Violenza sulle donne, ammonimenti del Questore di Salerno +110%
Strumento fondamentale per intervenire tempestivamente nei casi di comportamenti persecutori
Redazione Irno24 10/06/2026 0
La Polizia di Stato e la Questura di Salerno confermano il costante impegno nel prevenire e contrastare i reati contro le donne. Particolare rilievo assume la misura dell’ammonimento del Questore, strumento fondamentale per intervenire tempestivamente nei casi sintomatici di comportamenti persecutori, violenze domestiche e condotte prevaricatorie.
Dal 2015 al 2025, gli ammonimenti sono aumentati del 110%, segno di una crescente attenzione verso i fenomeni di violenza domestica e di genere e della volontà di intervenire in maniera anticipata rispetto alla commissione di reati più gravi. Per avviare la procedura dell’ammonimento non serve l’assistenza di un legale; la segnalazione delle vittime può essere presentata in un qualsiasi ufficio della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri e consente di intervenire in maniera rapida per interrompere le condotte moleste e la spirale della violenza.
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Redazione Irno24 11/06/2022
Donatori Nati Polizia, giornata di raccolta sangue al Ruggi di Salerno
L’ADVPS Onlus – DonatoriNati Polizia di Stato, Associazione di Donatori e Volontari della Sezione Provinciale di Salerno, unitamente all’Associazione Nazionale Palatucci di Salerno, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Ruggi e con il sostegno dell’Ufficio Sanitario Provinciale della Polizia di Stato, in occasione della Giornata mondiale del donatore, ha organizzato, a partire dalle ore 8.00 di questa mattina, una giornata di raccolta sangue presso il Centro trasfusionale del Ruggi.
Nell’occasione, le donazioni sono state effettuate anche per una ragazza, affetta da una grave patologia, figlia del Sost. Comm. a riposo Luigi Sepe, già in servizio presso il Compartimento della Polizia Stradale di Napoli. Alla giornata di donazione è intervenuto il neo Questore della Provincia di Salerno, dr. Giancarlo Conticchio, che ha rivolto sincere parole di ringraziamento ai promotori nonché alle colleghe e ai colleghi donatori..
Andrea Montinaro 16/07/2026
Salerno, prove di reinserimento sociale con l'accordo fra Comune e Carcere
A quasi due settimane dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune di Salerno e la Casa Circondariale "Caputo", la questione non riguarda più soltanto l’annuncio dell’iniziativa ma la sua concreta attuazione. Il vero banco di prova sarà capire se i lavori di pubblica utilità previsti dall’accordo riusciranno a diventare un effettivo percorso di responsabilizzazione e reinserimento sociale. L’intesa, firmata a Palazzo di Città dal sindaco De Luca e dal direttore dell’istituto penitenziario, Carlo Brunetti, disciplina la collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Casa Circondariale per l’impiego di alcune persone detenute in attività utili alla comunità.
Nella prima fase saranno 6 i detenuti coinvolti. Potranno essere impiegati nella manutenzione ordinaria del verde pubblico, nella cura di parchi, aiuole e aree attrezzate, nella pulizia di strade, piazze e marciapiedi, in piccoli interventi su edifici e beni comunali e nel supporto alle attività sociali, culturali e ambientali promosse dall’Ente. Superato il momento della firma, resta però aperta una questione più ampia e delicata: i lavori di pubblica utilità saranno soltanto uno strumento operativo al servizio della città oppure potranno diventare una concreta realizzazione di reinserimento sociale?
Il punto non è soltanto consentire ad alcune persone detenute di uscire temporaneamente dal carcere per svolgere attività utili. La sfida è comprendere se questi percorsi riusciranno a costruire un rapporto diverso tra pena, responsabilità e comunità, offrendo ai partecipanti competenze, continuità e una prospettiva per il futuro. A richiamare la dimensione sociale del tema è Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale. "Le carceri italiane - spiega - sono ormai al collasso. I numeri parlano chiaro: a livello nazionale contiamo 64.000 detenuti, 19.000 in più rispetto alla capienza massima delle strutture. In Campania la situazione è altrettanto drammatica, con 8.016 ristretti a fronte di un’eccedenza di ben 2.000 persone".
In questo quadro, il lavoro assume un significato che non può essere ridotto alla semplice utilità materiale dell’intervento svolto. "Chi sbaglia - aggiunge - deve essere privato del diritto alla libertà, ma mai del diritto alla dignità. E la dignità passa inevitabilmente attraverso il lavoro, i progetti socialmente utili, la cultura e l’affettività". È su questo terreno che il protocollo salernitano può assumere un valore più ampio. La manutenzione di un’aiuola, la cura di uno spazio pubblico o il supporto a un’attività sociale non rappresentano soltanto prestazioni pratiche, ma possono diventare occasioni di responsabilizzazione e di restituzione alla comunità. A condizione, però, che siano inserite in un percorso stabile, accompagnato e non episodico. Il rischio, altrimenti, è che iniziative di questo tipo vengano percepite esclusivamente come una forma di manodopera aggiuntiva, destinata al decoro urbano. La sfida è diversa: trasformare il lavoro di pubblica utilità in un ponte tra il carcere e la città, tra l’esecuzione della pena e il ritorno alla vita sociale.
Ciambriello richiama infatti la necessità di costruire un ponte levatoio tra il dentro e il fuori, ricordando esperienze già avviate anche in provincia di Salerno, come quella tra il Comune di Vallo della Lucania e la casa circondariale, oltre ai progetti realizzati nelle province di Caserta e Napoli. Punire non può significare soltanto isolare, ma deve anche voler dire creare le condizioni affinché una persona possa cambiare. "Chi sbaglia - sottolinea Ciambriello - non deve semplicemente pagare, deve poter cambiare". Al centro resta la funzione della pena richiamata dall’articolo 27 della Costituzione: non soltanto una sanzione, ma un percorso che deve tendere alla rieducazione del condannato.
Perché il progetto non rimanga una dichiarazione d’intenti, saranno necessari continuità, tutoraggio e criteri di verifica. Bisognerà valutare quante persone saranno coinvolte nel tempo, quali attività saranno effettivamente svolte, quali competenze potranno essere acquisite e quale forma di accompagnamento verrà prevista al termine dell’esperienza. La firma del protocollo rappresenta, dunque, soltanto il punto di partenza. Da un lato, la città potrà beneficiare di interventi destinati alla cura degli spazi pubblici; dall’altro, il carcere proverà ad aprirsi alla comunità attraverso attività capaci di restituire dignità, responsabilità e prospettiva. La vera misura dell’iniziativa non sarà soltanto il numero degli interventi realizzati, ma la capacità di trasformare questi lavori in un percorso concreto e verificabile. È su questo terreno che Salerno dovrà dimostrare se il reinserimento sociale può superare la dimensione del principio astratto e tradursi in una reale possibilità di cambiamento.
Redazione Irno24 20/01/2025
San Severino, con "SpesaSospesa" oltre 230mila pasti a famiglie in difficoltà
Mercoledì 22 gennaio, ore 11:00, a Mercato San Severino, presso la sede di Banco Alimentare Campania, in piazza don Giussani (località Sibelluccia), si terrà l’incontro per la consegna dell’assegno simbolico coi risultati della campagna solidale di Sole365 a supporto del progetto SpesaSospesa.org. Raccolti fondi per distribuire oltre 230mila pasti.
Durante il periodo natalizio, è stata attiva, nei punti vendita Sole365 e online, una campagna di solidarietà che ha consentito ai clienti di donare un pasto alle famiglie più fragili con un contributo di 0,50 €. Ogni donazione si è trasformata in un pasto da distribuire a famiglie del territorio in difficoltà attraverso le organizzazioni Banco Alimentare Campania e Croce Rossa Italiana Comitato Napoli. Grazie alla collaborazione con Regusto, la distribuzione dei beni essenziali sarà tracciabile, assicurando che aiuti concreti raggiungano chi ne ha bisogno.
All’incontro, moderato dal giornalista Peppe Iannicelli, interverranno: Davide Devenuto e Francesco Lasaponara, co-fondatori del progetto SpesaSospesa.org e Fondazione Lab00 ETS; Antonio Apuzzo, amministratore delegato di AP Commerciale; Roberto Tuorto, direttore Banco Alimentare Campania; Ida Nunziante, delegata Attività Sociali Croce Rossa Italiana (Comitato Napoli); Marco Raspati, Ceo e co-fondatore di Regusto.