Salerno, dal 5 Luglio a Giovi il "Festival delle Colline Mediterranee"
La presentazione il 13 Giugno alle ore 11:00 presso il Comune di Salerno
Redazione Irno24 12/06/2023 0
Arte, musica, danza, solidarietà e attualità, e quindi cultura nel suo complesso, per la quarta edizione del "Festival delle Colline Mediterranee", in programma fra il 5 luglio e l'8 agosto (in tutto sono 6 gli appuntamenti) nella splendida cornice dell’anfiteatro di Tenuta dei Normanni, alla frazione Giovi di Salerno.
Martedì 13 giugno, alle ore 11:00, nel Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, promossa dall’associazione culturale DoPo.
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Redazione Irno24 17/11/2025
Salerno, "din don Down!" e il significato profondo dell'inclusione reale
Secondo appuntamento della rassegna "Letture del Giovedì col CTG", organizzata dal CTG Picentia di Salerno: il 20 novembre, ore 18:00, presso la libreria Imagine's Book di Salerno, in Corso Garibaldi, Autilia Avagliano presenta "din don Down!". Il volume racconta la storia di Alberto, un bambino nato con un cromosoma in più, quello che determina la sindrome di Down.
Ma il cuore del libro non è solo la condizione genetica: è il viaggio emotivo e umano di una giovane madre, che si confronta con una disabilità inattesa, con il peso delle reazioni familiari e con un contesto esterno spesso impreparato. Una testimonianza vera, potente, in cui la storia personale di Alberto si intreccia con quella di tante altre persone: percorsi che hanno un punto di partenza chiaro, ma che si modellano giorno dopo giorno attraverso scelte, resilienza e determinazione. È un libro che invita a riflettere, a riconoscere l’unicità delle vite "fuori standard" e ad abbracciare il valore profondo dell’inclusione reale.
Dialogherà con l'autrice la giornalista Annamaria Parlato, direttrice di Irno24.
Redazione Irno24 18/12/2025
Salerno, fondo bibliotecario Fimiani-Trimarco alla Fondazione Menna
La Fondazione Filiberto e Bianca Menna è lieta di annunciare di aver acquisito l’importante fondo bibliotecario di Mariapaola Fimiani e Angelo Trimarco grazie alla generosa donazione degli eredi della famiglia Fimiani-Trimarco. L’intero fondo, composto da circa 9mila volumi tra saggi, cataloghi, edizioni d’arte, riviste, arricchirà la biblioteca, che si conferma essere, ora ancor di più, un punto di riferimento nel panorama nazionale in particolare per gli studi di arte, teoria e critica dell’arte, architettura, filosofia estetica.
Mariapaola Fimiani è stata Professore Emerito di Filosofia Morale all’Università di Salerno e docente al Dottorato in Filosofia della Scuola Normale Superiore, e ha pubblicato numerosi saggi in Italia e all’estero; Angelo Trimarco è stato Professore emerito di Storia della critica d’arte, insegnamento che ha tenuto all’Università di Salerno dal 1971 al 2011, guidando la Facoltà di Lettere e Filosofia come Preside dal 1993 al 2002. Entrambi hanno sempre accompagnato con il loro sapere e la loro presenza le attività della Fondazione. Angelo Trimarco ne è stato presidente dal 2006 al 2017.
Federica Garofalo 15/02/2021
Alla scoperta dei luoghi della Scuola Medica Salernitana
Vari documenti dei Seicento e del Settecento citano un luogo al di fuori della porta di San Nicola, ubi vulgariter dicitur la Scola Salernitana, in quella che è oggi la località di Canalone, ma che nel 1932 venne identificata con l’attuale Largo Scuola Medica Salernitana. In realtà sono stati molti i tentativi, soprattutto da parte degli eruditi di Età Moderna, di identificare un luogo in cui si riunissero nel Medioevo i maestri e gli studenti della Scuola Medica Salernitana.
La verità è che non ne esiste uno solo, perché il concetto medievale di “scuola” è molto diverso dal nostro, che non prevede una struttura deputata allo scopo, né una rigida organizzazione gerarchica: ed è significativo che le prime testimonianze non parlino di “scuola” ma di “scuole” di medicina salernitana. Un medico particolarmente bravo a insegnare e che raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli costituisce già una “scuola”, e, di solito, insegna a casa propria; e così sarà anche per le prime Università fino circa al Quattrocento.
Ne abbiamo una testimonianza all’inizio del Trecento da Matteo Silvatico, il cui palazzo gentilizio, con relativo giardino utilizzato come un vero e proprio orto botanico, è stato identificato con il luogo in cui sorge l’attuale Giardino della Minerva. Non esistono, però, solo le scuole “private”: esistono anche quelle monastiche, maschili come il monastero di San Benedetto dove nel 1057 fu abate il grande medico e vescovo di Salerno Alfano I, o femminili come il monastero di San Giorgio, al cui interno un documento del 1052 colloca un’infermeria; o, più tardi, quelle legate agli ordini mendicanti, come il convento domenicano di Santa Maria della Porta (l’attuale San Domenico).
Solo alla fine del Duecento, con Carlo I d’Angiò nascerà una vera e propria università (uno studium, come si diceva all’epoca), la cui sede è rintracciabile nel Quattrocento all’interno della Cappella di Santa Caterina in Duomo, le attuali sale San Tommaso e San Lazzaro. La cappella è all’epoca di proprietà della famiglia Solimene, un’illustre famiglia di medici, di cui uno dei suoi membri più illustri, Guglielmo Solimene, agli inizi del Quattrocento ha ricevuto in dono una reliquia della santa dalla regina Margherita di Durazzo, e l’ha deposta nella cappella di famiglia, dove poi è stato sepolto egli stesso.
Ebbene, sappiamo che, almeno dal 1502, questa non è semplicemente una cappella gentilizia, ma è utilizzata anche come aula di lezioni: nell’attuale Sala San Tommaso è collocato lo studium legistarum, in cui si studia soprattutto legge, e nell’attuale Sala San Lazzaro lo studium artistarum, dove si studiano le sette arti liberali. A fine Cinquecento, poi, la famiglia Solimene concede ufficialmente la cappella alle lezioni, in cambio che l’amministrazione cittadina si addossi il pagamento della ristrutturazione dell’edificio, che all’epoca è ridotto veramente male.
Se la cappella di Santa Caterina in Duomo è dunque il luogo in cui nel Cinquecento lo studium di Salerno tiene le sue lezioni, i diplomi di laurea sono tradizionalmente conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, l’antico palazzo longobardo di Arechi. I diplomi sono conferiti, con un cerimoniale complesso e solenne, dal Collegio medico di Salerno, un’istituzione a parte rispetto all’Università, con i suoi propri regolamenti e statuti: i suoi membri devono essere rigorosamente salernitani di nascita o risedenti in città da almeno vent’anni, e sono investiti del privilegio di poter conferire la laurea in medicina valida per tutto il Regno.
Ormai, però, i tempi d’oro della Scuola Medica Salernitana sono ben lontani: nel Seicento addirittura i diplomi non verranno più conferiti nella chiesa di San Pietro a Corte, ma in un “Palazzo Salernitano” non meglio identificato; infine, nel Settecento, una volta conclusa la costruzione del nuovo seminario, l’attuale Museo Diocesano, un contratto ne concede due locali alle lezioni di medicina. È lì che questa istituzione, nel 1812, sarà abolita da Gioacchino Murat.