Salerno, in Pinacoteca la consegna di un'opera di Carmine De Angelis
La cerimonia è in programma per il 3 febbraio alle ore 17:30
Redazione Irno24 02/02/2023 0
Domani, venerdì 3 febbraio, alle ore 17:30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno, la cerimonia di consegna del dipinto del Maestro Carmine De Angelis, donato dal figlio Ciro. Intervengono Franco Alfieri, Presidente della Provincia; Francesco Morra, Consigliere provinciale delegato alla cultura; Sergio Perongini, docente dell’Università di Salerno; Gioita Caiazzo, dirigente del Settore Reti e Sistemi museali.
“Accogliamo con grande piacere - dichiara Alfieri - la decisione del figlio Ciro De Angelis di donare un’opera del padre alla Pinacoteca provinciale perché venga esposta nella sezione artisti salernitani. Il Maestro era autodidatta e a chi lo lodava per i livelli raggiunti nella pittura, parafrasando Chaplin, rispondeva: 'Siamo tutti dilettanti. La vita è troppo breve, non ci lascia il tempo di diventare professionisti'. Ringrazio la famiglia De Angelis per questo dipinto su cartoncino”.
“Per oltre un ventennio – aggiunge Morra – a partire dagli anni sessanta fino alla sua morte, il negozio di Carmine De Angelis, dopo la chiusura, diventa un vivace cenacolo artistico cittadino, il ritrovo di giovani artisti, di scrittori, di giornalisti, di studenti, di critici, di tutto un mondo legato dalla comune passione per l’arte. Questa donazione rafforza ulteriormente il legame solido fra la città di Salerno e la Pinacoteca”.
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Federica Garofalo 03/01/2021
La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano
Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.
Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.
Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.
Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).
Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.
Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.
Redazione Irno24 08/09/2022
Salerno, dal 10 Settembre nuovamente accessibile il museo archeologico
La Provincia di Salerno, sabato 10 settembre, alle ore 10, riapre al pubblico il Museo archeologico con la cerimonia a cui partecipano il Presidente della Provincia, Michele Strianese, il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, e il Consigliere provinciale delegato alla cultura, Francesco Morra.
“Avevo preso un impegno pubblico con la città di Salerno – dichiara Strianese – sulla riapertura del Museo di via San Benedetto per la fine dell’estate e sono particolarmente felice di mantenere questa promessa. Lo scorso gennaio, in una intervista, avevo annunciato la mia volontà precisa di intervenire su questa struttura, chiusa dal dicembre 2019 a causa dei danni e infiltrazioni che violenti nubifragi avevano provocato al tetto, sottotetto e alla pavimentazione.
Ci volevano più di 150mila euro che non avevamo, ma, in sinergia con il settore Patrimonio, siamo riusciti a realizzare gli interventi urgenti necessari per rendere il Museo nuovamente accessibile e fruibile al pubblico. Abbiamo quindi provveduto all’impermeabilizzazione della copertura, alla sostituzione di elementi della controsoffittatura e dei pannelli traslucidi del velario”.
Redazione Irno24 16/09/2020
"Salerno in CORTOcircuito 2020", invio lavori entro il 22 Settembre
Torna anche nel 2020 il Festival “Salerno in CORTOcircuito”, organizzato dall’Associazione Rete dei Giovani per Salerno, in collaborazione con Vitruvio Entertainment, e diretto da Vincenzo Mele. L'evento, giunto alla sua undicesima edizione, si terrà dal 2 al 4 ottobre negli spazi del Foyer Café presso il Teatro Nuovo di Salerno (via Laspro), con proiezioni a partire dalle ore 20.00.
I partecipanti potranno inviare fino al 22 settembre i propri lavori audiovisivi per concorrere all’assegnazione dei premi. Come sempre, accanto ai cortometraggi, è prevista anche la partecipazione di lungometraggi o documentari per la Sezione "Fuori concorso". Nel corso delle serate sarà dato spazio ad autori salernitani, ma non solo.
BANDO E REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE
Per il tema di quest’anno, “Sguardi sulla Società”, i partecipanti potranno presentare anche più di un cortometraggio su qualsiasi argomento che riguardi la sfera sociale del mondo in cui viviamo, ma potranno concorrere solo con uno dei lavori. Nessun limite per la durata del cortometraggio, l’età del lavoro realizzato, la sua eventuale "non prima visione" e la provenienza geografica dei partecipanti. L’autore si assume ogni responsabilità in merito alle possibili violazioni di altrui diritti da parte delle opere. La partecipazione prevede un contributo di 10 euro come forma di auto-finanziamento, ma per i concorrenti è disponibile un alloggio gratuito anche se provenienti da fuori regione. La partecipazione dei cortometraggi è subordinata alla presenza di almeno un referente del gruppo di lavoro per ogni audiovisivo; in caso contrario il cortometraggio, anche se selezionato per il concorso, sarà inserito nell’edizione successiva del Festival.
INVIO DEI LAVORI
I lavori audiovisivi di comunicazione sociale, unitamente alla Scheda d’iscrizione compilata in ogni sua parte (per i minorenni è necessario allegare l’apposita dichiarazione, scaricabile dal sito), potranno essere consegnati di persona al referente dell’Associazione “Rete dei Giovani Salerno” Gianluca De Martino (tel. 328 5327134) o inviati alla mail contatto@giovanisalerno.it. Le copie dei lavori dovranno pervenire entro il 22 settembre 2020, unitamente alla scheda d’iscrizione. Il fac-simile della Scheda d’iscrizione è disponibile al link www.giovanisalerno.it/salerno-in-corto-circuito.
AMMISSIONE AL CONCORSO
La commissione valutatrice, nell’esprimere il proprio giudizio su ciascun messaggio audiovisivo da ammettere al concorso, terrà conto di: efficacia comunicativa; livello qualitativo del cortometraggio; creatività espressa.
PREMIAZIONE
La premiazione vedrà impegnata la Giuria, composta da tutti gli spettatori presenti durante la proiezione. Nel raffronto dei voti (da 1 a 5) per ciascun lavoro sarà fatta una corretta media tra le presenze dei votanti durante ogni singola proiezione. Ogni cortometraggio sarà giudicato anche da una Giuria di esperti, che farà media con il voto del pubblico in sala. In particolare, saranno assegnati i seguenti premi, dedicati a illustri artisti della Settima Arte:
Premio Elvira Notari al Miglior Cortometraggio - Giuria Popolare
Premio Ugo Pirro al Miglior Cortometraggio - Giuria Tecnica
Premio Beatrice Vitoldi per la Migliore Recitazione - Giuria del Festival
Premio alle Arti Vitruvio Entertainment - Giuria Vitruvio Entertainment
Ai registi dei cortometraggi vincitori verranno consegnati una targa, un buono economico presso un rivenditore di attrezzature fotografiche e sarà garantita la messa in onda del prodotto sulle emittenti televisive locali aderenti all’iniziativa, nonché sui siti web convenzionati con il Festival. La premiazione ufficiale avverrà nel corso della serata finale, che si svolgerà domenica 4 ottobre 2020 presso il Teatro Nuovo di Salerno.