuttato il 19 marzo 2026 alle ore 21:00 al Teatro Verdi di Salerno, registrando un sold out e un successo indiscusso che conferma la forza di un testo tra i più complessi di Eduardo De Filippo, scritto nel 1948 e inizialmente accolto con perplessità proprio per la sua natura ambigua e filosofica, oggi invece riconosciuto come straordinariamente moderno.

La lettura di Balasso, sostenuta con rigore dalla regia di Russo e affiancata dalla presenza scenica di Michele Di Mauro, insiste con lucidità sulla dimensione pirandelliana dell’opera, costruendo un universo in cui la verità non è un dato ma una scelta, un atto di fede individuale che si sostituisce alla realtà, come accade nel caso di Calogero Di Spelta che accetta l’illusione della scatola pur di non affrontare l’abbandono della moglie Marta, trasformando così la finzione in una verità necessaria.

In questa prospettiva assume un ruolo centrale il motivo del “terzo occhio”, più volte evocato dal mago Otto Marvuglia, che diventa metafora di una visione altra, non razionale, capace di cogliere ciò che non è visibile ma che può essere creduto, un dispositivo simbolico che sposta il piano dell’azione dal reale al percettivo, rendendo esplicito come tutta la vicenda si giochi non su ciò che accade ma su ciò che viene accettato come vero, e dunque su una dimensione quasi iniziatica dell’illusione, dove vedere non significa constatare ma scegliere di aderire a un’immagine del mondo;

questa tensione trova una traduzione scenica potente nell’impianto visivo che richiama l’estetica metafisica di Giorgio de Chirico, con spazi sospesi e rarefatti, anche nella ricostruzione del giardino all’inglese dell’Hotel Metropole, luogo apparentemente rassicurante e borghese in cui si consuma l’evento centrale della scomparsa di Marta, che proprio per il suo carattere ordinato e “naturale” diventa ancora più perturbante, trasformandosi in uno spazio liminale dove il reale si incrina e lascia emergere l’inganno, come se l’illusione potesse attecchire più facilmente proprio nei contesti che pretendono stabilità e controllo.

Per comprendere la profondità di questo impianto è necessario collegarlo alla più ampia riflessione eduardiana sull’illusionismo, già evidente in “Sik-Sik l'artefice magico”, dove il trucco teatrale è ancora smascherato nella sua dimensione artigianale e comica, mentre in La Grande Magia esso si trasfigura in condizione esistenziale, inscrivendosi pienamente nella linea più inquieta della “Cantata dei giorni dispari” rispetto alla più luminosa “Cantata dei giorni pari”, segnando così il passaggio da un teatro della realtà a un teatro della percezione.

Il mago Otto Marvuglia, in questo contesto, non è soltanto un prestigiatore ma una figura quasi demiurgica, che invita costantemente i personaggi - e implicitamente il pubblico - ad attivare questo “terzo occhio”, ossia la capacità di credere, di sospendere il giudizio razionale per accedere a una verità altra, rendendo evidente come il teatro stesso sia il luogo privilegiato di questa operazione; non mancano alcune perplessità sollevate dalla critica, come un’atmosfera talvolta eccessivamente cupa che tende a comprimere le battute comiche rendendo lo spettacolo più denso e meno immediato, o un risultato a tratti in bilico in cui l’incontro tra l’interpretazione di Balasso e la regia di Russo sembra non fondere completamente il registro farsesco con quello perturbante del testo, lasciando una sensazione di incompiuto, ma tali elementi appaiono coerenti con la natura stessa dell’opera, volutamente irrisolta e sospesa, incapace di trovare un equilibrio perché fondata proprio sulla frattura tra realtà e illusione.

Lo spettacolo, in replica dal 20 al 22 marzo, prodotto da Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, riesce così a restituire con forza la lezione più radicale di Eduardo, cioè che l’essere umano non cerca certezze ma una verità sopportabile, e proprio questa consapevolezza ha decretato il successo pieno della serata inaugurale al Verdi di Salerno, dimostrando come ancora oggi il pubblico sia disposto ad accogliere un teatro che non consola ma inquieta e che continua a suggerire che la più grande magia non è quella del palcoscenico ma quella fragile e necessaria illusione attraverso cui ciascuno costruisce la propria realtà.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...