Salerno, rimosse auto abbandonate dal parcheggio in via Calenda

Alcune fungevano da deposito della droga, l'area è stata poi pulita e bonificata

Redazione Irno24 18/06/2022 0

Nei giorni scorsi, a Salerno, agenti del Reparto Motociclisti della Polizia Municipale, su disposizione del Sindaco Napoli, sono intervenuti presso il parcheggio sottostante il ponte autostradale in via Calenda-via Cavallo, dove da tempo stazionavano diverse auto abbandonate e senza assicurazione.

Alcune di queste, peraltro, fungevano da deposito di droga. Tutte le auto fuori norma sono state rimosse. Successivamente l'area è stata pulita e bonificata grazie all'intervento degli operai di Salerno Pulita.

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Redazione Irno24 29/10/2020

Violenze domestiche ad Ogliara, arrestato 27enne dopo colluttazione con Agenti

Nella giornata di ieri, gli Agenti della Polizia di Salerno sono intervenuti ad Ogliara dopo una segnalazione al 112 di urla provenienti da un’abitazione, come se in quella casa si stessero compiendo violenze domestiche. Una Volante è intervenuta pochi minuti dopo sul posto ed agli Agenti si è presentata una situazione familiare complessa: una giovane coppia, 27 anni lui, 31 lei, entrambi salernitani con un figlio di pochi mesi; l’uomo, nonostante la presenza della Volante, ha continuato ad inveire contro la compagna, che presentava segni di lesioni.

Gli Agenti hanno cercato di calmare il giovane ma questi ha rifiutato ogni dialogo fino a ingaggiare con gli uomini in uniforme un “corpo a corpo” durante il quale uno dei poliziotti ha riportato leggere contusioni.

Il giovane, con precedenti per reati in materia di stupefacenti, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma è evidente che si sia reso responsabile anche di violenze in ambito domestico e di maltrattamenti ai danni della compagna, anche se non è stata ancora sporta denuncia in merito. La donna è al sicuro, essendosi convinta a trasferirsi volontariamente, insieme al figlio neonato, in un luogo protetto.

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Redazione Irno24 18/08/2021

Le donne della Cisl Salerno al fianco delle donne dell'Afghanistan

"Il 16 agosto un'immagine impazza sui social: è quella di un imbianchino, vestito con la tunica tradizionale, che a Kabul provvede a cancellare i manifesti raffiguranti donne a volto scoperto. L'immagine rappresenta molto di più di quello che sembra ritrarre: l’uomo, nel cancellare volti di donne, cancella in un sol momento anni di lotte condotte dolorosamente in Afghanistan negli ultimi vent'anni finalizzate a rivendicare i diritti delle donne, cancella dignità e certezze faticosamente conquistate in un territorio così difficile".

Così Simona Pagano, coordinatrice delle gruppo Donne della Cisl Salerno, commenta quanto sta accadendo in Afghanistan. "Sia ben chiaro: la condizione della donna in Afghanistan non era certamente idilliaca neppure prima del 15 agosto; molti diritti erano riconosciuti sulla carta ma di fatto non praticati, perché semplicemente non accettati socialmente.

Tuttavia, in 20 anni tanta strada è stata percorsa,con grande determinazione e dal 2014 le donne afgane, de juree, hanno gli stessi diritti degli uomini. Il loro status, dopo la caduta del regime talebano è progressivamente migliorato, con il riconoscimento di numerosi diritti fondamentali.

La preoccupazione è, dunque, quella di veder ripiombare le donne in uno status di schiave: ricordiamo che durante il regime talebano le donne non potevano uscire di casa, se non accompagnate da uomini, non avevano diritto allo studio, al voto, nonché avevano l'obbligo di indossare il burka. I vincitori talebani oggi promettono che nessun diritto verrà negato alle donne ma l'ombra dell'oscurantismo incombe e la difficoltà a concedere credibilità alle promesse di talebani è forte.

L'ascesa dei talebani sembra siglare il fallimento della politica occidentale nel mondo islamico. È verosimile che in pochi giorni possono essere cancellati diritti conquistati lentamente e faticosamente in ben vent'anni di azione politica attraverso le fragili istituzioni democratiche.

Con realismo, i democratici dei paesi occidentali devono lavorare per accogliere gli esuli e fare pressioni politiche e diplomatiche (visto che si è rinunciato all’opzione militare) per la difesa dei diritti umani e delle donne, secondo i principi della dichiarazione sui diritti umani delle Nazioni Unite. L’Afghanistan è molto di più di una pedina dello scacchiere geo-politico mondiale. È l’esempio della possibilità che l’emancipazione delle donne sia subordinata, nuovamente, alle logiche di una società medievale cui si aggiunge la legge coranica più estrema e crudele".

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Redazione Irno24 10/02/2021

Stop scuole per allerta meteo, affondo sindacati: "Ingerenza sindaci e alcuni dirigenti"

Le organizzazioni sindacali - si legge in una nota congiunta FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNAL, FGU - viste le ordinanze emanate da alcuni sindaci della provincia di Salerno con le quali si è provveduto alla chiusura delle scuole per motivi di sicurezza determinati dall’allerta meteo, denunciano l’indebita ingerenza di tali provvedimenti nell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche nella parte in cui dispongono “la sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole di ogni ordine e grado” del territorio di riferimento, delineando la responsabilità rispetto alla necessità della totale chiusura delle scuole e proponendo, con locuzione ambigua, lo svolgimento delle attività didattiche da remoto o addirittura delegando i dirigenti scolastici ad attivare la Dad.

Ciò premesso, denunciano, altresì, il comportamento di alcuni dirigenti scolastici che, evidentemente inconsapevoli delle proprie prerogative, hanno provveduto con solerzia e fino a notte fonda, a diffondere proprie disposizioni tese a garantire la ripresa delle attività didattiche in modalità da remoto, determinando un completo e fortissimo disorientamento oltre che tra il personale della scuola, anche tra le famiglie degli alunni, violando – e ciò assume tutta la gravità del caso – le finalità contenute nel contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 25 ottobre scorso e relativo alla nota ministeriale di diffusione n. 2002 del 9/11/2020, che dispongono con chiarezza che la didattica digitale integrata va attivata esclusivamente durante la sospensione delle attività dovuta all’emergenza epidemiologica.

L’articolo 1 del contratto chiarisce infatti “l’attività didattica sarà effettuata a distanza attraverso la modalità di didattica digitale integrata in forma complementare o esclusiva qualora dovesse disporsi la sospensione dell’attività didattica in presenza, qualora l’andamento epidemiologico dovesse configurare nuove situazioni emergenziali”.

La didattica a distanza è un’attività organizzata ed erogata da professionisti che tengono all’unico obiettivo di colmare il diritto all’istruzione delle nuove generazioni. C'è consapevolezza, come organizzazioni sindacali rappresentative del personale scolastico, delle numerosissime problematiche sociologiche, economiche, educative e giuridiche che stanno alla base della drammatica emergenza epidemiologica per il nostro territorio. Drammaticità e complessità della situazione che sta esplodendo in modo massivo nel campo scolastico che, a prescindere dalla valutazione del merito delle scelte adottate ad oggi, è frastornato da un “andirivieni” di ordinanze che più che aiutare stravolgono l’organizzazione funzionale delle scuole.

Ma il ritenere da parte delle autorità locali di intervenire in modo analogico sia che si tratti di emergenza epidemiologica sia che si tratti di allerta meteo non può che ulteriormente disorientare non solo i docenti, gli alunni e le loro famiglie, ma tutto il personale Ata, discriminato rispetto alla valutazione dell’emergenza, in quanto la mancata chiusura delle scuole costringe tale personale ad essere presente nella propria sede di servizio.

Le organizzazioni sindacali ritengono che le ordinanze delle autorità locali non debbano invadere il campo di chi è preposto all’organizzazione delle comunità scolastiche e perciò, con la presente esprimono profonda preoccupazione di fronte al tentativo dell’utilizzo improprio della Dad/Ddi, perché essa è ideata per la sola didattica emergenziale e mai alternativa e perché sono assolutamente convinte che essa accresce le diseguaglianze tra gli studenti, rendendo meno efficaci le azioni di individualizzazione ed integrazione che la scuola fa in presenza. Pertanto - chiude la nota - denunciano tali violazioni e si riservano la possibilità di mettere in campo ogni azione necessaria a garantire il rispetto delle prerogative delle istituzioni scolastiche e delle previsioni contrattuali.

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