Salerno, Sabatini-Menna e Martucci incantano San Pietro a Corte

Grande partecipazione all'evento che si è tenuto il 17 dicembre per "Musei in Rete"

Redazione Irno24 19/12/2022 0

Grande affluenza e partecipazione al complesso monumentale di San Pietro a Corte, a Salerno, durante l'intera giornata di sabato 17 dicembre e nelle ore di apertura straordinaria serale, dalle ore 18:00 alle 22:30, in occasione del manifestazione "MUSEI IN RETE".

L’Orchestra vocale del Conservatorio "Martucci", diretta dal Maestro Alessandro Tino, e gli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna, con la prof.ssa Sabrina Scuccimarra, hanno appassionato i visitatori con le loro perfomances musicali e teatrali.

Mostre, concerti, spettacoli, attività didattiche e azioni creative hanno visto coinvolti, per la prima volta, in un grande sforzo organizzativo congiunto, Musei Provincia Di Salerno, Salerno Cultura, Giardino della Minerva, Museo Diocesano "San Matteo" Salerno, Soprintendenza di Salerno e Avellino, Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, Collezione Ceramiche Alfonso Tafuri, Il Presepe Dipinto di Mario Carotenuto, Castello Arechi, Fondazione EBRIS, Museo di Pontecagnano.

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Redazione Irno24 06/12/2021

Salerno, riapre lo storico presepe dipinto del maestro Carotenuto

Come da tradizione nella solennità dell’Immacolata, dopo una lunga chiusura per il lockdown e per il restauro dei manufatti lignei attaccati dai tarli, riapre il Presepe dipinto di Mario Carotenuto. L’inaugurazione si terrà Mercoledì 8 dicembre alle ore 10, presso la Sala San Lazzaro del Duomo di Salerno, alla presenza dell’arcivescovo Bellandi.

Rimasto chiuso per la pandemia, il Presepe Dipinto dell’artista Mario Carotenuto è un unicum, una delle peculiarità del centro storico salernitano. Come si ricorderà, inoltre, l’anno scorso i tarli avevano preso di mira l’allestimento presepiale. I parassiti avevano attaccato le basi delle sagome dipinte, e la Bottega San Lazzaro - che con l’artista, Peppe Natella e un gruppo di amici pensò e allestì il presepe 39 anni fa – è subito intervenuta per effettuare la disinfestazione.

Quest’ultima è stata operata con il sostegno di Rotary Club Salerno a.f. 1949, Rotary Club Salerno Est e Rotaract Club Salerno. Le sagome dipinte sono state insacchettate una per una, compreso i pezzi più piccoli, per trattare tutto con il sistema delle camere a gas che uccide i tarli.

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Annamaria Parlato 23/08/2020

Tra quattrocento e novecento: la pinacoteca provinciale e le sue collezioni

Al primo piano del Settecentesco Palazzo Pinto, in via Mercanti 63, è ubicata la Pinacoteca Provinciale, aperta il 18 marzo del 2001. Il palazzo-contenitore è uno strepitoso esempio di architettura gentilizia, nel centro storico di Salerno; il suo nome proviene da una delle più importanti famiglie aristocratiche che vi dimorò. L’Amministrazione Provinciale da sempre si è resa parte attiva per il restauro, il recupero e la promozione-fruizione del patrimonio culturale in esso contenuto.

Le collezioni si avvalgono di donazioni già a partire dagli anni 1927-1938, la più cospicua è sicuramente quella Pinto, e con acquisizioni di opere databili dal XV al XVIII secolo. Il termine Pinacoteca deriva dal greco “pinakes”, che originariamente indicava le tavolette di legno usate per scrivere, ma che in seguito passò a designare i quadri dipinti. Su pinakes erano in genere dipinti gli ex-voto appesi nei santuari, alle pareti dei templi e agli alberi. Su tavola fu tutta la pittura del IV secolo a.C., che permise alle opere dei grandi maestri di circolare diffusamente nel mondo greco-romano.

Tornando al percorso espositivo e alle collezioni di Palazzo Pinto, questo si articola in ben tre sezioni, in ordine cronologico: dal Quattrocento al Settecento, Pittori Salernitani e Costaioli, Artisti stranieri.

Sezione Quattro-Settecentesca

Questa sezione si suddivide in tre gruppi: Rinascimento meridionale e tardomanierismo (XV-XVII), Naturalismo caravaggesco e Tardobarocco giordanesco (XVII-XVIII), Accademia di Solimena e pittura di genere (XVIII). Tra i capolavori si citano la tavola lignea con l’Assunzione della Vergine di Cristoforo Faffeo e bottega di fine Quattrocento, e il Polittico di Andrea Sabatini da Salerno, uno dei maggiori pittori rinascimentali dell’Italia meridionale.

A seguire il trittico raffigurante la Madonna con Bambino in trono tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Bernardino da Siena e Ludovico d’Angiò, attribuito da Ferdinando Bologna al Maestro dell’Incoronazione di Eboli (XV secolo). Ancora, lungo i corridoi si ritrovano dipinti che si rifanno al naturalismo caravaggesco per i secoli XVII-XVIII, la splendida opera di Antonio Olivieri Madonna con Bambino e San Giovannino, che ha chiari riferimenti ai Caracci e al Maratta, ed infine tele con scene di genere come nature morte e paesaggi.

Il secolo XVII è rappresentato da dipinti come “Il sacrificio di Isacco”, nei modi di Francesco Guarino, “Salomè con la testa del Battista” vicino alle opere del Battistello. Il XVIII secolo, a seguito dell’operazione di restauro che ha consentito il riconoscimento e la datazione di numerose opere, si è enormemente arricchito con scene vetero e neo-testamentarie, paesaggi e nature morte, anche di grandi proporzioni.

Sezione Salernitani e Costaioli

Protagoniste di questa sezione sono le opere di artisti Salernitani (Raffaele Tafuri, Gaetano Esposito, Clemente Tafuri, Pasquale Avallone, Guglielmo Beraglia, Gaetano D’Agostino) e della Costiera Amalfitana (Luca Albino, Antonio Ferrigno, Luigi Paolillo, Manfredi Nicoletti, Gaetano Capone) tra Ottocento e Novecento. Di notevole bellezza è la Torre Normanna di Luca Albino. Le altre opere sono accomunate tra loro per i temi trattati, come il paesaggio, i ritratti, il folklore.

Sezione Artisti Stranieri

A partire dal 1999 si costituì questa sezione, comprendendo ben 52 opere di circa undici artisti stranieri, i cosiddetti “tedeschi”, che giunti sulla Costa Salernitana, amanti della civiltà magno-greca, delle cupole bianche mediterranee, delle scene di vita quotidiana, apportarono grandi novità e rivoluzionarono la scena artistica locale nei primi anni del Novecento. Di Richard Dölker, uno dei maggiori esponenti del “periodo tedesco” della ceramica vietrese, sono conservate 19 opere tra acquerelli, chine, disegni. Paesaggi positanesi di Stefan Andres, scrittore oltre che pittore, sono a china su carta, di cui i più famosi sono: Il campanile della Chiesa Madre di Positano, Punta Campanella vista da Positano, La casa degli Andres a Positano.

Ovviamente in questa sede sarebbe impossibile elencare tutti i capolavori esposti in Pinacoteca. Di sicuro la curiosità è forte e questo potrebbe essere uno spunto interessante, indirizzato a coloro che volessero visitarla. Recarsi in Pinacoteca Provinciale, magari in periodo natalizio, potrebbe essere una strepitosa passeggiata culturale tra i vicoli del centro storico dell’OPULENTA SALERNUM, iscrizione coniata su una moneta del 1052, alludendo alla ricchezza del principato di allora che persiste anche nella Salerno di oggi. L’apertura è dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 19:45. L’ingresso è gratuito.

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Redazione Irno24 29/06/2024

In arrivo il progetto di biblioteca civica "Salerno legge"

Si terrà lunedì 1 luglio, alle ore 10.30, nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città, la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa culturale "Salerno legge", progetto di biblioteca civica, ideato da Rosanna Belladonna e Rosaria Chechile e promosso dalla Fondazione Copernico, con il patrocinio del Comune di Salerno.

Ha come obiettivo quello di offrire spazi di sviluppo e di crescita culturale e sociale, creando una rete di punti di lettura pubblici e gratuiti diffusi sul territorio cittadino, integrati anche con spazi privati, come ambulatori, sale d’attesa, bar, negozi e altre strutture sociali, che, insieme, vanno a formare il tessuto della cosiddetta "biblioteca civica diffusa".

Un progetto che vuole aprire un dialogo con il territorio per raggiungere i lettori – in particolare famiglie con bambini – e per promuovere momenti di partecipazione e confronto culturale. Finalità principale del progetto è accrescere la partecipazione e condivisione nella comunità e tra le generazioni.

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