Salerno, assemblea lavoratori Fonderie Pisano: FIOM ribadisce posizioni

"Si affronti la situazione senza che i dipendenti vengano licenziati e/o abbiano problemi salariali"

foto da pagina facebook FIOM Campania

Redazione Irno24 20/05/2026 0

Questa mattina, assemblea dei lavoratori delle Fonderie Pisano, presso gli stabilimenti di Fratte. Oltre ai familiari dei dipendenti, erano presenti Loris Scarpa, coordinatore nazionale della FIOM CGIL, Massimiliano Guglielmi, coordinatore regionale. Come noto, il Consiglio di Stato, nelle scorse ore, ha confermato la chiusura dell'impianto.

"Il Mimit - scrive la Fiom in una nota - ci informa di aver preso contezza dei progetti relativi al nuovo impianto della Fonderia e di aver attivato Invitalia per i possibili strumenti utili e che questo tipo di iniziativa continuerà nei prossimi giorni. Per conto suo, la Regione Campania non ha dato informazione né per quanto riguarda possibili siti idonei ad ospitare un nuovo impianto né tantomeno percorsi chiari per affrontare la situazione dei lavoratori.

L’azienda, nel frattempo, oltre a manifestare di avere progetto e risorse per un nuovo impianto secondo le migliori tecnologie disponibili, pone il problema che non può tenere ancora per molto tempo i lavoratori a totale carico proprio. Abbiamo ribadito le nostre posizioni storiche in merito alla necessità che quanto prima venga cantierizzato un nuovo impianto e si affronti la situazione senza che i lavoratori vengano licenziati e/o abbiano problemi salariali. Inoltre, come sta avvenendo sempre più spesso nel Paese, abbiamo sostenuto che i problemi, pur conosciuti, vengono affrontati oltre i tempi consoni, solo quando i lavoratori si mobilitano e pongono l’urgenza di trovare soluzioni, visto che ormai da tempo gli impianti sono fermi e da tempo devono essere riallocati.

Su proposta del Mimit, ci si è dati tempo ulteriori 20 giorni di confronto tecnico tra Ministeri, Azienda e Regione per valutare tre questioni: progetto nuovo impianto, sito e percorso di transizione dei lavoratori e delle attività. Da noi non verrà accettato nessun licenziamento o alcun percorso che porti a questo; la transizione dovrà riportare tutti al lavoro e dovranno essere garantite le migliori condizioni anche economiche possibili. L’azienda si è impegnata a non fare alcuna azione unilaterale nei confronti dei lavoratori per questo periodo e a mantenere invariate le condizioni degli stessi. Continueremo la mobilitazione dei lavoratori".

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"Questa particolare condizione - dichiara il Prof. Iaconetta - è spesso misconosciuta e subdola, soprattutto perché esordisce inizialmente con sintomi apparentemente banali come ronzii persistenti alle orecchie (acufene), vertigini e instabilità. Con la progressiva crescita della massa tumorale, aggiunge, possono però comparire disturbi sempre più importanti, come perdita dell'udito fino alla sordità, compromissione del nervo facciale, vertigini invalidanti e, nei casi più gravi e trascurati, conseguenze potenzialmente letali. Proprio perché i primi segnali vengono frequentemente attribuiti a stress, traumi all'orecchio o ad un semplice tappo di cerume, la diagnosi può risultare tardiva".

Nel caso specifico però, dopo numerosi accertamenti e inevitabili momenti di incertezza e di sconforto, si è giunti all'identificazione della rara neoplasia localizzata alla base del cranio, una sede anatomica particolarmente delicata che rende l'intervento tecnicamente complesso. L'operazione, infatti, eseguita dall'equipe multidisciplinare, guidata dal Prof. Iaconetta, con il prezioso contributo di specialisti, anestesisti, infermieri e tecnici, ha richiesto elevata esperienza chirurgica, specifiche competenze e l'impiego di tecnologie all'avanguardia presenti nelle sale operatorie dell'Ospedale salernitano. Un approccio e un risultato straordinario che sottolinea e conferma gli standard qualitativi di eccellenza del Ruggi d'Aragona, in linea con i migliori centri nazionali.

Nel decorso post operatorio, il paziente ha presentato un temporaneo disturbo del nervo facciale, legato alla necessaria manipolazione delle strutture nervose durante l'intervento, oggi completamente superato. "In seguito alla diagnosi - spiega il 60enne - ho pensato di morire, ma il Prof. Iaconetta mi ha restituito una nuova vita. Sapevo che sottoponendomi a questa operazione avrei corso dei rischi, ma dal primo momento mi sono affidato a lui e alla sua all'equipe, dotata di grande abilità e di una rara umanità. Oggi mi sento benissimo, dopo appena 4 giorni di degenza ero già a casa con la mia famiglia, ho tanta speranza e posso raccontare tutto questo con profonda gratitudine, felice di affermare che la competenza, la dedizione e la professionalità che ho trovato al Ruggi hanno fatto davvero la differenza".

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