"Salerno 1943" rievoca lo sbarco alleato, è in omaggio con Repubblica

Il libro è stato presentato questa mattina presso la sede del Comune

Redazione Irno24 23/09/2023 0

"Salerno 1943" è il volume realizzato da Repubblica in occasione dell'80° anniversario dello sbarco alleato, che sarà in edicola domani in omaggio con il quotidiano. "Lo abbiamo presentato questa mattina - scrive il sindaco Napoli - a Palazzo di Città, sede del primo governo dell'Italia liberata: un luogo simbolico per ricordare uno dei momenti decisivi della lotta al nazifascismo, della storia del nostro paese e della democrazia occidentale.

Il volume, firmato da Alfonso Conte, Ubaldo Baldi e Ciro Raia, riporta foto e racconti che testimoniano la sofferenza di quei giorni e riportano i lettori a quel clima che si respirava in città: solo così si può conservare, rinnovare e mantenere viva e attiva la memoria di quegli avvenimenti.

È importante diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni, il ricordo di avvenimenti tragici della nostra storia, tanto più oggi che assistiamo ad una guerra nel cuore dell'Europa. Libertà e democrazia sono valori che vanno rinnovati ogni giorno, non sono acquisiti una volta per sempre: solo con l'impegno quotidiano e il rispetto delle regole si può rafforzare la democrazia".

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Redazione Irno24 10/08/2023

Salerno, apertura straordinaria dei musei provinciali a Ferragosto

La Provincia di Salerno, in occasione della giornata festiva di Ferragosto, dispone l’apertura straordinaria di alcuni Musei Provinciali. Quindi, martedì 15 agosto, saranno aperti la Pinacoteca Provinciale, dalle 9.00 alle 14.00, e il Castello di Arechi, dalle 9.00 alle 17.00, che rimarrà aperto con lo stesso orario anche il 14 agosto (il lunedì è giorno di chiusura settimanale), in occasione dell'arrivo delle navi da crociera.

“Rendiamo fruibili i nostri spazi museali - dichiara il Presidente, Franco Alfieri - anche in momenti festivi, come la Giornata dell’Assunta, con lo scopo di intercettare i flussi turistici previsti sul nostro territorio”.

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Redazione Irno24 10/06/2021

Il Museo di Ogliara omaggia Ugo Marano a 10 anni dalla scomparsa

A distanza di 10 anni dalla morte, Salerno celebra il percorso artistico e creativo di Ugo Marano. Venerdì 11 giugno alle ore 18, al Museo Città Creativa di Ogliara, si potranno ammirare alcune opere dell'artista, una video produzione e una performance dell’associazione Campania danza.

Parteciperanno all'evento il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, il vicesindaco Mimmo De Maio, l'assessore alla Cultura Antonia Willburger e la moglie dell'artista Stefania Marano.

La mostra, allestita da Licio Esposito della Cactus Production, visitabile fino al 27 giugno, rappresenta la tappa conclusiva del progetto "Salerno Musei in Rete", promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, adottato e co-finanziato dalla Regione e curato da Mediateur.

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Annamaria Parlato 31/05/2026

Salerno, al Verdi "Il barbiere di Siviglia" tra leggerezza e perfezione rossiniana

Con il Barbiere di Siviglia, il Teatro Verdi di Salerno ha salutato il pubblico prima della pausa estiva, affidando all'opera più celebre di Gioachino Rossini il compito di chiudere la metà stagione nel segno del sorriso e della grande tradizione melodrammatica italiana. Un capolavoro che continua a parlare al presente, conservando intatta la sua freschezza teatrale e musicale. Opera buffa per eccellenza, "Il barbiere di Siviglia" possiede infatti una straordinaria capacità di apparire sempre nuova. La scrittura rossiniana, apparentemente semplice e immediata, nasconde una sofisticata costruzione musicale, nella quale ogni personaggio è delineato con assoluta precisione psicologica e musicale.

Nessuna figura è secondaria, nessun intervento è casuale: tutto concorre a costruire quell'ingranaggio perfetto che ha reso immortale il capolavoro tratto dalla commedia di Beaumarchais. Sul podio il maestro Daniel Oren, protagonista di una direzione energica e brillante, capace di valorizzare tanto la leggerezza quanto la complessità della partitura. L'Orchestra del Verdi ha seguito con precisione le continue variazioni ritmiche, restituendo al pubblico tutta la vitalità di una musica che sembra non conoscere il trascorrere del tempo. Oren ha privilegiato la fluidità narrativa, evitando qualsiasi enfasi superflua e lasciando emergere la naturale teatralità della scrittura rossiniana.

Particolarmente interessante la collaborazione, per la prima volta su questo titolo, tra Oren e il regista Riccardo Canessa. La lettura scenica proposta da Canessa sceglie di rendere omaggio al compositore attraverso l'evocazione della Napoli spagnola del suo tempo, collocando la vicenda in un contesto visivo ricco di suggestioni mediterranee. Una scelta che si rivela efficace perché non sovrasta mai la musica, ma la accompagna con discrezione, restituendo colore e atmosfera senza tradire lo spirito dell'opera. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi contribuiscono a creare un ambiente vivace e credibile, nel quale i personaggi si muovono con naturalezza. La regia evita ogni forzatura contemporanea e punta invece sulla forza del racconto, sugli equivoci, sui travestimenti e sulla comicità delle situazioni, elementi che costituiscono il cuore stesso del teatro rossiniano.

A emergere con particolare evidenza è il Figaro di Maxim Lisiin, autentico motore dell'azione. Il celebre factotum sivigliano domina la scena con energia e disinvoltura, incarnando quella figura di mediatore universale che tutto vede, tutto sa e tutto organizza. La sua presenza imprime ritmo alla narrazione e trova nel celeberrimo "Largo al factotum" uno dei momenti più applauditi della serata. Accanto a lui si distingue il Conte d'Almaviva di Yaroslav Abaimov, elegante nella linea di canto e convincente nella caratterizzazione del giovane innamorato, disposto a ogni stratagemma pur di conquistare Rosina. Proprio Rosina, interpretata da Francesca Di Sauro, si rivela una protagonista vivace e intelligente, lontana dall'immagine della fanciulla passiva. La sua è una donna capace di guidare gli eventi con determinazione e arguzia, qualità che Rossini sottolinea attraverso una scrittura vocale ricca di sfumature.

Di grande efficacia scenica il Don Bartolo di Misha Kiria, figura sospesa tra autorità e ridicolo, continuamente vittima dei propri timori e delle proprie ossessioni. Al suo fianco il Don Basilio di Francesco Milanese offre una presenza solida e autorevole, trovando nella celebre aria della calunnia uno dei momenti più significativi dell'opera. Completano efficacemente il cast Miriam Artiaco nel ruolo di Berta, Costantino Finucci in quello di Fiorello e Antonio De Rosa nei panni dell'Ufficiale. Fondamentale, come sempre nelle opere rossiniane, il contributo del Coro, preparato da Francesco Aliberti, chiamato a sostenere alcuni dei momenti più complessi della partitura. La compattezza delle sezioni corali e l'attenzione agli equilibri sonori hanno contribuito alla riuscita complessiva dello spettacolo.

Ma il vero protagonista della serata resta Rossini. La sua musica procede come un meccanismo perfetto, nel quale il disordine apparente degli eventi trova continuamente una propria armonia. I grandi concertati, le accelerazioni improvvise, i celebri crescendo e i finali d'assieme rivelano ancora oggi una modernità sorprendente. Ogni personaggio possiede una voce propria, un carattere riconoscibile, una precisa funzione drammaturgica all'interno di una costruzione che non conosce cedimenti. Gli applausi finali hanno salutato calorosamente artisti e maestranze, premiando una produzione che ha saputo coniugare fedeltà alla tradizione e vivacità teatrale. Un modo ideale per chiudere la stagione prima dell'estate, affidandosi a un'opera che continua, dopo oltre due secoli, a insegnare come la leggerezza possa essere una delle forme più alte dell'intelligenza. E mentre il sipario del Verdi calava sulle ultime note del finale, restava la sensazione di aver assistito non soltanto a una rappresentazione di successo, ma all'ennesima dimostrazione della vitalità di un capolavoro che continua a rinnovarsi ad ogni incontro con il pubblico.

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