Salerno, la manutenzione è condizione minima della trasformazione urbana
Accanto alla città delle opere, quella dei cantieri rimasti aperti troppo a lungo e dei lungomari fragili
Andrea Montinaro 25/07/2026 0
Nelle ultime settimane, a Salerno, il nuovo corso amministrativo "inaugurato" da Vincenzo De Luca ha già messo in fila una serie di interventi e appuntamenti pubblici: l’avvio degli abbattimenti in via Fornari, dove il Comune ha annunciato il recupero di un’area abbandonata e la futura realizzazione di un parco giochi; i lavori per una “nuova” piazza San Francesco; la cerimonia di apertura dei Giochi Europei Universitari in piazza della Libertà; l’inaugurazione dell’Urban Center in via Bastioni; fino alla cerimonia per l’intitolazione di piazza Ugo Marano a Ogliara.
La città che cambia, che si trasforma, che inaugura nuovi spazi e prova a costruire intorno alle opere una narrazione di rilancio urbano. Il punto, però, non è negare il valore dei singoli interventi. Né ridurre ogni cantiere a comunicazione pubblica. La domanda è un’altra: mentre Salerno continua a raccontarsi attraverso ciò che inaugura, quale attenzione viene riservata alla città che i residenti vivono ogni giorno? Accanto alla città delle opere, infatti, esiste una città più ordinaria, meno fotografata e meno celebrata. È quella dei cantieri rimasti aperti troppo a lungo, dei lungomari fragili, degli spazi pubblici consumati.
Il caso più evidente resta piazza Cavour, davanti alla sede della Provincia. In un punto centrale del fronte mare, che dovrebbe rappresentare una delle soglie più riconoscibili della città, Salerno convive da anni con l’eredità di un cantiere incompiuto. Non si tratta soltanto di decoro urbano. Piazza Cavour è un pezzo di lungomare sottratto per anni alla piena fruizione pubblica. È il simbolo di una città sospesa, dove un’opera immaginata come trasformazione ha finito per produrre una lunga ferita nello spazio quotidiano dei cittadini.
A Torrione il discorso assume un’altra forma. Tra l’area del pattinodromo comunale Tullio D’Aragona, il lungomare Tafuri e il tratto di fronte mare nei pressi di Largo Caduti del Monte Serra, la fragilità urbana si misura nel cedimento progressivo di luoghi che dovrebbero appartenere alla vita quotidiana del quartiere. Tra l’autunno 2025 e l’inizio del 2026 si sono registrati nuovi crolli legati all’erosione, alle mareggiate e all’indebolimento della costa, con la conseguente chiusura o interdizione di porzioni di spazio pubblico. Da allora, però, quei luoghi non sono ancora tornati pienamente alla città.
Poi c’è il lungomare Colombo, che rappresenta la manutenzione nella sua forma più ordinaria: verde, panchine, percorsi, pulizia, accessibilità. Nel 2025, residenti e associazioni avevano segnalato condizioni di abbandono, chiedendo interventi in un’area frequentata da bambini, anziani e persone con disabilità, anche per la presenza della spiaggia inclusiva Balnea. Non grandi architetture, dunque, ma condizioni minime di vivibilità. Proprio quelle su cui si misura davvero la qualità di una città. Il problema non è scegliere tra nuove opere e manutenzione. Il problema è capire se la manutenzione venga considerata essa stessa un’opera pubblica.
L’Urban Center, inaugurato in via Bastioni come luogo permanente di studio, ricerca, documentazione e confronto sulla trasformazione urbanistica contemporanea, potrà avere un ruolo utile se non diventerà soltanto il luogo in cui raccontare la città trasformata, ma anche quello in cui discutere la città trascurata. Salerno ha bisogno di guardare con la stessa attenzione gli spazi che già appartengono ai cittadini e che ogni giorno vengono attraversati, usati, evitati o subiti. La manutenzione è la condizione minima della trasformazione urbana.
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Redazione Irno24 30/04/2026
Porto turistico di Pastena, Pecoraro: "Bene integrazioni richieste dal MASE"
"La richiesta di integrazioni avanzata dal MASE nell’ambito della procedura di VIA sul progetto del porto turistico di Pastena, a Salerno, rappresenta un passaggio importante e necessario". Così l’assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro. "Il Ministero ha evidenziato con grande puntualità la necessità di aggiornare in modo sostanziale il quadro conoscitivo e progettuale, alla luce del tempo trascorso e delle trasformazioni intervenute nel contesto ambientale e territoriale. Molti degli studi posti a base del progetto risultano datati e richiedono approfondimenti significativi, anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici e alle condizioni attuali dell’ambiente marino.
La Regione condivide l’impostazione del MASE e ritiene particolarmente rilevanti anche le osservazioni emerse dal territorio, grazie al contributo attivo di cittadini, cittadine e comitati locali. La partecipazione delle comunità rappresenta un elemento essenziale nei processi decisionali che riguardano interventi così impattanti e costituisce un valore da riconoscere e valorizzare. Nell’ambito della Commissione VIA nazionale faremo la nostra parte con senso di responsabilità, contribuendo a una valutazione rigorosa, trasparente e fondata su dati aggiornati.
Dopo oltre un decennio dall’avvio dell’iter, il contesto è profondamente mutato: sono cambiate le condizioni ambientali, l’equilibrio del litorale e le esigenze della città. Per questo riteniamo necessario verificare con attenzione l’effettiva sostenibilità e coerenza dell’intervento nel quadro attuale, anche tenendo conto della presenza di altre infrastrutture portuali lungo la costa. In questo percorso, il confronto con il territorio e l’ascolto delle istanze locali sono condizioni imprescindibili per garantire scelte pubbliche consapevoli, equilibrate e realmente orientate all’interesse generale. Il nostro obiettivo è garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’interesse pubblico, assicurando uno sviluppo realmente sostenibile della fascia costiera".
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Salerno, ricorso al TAR delle Fonderie Pisano per ripartire subito
L’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano, insieme all’advisor strategico, Dino Giordano, ha partecipato all’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio presso la sede di Confindustria Salerno per discutere della ripresa dell’attività dello stabilimento di Fratte, dopo la decisione della Regione di sospendere il procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), in attesa di ricevere la documentazione relativa alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale (VIA) e di Valutazione d’incidenza ambientale (VIncA).
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"Possiamo riprendere immediatamente la produzione - afferma Ciro Pisano - e non comprendiamo perché questa possibilità ci venga negata. Anche se inizialmente la produzione sarà ridotta, in questa fase la cosa più importante è ripartire. Un’azienda ferma muore: non ha futuro, perde commesse e opportunità di sviluppo, oltre alla possibilità di essere delocalizzata. Inoltre, per i nostri 100 dipendenti, a fine ottobre, non avendo più accesso ad alcun sostegno aziendale, scatterà la procedura di licenziamento collettivo. Una situazione che ci preoccupa e ci addolora. Per questa ragione, durante l’incontro di mercoledì 14 ottobre al Ministero dell’Industria e del Made in Italy chiederemo la possibilità di avere altri sostegni per scongiurare i licenziamenti".