Salerno, dedicata a De Cunzo la sala conferenze della Soprintendenza

Passione e senso del dovere nella tutela dei beni culturali post sisma

Redazione Irno24 28/10/2021 0

Una giornata intensa e piena di emozione, quella vissuta a Palazzo "Ruggi" a Salerno. La Soprintendente Francesca Casule, prima di lasciare (andrà in pensione il prossimo mese), ha voluto intitolare la Sala Conferenze della Soprintendenza ABAP a Mario A. De Cunzo.

Primo e indimenticabile Soprintendente ai Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici, viene ricordato per l’impegno profuso, con passione e grande senso del dovere, nel decennio successivo agli eventi sismici del 1980 per il recupero e la tutela dei beni culturali del territorio.

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Federica Garofalo 03/01/2021

La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

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Redazione Irno24 22/12/2021

Apertura al pubblico dei Musei provinciali nelle festività natalizie

La Provincia di Salerno, in occasione delle prossime festività natalizie, comunica gli orari dei vari Musei provinciali, che saranno aperti regolarmente al pubblico nei giorni ed orari consultabili sul sito istituzionale, ad eccezione delle giornate festive del 25 e 26 dicembre 2021, 1 e 6 gennaio 2022, quando tutti i Musei Provinciali resteranno chiusi.

Invece, per le Vigilie di Natale e di Capodanno, nei giorni 24 e 31 dicembre 2021, la chiusura al pubblico di tutti i Musei Provinciali è prevista alle ore 15.00.

“Cerchiamo di rendere fruibili - dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese - i nostri spazi museali per le festività natalizie, per accontentare le esigenze dei flussi turistici che in questo periodo sono previsti sul nostro territorio. Il settore Pianificazione strategica e Sistemi museali, diretto da Gioita Caiazzo, è impegnato in un considerevole sforzo organizzativo nonostante la forte carenza di personale cui siamo costretti”.

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Redazione Irno24 03/06/2021

"Arte Arechi" porta in alto il nome di Salerno in Australia, i complimenti del Sindaco

"Esprimo i più vivi complimenti al concittadino Raffaele Transillo, che in Australia porta in alto il nome di Salerno in campo artistico e culturale. Con il suo sodalizio Arte Arechi (nome scelto in ragione del grande amore per la sua città d’origine), Transillo organizza eventi, pubblicazioni, mostre.

L’ultimo appuntamento in ordine di tempo è stata la mostra d’arte contemporanea 'Una serata italiana' presso il Whitespace Studio Gallery di Fremantle. L’evento ha visto la partecipazione del Console d’Italia Nicola Costantini (al centro della foto) e della Italian Chamber of Commerce.

Confido che l’attività di Raffaele Transillo prosegua con sempre maggiore successo in Australia e che si possa trovare qualche propizia occasione di collaborazione per scambi artistici e culturali tra due comunità agli antipodi ma accomunate dalla passione per la bellezza e l’arte". Lo scrive il sindaco Napoli.

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