Salerno, grosso ramo su auto in sosta dopo raffica di vento

Il fatto sul lungomare Colombo, intervento di messa in sicuorezza degli operai del Comune

Redazione Irno24 26/03/2026 0

Primi disagi collegati al forte vento che soffia su Salerno (e sull'intera regione, come da allerta della Protezione Civile). Sul lungomare Colombo, infatti, all'altezza di un lido balneare, un ramo di un grosso albero è stato spezzato dalle raffiche e si è abbattuto su una vettura parcheggiata. Non si registrano feriti. Sul posto, la Polizia Municipale, che ha provveduto a gestire la circolazione, e gli operai del Comune, che si sono occupati della messa in sicurezza della pianta.

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Redazione Irno24 05/09/2021

Salerno, scomparso da casa il giovane Guglielmo: l'appello della madre

"Guglielmo Belmonte - raccogliamo e pubblichiamo l'appello della madre, la signora Rita Francese - si è allontanato dalla sua abitazione, sita in Salerno centro, Venerdì 3 Settembre verso le ore 18:30 e ad oggi non si hanno sue notizie.

Indossava una t-shirt di colore verde, bermuda ed infradito. Non ha con sé il telefono cellulare, tantomeno il portafogli con denaro e documenti. Vi prego di condividere questo post e indicare eventuali segnalazioni sul mio profilo facebook".

"Siamo tutti in apprensione - scrive il Sindaco Napoli - Chiunque lo abbia visto contatti immediatamente le forze dell'ordine. Anche la Polizia Municipale sta lavorando senza sosta per far sì che Guglielmo torni presto a casa.

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Redazione Irno24 21/03/2021

Salerno, fiorisce la Minerva: tre milioni per la Scuola Medica

"Lo spettacolo della Primavera nel Giardino della Minerva, sede della Scuola Medica Salernitana. Prima della pandemia era diventato uno dei giardini storici più apprezzati e visitati d'Europa.

Grazie a questa fama ben meritata, il Comune di Salerno, insieme ad Università e Soprintendenza, ha ottenuto tre milioni di fondi per l'ulteriore valorizzazione turistica, scientifica e didattica di tutto il patrimonio storico della Scuola Medica: il Giardino della Minerva, il Museo Papi con lo strumentario chirurgico ed il Museo Virtuale. Siamo pronti a ripartire".

Lo scrive il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

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Redazione Irno24 20/01/2021

Malavita in trasporto infermi e pompe funebri, in arresto uomo del "carosello ambulanze"

Dalle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Salerno e la Divisione Anticrimine della Questura di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Centrale Anticrimine, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Salerno, sta conducendo una vasta operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri.

In particolare, la Squadra Mobile di Salerno sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di un imprenditore di Capaccio Paestum (SA) e di ulteriori 10 soggetti, responsabili, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Contestualmente, la Divisione Anticrimine sta eseguendo un provvedimento di sequestro di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Salerno, concernente beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Salerno e delegata alla Squadra Mobile di Salerno trova la sua genesi negli avvenimenti successivi al voto amministrativo per l’elezione del Sindaco del Comune di Capaccio Paestum del 9 giugno 2019, allorquando erano stati denunciati alcuni episodi di utilizzo “improprio” di ambulanze del 118 che avevano inscenato un “carosello” tra le strade della cittadina per festeggiare il risultato elettorale.

Gli approfondimenti investigativi permettevano di raccogliere evidenze probatorie che consentivano di inquadrare Roberto Squecco quale gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle collegate società di onoranze funebri, associazioni e società solo formalmente intestate a parenti e collaboratori del predetto; in particolare, la figura di Squecco emergeva anche per i precedenti penali di rilievo (condannato, infatti, con sentenza definitiva per tentata estorsione in danno di un imprenditore operante proprio nel settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Marandino) e per essere stato già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale;

nonostante ciò, il predetto continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, affatto giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle società funebri controllate e di mero volontario delle associazioni/onlus allo stesso riconducibili. Ed invero, lo Squecco ricopriva formalmente ruoli marginali all’interno delle società ed associazioni a lui riconducibili al solo fine di non farne trasparire la titolarità e gestione diretta nel tentativo di eludere l’eventuale applicazione a suo carico di misure di ablative in sede di prevenzione.

Nell’ambito di detta attività d’indagine, già a far data dall’ottobre 2019, venivano eseguiti, nei confronti di Squecco e di ulteriori soggetti, prestanome del predetto, sequestri preventivi di alcune società ed associazioni, operanti nel settore del trasporto e soccorso infermi in convenzione con l’A.S.L. di Salerno e delle onoranze funebri nonché dei beni strumentali delle stesse; venivano altresì sottoposti a sequestro conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di ingenti somme di danaro pari a circa 500.000,00 euro.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, investigatori del Servizio Centrale Anticrimine e della Divisione Anticrimine di Salerno hanno eseguito, nei confronti di Squecco, un decreto di sequestro di prevenzione di beni e assetti societari, per un valore di circa 16 milioni di euro. L’Autorità giudiziaria ha valutato positivamente le risultanze delle indagini svolte, rilevando la pericolosità sociale dello Squecco sia “qualificata” (quale appartenente alle associazioni di cui all’art. 416 bis c.p., nello specifico al clan “Marandino”, e quale soggetto indiziato del delitto di cui all'articolo 512 bis c.p., trasferimento fraudolento di valori) che “generica”, poiché soggetto che vive abitualmente con i proventi di attività delittuose.

In particolare, il Tribunale, concordando con la richiesta delle Autorità proponenti, ha evidenziato che lo Squecco è da considerare soggetto socialmente pericoloso sin dalla seconda metà degli anni ’90. Risalgono a quel periodo, infatti, le denunce per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonché le operazioni di distrazione di beni e capitali poste in essere in danno dei creditori delle società da costui amministrate, formalmente o di fatto, poi dichiarate fallite.

Condotte queste ultime grazie alle quali lo Squecco ha accumulato un ingente capitale illecito, di oltre 3 milioni di euro, successivamente reinvestito in diversi settori imprenditoriali, e per le quali ha riportato due condanne per bancarotta fraudolenta. Il provvedimento, inoltre, ha evidenziato, che negli anni 2012–2014, l’imprenditore salernitano ha manifestato anche una pericolosità sociale di tipo qualificato, derivante dalla vicinanza al clan camorristico “Marandino”; infatti, nel 2014, egli è stato tratto in arresto per partecipazione ad associazione di stampo camorristico ed estorsione aggravata. Fatti per i quali è stato condannato, definitivamente, con parziale riforma nella forma tentata del delitto estorsivo aggravato dal metodo mafioso.

In tale arco temporale, Squecco, anche grazie al reinvestimento dei proventi di reati tributari, ha, di fatto, continuato a mantenere il monopolio nei servizi delle onoranze funebri e del pubblico soccorso nei comuni cilentani di Agropoli, Acerno e Capaccio, attraverso la creazione di nuove associazioni e società intestate a prestanome ovvero infiltrando imprese di terzi già attive, in modo da sfruttare, in maniera occulta, mezzi e licenze altrui conseguendo, pertanto, un notevole arricchimento.

Sotto tale ultimo profilo, viene stigmatizzato, altresì, il complesso sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti realizzato dal predetto attraverso società cartiere operanti nel settore sanitario, che ha fruttato, solo nel periodo 2017/2019, introiti per circa 1 milione di euro, successivamente riciclati nelle casse di altre Onlus non operative sempre riconducibili a Squecco, e distratti per finalità personali o per creare provviste di denaro contante.

Gli approfondimenti economico-finanziari, hanno, altresì, documentato come Squecco abbia reinvestito le somme illecitamente acquisite con le due importanti e risalenti bancarotte fraudolente, compiendo diverse operazioni commerciali, tra le quali spiccano per la particolare rilevanza: in primo luogo, l’acquisto, attraverso la società Pianeta Paestum S.r.l, di 12 terreni ubicati in Capaccio (SA), dell’estensione di circa 18 ettari, per l’importo dichiarato di 1.600.000.000 delle vecchie lire, il cui attuale valore, sulla base della relativa destinazione urbanistica e delle potenzialità di sfruttamento che li contraddistinguono, è stimabile in circa 15 milioni di euro; tra le varie progettualità che hanno interessato i citati terreni, nonché altri appezzamenti limitrofi, vi era quella di realizzare un parco divertimenti tematico, con l’intervento delle amministrazioni Comunali di Capaccio e Agropoli; in secondo luogo, la costituzione di due compagini societarie in Romania, attive nella produzione e vendita di prodotti caseari, registrate fra il 2002 ed il 2009, titolari di immobili in quel Paese.

Pertanto, alla luce degli elementi esposti, nonché degli accertamenti esperiti attraverso una specifica richiesta di Commissione Rogatoria alle competenti Autorità Romene, il Tribunale ha disposto il sequestro di una società con sede in Italia, 2 associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni siti in Capaccio Paestum (SA), 1 terreno sito a Zimbor (Romania), per un valore complessivo stimato di circa 16 milioni euro.

Con riferimento, in particolare, al bene immobile situato in territorio estero, è stata attivata, per la prima volta nel nostro Paese, la procedura introdotta dal nuovo Regolamento (Ue) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018, per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca.

NOTA STAMPA QUESTURA DI SALERNO - OPERAZIONE “CROCI DEL SILARO”

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