Salerno, intesa raggiunta su demolizione fabbricato "Il Molino"

Il Prefetto Russo ha espresso soddisfazione per l'accordo

foto di archivio

Redazione Irno24 19/01/2023 0

Nel pomeriggio di oggi, si è tenuto presso il Palazzo del Governo un incontro conclusivo concernente l’avvio del percorso demolitorio del fabbricato “Il Molino” del complesso dello storico “Pastificio Amato” di Salerno. Le parti – Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e Intesa Immobiliare s.r.l. – dopo aver partecipato ad alcuni incontri tenutisi presso la Prefettura di Salerno, hanno raggiunto, in seguito ad un’articolata trattativa, un “accordo” in relazione alle modalità di demolizione dell’immobile ed alla determinazione dei relativi oneri finanziari, che oggi hanno proceduto a sottoscrivere alla presenza del Prefetto Russo.

La complessa vicenda trae origine dalla necessità di procedere all’abbattimento della struttura in argomento, ritenuta pericolosa per l'immediata vicinanza alle linee ferroviarie “Salerno-Salerno Arechi km 3+800 e Napoli-Potenza km 56+810”, che, a causa delle condizioni di degrado, costituisce un pericolo per il distacco di calcinacci, che potrebbero cadere sulle linee ferroviarie in questione.

La predisposizione dell’accordo firmato oggi ha comportato nei mesi scorsi complesse attività preparatorie, anche da parte della Prefettura. L’intesa raggiunta tra le parti prevede che la società Intesa Immobiliare s.r.l. procederà alla demolizione del fabbricato “Il Molino” e conseguente messa in sicurezza dell’intera area, secondo le modalità progettuali ed esecutive indicate negli elaborati che formano parte integrante dell’accordo e seguendo un dettagliato cronoprogramma.

Il Prefetto Russo ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto e R.F.I. ha comunicato che l’installazione del doppio ponteggio, che garantisce le migliori condizioni di sicurezza dell’esercizio ferroviario e delle aree circostanti, avverrà con interruzioni programmate nelle ore notturne (00:00-05:00).

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Impianti rifiuti, appello di Fiadel e lavoratori Cgs all’Eda: "Politica faccia la sua parte"

«Lanciamo un appello all'Eda per conoscere il futuro del trattamento dei rifiuti nel Salernitano». E’ la domanda che si pone la Fiadel Salerno insieme ai lavoratori del Cgs, che gestisce quattro impianti di depurazione per conto del Consorzio Asi.

«Gli impianti trattano rifiuti liquidi provenienti dalla provincia di Salerno, da molti impianti della Campania e da aziende che operano oltre i confini regionali. Di fatto, assicurano il trattamento dei rifiuti liquidi provenienti da civili abitazioni e da attività produttive (come il percolato di discarica), permettendo la salvaguardia ambientale tramite attività depurativa.

Nonostante ciò - denuncia la segreteria provinciale Fiadel, guidata da Angelo Rispoli - la forza lavoro è inferiore alle cinquanta unità, tra dipendenti che svolgono compiti presso la direzione che ha sede a Salerno, impiegati, tecnici e manutentori presso l’impianto terminale di convogliamento delle acque di Battipaglia, lavoratori che svolgono mansioni tecniche ed operative presso gli impianti di Buccino, Palomonte e Oliveto Citra. Il numero è esiguo ed insufficiente ad assicurare attività depurative e di gestione dei rifiuti in condizioni di sicurezza ed al contempo operare con efficienza ed efficacia.

Si sa che ci sono interventi di accorpamento delle società territoriali sia nel settore delle acque che di quello legato alle problematiche dei rifiuti, con l’intento di contenere i costi ed assicurare la salvaguardia territoriale. Eppure questa società, nonostante gestisca impianti per la depurazione e il trattamento dei rifiuti, non fa parte del disegno politico che dovrebbe dotare il territorio di un sistema di gestione funzionale alle sfide ambientali».

Non mancano gli interrogativi: «Non si sa quale possa essere il destino di una azienda che ha pochi lavoratori e per giunta non più giovani: non si fanno assunzioni da quasi 30 anni, né si punta ad utilizzare i benefici di legge per assumere giovani tecnici in grado di favorire innovazione e modernizzazione. A ciò si aggiungono i mancati investimenti e le carenti manutenzioni».

Infine l’appello dei lavoratori: «Ci rivolgiamo a coloro che compiono scelte politiche e di gestione ambientale per conoscere il futuro del trattamento dei rifiuti liquidi nell’area salernitana e gli interventi per affrontare problematiche sempre più determinanti per lo sviluppo del territorio».

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Salerno, messaggio dell'Arcivescovo sulla tragica scomparsa di Matteo Leone

“Profondamente addolorato per la tragica morte di Matteo Leone, lavoratore portuale di 34 anni, mi unisco con l’affetto e la preghiera al grande dolore della sua famiglia e dei tanti che lo conoscevano, chiedendo con forza che si mettano in campo tutte le energie affinché nei luoghi di lavoro siano sempre garantite le condizioni di assoluta sicurezza e non si debbano ulteriormente piangere persone che, nel compiere dignitosamente la loro fatica quotidiana, debbano, invece, trovarvi ingiustamente la morte.

L’auspicio, certamente da tutti condiviso, è che non ci siano mai più morti sul lavoro, ma tutti ci si deve impegnare sempre di più per far sì che il desiderio diventi la realtà e non rimanga un proposito bello ma inutile”. E' quanto si legge nel messaggio di cordoglio da parte dell'Arcivescovo di Salerno, Mons. Andrea Bellandi.

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