Salerno, al Verdi "Il barbiere di Siviglia" tra leggerezza e perfezione rossiniana

L'ultima produzione prima della pausa estiva conquista il pubblico, evocata la Napoli spagnola

Annamaria Parlato 31/05/2026 0

Con il Barbiere di Siviglia, il Teatro Verdi di Salerno ha salutato il pubblico prima della pausa estiva, affidando all'opera più celebre di Gioachino Rossini il compito di chiudere la metà stagione nel segno del sorriso e della grande tradizione melodrammatica italiana. Un capolavoro che continua a parlare al presente, conservando intatta la sua freschezza teatrale e musicale. Opera buffa per eccellenza, "Il barbiere di Siviglia" possiede infatti una straordinaria capacità di apparire sempre nuova. La scrittura rossiniana, apparentemente semplice e immediata, nasconde una sofisticata costruzione musicale, nella quale ogni personaggio è delineato con assoluta precisione psicologica e musicale.

Nessuna figura è secondaria, nessun intervento è casuale: tutto concorre a costruire quell'ingranaggio perfetto che ha reso immortale il capolavoro tratto dalla commedia di Beaumarchais. Sul podio il maestro Daniel Oren, protagonista di una direzione energica e brillante, capace di valorizzare tanto la leggerezza quanto la complessità della partitura. L'Orchestra del Verdi ha seguito con precisione le continue variazioni ritmiche, restituendo al pubblico tutta la vitalità di una musica che sembra non conoscere il trascorrere del tempo. Oren ha privilegiato la fluidità narrativa, evitando qualsiasi enfasi superflua e lasciando emergere la naturale teatralità della scrittura rossiniana.

Particolarmente interessante la collaborazione, per la prima volta su questo titolo, tra Oren e il regista Riccardo Canessa. La lettura scenica proposta da Canessa sceglie di rendere omaggio al compositore attraverso l'evocazione della Napoli spagnola del suo tempo, collocando la vicenda in un contesto visivo ricco di suggestioni mediterranee. Una scelta che si rivela efficace perché non sovrasta mai la musica, ma la accompagna con discrezione, restituendo colore e atmosfera senza tradire lo spirito dell'opera. Le scene e i costumi di Alfredo Troisi contribuiscono a creare un ambiente vivace e credibile, nel quale i personaggi si muovono con naturalezza. La regia evita ogni forzatura contemporanea e punta invece sulla forza del racconto, sugli equivoci, sui travestimenti e sulla comicità delle situazioni, elementi che costituiscono il cuore stesso del teatro rossiniano.

A emergere con particolare evidenza è il Figaro di Maxim Lisiin, autentico motore dell'azione. Il celebre factotum sivigliano domina la scena con energia e disinvoltura, incarnando quella figura di mediatore universale che tutto vede, tutto sa e tutto organizza. La sua presenza imprime ritmo alla narrazione e trova nel celeberrimo "Largo al factotum" uno dei momenti più applauditi della serata. Accanto a lui si distingue il Conte d'Almaviva di Yaroslav Abaimov, elegante nella linea di canto e convincente nella caratterizzazione del giovane innamorato, disposto a ogni stratagemma pur di conquistare Rosina. Proprio Rosina, interpretata da Francesca Di Sauro, si rivela una protagonista vivace e intelligente, lontana dall'immagine della fanciulla passiva. La sua è una donna capace di guidare gli eventi con determinazione e arguzia, qualità che Rossini sottolinea attraverso una scrittura vocale ricca di sfumature.

Di grande efficacia scenica il Don Bartolo di Misha Kiria, figura sospesa tra autorità e ridicolo, continuamente vittima dei propri timori e delle proprie ossessioni. Al suo fianco il Don Basilio di Francesco Milanese offre una presenza solida e autorevole, trovando nella celebre aria della calunnia uno dei momenti più significativi dell'opera. Completano efficacemente il cast Miriam Artiaco nel ruolo di Berta, Costantino Finucci in quello di Fiorello e Antonio De Rosa nei panni dell'Ufficiale. Fondamentale, come sempre nelle opere rossiniane, il contributo del Coro, preparato da Francesco Aliberti, chiamato a sostenere alcuni dei momenti più complessi della partitura. La compattezza delle sezioni corali e l'attenzione agli equilibri sonori hanno contribuito alla riuscita complessiva dello spettacolo.

Ma il vero protagonista della serata resta Rossini. La sua musica procede come un meccanismo perfetto, nel quale il disordine apparente degli eventi trova continuamente una propria armonia. I grandi concertati, le accelerazioni improvvise, i celebri crescendo e i finali d'assieme rivelano ancora oggi una modernità sorprendente. Ogni personaggio possiede una voce propria, un carattere riconoscibile, una precisa funzione drammaturgica all'interno di una costruzione che non conosce cedimenti. Gli applausi finali hanno salutato calorosamente artisti e maestranze, premiando una produzione che ha saputo coniugare fedeltà alla tradizione e vivacità teatrale. Un modo ideale per chiudere la stagione prima dell'estate, affidandosi a un'opera che continua, dopo oltre due secoli, a insegnare come la leggerezza possa essere una delle forme più alte dell'intelligenza. E mentre il sipario del Verdi calava sulle ultime note del finale, restava la sensazione di aver assistito non soltanto a una rappresentazione di successo, ma all'ennesima dimostrazione della vitalità di un capolavoro che continua a rinnovarsi ad ogni incontro con il pubblico.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 28/04/2022

Salerno, un libro illustrato sulla storia della Madonna che viene dal mare

Sabato 30 aprile, alle ore 20.00, nella chiesa di Sant’Agostino, a Salerno, nell’ambito della XXX edizione della Fiera del Crocifisso Ritrovato, e dei festeggiamenti per il Centenario dell’Incoronazione dell’Icona di Maria SS. di Costantinopoli (1922-2022), venerata nell’antico santuario mariano, sarà presentato ufficialmente il volume illustrato “La Madonna che viene dal mare”. L'introduzione al volume è firmata da Peppe Barra. All’incontro, moderato dal giornalista Paolo Romano, saranno presenti gli autori e il parroco dell’Unità Pastorale Centro Storico di Salerno, don Felice Moliterno.

Attraverso la penna di Marco Pio D’Elia e i colori di Odile (Daniela De Vita), la città di Salerno rivive la storia dell’icona della Madonna di Costantinopoli riscoprendo il suo imprescindibile legame con il mare. Un racconto rivolto non solo ai piccoli ma anche a tutti coloro che desiderano ripercorrere le origini di una devozione antica, senza rinunciare alla provocazione esercitata da una fede semplice ed autentica e al fascino di illustrazioni d’autore.

Leggi tutto

Redazione Irno24 31/01/2022

Al FRaC di Baronissi le spettacolari incisioni di Lovaglio

Venerdì 28 gennaio, al Museo FRaC di Baronissi, è stata inaugurata la mostra "Salvatore Lovaglio. La Terra, il Paesaggio, l'Universo". La mostra documenta le principali esperienze realizzate dall’artista pugliese nell’arco di quasi cinquant’anni. Curata da Massimo Bignardi, presenta poco meno di trenta opere, tra dipinti e incisioni, disegnando un percorso cronologico che, dagli anni novanta, arriva alle recenti incisioni, spettacolari opere di grandi dimensioni. La mostra resterà aperta fino al 27 febbraio.

Leggi tutto

Redazione Irno24 25/05/2021

Concorso Lumina, ai "Morticelli" di Salerno l'installazione del vincitore Ballero

Venerdì 28 maggio, alle ore 20.00, a Salerno, presso l’ex Chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti, in Largo Plebiscito, si terrà l’inaugurazione della prima installazione luminosa dal titolo “É amore vero” dell’artista torinese Pietro Ballero, vincitore della prima edizione di “Lumina|Museo Luminoso Diffuso”.

Sarà l’occasione per incontrare l’artista, in residenza a Salerno dal 22 al 28 maggio, e presentare quanto attivato con il coinvolgimento dei cittadini, nell’ambito del progetto Lumina per la realizzazione del primo Museo Luminoso Diffuso nel Centro Storico di Salerno.

Il progetto è realizzato da Blam in collaborazione con l’Associazione Inner Wheel Salerno C.A.R.F, Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, Banca Campania Centro e con il patrocinio del Comune di Salerno. Invitati all'evento di accensione l'Assessore all'Urbanistica e alla Mobilità Domenico De Maio e l'Assessore alla Cultura Antonia Willburger.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...